VIII CENTENARIO DELLA NASCITA DI PAPA CELESTINO V (Pietro di Angelerio). IL LUOGO DI NASCITA: SANT’ANGELO LIMOSANO (CB).

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   In occasione della celebrazione dell’Anno Celestiniano per l’ VIII centenario della nascita di papa Celestino V, scopriamo il suo luogo di nascita con le biografie scritte da Stefano di Lecce redatta tra il 1471-1474, Lelio Marini del 1630 e  da Celestino Telera nel 1648.

   La secolare polemica che si “trascina” dal lontano anno 1479 è tornata “prepotentemente” di attualità dopo il terremoto che ha colpito tragicamente la città de L’Aquila e la basilica di Collemaggio che custodisce le spoglie di papa Celestino V.

   Non esiste un “certificato di nascita” di Pietro di Angelerio che possa “illuminarci” sul luogo della sua nascita, dell’anno in cui avvenne e del “cognome”, se pure lo avevano, dei suoi genitori. Possiamo scoprirli con l’attenta lettura delle sue biografie più antiche e soprattutto, valutando gli indizi storici e geografici che fanno da corollario alla sua lunga vita. 

   Chi era Stefano di Lecce?  Professore di sacra teologia, abate generale dell’Ordine Celestiniano, pubblicò la Vita del beatissimo confessore Pietro Angelerio.

   La sua biografia localizza ed identifica, senza incertezze, ma con due chiare descrizioni geografiche il luogo di nascita di Pietro di Angelerio:

   Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum (Pietro di Castello Sant’ Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano).

   Quorum primum extitit coenobium quoddam, in quo et ipse recepit monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Il primo di questi fu un certo cenobio nel quale ricevette l’abito monastico, che si chiama Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano ed al territorio di Sant’Angelo, dove lui era originario).

   Chi era P. Don Lelio Marini? Alla data del 19 Maggio 1630 era abbate Gen. de i Celestini e risiedeva nell’ Abbatia di S. Spirito presso Sulmona, la sua biografia Vita et miracoli di San Pietro del Morrone gia Celestino Papa V si compone di Liber IV  per un totale di 550 pagine, è ritenuta la più completa e dettagliata, ma bisogna leggerla con molta attenzione perchè non sono poche le contraddizioni in cui cadde l’autore.

   Marini sapeva che La patria del Santo secondo l’opinione volgareEsernia; ma conoscenza che alla opinione volgare  si contrapponevano 1) Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: 2) Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fù il Beato Roberto de Sale. 3) Et dal trattato, che scritto di mano del santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & ne i primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui, 3)  Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. 

   La biografia di Marini, dopo l’unico riferimento alla civitas di Esernia, descrive avvenimenti che localizzano ed identificano solo Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso:

   Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il quale forse fù quello di Santa Maria in Faifolis nella Diocesi di Benevento. 

                                   Sant’ Angelo Limosano dista dal monastero di Faifoli meno di 10 km.

   Pietro, come scrisse Marini, abbandonò la propria casa o il monastero e giunse a Castel di Sangro dopo un viaggio a piedi durato un  (1) giorno intero per arrivare il  pomeriggio alle ore 15  del giorno seguente: Marini nella sua descrizione diede particolare importanza alla durata di quel viaggio ed alla distanza tra il luogo di partenza e Castel di Sangro, luogo di arrivo, per localizzare ed identificare il paese natale di Pietro di Angelerio: (Castel di Sangro) è lontano da Esernia quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possi credere della patria e Monastero di questo nostro Santo

   Dalle mappe Gloogle, per un percorso a piedi: Isernia-Castel di Sangro Km. 31, 3.  Sant’Angelo Limosano- Castel di Sangro Km. 65, 7 , risulta evidente il  luogo che si credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

   Marini nella sua biografia continuò a fornire utili indizi: dico col Fabro, che (Pietro) pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriundo. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine (presso  Castel di Sangro).

   Qual fosse il luogo (Castel di Sangro), nel quale si fermò trè anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma, l’habbiamo già detto.

   In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisdittione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli: Dall’Abbate di questo Monastero, che all’ hora era buono, e grande, haveva il Santo primieramente havuto l’habito di Religione, & in esso haveva professato l’Ordine, e la Regola del Padre San Benedetto: & era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato.

   Egli (Capifer seu Capo di ferro, arcivescovo di Benevento) perciò mosso per la Santità del nostro Padre San Pietro, sapendo che era nato in quel paese, e che non solamente haveva fatta professione nel medesimo Ordine, ma anco in quel Monastero stesso (Santa Maria in Faifolis),  volse & operò che il santo fosse fatto Abbate del medesimo luogo e Monastero

   Chi era Celestino Telera? Già Abbate Difinitore, e poi Abbate Generale della medesima Congregatione Celestina, per Papa Celestino V scrisse anche una breve biografia in Historia Sagre degli Huomini Illustri per Santità della Congregatione de Celestini (senza ricordare Stefano di Lecce, suo predecessore!) a differenza di Stefano di Lecce e di Marini era convintissimo che Nacque Pietro, detto del Morrone, l’anno di nostra salute 1215, sotto il Pontificato d’Innocenzo III, in Isernia, Città dei Sanniti; benchè altri, quanto alla Patria, diversamente, ma senz’appoggio di vere ragioni stimassero; poichè negli antichi Ufficii della Chiesa, e nelle vite di lui, scritte dai più gravi Autori, leggiamo essere egli nato in quella città. Il che molto più si fa chiaro da un Editto del 1289 (che si ritrova appresso quei Cittadini) in cui Roberto Vescovo d’Isernia, a persuasione di S. Pietro quivi nominato Cittadino d’Isernia.

   Alla luce delle altre biografie più antiche di papa Celestino V e dalle descrizioni “imprecise” sia di Marini che dello stesso Telera, si evince che l’anno di nascita era il 1209; questa differenza di data di nascita la dice lunga sulla veridicità di quanto propose Telera  anche in merito al luogo di nascita: non reputò importante farci conoscere ciò che altri, quanto alla Patria, diversamente, ma senz’appoggio di vere ragioni stimassero; nè ritenne di illustrare quanto riportato negli antichi Ufficii della Chiesa, e nelle vite di lui, scritte dai più gravi Autori, leggiamo essere egli nato in quella città.

   Diligentemente tenne a precisare Il che molto più si fa chiaro da un Editto del 1289 (che si ritrova appresso quei Cittadini) in cui Roberto Vescovo d’Isernia, a persuasione di S. Pietro quivi nominato Cittadino d’Isernia.

Il docunento di cui sopra non è l’originale con la scrittura gotica cancelleresca o gotica regolare, ma è una copia il cui testo, redatto con scrittura del XVII secolo, non fu autenticato; lo avrebbe potuto scrivere chiunque, anche lo stesso Telera, considerato che era sconosciuto agli altri biografi, anche isernini, che prima di lui si erano interessati alla vita di papa Celestino V.  

   Perchè in quell’Editto fu scritto che era un semplice Cittadino d’Isernia, quando si sarebbe potuto ben evidenziare che era nato in quella città?

   Una cosa è certa e getta un ombra di sospetto su quanto scrisse Telera: nelle descrizioni che ricordano gli episodi che videro fra’ Pietro protagonista nel monastero di Santa Maria in Faifoli, non mise mai in relazione, come avevano fatto gli altri biografi tra cui Stefano di Lecce e Marini, quel monastero con il paese di origine di papa Celestino V; in modo molto “sbrigativo” scrisse: si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’ Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco.

 Nè ritenne di far conoscere ai propri lettori, come fece Marini, i particolari del viaggio che il giovane frà Pietro intraprese dalla sua patria per recarsi a Castel di Sangro: s’incamminarono (Pietro ed un compagno) insieme di buon cuore; ma appena finita la prima giornata, l’incostante compagno arrestò il corso …..  (Pietro) Proseguì dunque senz’altro compagno il santo giovanetto la strada, e arrivato alla terra di Castel di Sangro …..
   Non riportando il tempo utilizzato da Pietro per raggiungere Castel di Sangro, che sappiamo da Marini fu di un’altra giornata di cammino fino all’ora nona, ore 15 del pomeriggio, il lettore non può valutare la distanza tra il luogo di partenza e quello di arrivo: sappiamo che corrisponde a quella tra l’odierno Sant’Angelo Limosano e Castel di Sangro, ma non a quella tra Isernia e Castel di Sangrro.
   Oreste Gentile

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