PAPA CELESTINO V. CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA!

Prima o poi sarebbe successo: Per la città, che si fregia da sempre di aver dato i natali al Papa Santo, uno smacco difficile da digerire. “Ci hanno rubato il Santone”. Isernini in rivolta: la Reliquia di Celestrino V sarà accolta da Sant’Angelo Limosano.

E’ il titolo di un articolo pubblicato nella pagina che un quotidiano regionale dedica agli avvenimenti della città di Isernia.

A differenza di quanto scrivono gli uomini di Chiesa, a qualcuno non interessa la vita religiosa e spirituale di papa Celestino V, quanto più rivendicarne i natali, dimenticano che dopo 800 anni ancora si dubita non solo del paese natale, ma dell’anno di nascita, del cognome dei genitori e cosa fece nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.  

Gli uomini di Chiesa scrivono: evitare liturgie campanilistiche. Un argomento che sta rischiando  di diventare stucchevole, asfittico e  noiosamente provinciale. Questo argomento mi rimane del tutto indifferente. Noi prendiamo le distanze da questa discussione. Non c’interessa. Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Queste  le risposte: come Ponzio Pilato non vogliono “compromettersi”, delegano questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare, mentre in più di una occasione hanno manifestato di fare “tifo” per la città di Isernia che “giustamente” (?) oggi rivendica la nascita del santo papa.

Sia gli uomini di Chiesa, cosa molto grave, sia alcuni cittadini ed alcuni storici di Isernia ignorano che dal 1998 l’Annuario Pontificio, organo ufficiale della santa Sede, ha cancellato Isernia dalla biografia di papa Celestino V e, comportandosi come Ponzio Pilato (scusate la ripetizione), non ha indicato Sant’Angelo Limosano, la seconda località che ne rivendica i natali, ma ha scritto Molise, il nome della regione.

Hanno commesso un ulteriore errore storico: Pietro di Angelerio nacque nella contea di Molise che all’epoca non corrispondeva all’attuale territorio regionale.

Dal 1998 la città di Isernia non può più rivendicare quella nascita!

L’ “idea” da cui poi nacque la “tradizione” della nascita del papa in Isernia fu divulgata per la prima volta da Platina nel 1479, ma è bene sapere che in tutte le altre biografie pubblicate precedentemente gli indizi storici, geografici e religiosiportano” a Sant’Angelo Limosano: non è vero che solo da alcuni anni ne rivendica i natali o è recente  perché si ha notizia che è il suo patrono dal 1764, mentre proprio la città di Isernia solo recentemente lo ha  “scoperto” e, proclamandolo patrono, lo ha sostituito ai santi Nicandro e Marciano, ritenuti da Ciarlanti (1640-44), storico isernino, patroni di Isernia e Venafro da tempo antichissimo, così come sostiene anche una  pubblicazione edita dalla curia isernina (La Diocesi di Isernia-Venafro nel 1987), alla voce I Nostri Santi e i Nostri Patroni, si legge che S. Pietro Celestino V. papa è Patrono secondario di Isernia.

I due studiosi intervistati dal redattore dell’articolo di protesta non hanno reso un “buon servizio” per conoscere la verità e dissipare i dubbi: la Bolla del vescovo Roberto, coevo di Celestino V … In tale bolla Celestino V viene definito Cives Aeserniensis è una copia scritta con grafia del XVII secolo, non autenticata, ovvero l’avrebbe potuta scrivere chiunque, forse lo stesso scopritore Telera nel 1648; in essa è scritto esattamente: fratris Petre de Murrone huius civitatis Ysernie civis, ovvero cittadino della città di Isernia; non sarebbe stato più semplice e chiaro, invece di usare una frase così “contorta”: cittadino di Isernia o, meglio, nato nella città di Isernia? Per il “diritto romano” ed accade ancora oggi, si diventa “cittadino” con la residenza, non solo per la nascita.

Come mai solo Telera ebbe la “fortuna” di trovare e leggere la copia del 1648, sconosciuta all’isernino Ciarlanti nel 1640 ed a Ughelli (1642-62) che aveva scritto proprio in merito a quanto era accaduto durante la titolarirà del vescovo Roberto?

L’articolo nelle interviste ricorda: Entrambi gli studiosi citano tra le più antiche fonti storiche un documento custodito nella Cancelleria angioina di Napoli. In un registro compare un decreto emanato nel 1289 da Carlo II, re di Napoli. Con tale documento il sovrano concede una somma di denaro ai fratelli ed ai nipoti di San Pietro tutti di Isernia.

Ciarlanti (1640) e successivamente Viti (1972), entrambi di Isernia, pubblicarono il testo integrale di quel documento che non fu emanato nel 1289 ma nel Regist. del 1298. e 1299  e nel Reg. ang. Anni 12981299; altro priv. In Sulmona 1 settembre 1298, ibid..

Perché offendere l’intelligenza del lettore che vuole conoscere la verità?

L’articolo ricorda anche la “casa” natale di Pietro sita in piazza Concezione, oggi piazza Celestino V, distrutta dai bombardamenti del 1943: come mai gli storici ed i biografi del papa che scrissero prima del 1943, vedi l’isernino Ciarlanti (1640) non sapevano della sua esistenza?

L’isernino D’Acunto (1987) manifestò un diverso parere: quella cioè di far nascere a qualunque costo Celestino V nel rione Concezione, accanto alla Fontana Fraterna, era per noi completamente campata in aria. La “favola che S. Celestino fosse nato in quel sito fu creata quando, nel secolo scorso, in occasione della ricorrenza della nascita del santo (a dire il vero fu celebrato il 6° centenario della sua morte), qualcuno fece costruire una edicola con una immagine del Santo su una casa, accanto alla “Fraterna ” (fontana) in ricordo della “Fraterna” società di mutuo soccorso sorta a Isernia nel XIII secolo. Per lo studioso la casa doveva essere nella parte bassa della città denominata rione Sant’Angelo!

Per Mattei (1978), altro storico di Isernia: Ma come salvare la tradizione che additava in Isernia sulle mura a nord della città la casa di S. Pietro Celestino? Nulla vieta di pensare che la famiglia di Angelerio () siasi trasferita a Isernia nell’infanzia di S. Pietro Celestino o anche si può supporre che, pur avendo domicilio abituale in campagna nel castello di S. Angelo, abbia posseduto una casa anche nella città di Isernia ove spesso si recava e si tratteneva: non una, ma due case!

Hanno dichiarato nell’articolo: un breviario vaticano del 1800 in cui alla data di nascita di San Pietro viene indicato Isernia come paese di provenienza.

Dal 1998 l’Annuario Pontifico ha cambiato opinione: chiedete agli uomini di Chiesa una giustificazione!

Oreste Gentile.

 

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