PAPA CELESTINO V: DUE CROCI,UNA CROCE O NESSUNA!

Le pagine dei quotidiani regionali hanno dato grande risalto all’arrivo ed alla permanenza delle spoglie di papa Celestino V nella diocesi di Isernia-Venafro. 

Saranno degnamente ricevute ed ospitate per tutto il mese di maggio.

Qualcuno, per l’importante evento, ha riproposto una vecchia bugia, una delle tante che furono inventate da alcuni studiosi (?) per accreditare la sua nascita alla città di Isernia: sull’esposizione, sempre in cattedrale, delle due preziose croci che il Santo isernino donò alla sua città verso la fine del XIII secolo nel corso di un breve soggiorno mentre era in viaggio da L’Aquila a Napoli.

In verità, lo storico isernino Ciarlanti nel 1640 ignorava quel breve soggiorno in Isernia e ricordò che due croci ch’egli mandò alla sua Patria, che nel Duomo si conservano: se mandò significa che il papa non era nella città di Isernia! 

Quando si creano delle false testimonianze, facilmente si cade in contraddizione, visto che a suo tempo (Nuovo Molise, agosto 1998), mons. Gemma, vescovo della diocesi di Isernia-Venafro dichiarò: e qui (in Isernia, n.d.r.) tu (papa Celestino V, n.d.r.) lasciasti, come segno d’affetto, di comunione e di protezione quella croce argentea che il tesoro della nostra cattedrale custodisce, quale emblema di un particolare legame che ti unisce alla tua città natale.

Non due preziosi croci, ma una croce, dichiarò il vescovo di Isernia.

Due o una croce?

In verità esiste una croce così descritta nell’anno 1954: croce in argento dorato di (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12) di finissimo cesello e sbalzo . . Nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria, forse fiorentina. Seconda metà del sec. XIV. Proprietà del Capitolo Cattedrale di Isernia.

Se la data della sua realizzazione fu stimata alla seconda metà del secolo XIV, come può essere stata donata o inviata alla città di Isernia da papa Celestino V che visse nel XIII secolo?

Una bugia che si aggiunge alle tante create nel corso dei secoli:  1) l’esistenza di un fondo paterno di papa Celestino V e di una o due case in Isernia e fuori da Isernia; 2) il cognome dei genitori; 3) la visita di san Francesco e l’incontro con il piccolo Pietro di Angelerio; 4) la lettera del vescovo Giacomo; 5) la bolla di Gregorio X; 6) la pergamena del vescovo Dario; 7) la pergamena del vescovo Matteo; 8) il decreto del vescovo Roberto; 9) la sosta in Isernia il 14 e 15 ottobre del 1294; 10) la pensione ai familiari di papa Celestino V.

Qualcuno può spiegarci perchè l’ Annuario Pontificio, organo ufficiale delle santa Sede, non stima più Isernia come luogo di nascita di papa Celestino V?

Oreste Gentile

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