PAPA CELESTINO V: 3 QUESITI AGLI STUDENTI IMPEGNATI NEL CONCORSO A PREMI!

Cari studenti, siete stati chiamati a partecipare ad un concorso che vi permetterà di conoscere la mia vita e quanto riuscii ad organizzare con l’aiuto di Nostro Signore, di Cui ho sempre cercato e vi invito, a seguire l’esempio!

 Alcuni di voi, forse la maggioranza non mi conoscono, mentre gli adulti mi conoscono e mi giudicano come  il papa del gran rifiuto, e pensare che nel testo delle mie dimissioni scrissi in modo chiaro: renuncio loco & dignitati onori & honeri.

Pensate che Dante, citando colui che per viltade fece il gran rifiuto nel III canto dell’Inferno, 60° verso, non conoscesse il significato di rifiuto e di rinuncia?

In occasione delle ricerche che farete per “scoprire” la mia vita,  vi sorprenderà come alcuni storici, amanti della polemica, hanno versato fiumi di inchiostro per condannarmi alle fiamme dell’Inferno, altri hanno esaltato le mie opere per farmi ritornare in Paradiso; in verità non mi ero mai mosso da quel luogo sacro dove vi auguro di  incontrarmi in un lontanissimo futuro.

La mia rinuncia fu la causa della secolare polemica, ma ne esistono delle altre: dopo circa 8 secoli, gli storici non trovano un poco di tempo per un accordarsi sull’anno ed il luogo della mia nascita.

 La Chiesa non dà alcuna importanza all’argomento, giustificando il suo disimpegno:

a) Evitiamo liturgie campanilistiche. b) Un argomento che sta rischiando  di diventare stucchevole, asfittico e  noiosamente provinciale. c) Questo argomento mi rimane del tutto indifferente. d) Noi prendiamo le distanze da questa discussione. Non c’interessa. e) Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a  ………….., a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare.  f) A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Disimpegno sì, ma non disdegna di pubblicare in occasione della celebrazione degli 800 anni della nascita la mia cronologia essenziale con delle date che non corrispondono alla realtà ed il più delle volte, lo scoprirete dalle vostre ricerche, fa il “tifo” per l’incertezza del mio anno di nascita ed anche per il luogo della mia nascita, preferendo una città!

Cari studenti, avete capito bene: dopo 800 anni dalla mia nascita non avrete la possibilità di conoscere nè l’anno, nè il luogo dove nacqui; i vostri figli, forse i vostri nipoti nel futuro avranno dagli studiosi e dagli storici delle indicazione più chiare!

Stando così le cose, no, voi no, non avrete la possibilità di conoscere la verità!

Potrei anche giustificare la loro unanime decisione di rimandare alle calende greche la ricerca dei miei precisi dati anagrafici, ma non sopporto che continuino a proporvi e pubblicare le cronologie della mia vita con le date che non corrispondono alla realtà.

Alcuni esempi: a) Pietro Angelerio nacque tra il 1209  e il 1215 nel Molise. b) Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210. c) Pietro nacque nell’anno 1210 o 1215. d) 12091210  Pietro nasce a Isernia o ……, da Angelerio e da Maria Leone .e) Figlio di Angelo de Angelerio  e di Maria de Leone.

Che “eleganza”, che “precisione” nel descrivere la mia vita!

Potrei e potreste accettare quanto propongono, ma sono indignato e Dio perdoni anche voi se condividerete il mio risentimento, perché esistono le biografie più antiche che, descrivendo con dovizia di particolari le decisioni prese nei momenti più importanti della mia lunga vita, non consentono di continuare a prendervi in giro:

   Vita C (1303-1306): quem per sexaginta et quinque annos perpessus in paenitentia fuerat.  

   Autobiografia (1400): a) e rimase lì per tre anni.  b) Dopo che egli ebbe trascorso tre anni in quel  luogo. d) e così da un anno all’altro arrivò ad oltre venti anni.

   Petro de Aliaco (1326-1415): a) Ultra vicesimum suae aetatis annum. b) Per sexaginta quinque vitae suae (eremiticae) annos pertulerat, finem imponete disposti.

   Stefano Tiraboschi (1450): a)  Passato tre anni in la predita asperità.b) donde da un anno alaltro  passando fin a vinti  anni remase i casa. c): donde da un anno alaltro passando fin a vinti anni rimase a casa.

   Stefano di Lecce (1471-74): a)  E rimase lì per tre anni con molti segni divini. b)  Trascorsi ormai tre  anni. c)  giunse fino all’età di venti anni.

   Notturno Napolitano (1520): Hor sin venti anni a casa volse stare.

   Marini  (1630): a) d’anni sedici in circa. b)  Pigliato donque l’habito e l’Ordine di San Benedetto circa gli anni sedici ò diecisette di sua età, e vi stette trè anni continui. 3)  Arrivò donque Pietro in questa perplessione fino all’età di vinti anni in circa, come anco gli altri antichi scrissero. 4) Era all’hora il mese di Gennaio dell’anno del Signore millesimo dugentesimo trentesimo quinto, di sua età ventesimo. 5)  ivi (Castel di Sangro-Palena) si fermò per tre anni continui con difficoltà e patimenti maravigliosi. 6)   In tre anni, che ivi stette . 7)  Gli manuscritti sono diversi, perché alcuni dicono che nell’età d’anni diecisette egli si ritirasse  alla solitudine, onde seguirebbe, che de vinti si fosse fatto Sacerdote. 8) Onde più verisimile, anzi vero giudico, ch’egli de vinti anni partisse dal Monastero, come affermano altri, & è chiaramente detto dal Cardinale di San Giorgio nel luogo sopra citato. Onde siegue che scorsi i trè anni, i quali stette nel luogo sudetto, circa gli vintiquattro si facesse Sacerdote conforme all’osservanza  generale della Chiesa. 9)  E poi vi fece la professione cioè ne gli anni diecisette della sua età, e vi perseverò fin’ alli vinti. 10) Credo, che nò volesse fermarsi più nel luogo sopranominato, dove tre anni còtinui haveva dimorato. 11) Qual fosse il luogo, nel quale si fermò trè anni nel principio, quando si partì della patria e dal Monastero per andare a Roma, l’habbiamo già detto.

Telera  (1648): Dopo averlo servito 65 anni in asprissime penitenze.

   Le biografie antiche hanno tramandato dei numeri che corrispondono agli anni in cui presi le decisioni più importanti per diventare in seguito l’eremita del Morrone ed il papa Celestino V.

   Alcuni numeri corrispondono alla mia età, altri alla durata delle mie azioni; con frequenza furono ricordati: 17    che corrisponde all’età che avevo quando entrai per la prima volta nel monastero di Santa Maria in Faifolis; 3  che corrisponde agli anni che vi restai; 20 è l’età dell’abbandono del monastero per condurre vita eremita; ancora 3 sono gli anni che vissi da eremita tra Castel di Sangro e Palena (Porrara); 65 sono il totale degli anni che i biografi antichi stimarono vissuti da eremita: 3 i primi di eremitaggio + 62  i successivi anni vissuti quando mi ritirai sul Morrone e sulla Maiella, fino alla elezione al papato nell’anno 1294.

 Agli studiosi ed agli storici è mancata e manca la volontà di scrivere la parola fine alle secolari polemiche, altrimenti sono autorizzato a ritenere che con poca attenzione, con scarsa diligenza hanno letto le biografie che ho ricordato, trascurando di prendere in considerazione i numeri tramandati e che ho ricordato.

   Volete conoscere la verità?

     Non hanno saputo, vogliono eseguire una semplice operazioni di matematica: la sottrazione, conoscevano/conoscono la storia medievale del regno svevo angioino, la geografia, le giurisdizioni delle diocesi episcopali!

Vi invito a scoprire il mio anno di nascita sottraendo tra loro i numeri scritti in grassetto e sottolineati.

Procediamo: la mia morte avvenne il 19 maggio dell’anno 1296. Fui eletto papa il 5 luglio 1294, quindi il mio pontificato, la fuga e la mia prigionia durarono (per eccesso)  2 anni e, per essere preciso: 1 anno, 10 mesi e 14 giorni.

La biografia conosciuta come VITA C, scritta da due dei miei più cari discepoli che mi assistettero fino alla morte, tramanda che vissi in totale 65 anni in eremitaggio e penitenza fino all’anno della elezione al papato; gli stessi anni furono confermati da Pietro de Aliaco e Celestino Telera.

Marini divise i 65 anni  della mia vita eremitica in due distinti periodi legati ai luoghi in cui presi dimora: 3 anni tra Castel di Sangro e Palena, monte Porrara, e 62 anni tra il monte Morrone e le asperità della montagna della Maiella.

Avete preso buona nota dei numeri?

Bene, vado avanti: all’età di 20 anni ero a Castel di Sangro, dopo aver vissuto 3 anni nel monastero di Santa Maria in Faifolis, dove ero entrato all’età di 17 anni per il noviziato.

Potete ora eseguire tre sottrazioni con i numeri scritti in grassetto e sottolineati: avete scoperto l’anno della mia nascita!

Siete stati più bravi della Chiesa, degli studiosi e degli storici di ogni epoca!!!!

Scoprite ora anche il luogo della mia nascita con la testimonianza delle biografie più antiche; alcune hanno scritto proprio il nome che dovrete scoprire, altre danno degli indizi storici, geografici e religiosi che faciliteranno la localizzazione e la sua identificazione, senza se e senza ma!

Autobiografia (1400): lo considerò un castrum.

Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe (Terra di Lavoro) sotto al regnamo de napoli i uno castello .

Stefano di Lecce (1450): a)  ………, contado di Molise, vicino a Limosano. b) del territorio …….., vicino al castello di Limosano e a Santa Maria in Faifolis.

 Marini (1630): a) il luogo dove nacque Pietro, fu un Castello chiamato  …….: Così hanno alcuni Manuscritti antichissimi, la prima parte dei quali si professa nel prologo, che fu lasciata scritto di mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si ha che fu Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza, & nei primi anni della sua fanciullezza, & nei primi anni della sua conversione, fu trovato nella Cella di lui, Et anco dal progresso della vita, pare che il medesimo si possi facilmente raccogliere. b)  Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli poi fù fatto Abbate. c) Mà doppò haver fatta una giornata ,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.  d) E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posto nella Diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manoscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriondo. …. . Et essendo quel Monastero il più vicino alla sua patria, nella quale egli stette, finche si ritirò alla solitudine, non si può argomentare che pigliasse l’habito altrove. e) In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisditione o Diocesi di Benevento il Monastero detto Santa Maria in Faifoli …, & in esso haveva professato l’Ordine e la Regola del Padre San Benedetto: era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato.

Cari giovani, vi chiederete come mai con tanti indizi storici, geografici e religiosi ancora oggi si continui a dubitare del luogo della mia nascita?

La storia insegna che il luogo della mia nascita era nella provincia amministrativa del regno svevo-angioino denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, localizzato ed identificato nel Comitatus Molisii o contea di Molise in cui gli insediamenti urbani erano civitas, castrum/castellum, casali, villa/ae e terra/ae.

Io nacqui in un castrum/castellum che, come evidenziano senza ombra di dubbio le biografie più antiche, era vicino al monastero di Santa Maria in Faifolis, dove  svolsi il noviziato e vi ritornai come abate nell’anno 1276.

Il castrum/castellum dove nacqui ed il monastero di Santa Maria in Faifolis erano sì localizzati nel Comitatus Molisii ed amministrati dallo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma entrambi erano nella giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Benevento.

Il castrum/castellum, il monastero di Santa Maria in Faifolis e la diocesi di Benevento, formano un trinomio indiscutibile che condiziona la identificazione del mio luogo di origine.

   Voi, miei cari studenti, non condizionati da “compromessi” avete già dato un nome al mio piccolo paese sito dell’attuale Molise.

   Per quelli che ancora dovessero avere dei dubbi, ricordo quanto scritto da Marini: Mà doppò haver fatta una giornata,… passò avanti (Pietro di Angelerio), & il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. … è  lontano da Esernia quindici miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Partii dal mio paese con un compagnio più anziano in una fredda mattina di gennaio, dovevamo  raggiungere la città di Roma, seguendo il percorso tratturale verso Castel di Sangro.

Dopo aver camminato per una giornata, scrisse Marini, fui abbandonato dal compagnio e da solo proseguii il viaggio per giungere  il secondo giorno a hora di Nona (ore 15) a Castel di Sangro.

Marini era a conoscenza che nell’anno 1479 Platina aveva proposto la mia nascita nella civitas di Isernia; avete letto bene ragazzi, il luogo era una civitas, non più un castrum/castellum ricordato dalle biografie antiche!  

Per questo motivo precisò che Castel di Sangro è lontano da Esernia quindici miglia, una distanza che poteva essere percorsa in  mezo un giorno; è evidente che ero partito da una località  posta ad una distanza che si poteva percorre solo in una giornata + il secondo giorno ed arrivare a hora di Nona (ore 15).

Voi sapete bene che la civitas di Isernia è posta ad una distanza ed ad un tempo di percorrenza che lo stesso Marini giudicò non pertinente al tempo ed alla distanza che le antiche biografie avevano tramandato: il tempo e la distanza di quel famoso viaggio erano e sono compatibili solo con il castrum/castellum e Castel di Sangro.

Per concludere l’argomento vi offro degli indizi che potete leggere in google: Isernia-Castel di Sangro, il percorso a piedi è di km. 31. 40 per 6 ore 41 min., mentre dal mio castrum/castellum a Castel di Sangro, la distanza è di  km. 65. 8 per 13 ore 35 min..

Un ultimo quesito: L’Annuario Pontificio fino all’anno 1997, nell’elenco dei pontefici  era scritto il luogo della mia nascita: ISERNIA; dall’anno 1998 Isernia è stata sostituita dal nome della regione: MOLISE.

DUE sono le località che si contendono la mia nascita: la prima era un castrum/castellum di cui avete scoperto il nome  con l’ausiliuo delle biografie antiche, la seconda è la civitas di Isernia.

Se la civitas di ISERNIA , dal 1997  è stata esclusa dalla contesa, rimane valida solo la candidatura del castrum/castellum di cui avete scoperto in precedenza il nome ricordato dalle biografie più antiche: pilatescamente la Chiesa ha scelto un compromesso!

Non ho altro da aggiungere: avete saputo risolvere i tre questiti; chi non accetterà i risultati che avete ottenuto, dovrà attendere la ricerca degli studiosi e degli storici con l’augurio che nel futuro possano dare indicazioni più chiare.

Vi benedico.                             Pietro di Angelerio.

 

  

 

 

 

 

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