PAPA CELESTINO V. LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!

          Si può leggere in un blog di intert: 6) S.angelo (sic) Limosano è da escludere in quanto non rientra nel territorio della provincia di Terra di Lavoro e nemmeno in quello del Contado del Molise.

L’argomento è il luogo di nascita di papa Celestino V che ancora una volta, per l’ennesima volta ripropone la secolare polemica anche in occasione del suo VIII centenario della nascita, le cui celebrazioni sono iniziate nell’agosto del 2009 e termineranno nello stesso mese del corrente anno.

L’occasione è quanto mai opportuna per conoscere e rivalutare la figura del santo papa molisano dal punto di vista storico, religioso e letterario.

Per quanto sta accadendo, ritengo che nessuno finora ha manifestato la volontà di aggiornare la “storia anagrafica” di Pietro di Angelerio, con una attenta e diligente lettura delle più antiche biografie.

La Chiesa ha recepito sì l’invito a celebrare la ricorrenza, ma “pilatescamente se ne lava le mani”, prende le distanze dall’argomento, lasciando agli studiosi e agli storici l’impegno che nel futuro possano darci indicazioni più chiare sul luogo della sua nascita che ancora oggi crea polemiche.

Polemiche che la stessa Chiesa alimenta, dando alle stampe la cronologia del papa i cui dati anagrafici non corrispondono alla realtà e che, il più delle volte, sono anche diversi a secondo dell’autore che ne ha curato la pubblicazione.

Costa tanto organizzare un confronto tra alcuni storici perché facciano chiarezza e si metta fine alla polemica in modo da evitare  delle affermazioni simili a quella che stiamo esaminando?

Il suo autore ignora la storia della nostra regione e la storia di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; secondo le sue conoscenze Sant’Angelo Limosano non rientra nel territorio della provincia di Terra di Lavoro e nemmeno in quello del Contado del Molise!

Ritengo l’affermazione uno “scherzo di carnevale”, visto che stiamo nel mese di febbraio, ma è bene affrontare l’argomento con serietà, lasciando la parola ai Registri della Cancelleria Angioina in cui è scritto:

1) Concessum est Petro de Cadro et descendentibus etc. castrum sancti Angeli de Limosano pro unciis 20 in Comitatu Molisii.

2) Petro de Cadro militi familiari, concessio castri Sancti Angeli de Limosano in comitatu Molisii.

3) Assecuratio vassallorum castri Sancti Angeli de Limosano in Comitatu Molisii.

4) Pro regina Ungarie. … paterne dilectionis zelo benignius inclinati emptionem castri Sancti Angeli de Limosano et eiusdem feudi siti in territorio civitatis Caserte de iustitiriatu Terre Laboris et Comitatus Molisii.

Nel XIII secolo in cui visse papa Celestino V, dove dovremmo localizzare Sant’Angelo Limosano?

L’autore del blog tace, ma i Registri della Cancelleria Angioina smentiscono la sua bugia!

Un’altra smentita la danno le più antiche biografie del santo papa che vengono citate a sproposito nell’articolo del blog per negare la sua nascita nel castrum/castello di Sant’Angelo Limosano.

Stefano Tiraboschi nel 1400 pubblicò in dialetto lombardo la Vita del Santissimo Pietro Celestino Papa, oggi nella Biblioteca Nazionale di S. Marco di Venezia: In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

Il biografo era a conoscenza, come confermano i Registri della Cancelleria Angioina, che nella provincia amministrativa del regno svevo-angioina denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, che la biografia ricorda come terra de noe del regno di Napoli, in un castello che si chiama sancto angelo nacque papa Celestino V.

E’ chiaro che il castello/castrum denominato sancto angelo si localizza nella provincia- Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Stefano di Lecce (1471-74), un biografo sconosciuto al blogger, scrisse: Petrus de Castello Sancti Angeli, comitatus Molisii, prope Limosanum. (Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino a Limosano); per essere più “preciso”, aggiunse: Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit. (Santa Maria in Faifolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.).

Marini (1630), la cui biografia è la più completa ed ampia di 550 pagine, scrisse:   La patria del Santo secondo l’opinione volgare fu Esernia. Altri scrittori nondimeno hanno lasciata memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere.

Aggiunse: Edonque cosa certa, che la Patria del nostro Santo Pietro fu nel Contado de Molisi, che è parte di terra di Lavoro, & in questo distretto stà posto il nominato Castello, & anco la Città d’Isernia.

Il nominato Castello, perché il blogger intenda, si riferisce al Castello chiamato Sant’Angelo che si identifica con l’odierno Sant’Angelo Limosano.

Marini volle essere ancora più preciso, forse si era reso conto che all’epoca in cui visse montava la polemica sul luogo di nascita di papa Celestino V: a) Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate.

b) E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove.

Non solo Marini, ma anche il Fabro da lui ricordato, era a conoscenza che il giovane Pietro divenne frate nel monastero di Santa Maria in Faifolis posto nella Diocesi di Benevento e che forse era il più vicino alla sua patria; oltre alle conoscenze dei due biografi, anche alcuni manoscritti avevano ritenuto che il monastero fosse nella Provincia, d’onde egli era oriondo: la Provincia era lo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Un trinomio utile per localizzare ed identificare il paese natale di papa Celestino V: (1) il monastero di Santa Maria in Faifolis più vicino alla sua patria, (2) la diocesi di Benevento(3) lo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii; qualsiasi località volesse candidarsi all’ambito riconoscimento, deve interagire con i tre indizi-capisaldi.

Marini, non soddisfatto di quanto scritto, per confermare che il luogo di nascita di papa Celestino V era da identificare unicamente nel castrum/castello di Sant’Angelo Limosano e non nella civitas di  Isernia, descrisse con dovizia di particolari il viaggio che il giovane Pietro fece dal paese natale a Castel di Sangro: Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  

Pietro, partendo dal paese natale, impiegò una giornata + secondo giorno a hora di Nona (ore 15) per raggiungere Castel di Sangro che invece è  lontano da Esernia quindici miglia che si percorrono a piedi per un tempo di mezo un giorno, ovvero mezza giornata.

Marini, descrivendo quel viaggio, escluse la civitas di Isernia, confermando che solo da Sant’Angelo Limosano si impiegava una giornata + secondo giorno a hora di Nona (ore 15) per arrivare a Castel di Sangro.  

Sant’Angelo Limosano: (a) era nella provincia amministrativa del regno svevo-angioino denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molissi; (b) era localizzato nel Comitatus Molisii; (c) era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis; (d) era nella diocesi di Benevento: era il castrum/castello dove nacque papa Celestino V.

Se una località volesse candidarsi all’ambito riconoscimento deve avere i requisiti dei punti a, b, c e d.

Perché la Chiesa non ha la volontà di prendere in seria considerazione quanto illustrato?

Oreste Gentile.

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