ANNO CELESTINIANO: VIII CENTENARIO DELLA NASCITA DI PAPA CELESTINO V

2009: ANNO CELESTINIANO PER L’VIII CENTENARIO DELLA NASCITA DI PAPA CELESTINO V.

In occasione della 715^ Perdonanza Celestiniana che verrà celebrata a L’Aquila il 29 agosto 2009, sarà indetto l’Anno Celestiniano per l’ VIII centenario della nascita del santo papa molisano.

Per Pietro di Angelerio, eletto nel 1294 papa con il nome di Celestino V, è un avvenimento eccezionale, mai celebrato da quando venne al mondo, perché è sempre stato ricordato solo in occasione della morte avvenuta nell’anno 1296.

La nuova celebrazione darà alla Chiesa la possibilità di riproporre la vita e le opere di un umile uomo che fu frate, eremita (?), abate, papa, fuggiasco, prigioniero e santo: morì in una angusta grotta prigioniero di un altro pontefice, Bonifacio VIII, suo successore, ed assistito solo da due dei suoi più fedeli discepoli-biografi: Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona.

Quanti si interessano alla sua biografia accolgono con grande soddisfazione l’iniziativa che certamente metterà in ordine alcune “tessere” di un immaginario mosaico che raffigura la sua lunga vita: visse 87 anni.

La Chiesa a “piccoli passi” (quanta prudenza!), sta riscrivendo i suoi dati anagrafici: l’Annuario Pontificio, dall’anno 1998, non considera più la città di Isernia il suo luogo di nascita, lo indica solo con il nome della regione di origine: Molise.

L’Anno Celestiniano indetto per l’VIII centenario della sua nascita significa che la Chiesa riconosce nel 1209 l’anno della nascita!

Gli indizi tramandati dalle sue biografie più antiche non sono stati mai presi in considerazione perché furono sempre valutati sotto gli influssi campanilisti, al punto da sollecitare l’emissione di un francobollo commemorativo con l’effige del santo e con la legenda: Isernia 1215.

La biografia di papa Celestino V, ricordando la parabola tramandata da Matteo (13,24-43) si può paragonare ad un campo in cui i biografi più scrupolosi seminarono del buon seme, rappresentato da quegli indizi chiarissimi che hanno permettesso di scoprire l’anno della sua nascita, di identificazione e di localizzazione il luogo in cui avvenne e di conoscere anche il nome dei suoi genitori.

I biografi che ignoravano ed ignorano la geografia e la divisione amministrativa del regno federiciano-angioino, dall’anno 1479 continuano a seminarono la zizzania che ha danneggiato non solo l’anno, ma anche il luogo di nascita e, con l’invenzione di due cognomi, ha inquinato la famiglia di Pietro di Angelerio.

Il tempo è galantuomo (certo, 800 anni sono tanti!!!) e tutti i nodi vengono al pettine: chi ha sempre sostenuto la nascita di papa Celestino V nell’anno 1209, spera che una reazione a catena possa dare al più presto una giusta collocazione anche alle altre due “tessere” del mosaico che rappresenta la sua vita: luogo di nascita e cognome dei genitori.

Riconoscere e stabilire nel 1209 l’anno della nascita, significa che sono false le testimonianze prodotte dai sostenitori dei suoi natali isernini: su di esse hanno basata una loro consuetudine ed una loro tradizione popolare!

Le hanno fondate sul testo di una pergamena definita del vescovo Dario scoperta nel 1894 e smarrita per sempre; in essa era scritto che nella città di Isernia nell’anno 1215 era nato Pietro Celestino, figlio di Angelerio de Angeleris e di Maria de Leone: Darius, Aesernienses civis, Episcopus ab anno 1208 ad annum 1222 … Eius Praesulatus tempore circa annum 1215 hic – in Aesernia – ortum habuit ab Angelerio de Angeleris et Maria de Leone civitatis Aeserniae Petrus Coelestinus .

Una pergamena trovata nel 1894, sconosciuta a tutti i biografi vissuti prima di quella data, poi scomparsa per sempre: scoperta e letta solo da Iorio; nonostante ciò fu ritenuta una prova “inconfutabile”!

In merito è significativo il silenzio di Ciarlanti (1640-44) che, oltre ad essere stato uno storico sostenitore della nascita di Pietro di Angelerio nella sua città, era stato canonico della cattedrale di Isernia: non conosceva l’esistenza della pergamena!

La pergamena non è esistita ed il suo testo è falso perché frutto di una manipolazione di quanto scritto con maggiore precisione 200 anni prima da Ughelli (1642-64): 15. DARIUS temporibus Innocentii III. itemque Honorii III. Aeserniensis fuit Episcopus, cujus prima mentio in monumentis habetur anno 1208. ultima vero anno 1221. sub quo natus est anno 1215. S. Petrus de Morone, postea Pontifex Max. sub nomine Coelestini Quinti.

Ughelli condivideva l’anno 1215 della nascita, ma non riteneva il vescovo Dario Aeserniensis cives, non trascrisse i nomi dei genitori di Pietro, né i loro cognomi perché non li avevano, ma soprattutto sono diversi gli anni in cui il vescovo Dario rimise il suo mandato: per Iorio era il 1222, per Ughelli, e c’è da credergli, era il 1221!

Questo è uno degli esempi delle prove ritenute “inconfutabili” dai sostenitori dei natali isernini di papa Celestino V.

Oreste Gentile

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