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PAPA CELESTINO V: 3 QUESITI AGLI STUDENTI IMPEGNATI NEL CONCORSO A PREMI!

gennaio 31, 2010

Cari studenti, siete stati chiamati a partecipare ad un concorso che vi permetterà di conoscere la mia vita e quanto riuscii ad organizzare con l’aiuto di Nostro Signore, di Cui ho sempre cercato e vi invito, a seguire l’esempio!

 Alcuni di voi, forse la maggioranza non mi conoscono, mentre gli adulti mi conoscono e mi giudicano come  il papa del gran rifiuto, e pensare che nel testo delle mie dimissioni scrissi in modo chiaro: renuncio loco & dignitati onori & honeri.

Pensate che Dante, citando colui che per viltade fece il gran rifiuto nel III canto dell’Inferno, 60° verso, non conoscesse il significato di rifiuto e di rinuncia?

In occasione delle ricerche che farete per “scoprire” la mia vita,  vi sorprenderà come alcuni storici, amanti della polemica, hanno versato fiumi di inchiostro per condannarmi alle fiamme dell’Inferno, altri hanno esaltato le mie opere per farmi ritornare in Paradiso; in verità non mi ero mai mosso da quel luogo sacro dove vi auguro di  incontrarmi in un lontanissimo futuro.

La mia rinuncia fu la causa della secolare polemica, ma ne esistono delle altre: dopo circa 8 secoli, gli storici non trovano un poco di tempo per un accordarsi sull’anno ed il luogo della mia nascita.

 La Chiesa non dà alcuna importanza all’argomento, giustificando il suo disimpegno:

a) Evitiamo liturgie campanilistiche. b) Un argomento che sta rischiando  di diventare stucchevole, asfittico e  noiosamente provinciale. c) Questo argomento mi rimane del tutto indifferente. d) Noi prendiamo le distanze da questa discussione. Non c’interessa. e) Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a  ………….., a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare.  f) A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Disimpegno sì, ma non disdegna di pubblicare in occasione della celebrazione degli 800 anni della nascita la mia cronologia essenziale con delle date che non corrispondono alla realtà ed il più delle volte, lo scoprirete dalle vostre ricerche, fa il “tifo” per l’incertezza del mio anno di nascita ed anche per il luogo della mia nascita, preferendo una città!

Cari studenti, avete capito bene: dopo 800 anni dalla mia nascita non avrete la possibilità di conoscere nè l’anno, nè il luogo dove nacqui; i vostri figli, forse i vostri nipoti nel futuro avranno dagli studiosi e dagli storici delle indicazione più chiare!

Stando così le cose, no, voi no, non avrete la possibilità di conoscere la verità!

Potrei anche giustificare la loro unanime decisione di rimandare alle calende greche la ricerca dei miei precisi dati anagrafici, ma non sopporto che continuino a proporvi e pubblicare le cronologie della mia vita con le date che non corrispondono alla realtà.

Alcuni esempi: a) Pietro Angelerio nacque tra il 1209  e il 1215 nel Molise. b) Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210. c) Pietro nacque nell’anno 1210 o 1215. d) 12091210  Pietro nasce a Isernia o ……, da Angelerio e da Maria Leone .e) Figlio di Angelo de Angelerio  e di Maria de Leone.

Che “eleganza”, che “precisione” nel descrivere la mia vita!

Potrei e potreste accettare quanto propongono, ma sono indignato e Dio perdoni anche voi se condividerete il mio risentimento, perché esistono le biografie più antiche che, descrivendo con dovizia di particolari le decisioni prese nei momenti più importanti della mia lunga vita, non consentono di continuare a prendervi in giro:

   Vita C (1303-1306): quem per sexaginta et quinque annos perpessus in paenitentia fuerat.  

   Autobiografia (1400): a) e rimase lì per tre anni.  b) Dopo che egli ebbe trascorso tre anni in quel  luogo. d) e così da un anno all’altro arrivò ad oltre venti anni.

   Petro de Aliaco (1326-1415): a) Ultra vicesimum suae aetatis annum. b) Per sexaginta quinque vitae suae (eremiticae) annos pertulerat, finem imponete disposti.

   Stefano Tiraboschi (1450): a)  Passato tre anni in la predita asperità.b) donde da un anno alaltro  passando fin a vinti  anni remase i casa. c): donde da un anno alaltro passando fin a vinti anni rimase a casa.

   Stefano di Lecce (1471-74): a)  E rimase lì per tre anni con molti segni divini. b)  Trascorsi ormai tre  anni. c)  giunse fino all’età di venti anni.

   Notturno Napolitano (1520): Hor sin venti anni a casa volse stare.

   Marini  (1630): a) d’anni sedici in circa. b)  Pigliato donque l’habito e l’Ordine di San Benedetto circa gli anni sedici ò diecisette di sua età, e vi stette trè anni continui. 3)  Arrivò donque Pietro in questa perplessione fino all’età di vinti anni in circa, come anco gli altri antichi scrissero. 4) Era all’hora il mese di Gennaio dell’anno del Signore millesimo dugentesimo trentesimo quinto, di sua età ventesimo. 5)  ivi (Castel di Sangro-Palena) si fermò per tre anni continui con difficoltà e patimenti maravigliosi. 6)   In tre anni, che ivi stette . 7)  Gli manuscritti sono diversi, perché alcuni dicono che nell’età d’anni diecisette egli si ritirasse  alla solitudine, onde seguirebbe, che de vinti si fosse fatto Sacerdote. 8) Onde più verisimile, anzi vero giudico, ch’egli de vinti anni partisse dal Monastero, come affermano altri, & è chiaramente detto dal Cardinale di San Giorgio nel luogo sopra citato. Onde siegue che scorsi i trè anni, i quali stette nel luogo sudetto, circa gli vintiquattro si facesse Sacerdote conforme all’osservanza  generale della Chiesa. 9)  E poi vi fece la professione cioè ne gli anni diecisette della sua età, e vi perseverò fin’ alli vinti. 10) Credo, che nò volesse fermarsi più nel luogo sopranominato, dove tre anni còtinui haveva dimorato. 11) Qual fosse il luogo, nel quale si fermò trè anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma, l’habbiamo già detto.

Telera  (1648): Dopo averlo servito 65 anni in asprissime penitenze.

   Le biografie antiche hanno tramandato dei numeri che corrispondono agli anni in cui presi le decisioni più importanti per diventare in seguito l’eremita del Morrone ed il papa Celestino V.

   Alcuni numeri corrispondono alla mia età, altri alla durata delle mie azioni; con frequenza furono ricordati: 17    che corrisponde all’età che avevo quando entrai per la prima volta nel monastero di Santa Maria in Faifolis; 3  che corrisponde agli anni che vi restai; 20 è l’età dell’abbandono del monastero per condurre vita eremita; ancora 3 sono gli anni che vissi da eremita tra Castel di Sangro e Palena (Porrara); 65 sono il totale degli anni che i biografi antichi stimarono vissuti da eremita: 3 i primi di eremitaggio + 62  i successivi anni vissuti quando mi ritirai sul Morrone e sulla Maiella, fino alla elezione al papato nell’anno 1294.

 Agli studiosi ed agli storici è mancata e manca la volontà di scrivere la parola fine alle secolari polemiche, altrimenti sono autorizzato a ritenere che con poca attenzione, con scarsa diligenza hanno letto le biografie che ho ricordato, trascurando di prendere in considerazione i numeri tramandati e che ho ricordato.

   Volete conoscere la verità?

     Non hanno saputo, vogliono eseguire una semplice operazioni di matematica: la sottrazione, conoscevano/conoscono la storia medievale del regno svevo angioino, la geografia, le giurisdizioni delle diocesi episcopali!

Vi invito a scoprire il mio anno di nascita sottraendo tra loro i numeri scritti in grassetto e sottolineati.

Procediamo: la mia morte avvenne il 19 maggio dell’anno 1296. Fui eletto papa il 5 luglio 1294, quindi il mio pontificato, la fuga e la mia prigionia durarono (per eccesso)  2 anni e, per essere preciso: 1 anno, 10 mesi e 14 giorni.

La biografia conosciuta come VITA C, scritta da due dei miei più cari discepoli che mi assistettero fino alla morte, tramanda che vissi in totale 65 anni in eremitaggio e penitenza fino all’anno della elezione al papato; gli stessi anni furono confermati da Pietro de Aliaco e Celestino Telera.

Marini divise i 65 anni  della mia vita eremitica in due distinti periodi legati ai luoghi in cui presi dimora: 3 anni tra Castel di Sangro e Palena, monte Porrara, e 62 anni tra il monte Morrone e le asperità della montagna della Maiella.

Avete preso buona nota dei numeri?

Bene, vado avanti: all’età di 20 anni ero a Castel di Sangro, dopo aver vissuto 3 anni nel monastero di Santa Maria in Faifolis, dove ero entrato all’età di 17 anni per il noviziato.

Potete ora eseguire tre sottrazioni con i numeri scritti in grassetto e sottolineati: avete scoperto l’anno della mia nascita!

Siete stati più bravi della Chiesa, degli studiosi e degli storici di ogni epoca!!!!

Scoprite ora anche il luogo della mia nascita con la testimonianza delle biografie più antiche; alcune hanno scritto proprio il nome che dovrete scoprire, altre danno degli indizi storici, geografici e religiosi che faciliteranno la localizzazione e la sua identificazione, senza se e senza ma!

Autobiografia (1400): lo considerò un castrum.

Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe (Terra di Lavoro) sotto al regnamo de napoli i uno castello .

Stefano di Lecce (1450): a)  ………, contado di Molise, vicino a Limosano. b) del territorio …….., vicino al castello di Limosano e a Santa Maria in Faifolis.

 Marini (1630): a) il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato  …….: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. b)  Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate. c) Mà doppò haver fatta una giornata ,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  d) E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. . Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove. e) In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato.

Cari giovani, vi chiederete come mai con tanti indizi storici, geografici e religiosi ancora oggi si continui a dubitare del luogo della mia nascita?

La storia insegna che il luogo della mia nascita era nella provincia amministrativa del regno svevo-angioino denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, localizzato ed identificato nel Comitatus Molisii o contea di Molise in cui gli insediamenti urbani erano civitas, castrum/castellum, casali, villa/ae e terra/ae.

Io nacqui in un castrum/castellum che, come evidenziano senza ombra di dubbio le biografie più antiche, era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, dove  svolsi il noviziato e vi ritornai come abate nell’anno 1276.

Il castrum/castellum dove nacqui ed il monastero di Santa Maria in Faifolis erano sì localizzati nel Comitatus Molisii ed amministrati dallo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma entrambi erano nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benevento.

Il castrum/castellum, il monastero di Santa Maria in Faifolis e la diocesi di Benevento, formano un trinomio indiscutibile che condiziona la identificazione del mio luogo di origine.

   Voi, miei cari studenti, non condizionati da “compromessi” avete già dato un nome al mio piccolo paese sito dell’attuale Molise.

   Per quelli che ancora dovessero avere dei dubbi, ricordo quanto scritto da Marini: Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Partii dal mio paese con un compagnio più anziano in una fredda mattina di gennaio, dovevamo  raggiungere la città di Roma, seguendo il percorso tratturale verso Castel di Sangro.

Dopo aver camminato per una giornata, scrisse Marini, fui abbandonato dal compagnio e da solo proseguii il viaggio per giungere  il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) a Castel di Sangro.

Marini era a conoscenza che nell’anno 1479 Platina aveva proposto la mia nascita nella civitas di Isernia; avete letto bene ragazzi, il luogo era una civitas, non più un castrum/castellum ricordato dalle biografie antiche!  

Per questo motivo precisò che Castel di Sangro è lontano da Esernia quindici miglia, una distanza che poteva essere percorsa in  mezo un giorno; è evidente che ero partito da una località  posta ad una distanza che si poteva percorre solo in una giornata + il secondo giorno ed arrivare a hora di Nona (ore 15).

Voi sapete bene che la civitas di Isernia è posta ad una distanza ed ad un tempo di percorrenza che lo stesso Marini giudicò non pertinente al tempo ed alla distanza che le antiche biografie avevano tramandato: il tempo e la distanza di quel famoso viaggio erano e sono compatibili solo con il castrum/castellum e Castel di Sangro.

Per concludere l’argomento vi offro degli indizi che potete leggere in google: Isernia-Castel di Sangro, il percorso a piedi è di km. 31. 40 per 6 ore 41 min., mentre dal mio castrum/castellum a Castel di Sangro, la distanza è di  km. 65. 8 per 13 ore 35 min..

Un ultimo quesito: L’Annuario Pontificio fino all’anno 1997, nell’elenco dei pontefici  era scritto il luogo della mia nascita: ISERNIA; dall’anno 1998 Isernia è stata sostituita dal nome della regione: MOLISE.

DUE sono le località che si contendono la mia nascita: la prima era un castrum/castellum di cui avete scoperto il nome  con l’ausiliuo delle biografie antiche, la seconda è la civitas di Isernia.

Se la civitas di ISERNIA , dal 1997  è stata esclusa dalla contesa, rimane valida solo la candidatura del castrum/castellum di cui avete scoperto in precedenza il nome ricordato dalle biografie più antiche: pilatescamente la Chiesa ha scelto un compromesso!

Non ho altro da aggiungere: avete saputo risolvere i tre questiti; chi non accetterà i risultati che avete ottenuto, dovrà attendere la ricerca degli studiosi e degli storici con l’augurio che nel futuro possano dare indicazioni più chiare.

Vi benedico.                             Pietro di Angelerio.

 

  

 

 

 

 

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PAPA CELESTINO V. LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!

gennaio 30, 2010

          Si può leggere in un blog di intert: 6) S.angelo (sic) Limosano è da escludere in quanto non rientra nel territorio della provincia di Terra di Lavoro e nemmeno in quello del Contado del Molise.

L’argomento è il luogo di nascita di papa Celestino V che ancora una volta, per l’ennesima volta ripropone la secolare polemica anche in occasione del suo VIII centenario della nascita, le cui celebrazioni sono iniziate nell’agosto del 2009 e termineranno nello stesso mese del corrente anno.

L’occasione è quanto mai opportuna per conoscere e rivalutare la figura del santo papa molisano dal punto di vista storico, religioso e letterario.

Per quanto sta accadendo, ritengo che nessuno finora ha manifestato la volontà di aggiornare la “storia anagrafica” di Pietro di Angelerio, con una attenta e diligente lettura delle più antiche biografie.

La Chiesa ha recepito sì l’invito a celebrare la ricorrenza, ma “pilatescamente se ne lava le mani”, prende le distanze dall’argomento, lasciando agli studiosi e agli storici l’impegno che nel futuro possano darci indicazioni più chiare sul luogo della sua nascita che ancora oggi crea polemiche.

Polemiche che la stessa Chiesa alimenta, dando alle stampe la cronologia del papa i cui dati anagrafici non corrispondono alla realtà e che, il più delle volte, sono anche diversi a secondo dell’autore che ne ha curato la pubblicazione.

Costa tanto organizzare un confronto tra alcuni storici perché facciano chiarezza e si metta fine alla polemica in modo da evitare  delle affermazioni simili a quella che stiamo esaminando?

Il suo autore ignora la storia della nostra regione e la storia di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; secondo le sue conoscenze Sant’Angelo Limosano non rientra nel territorio della provincia di Terra di Lavoro e nemmeno in quello del Contado del Molise!

Ritengo l’affermazione uno “scherzo di carnevale”, visto che stiamo nel mese di febbraio, ma è bene affrontare l’argomento con serietà, lasciando la parola ai Registri della Cancelleria Angioina in cui è scritto:

1) Concessum est Petro de Cadro et descendentibus etc. castrum sancti Angeli de Limosano pro unciis 20 in Comitatu Molisii.

2) Petro de Cadro militi familiari, concessio castri Sancti Angeli de Limosano in comitatu Molisii.

3) Assecuratio vassallorum castri Sancti Angeli de Limosano in Comitatu Molisii.

4) Pro regina Ungarie. … paterne dilectionis zelo benignius inclinati emptionem castri Sancti Angeli de Limosano et eiusdem feudi siti in territorio civitatis Caserte de iustitiriatu Terre Laboris et Comitatus Molisii.

Nel XIII secolo in cui visse papa Celestino V, dove dovremmo localizzare Sant’Angelo Limosano?

L’autore del blog tace, ma i Registri della Cancelleria Angioina smentiscono la sua bugia!

Un’altra smentita la danno le più antiche biografie del santo papa che vengono citate a sproposito nell’articolo del blog per negare la sua nascita nel castrum/castello di Sant’Angelo Limosano.

Stefano Tiraboschi nel 1400 pubblicò in dialetto lombardo la Vita del Santissimo Pietro Celestino Papa, oggi nella Biblioteca Nazionale di S. Marco di Venezia: In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

Il biografo era a conoscenza, come confermano i Registri della Cancelleria Angioina, che nella provincia amministrativa del regno svevo-angioina denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, che la biografia ricorda come terra de noe del regno di Napoli, in un castello che si chiama sancto angelo nacque papa Celestino V.

E’ chiaro che il castello/castrum denominato sancto angelo si localizza nella provincia- Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Stefano di Lecce (1471-74), un biografo sconosciuto al blogger, scrisse: Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum. (Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano); per essere più “preciso”, aggiunse: Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.).

Marini (1630), la cui biografia è la più completa ed ampia di 550 pagine, scrisse:   La patria del Santo secondo l’opinione volgare fu Esernia. Altri scrittori nondimeno hanno lasciata memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere.

Aggiunse: Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro fu nel Contado de Molisi, che è parte di terra di Lavoro, & in questo distretto stà posto il nominato Castello, & anco la Città d’Isernia.

Il nominato Castello, perché il blogger intenda, si riferisce al Castello chiamato Sant’Angelo che si identifica con l’odierno Sant’Angelo Limosano.

Marini volle essere ancora più preciso, forse si era reso conto che all’epoca in cui visse montava la polemica sul luogo di nascita di papa Celestino V: a) Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate.

b) E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove.

Non solo Marini, ma anche il Fabro da lui ricordato, era a conoscenza che il giovane Pietro divenne frate nel monastero di Santa Maria in Faifolis posto nella Diocesi di Benevento e che forse era il più vicino alla sua patria; oltre alle conoscenze dei due biografi, anche alcuni manoscritti avevano ritenuto che il monastero fosse nella Provincia, d’onde egli era oriondo: la Provincia era lo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Un trinomio utile per localizzare ed identificare il paese natale di papa Celestino V: (1) il monastero di Santa Maria in Faifolis più vicino alla sua patria, (2) la diocesi di Benevento(3) lo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii; qualsiasi località volesse candidarsi all’ambito riconoscimento, deve interagire con i tre indizi-capisaldi.

Marini, non soddisfatto di quanto scritto, per confermare che il luogo di nascita di papa Celestino V era da identificare unicamente nel castrum/castello di Sant’Angelo Limosano e non nella civitas di  Isernia, descrisse con dovizia di particolari il viaggio che il giovane Pietro fece dal paese natale a Castel di Sangro: Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  

Pietro, partendo dal paese natale, impiegò una giornata + secondo giorno a hora di Nona (ore 15) per raggiungere Castel di Sangro che invece è  lontano da Esernia quindici miglia che si percorrono a piedi per un tempo di mezo un giorno, ovvero mezza giornata.

Marini, descrivendo quel viaggio, escluse la civitas di Isernia, confermando che solo da Sant’Angelo Limosano si impiegava una giornata + secondo giorno a hora di Nona (ore 15) per arrivare a Castel di Sangro.  

Sant’Angelo Limosano: (a) era nella provincia amministrativa del regno svevo-angioino denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molissi; (b) era localizzato nel Comitatus Molisii; (c) era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis; (d) era nella diocesi di Benevento: era il castrum/castello dove nacque papa Celestino V.

Se una località volesse candidarsi all’ambito riconoscimento deve avere i requisiti dei punti a, b, c e d.

Perché la Chiesa non ha la volontà di prendere in seria considerazione quanto illustrato?

Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V INVITA I GIOVANI A SCOPRIRE L’ANNO ED IL LUOGO DELLA SUA NASCITA.

gennaio 29, 2010

Cari giovani molisani, alcuni di voi non mi conoscono, mentre la maggior parte degli adulti mi conosce e mi giudica come  il papa del gran rifiuto, e pensare che nel testo delle mie dimissioni scrissi in modo chiaro: renuncio loco & dignitati onori & honeri.

Pensate che Dante, citando colui che per viltade fece il gran rifiuto nel III canto dell’Inferno, 60° verso, non conoscesse il significato di rifiuto e di rinuncia?

Alcuni storici che amano la polemica, hanno versato fiumi di inchiostro per condannarmi alle fiamme dell’Inferno, altri hanno esaltato le mie opere per farmi ritornare in Paradiso; in verità non mi ero mai mosso da quel luogo sacro dove vi auguro di  incontrarmi in un lontanissimo futuro.

La mia rinuncia fu la causa della secolare polemica; ne esistono delle altre: dopo circa 8 secoli, gli storici non trovano un poco di tempo per un accordo sull’anno ed il luogo della mia nascita.

 La Chiesa non dà alcuna importanza all’argomento, giustificando il suo disimpegno:

a) Evitiamo liturgie campanilistiche. b) Un argomento che sta rischiando  di diventare stucchevole, asfittico e  noiosamente provinciale. c) Questo argomento mi rimane del tutto indifferente. d) Noi prendiamo le distanze da questa discussione. Non c’interessa. e) Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a  ………….., a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiaref) A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Disimpegno sì, ma non disdegna di pubblicare in occasione della celebrazione degli 800 anni della nascita la mia cronologia essenziale con delle date che non corrispondono alla realtà!

Cari giovani, avete capito bene: dopo 800 anni dalla mia nascita non avrete la possibilità di conoscere nè l’anno, nè il luogo dove nacqui; i vostri figli, forse i vostri nipoti nel futuro avranno dagli studiosi e dagli storici delle indicazione più chiare!

Stando così le cose, no, voi no, non avrete la possibilità di conoscere la verità!

Potrei anche giustificare la loro unanime decisione di rimandare alle calende greche la ricerca dei miei precisi dati anagrafici, ma non sopporto che continuino a proporvi e pubblicare le cronologie della mia vita con le date che non corrispondono alla realtà.

Alcuni esempi: a) Pietro Angelerio nacque tra il 1209  e il 1215 nel Molise. b) Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210. c) Pietro nacque nell’anno 1210 o 1215. d) 12091210  Pietro nasce a Isernia o Sant’Angelo Limosano, da Angelerio e da Maria Leone. e) Figlio di Angelo de Angelerio  e di Maria de Leone.

Che “eleganza”, che “precisione” nel descrivere la mia vita!

Potrei e potreste accettare quanto propongono, ma sono indignato e Dio perdoni anche voi se condividerete il mio risentimento, perché esistono le biografie più antiche che, descrivendo con dovizia di particolari le decisioni prese nei momenti più importanti della mia lunga vita, non consentono di continuare a prendervi in giro:

   Vita C (1303-1306): quem per sexaginta et quinque annos perpessus in paenitentia fuerat.  

   Autobiografia (1400): a) e rimase lì per tre anni.  b) Dopo che egli ebbe trascorso tre anni in quel  luogo. d) e così da un anno all’altro arrivò ad oltre venti anni.

   Petro de Aliaco (1326-1415): a) Ultra vicesimum suae aetatis annum. b) Per sexaginta quinque vitae suae (eremiticae) annos pertulerat, finem imponete disposti.

   Stefano Tiraboschi (1450): a)  Passato tre anni in la predita asperità.b) donde da un anno alaltro  passando fin a vinti  anni remase i casa. c): donde da un anno alaltro passando fin a vinti anni rimase a casa.

   Stefano di Lecce (1471-74): a)  E rimase lì per tre anni con molti segni divini. b)  Trascorsi ormai tre  anni. c)  giunse fino all’età di venti anni.

   Notturno Napolitano (1520): Hor sin venti anni a casa volse stare.

   Marini  (1630): a) d’anni sedici in circa. b)  Pigliato donque l’habito e l’Ordine di San Benedetto circa gli anni sedici ò diecisette di sua età, e vi stette trè anni continui. 3)  Arrivò donque Pietro in questa perplessione fino all’età di vinti anni in circa, come anco gli altri antichi scrissero. 4) Era all’hora il mese di Gennaio dell’anno del Signore millesimo dugentesimo trentesimo quinto, di sua età ventesimo. 5)  ivi (Castel di Sangro-Palena) si fermò per tre anni continui con difficoltà e patimenti maravigliosi. 6)   In tre anni, che ivi stette . 7)  Gli manuscritti sono diversi, perché alcuni dicono che nell’età d’anni diecisette egli si ritirasse  alla solitudine, onde seguirebbe, che de vinti si fosse fatto Sacerdote. 8) Onde più verisimile, anzi vero giudico, ch’egli de vinti anni partisse dal Monastero, come affermano altri, & è chiaramente detto dal Cardinale di San Giorgio nel luogo sopra citato. Onde siegue che scorsi i trè anni, i quali stette nel luogo sudetto, circa gli vintiquattro si facesse Sacerdote conforme all’osservanza  generale della Chiesa. 9)  E poi vi fece la professione cioè ne gli anni diecisette della sua età, e vi perseverò fin’ alli vinti. 10) Credo, che nò volesse fermarsi più nel luogo sopranominato, dove tre anni còtinui haveva dimorato. 11) Qual fosse il luogo, nel quale si fermò trè anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma, l’habbiamo già detto.

Telera  (1648): Dopo averlo servito 65 anni in asprissime penitenze.

   Le biografie antiche hanno tramandato dei numeri che corrispondono agli anni in cui presi le decisioni più importanti per diventare in seguito l’eremita del Morrone ed il papa Celestino V.

   Alcuni numeri corrispondono alla mia età, altri alla durata delle mie azioni; con frequenza furono ricordati: 17    che corrisponde all’età che avevo quando entrai per la prima volta nel monastero di Santa Maria in Faifolis; 3  che corrisponde agli anni che vi restai; 20 è l’età dell’abbandono del monastero per condurre vita eremita; ancora 3 sono gli anni che vissi da eremita tra Castel di Sangro e Palena (Porrara); 65 sono il totale degli anni che i biografi antichi stimarono vissuti da eremita: 3 i primi di eremitaggio + 62  i successivi anni vissuti quando mi ritirai sul Morrone e sulla Maiella, fino alla elezione al papato nell’anno 1294.

 Agli studiosi ed agli storici è mancata e manca la volontà di scrivere la parola fine alle secolari polemiche, altrimenti sono autorizzato a ritenere che con poca attenzione, con scarza diligenza hanno letto le biografie che ho ricordato, trascurando di prendere in considerazione i numeri tramandati e che ho ricordato.

   Volete conoscere la verità?

     Non hanno saputo, vogliono eseguire una semplice operazioni di matematica: la sottrazione, conoscevano/conoscono la storia medievale del regno svevo angioino, la geografia, le giurisdizioni delle diocesi episcopali!

Vi invito a scoprire il mio anno di nascita sottraendo tra loro i numeri scritti in grassetto e sottolineati.

Procediamo: la mia morte avvenne il 19 maggio dell’anno 1296. Fui eletto papa il 5 luglio 1294, quindi il mio pontificato, la fuga e la mia prigionia durarono (per eccesso)  2 anni e, per essere preciso: 1 anno, 10 mesi e 14 giorni.

La biografia conosciuta come VITA C, scritta da due dei miei più cari discepoli che mi assistettero fino alla morte, tramanda che vissi in totale 65 anni in eremitaggio e penitenza fino all’anno della elezione al papato; gli stessi anni furono confermati da Pietro de Aliaco e Celestino Telera.

Marini divise i 65 anni  della mia vita eremitica in due distinti periodi legati ai luoghi in cui presi dimora: 3 anni tra Castel di Sangro e Palena, monte Porrara, e 62 anni tra il monte Morrone e le asperità della montagna della Maiella.

Avete preso buona nota dei numeri?

Bene, vado avanti: all’età di 20 anni ero a Castel di Sangro, dopo aver vissuto 3 anni nel monastero di Santa Maria in Faifolis, dove ero entrato all’età di 17 anni per il noviziato.

Potete ora eseguire tre sottrazioni con i numeri scritti in grassetto e sottolineati: avete scoperto l’anno della mia nascita!

Siete stati più bravi della Chiesa, degli studiosi e degli storici di ogni epoca!!!!

Scoprite ora anche il luogo della mia nascita con la testimonianza delle biografie più antiche; alcune hanno scritto proprio il nome che dovrete scoprire, altre danno degli indizi storici, geografici e religiosi che faciliteranno la localizzazione e la sua identificazione, senza se e senza ma!

Autobiografia (1400): lo considerò un castrum.

Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe (Terra di Lavoro) sotto al regnamo de napoli i uno castello .

Stefano di Lecce (1450): a)  ………, contado di Molise, vicino a Limosano. b) del territorio …….., vicino al castello di Limosano e a Santa Maria in Faifolis.

 Marini (1630): a) il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato  …….: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. b)  Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate. c) Mà doppò haver fatta una giornata ,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  d) E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. . Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove. e) In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato.

Cari giovani, vi chiederete come mai con tanti indizi storici, geografici e religiosi ancora oggi si continui a dubitare del luogo della mia nascita!

La storia insegna che il luogo della mia nascita era nella provincia amministrativa del regno svevo-angioino denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, localizzato ed identificato nel Comitatus Molisii o contea di Molise in cui gli insediamenti urbani erano civitas, castrum/castellum, casali, villa/ae e terra/ae.

Io nacqui in un castrum/castellum che, come evidenziano senza ombra di dubbio le biografie più antiche, era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, dove  svolsi il noviziato e vi ritornai come abate nell’anno 1276.

Il castrum/castellum dove nacqui ed il monastero di Santa Maria in Faifolis erano sì localizzati nel Comitatus Molisii ed amministrati dallo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma entrambi erano nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benevento.

Il castrum/castellum, il monastero di Santa Maria in Faifolis e la diocesi di Benevento, formano un trinomio indiscutibile che condiziona la identificazione del mio luogo di origine.

   Voi, miei cari giovani, non condizionati da “compromessi” avete già dato un nome al mio piccolo paese sito dell’attuale Molise.

   Per quelli che ancora dovessero avere dei dubbi, ricordo quanto scritto da Marini: Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Partii dal mio paese con un compagnio più anziano in una fredda mattina di gennaio, dovevamo  raggiungere la città di Roma seguendo il percorso tratturale verso Castel di Sangro.

Dopo aver camminato per una giornata, scrisse Marini, fui abbandonato dal compagnio e da solo proseguii il viaggio per giungere  il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) a Castel di Sangro.

Marini era a conoscenza che nell’anno 1479, Platina aveva proposto la mia nascita nella civitas di Isernia; avete letto bene ragazzi, il luogo era una civitas, non più un castrum/castellum ricordato dalle biografie antiche!  

Per questo motivo precisò che Castel di Sangro è lontano da Esernia quindici miglia, una distanza che poteva essere percorsa in  mezo un giorno; è evidente che ero partito da una località  posta ad una distanza che si poteva percorre solo in una giornata + il secondo giorno ed arrivare a hora di Nona (ore 15).

Voi sapete bene che la civitas di Isernia è posta ad una distanza ed ad un tempo di percorrenza che lo stesso Marini giudicò non pertinente al tempo ed alla distanza che le antiche biografie avevano tramandato: il tempo e la distanza di quel famoso viaggio erano e sono compatibili solo con il castrum/castellum e Castel di Sangro.

Per concludere l’argomento vi offro degli indizi che potete leggere in google: Isernia-Castel di Sangro, il percorso a piedi è di km. 31. 40 per 6 ore 41 min., mentre dal mio castrum/castellum a Castel di Sangro, la distanza è di  km. 65. 8 per 13 ore 35 min..

Un ultimo quesito: L’Annuario Pontificio fino all’anno 1997, nell’elenco dei pontefici  era scritto il luogo della mia nascita: ISERNIA; dall’anno 1998 Isernia è stata sostituita dal nome della regione: MOLISE.

DUE sono le località che si contendono la mia nascita: la prima era un castrum/castellum di cui avete scoperto il nome  con l’ausiliuo delle biografie antiche, la seconda è la civitas di Isernia.

Se la civitas di ISERNIA , dal 1997  non è ritenuto il luogo della mia nascita, rimane valida solo la candidatura del castrum/castellum di cui avete scoperto in precedenza il nome ricordato dalle biografie più antiche: pilatescamente è stato scelto un compromesso!

Non ho altro da aggiungere: avete saputo risolvere i tre questiti; chi non accetterà i risultati che avete ottenuto, dovrà attendere la ricerca degli studiosi e degli storici con l’augurio che nel futuro possano dare indicazioni più chiare.

Vi benedico.                             Pietro di Angelerio.

 

  

 

 

 

 

PAPA CELESTINO V. IL LUOGO DELLA SUA NASCITA ED I “SOLONI DELLA CULTURA”!

gennaio 9, 2010

I soloni della cultura, alla domanda dove nacque papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, eludono la risposta e con una sola voce:

Non entriamo nel merito. Prendiamo le distanze da questa discussione. Non ci interessa. Lasciamo questa ricerca agli studiosi ed agli storici. A noi queste cose interessano relativamente.

Eludono la domanda, poi pubblicano delle cronologie, l’una fotocopia dell’altra, le cui date sono in contrasto con gli anni che ricordano le scelte più importanti dell’umile Pietro di Angelerio.

La rinuncia a dare una risposta, mi fa tornare alla mente la celebre frase nondum matura est, nolo acerbam sumere: la volpe, non potendo raggiungere l’uva (la localizzazione e l’identificazione del paese natale di papa Celestino V) nascose la propria incapacità  e rinunciò al frutto!

Nel nostro caso, più che l’incapacità è mancata la volontà di risolvere la secolare polemica che si trascina dal 1479;  nessuno si è impegnato per dare una risposta risolutiva, eppure sono sempre esistite le descrizioni dettagliate tramandate dai primi biografi e riferite al luogo della sua nascita.

A chi dovremmo rivolgere la domanda per avere una risposta soddisfacente?

La sensazione è che la soluzione della polemica possa recare “danno” a qualcuno!

Le biografie non hanno indicato in modo esplicito il luogo dove nacque papa Celestino V, ma gli indizi storici-amministrativi-religiosi-geografici tramandati sono sufficienti per la sua localizzazione ed identificazione.

La polemica si può risolvere solo conoscendo la storia del XIII secolo in cui egli visse: (A) la divisione  politico-amministrativa del regno svevo-angioino, (B) la distribuzione delle diocesi episcopali (C) l’assetto urbano degli insediamenti.

(A) La storia medioevale del XIII secolo ci tramanda che la Terra/ae Laboris, corrispondente al Principato di Capua, con il Comitatus Molisii e conservando entrambi l’autonomia territoriale, costituivano un unico distretto amministrativo/provincia denominto Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

(B) Il territorio del Comitatus Molisii per la giurisdizione ecclesiastica era diviso in cinque diocesi episcopali, con sede nelle civitas di Venafro, Isernia, Trivento, Bojano e Guardialfiera; Venafro ed Isernia erano suffraganee del metropolita di Capua; Trivento, Bojano e Guardialfiera erano suffraganee del metropolita di Benevento.

 La diocesi di Benevento comprendeva all’epoca il monastero di Santa Maria in Faifolis ed il luogo di nascita di Pietro di Angelerio.

(C) Gli insediamenti urbani si distinguevano in civitas, castrum/castellum, casale, ville e terre; le antiche biografie hanno tramandato che il luogo di nascita era localizzato nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, era pertinente al territorio del Comitatus Molisii ed alla diocesi di Benevento; era un castrum/castellum: un villaggio fortificato, diverso dal castellum inteso come la dimora fortificata del signore/feudatario, che poteva anche non essere presente in un castrum/castellum o in una civitas.

Le biografie più antiche così hanno descritto gli indizi.

(A) Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii. 

   1. Opus Metricum (1296-1314): 

 patria huic quonda vel parte Laboris Terrae.

Perché non si creino dubbi, è bene evidenziare che molto spesso anche i Registri della Cancelleria Angioina, descrivendo una località pertinente al territorio del  Comitatus Molisii, facessero riferimento solo al distretto amministrativo/provincia denominato Terra Laboris, senza citare il Comitatus Molisii; questo non significa che la località non fosse sita nel territorio di quest’ultimo.

   Alcuni esempi: (I)  Mandat ut terre Petre Abundantis et Triventi, de Justitiariatu Terre Laboris, R. Curie devolvantur. (II) Iustitiario Terre Laboris mandatum de reparatione castri Boyani(III) castrum Longani et medietatem castri Clarici de Iustitiariatu Terre Laboris.  

Il Comitatus Molisii non fu citato, ma è inconfutabile che le località Petre Habundantis et Triventi, castri Boyani, castrum Longani e castri Clarici, che oggi corrispondono a Pietrabbondante, Trivento, Bojano, Longano e Chiauci  vadano localizzate ed identificate nel suo territorio: non possono  essere considerate in Terre Laboris, la cui citazione indicava solo lo Justitiariatu/o-distretto amministrativo/provincia.

   2.  La Bolla della Canonizzazione (1306):

a) O quam felix es Provincia & Terrae Laboris.

b) B. igitur Petrus de praedicta provincia Terrae Laboris traxisse fertur originem.

L’ assenza della denominazione Comitatus Molisii si giustifica con quanto detto per la citazione (A1):  il riferimento è alla provincia e non al territorio; fertur originem della Bolla conferma che papa Celestino V nacque nel distretto conosciuto come Provincia & Terrae Laboris che aveva competanza amministrativa anche sul territorio del Comitatus Molisii.

   3. MS.  Bernardi Guidonis (1324):

COElestinus V. corversatione Heremita. Natione de terra laboris Oriundus prope Sulmona.

Una conferma: ancora una volta fu ricordato solo il distretto/provincia amministrativa terra laboris, trascurando di completare la citazione con Comitatus Molisii; un errore:  la civitas di Sulmona si localizzava nel distretto amministrativo/provincia denominato Justitiariato Aprutti e non poteva essere il paese di origine di Pietro di Angelerio che, da quanto esamineremo, era da localizzare ed identificare unicamente in Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

   4. F. Francisci Pipini (1328):

Hic fuit conversatione Anachoreta, sive Eremita de Abrutio, oriundus prope Sulmona provinciae Terrae-Laboris, vocatus prius Frater Petrus de Murone.

La citazione è la copia di quella precedente: ci offre una conferma ed un errore!

   5.  S. Tiraboschi (1400):

In la provintia de terra de noe sotto il regnamo de napoli.

I soloni della cultura hanno sempre “fantasticato” sul significato da dare alla poetica citazione terra de noe, che stava ad indicare una provincia pertinente al regno di Napoli, quì ricordato come regnamo de napoli; non può che essere Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, visto anche il riferimento a terra.  

   6. Stefano di Lecce (1471-1474):

Petrus de ……, comitatus Molisii.

Il biografo ritenne opportuno ricordare solo il territorio in cui era localizzato il luogo di nascita di Pietro di Angelerio, non il distretto/provincia Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

   7. Poeta Notturno Napolitano (1520):

De la fertil provincia dil’ Avoro.

Il biografo poeta, con dil’ Avor, ricordò la denominazione del distretto amministrativo/provincia, citando solo Terra Laboris ed omettendo Comitatus Molisii.

   8. L. Marini (1640): 

I) Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro nel Contado de Molisi, che è parte di terra di Lavoro.  II) Monastero di Santa Maria in Faifoli ……, & alcuni manuscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo.

I) Il luogo di nascita, ricordato dal biografo come Patria di papa Celestino V, era localizzato con assoluta certezza nel  territorio del Contado de Molisi,  che con la terra di Lavoro costituivano un unico distretto/provincia. II) Il biografo ricordò che il monastero di Santa Maria in Faifolis  era nella nella Provincia (Comitatus Molisii)  (B) dove egli era oriundo.

Le biografie di papa Celestino V ci hanno tramandato l’esistenza di due binomi interdipendenti: nel ,  costituito dal Comitatus Molisii, distretto territoriale autonomo e dalla diocesi di Benevento, si localizzava il II° binomio costituito dal luogo della sua nascita e dal monatero di Santa Maria di Faifoli.

I luoghi che volessero rivendicare la nascita di Pietro di Angelerio, devono “soddisfare” le descrizioni dei due binomi

a) dovevano localizzarsi nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino  Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, precisamente nel territorio di quest’ultimo; b) dovevano essere pertinenti alla diocesi di Benevento e vicine al monastero di Santa Maria in  Faifolis ; c) dovevano essere stati un castrum/castello.

   1. La Vita B (1303-1306):

sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde ipse oriundus exstiterat. 

       La Vita C:

Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde ipse exstiterat oriundus.

Le due biografie, ma esiste anche la Vita A che non si interessò all’argomento, localizzavano il monastero di Santa Maria in Faifolis in una  provincia dove era oriundus papa Celestino V.

Per provincia si può intendere sia il distretto amministrativo/provincia Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, già illustrato, dove si localizzavano ed identificavano il monastero frequentato dal giovane Pietro per il noviziato ed il luogo della sua nascita, ma potrebbe riferirsi anche alla provincia ecclesiastica, pertinente alla diocesi di Benevento, nella cui giurisdizione esisteva il monastero di Santa Maria in Faifolis ed il luogo della nascita.

   2. Stefano di Lecce:

Quorum primum extitit coenobium quoddam, in quo et ipse recepit monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope ……, unde iam ipse oriundus fuit, quod vir venerabilis sancta memoriae Capifer, archiepiscopus Beneventanus concessited et eidem in abbatem consacravit.

Il ruolo svolto dal monastero di Santa Maria in Faifolis nella vita di papa Celestino V è duplice: Pietro vi entrò da giovane  per la prima volta nell’anno 1226 per il noviziato e vi tornò con il titolo di abate nell’anno 1276!

Il biografo confermò la localizzazione del monastero di Faifoli nella provincia dove era nato Pietro di Angelerio!

   3.  Poeta Notturno Napolitano:

Essendo Pietro in un monastero Farfalo detto ….: Farfalo non è che è la corruzione di Faifolis !

   4. L. Marini confermò la vicinanza del monastero al luogo di nascita di papa Celestino V:

a) E per hora dirò, che lo tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il quale forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli fù fatto Abbate. b) Qual fosse il luogo, nel quale si fermò tre anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma … . c) In oltre era stato molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli  …… : & era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato, dal che si argomenta che ivi pigliò l’habito.

Ricapitolo per i soloni della culturail luogo dove nacque papa Celestino V era localizzato nel territorio del Comitatus Molisii che con la Terra/ae Laboris costituivano un unico distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Si era a conoscenza che il luogo dove nacque era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, entrambi erano nella diocesi di Benevento.

(C) castrum/castellum.

Le antiche biografie concordano nel ritenere il luogo di nascita di papa Celestino V un castrum/castello.

   1. L’ Autobiografia, non cita il nome del paese natio di Pietro, ma ci fornisce un indizio importante: ritenne che fosse un castrum/castellum:

… eo quod in illo castro clerici quasi nichil laborabant.

   2. Stefano Tiraboschi:

a) In la provintia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama. 

b) Uno homo ve quello castello molto veho e senza fioli.

   3. Stefano di Lecce:

Petrus de Castello …… , comitatus Molisii prope Limosanum.

Il biografo ci offre un nuovo, quanto importante indizio: il luogo natio di Pietro di Angelerio, oltre a localizzarsi nel Comitatus Molissi, oltre ad essere nella diocesi di Benevento, oltre ad essere stato un castrum/castello era ed è vicino Limosanum, Limosano in provincia di Campobasso.

   4. L. Marini:

(a) Altri scrittori nondimeno hanno lasciata memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato ……: (b) Così hanno alcuni Manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale. (c) Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & ne primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui, (d) Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. (e) Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro fù nel Contado de Molise, che è parte di terra di Lavoro, & in questo distretto stà posto il nominato Castello, & anco la Città d’….  (d) …., perciòche i Chierici (come scrisse l’istesso Pietro) in quel Castello niente ò poco lavorano, . 

Ricapitolando per i soloni della cultura

il luogo dove nacque papa Celestino V (A) era localizzato nel territorio del Comitatus Molisii che con la Terra/ae Laboris  costituivano un unico distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii; (B) era localizzato con il monastero di Santa Maria di Faifolis nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benvento ed  (C) era un castrum-castello, giammai una civitas!

Le antiche biografie, oltre a tramandare gli indizi che abbiamo esaminato per localizzare il luogo di nascita, gli diedero anche un nome  per poterlo identificarlo . 

   1) Stefano Tiraboschi:

In la provintia de terra de noe sotto il regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

   2. Stefano di Lecce: 

(a) Petrus de Castello Sancti Angeli, Comitatus Molisii, prope Limosanum. (b) monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit.

   3) L. Marini: 

a) Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: b) Così hanno alcuni manosctitti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale. c) Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & ne primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui, …  d) Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere.

Il biografo, non soddisfatto di quanto aveva scritto, ritenne opportuno essere più preciso perchè  non ci fossero dubbi sulla identificazione del luogo di nascita di papa Celestino V, tramandò un indizio che i soloni della cultura non hanno preso in considerazione:

c)doppò haver fatta una giornata, il compagnio ……. Da quello (il compagno) donque abbandonato rimase solo (il giovane Pietro di Angelerio), e fatto anco più constante preso maggior’ animo, passò più avanti, & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. …. È lontano da …… quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possi credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Permettetemi di “interpretare” questa chiara descrizione per i soloni della cultura:

il luogo di nascita di papa Celestino V, ed il monastero di Santa Maria in Faifolis non distano da Castel di Sangro quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno, perchè il viaggio a piedi durò una giornata & il secondo giorno a hora di Nona arrivo ad un luogo ….; solo da Sant’Angelo Limosano, che era ed è vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, si impiega una giornata & il secondo giorno!

Sorge un dubbio: i soloni della cultura hanno letto le biografie dedicate a Papa CelestinoV?

Sono io in errore, o c’è chi non ha avuto la volontà di mettere la parola fine alla secolare polemica?

Non è vero che i soloni della cultura hanno trascurano di consultare le antiche biografie di papa Celestino V, ma il loro interesse si è sempre orientato verso quelle che non evidenziavano, prendevano in considerazione gli indizi storici-amministrativi-religiosi-greografici che abbiamo esaminato!

Vi invito a leggere la biografia che Telera (1644) dedicò a papa Celestino V; fu pubblicata dopo quelle esaminate, visto che le citò tra le fonti bibliografiche consultate.

Diversi avvenimenti da lui descritti sono stati “copiati” soprattutto a Marini (1630), ma ritenne opportuno non ricordare gli indizi più importanti che permettono di localizzare ed identificare il luogo di nascita di Pietro di Angelerio.

Nella biografia di Telera non c’è una descrizione che faccia riferimento alla divisione amministrativa ed ecclesiastica del territorio pertinetente al Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii ,  fece riferimento ad un castrum/castello: nulla che aiutasse il lettore a localizzare ed identificare il luogo dove nacque papa Celestino V!

Non ignorava la forma degli insediamenti urbani medioevali, perchè scrisse: ma basterà il dire, che in ogni Città, o Castello, attraverso cui passava o si fermava (papa Celestino V).

   Scrisse: 

a) (il giovane Pietro) si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il Noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco.

Perchè trascurò di evidenziare ciò che altri biografi avevano ritenuto importante ricordare: la vicinanza del luogo di nascita di papa Celestino V al monastero di Faifoli?

 b) (Pietro ed il compagno) s’incamminarono insieme di buon cuore; ma appena finita la prima giornata, l’incostante compagno arrestò il corso, e ….. . Proseguì dunque senz’altro compagno il Santo giovanetto la strada, e arrivato alla terra di Castel di Sangro, mentre volle avanti verso Roma.

Perchè Telera non ricordò l’intera durata del viaggio e la distanza da Castel di Sangro che Marini ritenne opprtuno ed utile evidenziare non per “capriccio”, ma per far sì che il lettore potesse localizzare ed identificare il luogo di nascita di Pietro?

Per avvenimenti analoghi, Telera dimostrò  tutto il suo “sapere”:

 a) (papa Celestino V ed il corteo)  Arrivati poscia a san Germano lungi da Napoli 60 miglia circab) In  Raiano, Terra 20 miglia distante dall’Aquila.

    Telera:

a) Quegli stessi motivi che spinsero il Santo à partirsi, ancor giovanetto, dal Monastero di S. Maria in  Faifoli. b) A lui dunque scrisse il Beneventano Arcivescovo, pregandolo di venire in persona per restituire all’antica disciplina quel Monastero di Faifoli. c) Nel tempo che Pietro del Morrone era Abate di S. Maria in Faifoli.

Nessuna delle citazioni di Telera, a differenza di Marini, permette di localizzare il monastero di Faifoli e quindi il luogo di nascita di Pietro di Angelerio. 

 Telera ha un unico merito: scoprì e divulgò una copia scritta con grafia del XVII secolo di un documento del 1289, non autenticata e sconosciuta a tutti i biografi che lo hanno preceduto:  si sosteneva che Pietro di Angelerio fosse cittadino della civitas di Isernia, ma non che vi fosse nato!

Sappiamo che non troveremo mai un certificato (?) di papa Celestino V con scritto il luogo della nascita, ma i primi biografi diligentemente, confidando nella intelligenza del lettore hanno tramandato dei chiari indizi storici-amministrativi-religiosi-geografici  che vale la pena ancora una volta ricordare:

I)  il luogo della sua nascita era nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, II) era nel territorio del Comitatus Molisii, III) era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis ed entrambi nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benevento, IV) era vicino a Limosano, V) era considerato un castrum/castello conosciuto con il nome di sancto angelo o Sancti Angeli  ed VI) era lontano una giornata & il secondo giorno a hora di Nona da Castel di Sangro.

Un’ultima testimonianza ignorata da chi dovrebbe illustratre agli “ignoranti” la vita di papa Celestino V!

I Registri della Cancelleria Angioina descrivono un avvenimento che interessò il castrum di Sant’Angelo Limosano e la corte reale angioina:

Anno 1291-1292, era il periodo in cui Pietro di Angelerio, conosciuto come Pietro da/del Morrone viveva con i confratelli tra i monti della Maiella e del Morrone o in uno dei monasteri del suo Ordine, approvato ed autorizzato nell’anno 1275 da papa Gregorio X; mancavano poco più di due anni alla sua elezione a pontefice nel 1294.

A) Il re agioino Carlo II lo Zoppo, dava disposizione: Pro regina Ungarie. Scriptum est. Tenore presentium notum facimus universis, tam presentibus, quam futuris, quod nos peticionibus Clemencie, regine Ungarie, consortis Karoli, primogeniti nostri (Carlo Martello), Dei gratia regis Ungarie , illustris principis Salernitani et honoris Montis Sancti Angeli domini, nurus nostre carissime, paterne dilectionis zelo benignus inclinati emptionem castri Sancti Angeli de Limosano et eiusdem feudi siti in territorio civitatis caserte de iustitiariatu Terre Laboris et Comitatus Molisii, facta per eandem reginam seu per alium eius nomine a corradino de aliace.

B) (Si ha notizia  che la regina Clemeza costituì il giudice casertano Jacopo Diodati suo procuratore e camerario nei feudi di S. Angelo in Limosano e nel territorio di Caserta. ( Reg. 58, f. 267; reg. 92, f. 42).

La donazione conferma innazitutto quanto abbiamo esaminato in precedenza: Sant’Angelo Limosano, il luogo di nascita di papa Celestino V, era un castrum che si localizzava nello Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

 La domanda è spontanea: quale importanza aveva all’epoca il piccolo e sconosciuto feudo del castrum di Sant’Angelo Limosano per essere oggetto di una donazione del re angioino alla regina di Ungheria, consorte del suo primogenito Carlo Martello?

Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V ED IL MONASTERO DI SANTA MARIA IN FAIFOLIS.

gennaio 3, 2010

In quale monastero benedettino il giovane Pietro di Angelerio fece il Noviziato?

Le biografie più antiche concordano nell’indicare il monastero di Santa  Maria in Faifolis nel territorio dell’attuale comune molisano di Montagano in provincia di Campobasso; il suo ricordo ci ha permesso di conoscere l’ambiente in cui il giovane Pietro si “formò” alla vita religiosa, ma  è stato ed è sottovalutato come i tanti indizi tramandati che sono utilissimi per localizzare ed identificare il suo paese natale.

   I  primi biografi, nel ricordare il monastero di Santa Maria in Faifolis, ritennero opportuno evidenziarne la vicinanza al paese natale  di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; dalle loro descrizioni (sottolineato) si apprende che  il monastero era nella diocesi di Benevento, al pari di  Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso: condizione che esclude i centri che hanno o che vorrebbero “appropriarsi” della sua nascita.

 La Vita B (1303-1306):

   sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde  ipse oriundus exstiterat.

La Vita C (1303-1306):

   Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde  ipse exstiterat oriundus.

La Vita del Beatissimo Confessore Pietro Angelerio (1471-74): 

Il primo di questi (monastero) fu un certo cenobio, nel quale lui stesso ricevette l’abito monastico, che si chiamava Santa Maria in Fayfolis.  

Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum, …. (Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano.

Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.).

L. Marini (1630):

Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate.

E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove.

In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato, dal che si argomenta che ivi pigliò l’habito.

Ughelli (1644): 

Monasterium sanctae Mariae in Fayfolis, Beneventanae Diocesis, in quo idem Sanctus jamprimed habitum:

Telera (1648):

essendo egli di 16 anni in circa, impetrato il beneplacito di sua madre, si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il Noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco.

 Quegli stessi motivi che spinsero il Santo à partirsi ancor giovinetto, dal Monastero di S. Maria in Faifolis, …, mossero anche l’Arcivescovo di Benevento chiamato Monsignor Capiferro a desiderare qualche ristoro al già detto Monastero; né tutto ciò poteva da altri sperarsi, che da Pietro del Morrone, per aver egli nello stesso luogo professata la regola Benedettina.

   Pietro di Angelerio, all’epoca conosciuto come frate Pietro de Morrone, nell’anno 1276 venne nominato abate del monastero di Santa Maria in Faifoli da Capoferro, arcivescovo di Benevento:

   Mentio religiosi viri fr. Petri de Morrono, abbatis monast. S. Marie de Faypula, ord. Sancti Benedicti, qui assecuratur ab hominibus casalium Corneti (o Cerreti) et Sancti Benedicti in Comitatu Molisii.

La sua presenza coincise con le persecuzioni di Simone de Sancto Angelo che rivendicava il possesso di alcuni beni appartenenti al monastero; le cronache dell’anno 1278 ricordano:

   Simoni de Sancto Angelo militi, possidenti casalia Corneti (o Cerreti) et Sancti Benedicti in Comitatu Molisii, in pertinencii castri Montis Agani, provisio contra abbatem monasterii sancte Marie in Finsula (cor.ne di Faifoli) pretendentem dicta casalia pertinere ad dictum monasterium.

Da quanto letto, si evince che il paese natale, il castrum o castello, di papa Celestino V è Sant’Angelo Limosano: era ed è vicino a ciò che resta del monasatero di Santa Maria in Faifolis ed entrambi erano nella diocesi di Benevento.

    Oreste Gentile.