PAPA CELESTINO V. IL LUOGO DELLA SUA NASCITA ED I “SOLONI DELLA CULTURA”!

I soloni della cultura, alla domanda dove nacque papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, eludono la risposta e con una sola voce:

Non entriamo nel merito. Prendiamo le distanze da questa discussione. Non ci interessa. Lasciamo questa ricerca agli studiosi ed agli storici. A noi queste cose interessano relativamente.

Eludono la domanda, poi pubblicano delle cronologie, l’una fotocopia dell’altra, le cui date sono in contrasto con gli anni che ricordano le scelte più importanti dell’umile Pietro di Angelerio.

La rinuncia a dare una risposta, mi fa tornare alla mente la celebre frase nondum matura est, nolo acerbam sumere: la volpe, non potendo raggiungere l’uva (la localizzazione e l’identificazione del paese natale di papa Celestino V) nascose la propria incapacità  e rinunciò al frutto!

Nel nostro caso, più che l’incapacità è mancata la volontà di risolvere la secolare polemica che si trascina dal 1479;  nessuno si è impegnato per dare una risposta risolutiva, eppure sono sempre esistite le descrizioni dettagliate tramandate dai primi biografi e riferite al luogo della sua nascita.

A chi dovremmo rivolgere la domanda per avere una risposta soddisfacente?

La sensazione è che la soluzione della polemica possa recare “danno” a qualcuno!

Le biografie non hanno indicato in modo esplicito il luogo dove nacque papa Celestino V, ma gli indizi storici-amministrativi-religiosi-geografici tramandati sono sufficienti per la sua localizzazione ed identificazione.

La polemica si può risolvere solo conoscendo la storia del XIII secolo in cui egli visse: (A) la divisione  politico-amministrativa del regno svevo-angioino, (B) la distribuzione delle diocesi episcopali (C) l’assetto urbano degli insediamenti.

(A) La storia medioevale del XIII secolo ci tramanda che la Terra/ae Laboris, corrispondente al Principato di Capua, con il Comitatus Molisii e conservando entrambi l’autonomia territoriale, costituivano un unico distretto amministrativo/provincia denominto Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

(B) Il territorio del Comitatus Molisii per la giurisdizione ecclesiastica era diviso in cinque diocesi episcopali, con sede nelle civitas di Venafro, Isernia, Trivento, Bojano e Guardialfiera; Venafro ed Isernia erano suffraganee del metropolita di Capua; Trivento, Bojano e Guardialfiera erano suffraganee del metropolita di Benevento.

 La diocesi di Benevento comprendeva all’epoca il monastero di Santa Maria in Faifolis ed il luogo di nascita di Pietro di Angelerio.

(C) Gli insediamenti urbani si distinguevano in civitas, castrum/castellum, casale, ville e terre; le antiche biografie hanno tramandato che il luogo di nascita era localizzato nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, era pertinente al territorio del Comitatus Molisii ed alla diocesi di Benevento; era un castrum/castellum: un villaggio fortificato, diverso dal castellum inteso come la dimora fortificata del signore/feudatario, che poteva anche non essere presente in un castrum/castellum o in una civitas.

Le biografie più antiche così hanno descritto gli indizi.

(A) Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii. 

   1. Opus Metricum (1296-1314): 

 patria huic quonda vel parte Laboris Terrae.

Perché non si creino dubbi, è bene evidenziare che molto spesso anche i Registri della Cancelleria Angioina, descrivendo una località pertinente al territorio del  Comitatus Molisii, facessero riferimento solo al distretto amministrativo/provincia denominato Terra Laboris, senza citare il Comitatus Molisii; questo non significa che la località non fosse sita nel territorio di quest’ultimo.

   Alcuni esempi: (I)  Mandat ut terre Petre Abundantis et Triventi, de Justitiariatu Terre Laboris, R. Curie devolvantur. (II) Iustitiario Terre Laboris mandatum de reparatione castri Boyani(III) castrum Longani et medietatem castri Clarici de Iustitiariatu Terre Laboris.  

Il Comitatus Molisii non fu citato, ma è inconfutabile che le località Petre Habundantis et Triventi, castri Boyani, castrum Longani e castri Clarici, che oggi corrispondono a Pietrabbondante, Trivento, Bojano, Longano e Chiauci  vadano localizzate ed identificate nel suo territorio: non possono  essere considerate in Terre Laboris, la cui citazione indicava solo lo Justitiariatu/o-distretto amministrativo/provincia.

   2.  La Bolla della Canonizzazione (1306):

a) O quam felix es Provincia & Terrae Laboris.

b) B. igitur Petrus de praedicta provincia Terrae Laboris traxisse fertur originem.

L’ assenza della denominazione Comitatus Molisii si giustifica con quanto detto per la citazione (A1):  il riferimento è alla provincia e non al territorio; fertur originem della Bolla conferma che papa Celestino V nacque nel distretto conosciuto come Provincia & Terrae Laboris che aveva competanza amministrativa anche sul territorio del Comitatus Molisii.

   3. MS.  Bernardi Guidonis (1324):

COElestinus V. corversatione Heremita. Natione de terra laboris Oriundus prope Sulmona.

Una conferma: ancora una volta fu ricordato solo il distretto/provincia amministrativa terra laboris, trascurando di completare la citazione con Comitatus Molisii; un errore:  la civitas di Sulmona si localizzava nel distretto amministrativo/provincia denominato Justitiariato Aprutti e non poteva essere il paese di origine di Pietro di Angelerio che, da quanto esamineremo, era da localizzare ed identificare unicamente in Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

   4. F. Francisci Pipini (1328):

Hic fuit conversatione Anachoreta, sive Eremita de Abrutio, oriundus prope Sulmona provinciae Terrae-Laboris, vocatus prius Frater Petrus de Murone.

La citazione è la copia di quella precedente: ci offre una conferma ed un errore!

   5.  S. Tiraboschi (1400):

In la provintia de terra de noe sotto il regnamo de napoli.

I soloni della cultura hanno sempre “fantasticato” sul significato da dare alla poetica citazione terra de noe, che stava ad indicare una provincia pertinente al regno di Napoli, quì ricordato come regnamo de napoli; non può che essere Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, visto anche il riferimento a terra.  

   6. Stefano di Lecce (1471-1474):

Petrus de ……, comitatus Molisii.

Il biografo ritenne opportuno ricordare solo il territorio in cui era localizzato il luogo di nascita di Pietro di Angelerio, non il distretto/provincia Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

   7. Poeta Notturno Napolitano (1520):

De la fertil provincia dil’ Avoro.

Il biografo poeta, con dil’ Avor, ricordò la denominazione del distretto amministrativo/provincia, citando solo Terra Laboris ed omettendo Comitatus Molisii.

   8. L. Marini (1640): 

I) Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro nel Contado de Molisi, che è parte di terra di Lavoro.  II) Monastero di Santa Maria in Faifoli ……, & alcuni manuscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo.

I) Il luogo di nascita, ricordato dal biografo come Patria di papa Celestino V, era localizzato con assoluta certezza nel  territorio del Contado de Molisi,  che con la terra di Lavoro costituivano un unico distretto/provincia. II) Il biografo ricordò che il monastero di Santa Maria in Faifolis  era nella nella Provincia (Comitatus Molisii)  (B) dove egli era oriundo.

Le biografie di papa Celestino V ci hanno tramandato l’esistenza di due binomi interdipendenti: nel ,  costituito dal Comitatus Molisii, distretto territoriale autonomo e dalla diocesi di Benevento, si localizzava il II° binomio costituito dal luogo della sua nascita e dal monatero di Santa Maria di Faifoli.

I luoghi che volessero rivendicare la nascita di Pietro di Angelerio, devono “soddisfare” le descrizioni dei due binomi

a) dovevano localizzarsi nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino  Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, precisamente nel territorio di quest’ultimo; b) dovevano essere pertinenti alla diocesi di Benevento e vicine al monastero di Santa Maria in  Faifolis ; c) dovevano essere stati un castrum/castello.

   1. La Vita B (1303-1306):

sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde ipse oriundus exstiterat. 

       La Vita C:

Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde ipse exstiterat oriundus.

Le due biografie, ma esiste anche la Vita A che non si interessò all’argomento, localizzavano il monastero di Santa Maria in Faifolis in una  provincia dove era oriundus papa Celestino V.

Per provincia si può intendere sia il distretto amministrativo/provincia Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, già illustrato, dove si localizzavano ed identificavano il monastero frequentato dal giovane Pietro per il noviziato ed il luogo della sua nascita, ma potrebbe riferirsi anche alla provincia ecclesiastica, pertinente alla diocesi di Benevento, nella cui giurisdizione esisteva il monastero di Santa Maria in Faifolis ed il luogo della nascita.

   2. Stefano di Lecce:

Quorum primum extitit coenobium quoddam, in quo et ipse recepit monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope ……, unde iam ipse oriundus fuit, quod vir venerabilis sancta memoriae Capifer, archiepiscopus Beneventanus concessited et eidem in abbatem consacravit.

Il ruolo svolto dal monastero di Santa Maria in Faifolis nella vita di papa Celestino V è duplice: Pietro vi entrò da giovane  per la prima volta nell’anno 1226 per il noviziato e vi tornò con il titolo di abate nell’anno 1276!

Il biografo confermò la localizzazione del monastero di Faifoli nella provincia dove era nato Pietro di Angelerio!

   3.  Poeta Notturno Napolitano:

Essendo Pietro in un monastero Farfalo detto ….: Farfalo non è che è la corruzione di Faifolis !

   4. L. Marini confermò la vicinanza del monastero al luogo di nascita di papa Celestino V:

a) E per hora dirò, che lo tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il quale forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli fù fatto Abbate. b) Qual fosse il luogo, nel quale si fermò tre anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma … . c) In oltre era stato molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli  …… : & era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato, dal che si argomenta che ivi pigliò l’habito.

Ricapitolo per i soloni della culturail luogo dove nacque papa Celestino V era localizzato nel territorio del Comitatus Molisii che con la Terra/ae Laboris costituivano un unico distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Si era a conoscenza che il luogo dove nacque era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, entrambi erano nella diocesi di Benevento.

(C) castrum/castellum.

Le antiche biografie concordano nel ritenere il luogo di nascita di papa Celestino V un castrum/castello.

   1. L’ Autobiografia, non cita il nome del paese natio di Pietro, ma ci fornisce un indizio importante: ritenne che fosse un castrum/castellum:

… eo quod in illo castro clerici quasi nichil laborabant.

   2. Stefano Tiraboschi:

a) In la provintia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama. 

b) Uno homo ve quello castello molto veho e senza fioli.

   3. Stefano di Lecce:

Petrus de Castello …… , comitatus Molisii prope Limosanum.

Il biografo ci offre un nuovo, quanto importante indizio: il luogo natio di Pietro di Angelerio, oltre a localizzarsi nel Comitatus Molissi, oltre ad essere nella diocesi di Benevento, oltre ad essere stato un castrum/castello era ed è vicino Limosanum, Limosano in provincia di Campobasso.

   4. L. Marini:

(a) Altri scrittori nondimeno hanno lasciata memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato ……: (b) Così hanno alcuni Manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale. (c) Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & ne primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui, (d) Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. (e) Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro fù nel Contado de Molise, che è parte di terra di Lavoro, & in questo distretto stà posto il nominato Castello, & anco la Città d’….  (d) …., perciòche i Chierici (come scrisse l’istesso Pietro) in quel Castello niente ò poco lavorano, . 

Ricapitolando per i soloni della cultura

il luogo dove nacque papa Celestino V (A) era localizzato nel territorio del Comitatus Molisii che con la Terra/ae Laboris  costituivano un unico distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii; (B) era localizzato con il monastero di Santa Maria di Faifolis nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benvento ed  (C) era un castrum-castello, giammai una civitas!

Le antiche biografie, oltre a tramandare gli indizi che abbiamo esaminato per localizzare il luogo di nascita, gli diedero anche un nome  per poterlo identificarlo . 

   1) Stefano Tiraboschi:

In la provintia de terra de noe sotto il regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

   2. Stefano di Lecce: 

(a) Petrus de Castello Sancti Angeli, Comitatus Molisii, prope Limosanum. (b) monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit.

   3) L. Marini: 

a) Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: b) Così hanno alcuni manosctitti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale. c) Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & ne primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui, …  d) Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere.

Il biografo, non soddisfatto di quanto aveva scritto, ritenne opportuno essere più preciso perchè  non ci fossero dubbi sulla identificazione del luogo di nascita di papa Celestino V, tramandò un indizio che i soloni della cultura non hanno preso in considerazione:

c)doppò haver fatta una giornata, il compagnio ……. Da quello (il compagno) donque abbandonato rimase solo (il giovane Pietro di Angelerio), e fatto anco più constante preso maggior’ animo, passò più avanti, & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. …. È lontano da …… quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possi credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Permettetemi di “interpretare” questa chiara descrizione per i soloni della cultura:

il luogo di nascita di papa Celestino V, ed il monastero di Santa Maria in Faifolis non distano da Castel di Sangro quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno, perchè il viaggio a piedi durò una giornata & il secondo giorno a hora di Nona arrivo ad un luogo ….; solo da Sant’Angelo Limosano, che era ed è vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, si impiega una giornata & il secondo giorno!

Sorge un dubbio: i soloni della cultura hanno letto le biografie dedicate a Papa CelestinoV?

Sono io in errore, o c’è chi non ha avuto la volontà di mettere la parola fine alla secolare polemica?

Non è vero che i soloni della cultura hanno trascurano di consultare le antiche biografie di papa Celestino V, ma il loro interesse si è sempre orientato verso quelle che non evidenziavano, prendevano in considerazione gli indizi storici-amministrativi-religiosi-greografici che abbiamo esaminato!

Vi invito a leggere la biografia che Telera (1644) dedicò a papa Celestino V; fu pubblicata dopo quelle esaminate, visto che le citò tra le fonti bibliografiche consultate.

Diversi avvenimenti da lui descritti sono stati “copiati” soprattutto a Marini (1630), ma ritenne opportuno non ricordare gli indizi più importanti che permettono di localizzare ed identificare il luogo di nascita di Pietro di Angelerio.

Nella biografia di Telera non c’è una descrizione che faccia riferimento alla divisione amministrativa ed ecclesiastica del territorio pertinetente al Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii ,  fece riferimento ad un castrum/castello: nulla che aiutasse il lettore a localizzare ed identificare il luogo dove nacque papa Celestino V!

Non ignorava la forma degli insediamenti urbani medioevali, perchè scrisse: ma basterà il dire, che in ogni Città, o Castello, attraverso cui passava o si fermava (papa Celestino V).

   Scrisse: 

a) (il giovane Pietro) si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il Noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco.

Perchè trascurò di evidenziare ciò che altri biografi avevano ritenuto importante ricordare: la vicinanza del luogo di nascita di papa Celestino V al monastero di Faifoli?

 b) (Pietro ed il compagno) s’incamminarono insieme di buon cuore; ma appena finita la prima giornata, l’incostante compagno arrestò il corso, e ….. . Proseguì dunque senz’altro compagno il Santo giovanetto la strada, e arrivato alla terra di Castel di Sangro, mentre volle avanti verso Roma.

Perchè Telera non ricordò l’intera durata del viaggio e la distanza da Castel di Sangro che Marini ritenne opprtuno ed utile evidenziare non per “capriccio”, ma per far sì che il lettore potesse localizzare ed identificare il luogo di nascita di Pietro?

Per avvenimenti analoghi, Telera dimostrò  tutto il suo “sapere”:

 a) (papa Celestino V ed il corteo)  Arrivati poscia a san Germano lungi da Napoli 60 miglia circab) In  Raiano, Terra 20 miglia distante dall’Aquila.

    Telera:

a) Quegli stessi motivi che spinsero il Santo à partirsi, ancor giovanetto, dal Monastero di S. Maria in  Faifoli. b) A lui dunque scrisse il Beneventano Arcivescovo, pregandolo di venire in persona per restituire all’antica disciplina quel Monastero di Faifoli. c) Nel tempo che Pietro del Morrone era Abate di S. Maria in Faifoli.

Nessuna delle citazioni di Telera, a differenza di Marini, permette di localizzare il monastero di Faifoli e quindi il luogo di nascita di Pietro di Angelerio. 

 Telera ha un unico merito: scoprì e divulgò una copia scritta con grafia del XVII secolo di un documento del 1289, non autenticata e sconosciuta a tutti i biografi che lo hanno preceduto:  si sosteneva che Pietro di Angelerio fosse cittadino della civitas di Isernia, ma non che vi fosse nato!

Sappiamo che non troveremo mai un certificato (?) di papa Celestino V con scritto il luogo della nascita, ma i primi biografi diligentemente, confidando nella intelligenza del lettore hanno tramandato dei chiari indizi storici-amministrativi-religiosi-geografici  che vale la pena ancora una volta ricordare:

I)  il luogo della sua nascita era nel distretto amministrativo/provincia del regno angioino denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, II) era nel territorio del Comitatus Molisii, III) era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis ed entrambi nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benevento, IV) era vicino a Limosano, V) era considerato un castrum/castello conosciuto con il nome di sancto angelo o Sancti Angeli  ed VI) era lontano una giornata & il secondo giorno a hora di Nona da Castel di Sangro.

Un’ultima testimonianza ignorata da chi dovrebbe illustratre agli “ignoranti” la vita di papa Celestino V!

I Registri della Cancelleria Angioina descrivono un avvenimento che interessò il castrum di Sant’Angelo Limosano e la corte reale angioina:

Anno 1291-1292, era il periodo in cui Pietro di Angelerio, conosciuto come Pietro da/del Morrone viveva con i confratelli tra i monti della Maiella e del Morrone o in uno dei monasteri del suo Ordine, approvato ed autorizzato nell’anno 1275 da papa Gregorio X; mancavano poco più di due anni alla sua elezione a pontefice nel 1294.

A) Il re agioino Carlo II lo Zoppo, dava disposizione: Pro regina Ungarie. Scriptum est. Tenore presentium notum facimus universis, tam presentibus, quam futuris, quod nos peticionibus Clemencie, regine Ungarie, consortis Karoli, primogeniti nostri (Carlo Martello), Dei gratia regis Ungarie , illustris principis Salernitani et honoris Montis Sancti Angeli domini, nurus nostre carissime, paterne dilectionis zelo benignus inclinati emptionem castri Sancti Angeli de Limosano et eiusdem feudi siti in territorio civitatis caserte de iustitiariatu Terre Laboris et Comitatus Molisii, facta per eandem reginam seu per alium eius nomine a corradino de aliace.

B) (Si ha notizia  che la regina Clemeza costituì il giudice casertano Jacopo Diodati suo procuratore e camerario nei feudi di S. Angelo in Limosano e nel territorio di Caserta. ( Reg. 58, f. 267; reg. 92, f. 42).

La donazione conferma innazitutto quanto abbiamo esaminato in precedenza: Sant’Angelo Limosano, il luogo di nascita di papa Celestino V, era un castrum che si localizzava nello Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

 La domanda è spontanea: quale importanza aveva all’epoca il piccolo e sconosciuto feudo del castrum di Sant’Angelo Limosano per essere oggetto di una donazione del re angioino alla regina di Ungheria, consorte del suo primogenito Carlo Martello?

Oreste Gentile.


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