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PAPA CELESTINO V INVOCA IL PERDONO PER CHI SI IMPROVVISA SUO BIOGRAFO!

dicembre 30, 2009

 Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno!

   La mia invocazione intende salvare dalle fiamme dell’inferno alcuni biografi contemporanei che continuano a “fare scempio” della cronologia essenziale della mia vita.

   Devo dare ragione a quell’autore che definì le biografie pubblicate in mio onore “tutte uguali come teschi imbiancati”!

  Questa che prendo in esame è una delle tante:

a) 1209 – 1210   Pietro nasce a Isernia o Sant’Angelo Limosano, da Angelerio e da Maria Leone. 

 b) 1220   Federico II di Svevia è incoronato imperatore.
c) 1226    Muore Francesco d’Assisi.

d) 1230 (circa Pietro è novizio a Santa Maria di Faìfoli.  

e) 1233 – 1234   Pietro è a Roma, dove è ordinato sacerdote.

f)  1235 (circa)  Pietro trascorre un breve periodo nell’abbazia benedettina di San Giovanni in Venere a Fossacesia.

g) 1240 (circa)   Pietro è eremita sulla Maiella.  

  E’giusto che solo gli anni riferiti alla mia vita (a) , a differenza di quelli indicati per Federico II e per san Francesco di Assisi, siano ritenuti incerti, ma soprattutto anche errati?

   Non mi stancherò di ripetere che alcuni biografi contemporanei hanno letto con superficialità le biografie più antiche in cui con dovizia di particolari, ma anche con qualche imprecisione, hanno tramandato le date e la descrizione degli avvenimenti più importanti della mia vita: se avessero letto con attenzione e controllato con diligenza le fonti bibliografiche consultate, avrebbero potuto correggere i secolari errori.

  Danno credito alla descrizione di alcuni avvenimenti “incerti” ricordati da  qualche biografo e trascurano  quelli “certi” e condivisi dai più.  

   (a) Per l’ennesima volta vi ripeto che sono nato nel castrum di Sant’Angelo Limosano e non nella civitas di Isernia: i soloni della cultura conoscono la differenza che è sempre esista tra un castrum ed una civitas?

    Il mio biografo Marini ritenne opportuno evidenziare e tramandare l’importanza del tempo e della distanza che separava e separa il castrum di Castel di Sangro dal mio castrum di nascita, perché i soloni della cultura continuano ad ignorarli?

Perchè ignorare quanto scritto a partire dall’anno 1998 nell’Annuario Pontificio in cui non è più citata Isernia, ma genericamente e “pilatescamente” è scritto Molise inteso come Regione?

L’Annuario Pontificio è una pubblicazione ufficiale della Santa Sede o diffonde notizie non veritiere, visto che alcuni non le prendono nella giusta considerazione?

  (a) Tutti, dico tutti i miei primi biografi hanno tramandato che i miei genitori Angelerio e Maria non avevano un “cognome”, solo a mia madre ancora oggi si attribuisce il “cognome” Leone, sulla base di una citazione di Spinelli del 1664,  l’unica tra le tante biografie che tramandò, per essere precisi, de’ Leoni inteso più come sostantivo figurativo plurale che come “cognome”!

   Passiamo ad un altro argomento: i soloni della cultura “sanno fare di conto”?

   Conoscono le semplici operazioni di matematica dell’addizione e della sottrazione?

   Ho dei dubbi!

   Insieme rendiamoci conto di ciò che hanno scritto:

  (d) 1230 (circaPietro è novizio a Santa Maria di Faìfoli.

Quale valore “temporale” dobbiamo dare all’anno 1230 (circa), era l’anno di inizio o della fine del mio noviziato e quanto tempo durò?

   Conosco la matematica e ciò che le mie più antiche biografie, con dovizia di particolari, hanno tramandato della mia lunga vita; vi invito a consultarle, perchè i soloni della cultura lo hanno fatto con negligenza!

 (N. B. I numeri che ho sottolineati sono stati tramandati dalle mie biografie) Entrai per la prima volta nel monastero di Santa Maria in Faifolis al compimento di 16 anni: ne avevo 17, come tramandano i primi biografi; vi soggiornai 3 anni, come tramandano sempre i primi biografi, per cui: 17 + 3 = 20 anni  erano quelli compiuti quando abbandonai il monastero per andare a Roma, ma fui costretto a fermarmi a Castel di Sangro.

   Ci possiamo rendere conto che l’anno 1230, proposto nella citazione è il risultato di una addizione che ha per primo addende il 1210, presunto anno della mia nascita  e il secondo addende è rappresentato dai 20 anni che avevo quando abbandono il monastero: 1210 + 20 = 1230; mi chiedo e vi chiedo: con quale criterio hanno preferito il 1210 e non il citato 1209 che, come vi dimostrerò, è il vero anno della mia nascita, la “base di partenza”  della celebrazione dell’anniversario dei miei 800 anni di vita?

(e) Sempre nella loro incertezza (o ignoranza?) hanno scritto: 1233 – 1234  Pietro è a Roma, dove è ordinato sacerdote.

Partii per Roma dopo aver trascorso 3 anni da eremita tra Castel di Sangro e Palena, come confermano tutte le prime biografie; quindi l’anno da scegliere tra i due è il 1233 che si ottiene dalla somma di 1230 + 3: cancellate pure il 1234!

   Riuscite a seguirmi? 

   Sapete che è più facile inquinare che depurare?

 (f)  Esaminiamo l’affermazione: 1235 (circa) Pietro trascorre un breve periodo nell’abbazia benedettina di San Giovanni in Venere a Fossacesia.

 Non credo di essere stato nell’abbazia di San Giovanni in Venere nel 1235 (circa), lo posso dimostrare esaminando l’ultima affermazione (g): 1240 (circa) Pietro è eremita sulla Maiella; è bene che evidenzi: tornato da Roma non andai sulla Maiella, ma mi ritirai in eremitaggio dapprima sul Morrone e dopo  sulla Maiella; citare l’anno 1240 (circa)  è “fuori luogo”!

   Se dovessimo dare credito all’anno 1240, la mia elezione al papato, come vedremo, sarebbe avvenuta nell’anno 1302 e non nel 1294! 

Dovete sapere che subito dopo la mia consacrazione sacerdotale a Roma, mi recai per la prima volta sul Morrone, presso la città di Sulmona, e poi sulla Maiella dove, tra continui spostamenti ed anche un luongo viaggio a Lione, vissi ben 62 anni come ricordano le mie prime biografie, ovvero fino all’anno della mia elezione al papato del 1294: ergo, 129462 = 1232 questo è l’anno del mio arrivo al Morrone dopo il ritorno da Roma.

Se prendiamo in considerazione il 1240 (circa) quale  anno di inizio del mio eremitaggio tra il Morrone e la Maiella e ad esso sommiamo i 62 anni della sua durata fino alla elezione a pontefice, il risultato è 1302, un anno ben diverso dal  1294!

   Esistono tre biografie che hanno tramandato il totale degli anni che vissi da eremita, furono 65: hanno  tenuto in debito conto i 3 anni trascorsi tra Castel di Sangro- Palena  +  62  anni del Morrone-Maiella.

   Volete conoscere anche l’anno della mia nascita?

  Riporto quanto tramandato dalle prime biografie che vi invito a leggere perché possiate conoscere la verità della cronologia essenziale della mia vita, e non quella che hanno scritto ed ancora  scrivono i soloni della cultura: entrai in monastero a 17 anni, vi rimasi 3 anni, poi mi fermai 3 anni a Castel di Sangro-Palena, e vissi altri 62 anni tra il Morrone, la Maiella e continui spostamenti fino al 1294 quando fui eletto papa.

 Eseguiamo una semplice addizione ed una semplice sottrazione:

17 + 3 + 3 + 62 = 85 sono gli anni, mese più mese meno, che avevo quando fui eletto papa nel 1294;        1294 – 85 = 1209.

   Se ben ricordo, in una biografia conosciuta come Vita  C scritta da due dei miei discepoli più cari, Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona, è scritto che quando morii il 19 maggio 1296, avevo di 87 anni: neanche la loro testimonianza è stata presa in seria considerazione, visto che solo dopo 800 anni e per la prima si celebra l’anniversario della mia nascita!

   Se volete, possiamo fare ancora una verifica matematica che, come sapete, non è un’ opinione: avevo 85 anni quando il 5 luglio 1294 fui eletto papa e fino alla morte avvenuta il 19 maggio 1296 avevo vissuto da ostaggio, fuggiasco e prigioniero per 2 anni, meno due mesi che, sommati agli 85 fa 87, mese più mese meno, quindi 1296 – 87 = 1209.  

   Abuso della vostra pazienza per l’ultima verifica:

19 maggio 129687  = 16 maggio 1209: essendo nato il 29 giugno 1209, è evidente che sono vissuto 87 anni, meno 41 giorni!

 Vi benedico.                              Pietro di Angelerio.

 

     

 

 

 

 

  

  

PAPA CELESTINO V CRITICA ALCUNI DEI SUOI BIOGRAFI.

dicembre 19, 2009

(more…)

PAPA CELESTINO V. QUALCUNO HA LE IDEE POCO CHIARE !!!

dicembre 2, 2009

Dopo la pubblicazione in rete della mia 1a intervista, intervengo personalmente perché, dopo aver letto l’articolo che riporto integralmente, mi sono posto la domanda: non ho capito io o l’autore di quanto leggerete diffonde notizie diverse  dal programma predisposto per la celebrazione degli 800 anni della mia nascita?  

   E’ stato pubblicato:

venerdì 20 novembre 2009. Raviscanina. Celestino quinto torna a <<Ravecanina>>.  Le reliquie del Papa abruzzese tornano nella terra ove nel 1200 studiò e coltivò la sua vocazione. Raciscanina, Sant’Angelo d’Alife e Casaluce saranno le tre mete casertane della “peregrinatio” delle sacre reliquie di Celestino V l’iniziativa della Conferenza episcopale abruzzese e molisana in occasione dell’ottavo centenario della nascita del Papa (1209-1296). Prima di essere venerata in Terra di Lavoro, dove l’arrivo è previsto tra aprile e maggio dell’anno prossimo, l’urna sacra farà tappa in undici diocesi dell’Abruzzo e del Molise. Sebbene siano diversi i Comuni che ancora rivendicano i natali del Papa della Perdonanza, alcuni storici hanno dimostrato che il santo nacque nella borgata di Sancti Angeli di Ravecanina, che oggi corrisponde proprio ai territori di Sant’Angelo e Raviscanina. Una tesi, questa, supportata anche dal fatto che Celestino V studiò e coltivò la sua vocazione religiosa nella vicina abbazia di Santa Maria della Ferrara, situata nei pressi di Vairano. Il legame tra il santo e Casaluce deriva, invece, dal santuario voluto nel 1360 dai monaci celestiniani , che custodisce la famosa icona bizantina della Madonna di Casaluce”.

Ritengo che il comunicato scritto e diffuso dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana non possa creare dubbi:

“sabato 29 agosto 2009: Le Spoglie di papa Celestino V in Peregrinatio nelle 11 Diocesi Abruzzese-Molisane.   

Le spoglie di San Pietro Celestino inizieranno oggi la peregrinatio attraverso le 11 diocesi di Abruzzo e Molise, dove si potra’ ottenere l’indulgenza plenaria. La peregrinatio prendera’ il via nel pomeriggio, al termine della celebrazione della Messa di chiusura della Porta Santa di Collemaggio, in programma alle ore 18. La celebrazione sara’ affidata all’arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Molinari. La prima diocesi ad ospitare le spoglie di papa Celestino sara’ quella di Sulmona-Valva. Sara’ mons. Angelo Spina, vescovo della diocesi peligna, a ricevere in consegna l’urna di papa Celestino V dall’arcivescovo Molinari e accompagnera’ le spoglie nella chiesa concattedrale valvense di S. Pelino a Corfinio, vicino Sulmona. Il trasporto dell’urna con i resti di Celestino V sara’ curato dal comando provinciale dei vigili del fuoco dell’Aquila. Le altre diocesi interessate alla peregrinatio, tra settembre 2009 e agosto 2010, sono quelle di Chieti-Vasto, Teramo-Atri, Lanciano-Ortona, Pescara-Penne, Termoli-Larino, Campobasso-Boiano, Isernia-Venafro, Trivento, Avezzano e poi di nuovo L’Aquila. Con l’inizio della peregrinatio sara’ possibile, per i fedeli delle singole diocesi, lucrare l’indulgenza concessa dalla Penitenzieria Apostolica in occasione del Giubileo celestiniano indetto dalla Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana nella ricorrenza dell’ottavo centenario della nascita del papa del Morrone. Le spoglie di San Pietro Celestino torneranno all’Aquila il 28 agosto 2010, in occasione della 716esima edizione della Perdonanza celestiniana.

Per quanto di mia conoscenza, per tutto il mese di aprile dell’anno di grazia 2010 le mie spoglie saranno ospitate nella diocesi di Campobasso-Bojano: in Sant’Angelo Limosano, mio paese di origine, nella chiesetta che ricorda il monastero di Santa Maria in Faifolis dove iniziai la vita religiosa, nella cattedrale di Campobasso e poi nella antica  concattredale di Bojano, per essere trasferite per tutto il mese di maggio 2010  nella diocesi di Isernia-Venafro!

Per quale motivo le mie spoglie dovrebbero essere portate nell’antica e nobile Terra Laboris?

Veramente c’è chi crede ancora che non sia nato in Sant’Angelo Limosano e che abbia svolto il noviziato in un monastero diverso da quello di Santa Maria in Faifolis, uno tra i più famosi  dei dodici  esistenti nell’antica diocesi di Benevento, dove fui anche abate nell’anno 1276?

Dio perdoni chi non conosce la verità!

 Vi benedico.     Pietro di Angelerio.