PAPA CELESTINO V. LA CERTEZZA MATEMATICA DELL’ANNO DI NASCITA. LA CERTEZZA DEGLI INDIZI BIOGRAFICI PER IL PAESE DI ORIGINE.

   La proposta di  celebrare l’VIII centenario della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, nell’anno 2009 si basa sulla “certezzamatematica fondata su indizi numerici per poter effettuare una addizione ed una sottrazione!

   Marini, senza fornire alcuna prova, nel 1630 fu il primo biografo a fissare la nascita all’anno 1215: Nacque donque Pietro l’anno della salute  humana  Millesimodugentesimoquinto essendo Sommo Pontefice nel governo  di Santa Chiesa Papa Innocenzo Terzo; aggiungendo che morì il giorno decimonono del mese di Maggio l’anno millesimodugentesimo novantesimo sesto. Dell’età di lui ottant’unesimo.

   Nulla da obiettare:  la seconda citazione, con una sottrazione, dà un risultato inconfutabile:

                  1215 = 1296 (anno della morte) –  81 (età compiuti alla morte)

   Siamo sicuri che quando morì il dimissionario, il poi fuggiasco e prigioniero papa Celestino V, avesse 81 anni?

   Le biografie conosciute come Vita A e Vita C, entrambe redatte tra il 1303 ed il 1306, sono in disaccordo: la Vita A tramanda che papa Celestino V morì all’età di 86 anni, mentre la Vita C  la stimò di 87 anni.

   Sottraendo dall’anno della morte 1296 (uno degli indizi certi) gli anni vissuti 86 o 87, l’anno di nascita risulterebbe 1210 e 1209, ma non il 1215!

   La VITA di Petro de Aliaco (1326-1415) offre altri due indizi importantissimi: l’età che Pietro di Angelerio aveva quando iniziò la vita  eremitica Ultra vicesimum  (>20) suae aetatis e la sua durata Per sexaginta quinque (65) vitae suae (eremiticae) annos pertulerat .

   Successivamente la cosiddetta Autobiografia (1400), Stefano Tiraboschi (1450), Stefano di Lecce (1471-74), Notturno Napolitano (1520), lo stesso Marini (1630) e  Telera (1648), tramandano altri importantissimi indizi: 1617 anni, l’età che Pietro aveva quando entrò nel monastero di Santa Maria in Faifolis che abbandonò dopo 3 anni di permanenza all’età di 20 anni, per iniziare un primo periodo di eremitaggio presso Castel di Sangro-Palena che durò 3 anni e  che continuò successivamente a vivere per altri 62 anni sul Morrone-Maiella, fino all’anno 1294 della sua elezione al papato.

   Nessuno dei suoi biografi tenne conto dei 2 anni che Pietro di Angelerio visse come papa, fuggiasco e prigioniero fino all’anno 1296 della sua morte.

              

             X (incognita) +            anno di nascita

            20  (17+3)     +            anni quando abbandonò la casa  o il monastero

             3                  +            anni vissuti da eremita tra Castel  di Sangro e Palena

           62                  +            anni vissuti da eremita tra il  Morrone e la  Maiella                  

       1294                  +            anno di elezione a pontefice                           (dato certo)

             2                  +            anni vissuti a papa, fuggiasco e prigioniero   (dato certo)                   

       1296                                 anno della morte                                            (dato certo)

   L’anno di nascita X deve avere un valore tale che, sommato agli indizi tramandati dai biografi più antichi, dia come risultato  sia l’anno dell’elezione al papato che l’anno della morte.

   Il 1209 è l’addente esatto per quella addizione; sono improponibili gli anni 1210 e 1215!

   Solo il 1209 può essere considerato l’anno della nascita; infatti, ricordando quanto tramandato dalla citata Vita C, ritenuta la più antica ed attendibile, scritta da Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona, due dei discepoli più affezionati a Pietro di Angelerio e che rimasero al suo fianco fino alla morte, sappiamo che visse 87 anni, pertanto: 1296 – 87 = 1209.                                                   

   Se si accettasse l’anno 1215 proposto da Marini (1630) e poi da Telera (1648) avremmo dei risultati difformi dalla realtà:

                                   1215  +              anno di nascita.                                                                                           

                                       17   +             età di entrata in monastero.

                                         3   +             anni di permanenza  monastero

                                         3   +             anni totali di er.gio Castel di Sangro-Palena

                                       62   =             anni di permanenza sul Morrone-Maiella                                          

                                   1300   +             anno di elezione al papato (1294)

                                         2                  anni vissuti da papa, ……..           

                                   1302                  anno della morte (1296)

   “Scoperto” l’esatto anno di nascita di  papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, è evidente che bisogna correggere le date che ricordano i momenti più salienti della sua vita: 1209 nascita. 1226 entrò nel monastero di Santa Maria in Faifolis. 1229 abbandonò il monastero o la casa e partì per Roma, ma si trattenne in eremitaggio 3 anni a Castel di Sangro-Palena, quindi fino all’anno 1232, quando raggiunse Roma per essere consacrato sacerdote; sempre nell’anno 1232 si recò per la prima volta sul Morrone e poi sulla Maiella, dove rimase 62 anni, fino al 1294, anno della sua elezione al papato; 2 anni dopo, nel 1296, avvenne la sua morte nel castello di Fumone, prigioniero di Bonifacio VIII.

   Per quanto riguarda il luogo di nascita di Pietro di Angelerio, tutti gli indizi dei biografi più antichi lo localizzano ed identificano unicamente con l’odierno Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso.

   Platina (1479) fu il primo biografo che erroneamente e senza alcuna giustificazione indicò la civitas di Isernia: Celestini Quinto, chiamato primo   Pietro  da Morone,  fu de Isernia.

   Prima che Platina indicasse la civitas di Isernia quale paese di origine di Pietro di Angelerio, altre biografie più antiche indicarono un luogo diverso:

   la Vita di Stefano Tiraboschi (1450), scritta in dialetto lombardo, dava delle precise indicazioni storiche-geografiche: In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin: per provincia de terra de noe deve intendersi la provincia del regno angioino di Napoli denominata Terra Laboris et Comitatus Molisii in cui esisteva un castello-castrum che se chiama  sancto angelo.

   Stefano di Lecce (1471-74): Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum. (Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano); per maggiore “precisione” aggiunse: Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.).

   A. S. Bugatti (1520), meglio conosciuto con lo pseudonimo di Poeta notturno Napolitano scrisse: De la fertil provincia dil’Avor (Terra di Lavoro) E una Citta Lemusane (Limosano) appellata.

   Il biografo ritenne opportuno citare la più importante Citta Lemusane (Limosano) appellata che distava e dista solo 4 km. dal meno noto Sant’Angelo Limosano (vedi Stefano di Lecce).

   Marini (1630), la cui biografia è la più completa ed ampia di 550 pagine, scrisse:   La patria del Santo secondo l’opinione volgare fu Esernia.  Altri scrittori nondimeno hanno lasciata memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere.

   Ricordò la biografia del Poeta Notturno Napolitano, che scrisse in versi volgari la vita del Santo, stampata nell’anno 1520, dice che la patria del Santo fu la Terra chiamata Limosano. La quale è nei medesimi confini & nel Contado di Molisii. Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro fu nel Contado de Molisi, che è parte di terra di Lavoro, & in questo distretto stà posto il nominato Castello, & anco la Città d’Isernia ….

   Ricapitolando: nella provincia federiciana-angioina denominata Terra Laboris et Comitatus Molisii era sito il castrum-castello denominato sancto angelo o Sancti Angeli  o  Sant’Angelo.

   La Vita B (1303-1306) evidenziò che il monastero di sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde ipse oriundus exstiterat; confermò la Vita C (1303-1306): Sancta Maria in Fayfolis, quod erat il provincia unde ipse exstiterat oriundus.

   Il biografo Stefano di Lecce (1741-74), per evitare errori di localizzazione e di identificazione del castello Sancti Angeli, ritenne opportuno precisare che era nel Comitatus Molisii e vicino a Limosano; aggiungendo che anche il monastero di Santa Maria in Faifolis era vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

   Fatte queste considerazioni, è bene dare il giusto valore al “binomio”: sua patria (inteso come luogo di nascita del papa) ed il monastero di Santa Maria in Faifolis, ricordato dalla Vita B e dalla Vita C, da Stefano di Lecce e da Marini che scrisse:

1) Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate.

2) Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  

3)  E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove.

4)  Qual fosse il luogo (Castel di Sangro), nel quale si fermò trè anni nel principio, quando si partì dalla patria e dal Monastero per andare à Roma, l’habbiamo già detto, quando habbiamo spiegati i principij de’ suoi ritiramenti solitarij. All’hora egli fece il novitiato dell’eremo, e della sua Santità.

5)  In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato.

   Tutti i riferimenti e gli indizi esaminati escludono la civitas di Isernia come luogo di nascita di papa Celestino V; tenuto anche conto che la diocesi Isernia dipendeva dal metropolita di Capua, mentre il castrum di Sant’Angelo (Limosano) ed il monastero di Santa Maria in Faifolis erano pertinenti al metropolita di Benevento.

   I Manuscritti antichissimi e i biografi che sono stati citati ricordavano un Castello, inteso come castrum, chiamato Sant’Angelo: non è un indizio valido per identificare la patria di papa Celestino V?

   Isernia fin dai tempi della dominazione romana era sempre stata considerata una civitas!

   E’ sempre esistita una descrizione di Marini, mai presa in seria considerazione, che con molta chiarezza e senza ombra di dubbio permette di localizzare ed identificare il paese natale di papa Celestino V.

   Ricorda il viaggio che fra’ Pietro, dopo aver abbandonato il monastero di Santa Maria in Faifolis, intraprese con un confratello per raggiungere la città di Roma:

Mà doppò haver fatto una giornata, il compagno come leggieri e mosso da sola curiosità, & instabile perciò nel sentiero del Signore, si pentì dell’incominciata fatica  e peregrinazione in maniera che si affaticava ancor’assai di distorre l’istesso Pietro da quel buono pensiero, proponendogli l’amore della patria, & de i parenti, le commodità & gli agi della casa e del Monastero. Da quello donque abbandonato rimase solo, e fatto anco più costante preso maggior’animo, passò più avanti, & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. …., è lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possi credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

   Solo Sant’Angelo Limosano era ed è distante, camminando a piedi, una giornata + il secondo giorno a hora di Nona da Castel di Sangro.

   Utilizzando quanto scritto da Marini: Castel di Sangro è lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possi credere della patria e Monastero, ovvero: solo Sant’Angelo Limosano ed il monastero di Santa Maria in Faifolis possono identificarsi in quella precisa descrizione!

   Sant’Angelo Limosano ha dato i natali a papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

Oreste Gentile.

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