PAPA CELESTINO V ED IL MONASTERO DI SANTA MARIA IN FAIFOLIS.

In quale monastero benedettino il giovane Pietro di Angelerio fece il Noviziato?

Le biografie più antiche concordano nell’indicare il monastero di Santa  Maria in Faifolis nel territorio dell’attuale comune molisano di Montagano in provincia di Campobasso; il suo ricordo ci ha permesso di conoscere l’ambiente in cui il giovane Pietro si “formò” alla vita religiosa, ma  è stato ed è sottovalutato come i tanti indizi tramandati che sono utilissimi per localizzare ed identificare il suo paese natale.

   I  primi biografi, nel ricordare il monastero di Santa Maria in Faifolis, ritennero opportuno evidenziarne la vicinanza al paese natale  di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; dalle loro descrizioni (sottolineato) si apprende che  il monastero era nella diocesi di Benevento, al pari di  Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso: condizione che esclude i centri che hanno o che vorrebbero “appropriarsi” della sua nascita.

 La Vita B (1303-1306):

   sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde  ipse oriundus exstiterat.

La Vita C (1303-1306):

   Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde  ipse exstiterat oriundus.

La Vita del Beatissimo Confessore Pietro Angelerio (1471-74): 

Il primo di questi (monastero) fu un certo cenobio, nel quale lui stesso ricevette l’abito monastico, che si chiamava Santa Maria in Fayfolis.  

Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum, …. (Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano.

Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.).

L. Marini (1630):

Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate.

E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove.

In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato, dal che si argomenta che ivi pigliò l’habito.

Ughelli (1644): 

Monasterium sanctae Mariae in Fayfolis, Beneventanae Diocesis, in quo idem Sanctus jamprimed habitum:

Telera (1648):

essendo egli di 16 anni in circa, impetrato il beneplacito di sua madre, si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il Noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco.

 Quegli stessi motivi che spinsero il Santo à partirsi ancor giovinetto, dal Monastero di S. Maria in Faifolis, …, mossero anche l’Arcivescovo di Benevento chiamato Monsignor Capiferro a desiderare qualche ristoro al già detto Monastero; né tutto ciò poteva da altri sperarsi, che da Pietro del Morrone, per aver egli nello stesso luogo professata la regola Benedettina.

   Pietro di Angelerio, all’epoca conosciuto come frate Pietro de Morrone, nell’anno 1276 venne nominato abate del monastero di Santa Maria in Faifoli da Capoferro, arcivescovo di Benevento:

   Mentio religiosi viri fr. Petri de Morrono, abbatis monast. S. Marie de Faypula, ord. Sancti Benedicti, qui assecuratur ab hominibus casalium Corneti (o Cerreti) et Sancti Benedicti in Comitatu Molisii.

La sua presenza coincise con le persecuzioni di Simone de Sancto Angelo che rivendicava il possesso di alcuni beni appartenenti al monastero; le cronache dell’anno 1278 ricordano:

   Simoni de Sancto Angelo militi, possidenti casalia Corneti (o Cerreti) et Sancti Benedicti in Comitatu Molisii, in pertinencii castri Montis Agani, provisio contra abbatem monasterii sancte Marie in Finsula (cor.ne di Faifoli) pretendentem dicta casalia pertinere ad dictum monasterium.

Da quanto letto, si evince che il paese natale, il castrum o castello, di papa Celestino V è Sant’Angelo Limosano: era ed è vicino a ciò che resta del monasatero di Santa Maria in Faifolis ed entrambi erano nella diocesi di Benevento.

    Oreste Gentile.

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