PAPA CELESTINO V. LE “BUFALE” SULLA SUA PRESENZA IL GIORNO 14 E 15 OTTOBRE 1294 NELLA CIVITAS DI ISERNIA.

Tale G. P., avendo letto  i mei articoli in merito alle testimonianze prodotte da alcuni “tenaci” sostenitori dei rapporti “affettivi” tra papa Celestino V e la civitas di Isernia, mi chiede maggiori dettagli, forse anche per valutare quanto da sempre vado affermando: Pietro di Angelerio è nato nel castrum di Sant’Angelo Limosano!

Ritengo di fare cosa gradita anche ad altri lettori, tornare sull’argomento e fornire maggiori dettagli.

Prendo lo spunto da quanto dichiarato recentemente (Primo Piano Molise, del 3.05.2010) da Don Claudio Palumbo che dopo anni e anni di ricerche scrupolose e attente, non ha dubbi: “Una tradizione provata nel corso dei secoli. Dalla pergamena del vescovo Matteo (1276) a quella del vescovo Roberto (1289), al viaggio dall’Aquila a Napoli a tutti noto, in cui si fermò nei giorni 14 e 15 ottobre. La tradizione orale aggiunge a tutto questo il dono di due preziose croci, di ottima fattura medioevale, lasciate dal novello Papa al capitolo cattedrale della città che tuttora le conserva gelosamente. ” Quello che più interessa prosegue l’articolo-intervista è la nutrita lista di cimeli celestiniani presenti in Isernia, recepiti nella tradizione liturgica locale. Come mai così numerosi a Isernia? Infine la numerosa selezione (X)  di antichi e moderi biografi del Santo che attestano Isernia come città natale. Su questo aspetto ci soffermeremo nei prossimi giorni. (x)vedi articolo in proposito.

 Cosa testimonia la pergamena del vescovo Matteo (1276) ?

Di questa pergamena esiste l’originale in cui nel mese di settembre fu scritto: Matheus Dei gratia Yserniensis episcopus Religiosi viris Fratri Petro de Murrone, Abbati Ecclesiae sancte Marie in Fayfolis Beneventane dicesis et universis fratribus suis apud Yserniam commorantibus in Ecclesia Sancti Spiritus de novo costructa … ; non c’è una prova della nascita di Pietro di Angelerio in Isernia: il vescovo, seguendo l’esempio di altri colleghi, escludeva la Ecclesia Sancti Spiritus  di Isernia dalla giurisdizione della sua diocesi.

La pergamena del vescovo Roberto (1289).

Non esiste l’originale, ma una copia non autenticata scritta con grafia del XVI-XVII secolo che fa riferimento alla data 1 ottobre 1289, giorno in cui il vescovo Roberto approba et confirma i Capitula Fratrum Fraternitatis, citando nel testo religiosi viri fratris Petre de Murrone huius civitatis Yserne civis: è la citazione su cui “fondano” la nascita di papa Celestino V nella civitas di Isernia.

I) essere cittadini di una città, allora come oggi, si diventa anche per la residenza; se il vescovo Roberto fosse stato veramente consapevole della nascita in Isernia, perchè invece di “usare” quella frase così “contorta” cittadino di questa città di Isernia non scrisse in modo chiaro: nato o nativo della città di Isernia?

La copia fu “scoperta” e pubblicata da Telera nel 1648, come mai l’isernino Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, nel 1644, descrivendo una breve biografia del papa e “vantandone” la nascita in Isernia, ignorava  l’esistenza della pergamena e della “confraternita“, considerato che non la utilizzò come una testimonianza a favore della sua città natale?

Come mai il diligente e dotto Ughelli (1642-1648), sempre attento e scrupoloso nell’evidenziare con meticolose descrizioni, per ogni vescovo ricordato nella sua monumentale opera “Italia sacra”, gli avvenimenti più salienti accaduti durante la titolaratià della diocesi, per il vescovo Roberto scrisse solo: Robertus anno 1287. cujus extat memoria etiam anno 1289. In Coenobio Monialium S. Clarae de Aesernia?

Se si potesse eseguire una perizia calligrafica di quella copia non autenticata, potrebbero scoprire che il testo fu scritto dal suo scopritore o da un confratello!

Il viaggio da L’Aquila a Napoli. La sosta nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 fu inventata da Cantera nell’anno 1892: Nel 14 andò ad Isernia, rimanendovi fino al dì 15; a sostegno della sua affermazione nella nota bibliografica fece riferimento solo ad un non meglio identificabile Reg. Ang. N. 65 cit. ff. 52 a tergo: n. 73 cit. f. 32, omettendo  di trascriverne il testo completo, ma ritenne opportuno fare riferimento ad un documento di cui ha tramandato due diverse versioni;  nella I versione dichiarò: si leggono accordate da re Carlo II delle provvisioni a Nicola di Angelerio fratello, e a Guglielmo e Pietro Roberto di Angelerio nipoti del fu Pp. Celestino V, precisando nella nota il riferimento bibliografico al Reg. Ang. n. 94 1298 D e n. 125 1302 E f. 185 ; prendete buona nota: l’anno della redazione del documento è il 1298, quindi papa Celestino V era morto da 2 anni (1296).

Nella II versione si legge: 5 settembre 1294 concesse un’annua provvisione ai fratelli e nipoti del papa; quindi Celestino V era in vita e presente nella città de L’Aquila.

Poteva una documentazione così “confusa” non suscitare l’interesse di alcuni studiosi isernini?

 C. Palumbo in  San Pietro Celestino  …. diocesi di Termoli-Larino, Cenni biografici su San Pietro Celestino 28 febbraio-29 marzo 2010 ha scritto: quindi il 14 e 15 ottobre è in Isernia, ove sono il fratello Nicola e i due nipoti Guglielmo e Pietro, figli del defunto fratello Roberto, in favore dei quali il re assegnerà una pensione annua; mentre F. Cefaliogli e N. Paone in Il Quotidiano del Molise, 27 marzo 2010, pag. 19, scrive l’intervistatore: Entrambi gli studiosi citano tra le più antiche fonti storiche un documento custodito nella Cancelleria angioina di Napoli. In un registro compare un decreto emanato nel 1289 da Carlo II, re di Napoli. Con tale documento il sovrano concedeva una somma di denaro ai fratelli ed ai nipoti di San Pietro , tutti di Isernia. Purtroppo la Cancelleria è andata distrutta in seguito ai bombardamenti, “ma il documento in questione -precisa Cefalogli- è stato riportato nel corso dei secoli in altre fonti e ripreso dallo Spinelli ed altri storici del ‘600”. 

Certamente l’anno 1289 citato dai due studiosi è dovuto ad un errore di stampa o alla non conoscenza del testo del documento a cui fanno riferimento in quanto altri due  studiosi isernini,  Ciarlanti  (1640-44) e Viti (1972), conosecvano ben altro; il primo scrisse, riferendosi a quel documento: come nel Regist. del 1298. e 1299 ……, come nel Regist. dei 1298. con la data in Napoli al 1. di Settembre a favore di Nicolao de Angeleri fratri, ac Guillelmo, et Petro Roberti de Angeleri nepotis quod. Santissimi Patris Domini Celestini .  Il secondo: Privilegio di Carlo II a favore di Nicola, Guglielmo e Pietro Angelerio, riapettivamente fratello e nipoti di Celestino V, col  quale si concedono 10 once d’oro al primo e 5 ai secondi, da riscuotersi sulla bagliva di Foggia (Reg. ang. Anni 1298-1299; altro priv. In Sulmona 1 settembre 1298, ibid.

Avete letto bene: il documento era datato Napoli 1 Settembre 1298, papa Celestino V era morto da 2 anni (quod. Santissimi Patris Domini Celestini ) ed i suoi congiunti erano solo il fratello Nicola ed i suoi due figli, nipoti del santo, Guglielmo e Pietro Roberto! 

 Chi mente: Cantera, Palumbo, Cefalogli – Paone, Ciarlanti o Viti? 

Ecco cosa aveva scritto prima di loro Marini nel 1630; ma è stato ignorato dai più: Mi avisa si bene il Molto Reverendo Padre Abbate D. Francesco d’Ailli d’haver letto nel Regio Archivio della Zecca di Napoli, dove dice esser registrate molte cose antiche di quel regno, in un libro pergameno, che Carlo secondo Re di Napoli doppò la morte di questo nostro santo, donò una certa redita od entrata perpetua de danari  …..

Il documento non poteva essere in relazione , nè può essere utilizzato come una testimonuanza per sostenere una sosta di papa Celerstino V nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 in Isernia!

Non soddisfatti di questa prima bufala, ne hanno inventata una seconda, sulla base di un avvenimento tramando da Ciarlanti, l’isernino che inventò l’esistenza di un fondo paterno di papa Celestino V su cui avrebbe fatto edificare un monastero!

Scrisse Ciarlanti (1640-44): e due croci ch’egli mandò alla sua Patria che nel Duomo si conservano; scrisse mandò, ovvero: inviò, spedì, indirizzò verso  la sua Patria due croci, quindi l’avvenimento non era pertinente alla presenza del papa nella civitas di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294!

Quindi quanto letto all’inizio: La tradizione orale aggiunge a tutto questo il dono di due preziose croci, di ottima fattura medioevale, lasciate dal novello Papa al capitolo cattedrale della città che tuttora le conserva gelo non corrisponde alla VERITA’!

Il mandò di Ciarlanti e ben diverso dal lasciate  che si legge nell’intervista a Palumbo, ma entrambi “rifilano” al lettore ignoro un’altra bufala!

Ciarlanti affermò l’invio di due croci, ma è lo stesso studioso che inventò anche il fondo paterno; Palumbo sostiene che furono lasciate, però non esiste una biografia antica che abbia ricordato l’avvenimento!

Pensate, le due croci erano sconosciute a Cantera che aveva tutto l’interesse a sfruttarle per sostenere la presenza del papa in Isernia; dovette fare riferimento, come abbiamo esaminato, ad un documento che descrisse in due modi diversi; ma soprattutto esiste un intervista a mons. Gemma, vescovo di Isernia, che nell’agosto del 1998 dichiarò: e qui tu lasciasti, come segno d’affetto, di comunione e di protezione, quella croce argentea che il tesoro della nostra cattedrale gelosamente custodisce, quale emblema di un particolare legame che ti unisce alla tua città natale.

Non due, ma nel 1998 la croce è solo una, o NESSUNA?

Sono in tanti ad ignorare che nel 1954 in occasione delle Celebrazioni Celestiniane. Mostra di cimeli e documenti,  per  la città di Isernia fu esposta: 18. CROCE IN ARGENTO DORATO (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12). Di finissimo cesello e sbalzo; tempestata di pietre dure, rubini, lapislazzuli ed ametiste. Ha sui quattro bracci delicati smalti su fondo azzurro rappresentanti figure sacre. Nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria, forse fiorentina. Seconda metà del sec. XIV. Proprietà del Capitolo Cattedrale di ISERNIA.

Esiste UNA  croce datata alla Seconda metà del sec. XIV, una data che non si concilia con la presenza  di papa Celestino V nella civitas di Isernia nell’anno 1294!

Per concludere, una risposta alla domanda che pone Palumbo: ” Quello che più interessa prosegue l’articolo-intervista è  la nutrita lista di cimeli celestiniani presenti in Isernia, recepiti nella tradizione liturgica locale. Come mai così numerosi a Isernia?

la nutrita lista di cimeli che dovrebbe corrispondere a quanto esposto nell’anno 1954, visto che da allora non sono stati segnalati altre scoperte, propone oggetti e documenti che papa Celestino V non ha sfiorato con il suo “sguardo”, nè sono pertinenti all’epoca in cui visse, ma creati nelle varie ricorrenze con il solo scopo di accreditare la sua nascita alla città di Isernia

 RELIQUIE E CIMELI DELLA CITTA’ DI ISERNIA esposti nel 1954:

19. FRAMMENTO DI CROCE IN PIETRA (cm. 40 alt. per 55 larg ). Ha due figure scolpite in bassorilievo sulla fronte; il Redentore e S. Giovanni Battista; questo con insolito atteggiamento della mano chiusa a pugno e protesa lateralmente. Era posta, presumibilmente su parte alta, colonna od altro, allo ingresso del Monastero di S. Spirito in Isernia fondato verso il 1274 da Pietro da Morrone. Proprietà del Museo Civico di Isernia. 20. MONETA in argento (diam. cm. 2). Coniata sotto il regno di Giovanna II d’Angiò. Da una parte reca l’effige di San Pietro Celestino e dall’altra un’aquila. Proprietà Comm. Pettine –ISERNIA. 21. PLACCA IN ARGENTO (cm. 9 x 5). Sbalzata figurante la statua che si venera ad Isernia di S. Celestino. Eseguita in occasione del VI Centenario della sua morte (19 maggio 1296).   Con dicitura: << S. Pietro Celestino protettore di Isernia >>. Proprietà Comm. Pettine –ISERNIA22. DUE MEDAGLIE IN BRONZO (diametro cm. 4 e cm. 2,2). Fatte coniare dalla Città di Isernia in occasione del VI  Centenario Celestiniano il  19 maggio dell’anno 1896. Sono identiche nei conii che rappesentano S. Pietro Celestino ed una croce luminosa. Con le seguenti diciture: A)  Pietro Celestino Pnt. Massimo cittadino e protettore di Isernia. B) Sesto centenario della morte di S. Pietro Celestino. 19 maggio 1896. Proprietà Comm. Pettine – Isernia. 23. 1289, ottobre 1, Isernia. – Capitula Fratrum Fraternitatis approbata et confirmata a Roberto Episcopo Iserniensis. (Fu questa una Congregazione isernina fondata (sic), da Pietro da Morrone). Membr. mm. 320 x 490. La scrittura è in carattere corsivo del sec. XVIProprietà Capitolo Cattedrale. ISERNIA. 24. 1297, luglio 20, Roma. -Conferma di BONIFACIO VIII a privilegi concessi da Celestino V al Capitolo di Isernia. BONIFACIUS … Datum Romae, XIII Kal. Aug. Pont. Nri. anno. Membr. 390 x 520. Margine inferiore: tre bolli in ceralacca. Proprietà Museo Civico. ISERNIA. 25. 1297, maggio 15, Roma. – Bolla di BONIFACIO VIII con cui si conferma l’Ordine dei Celestini, esonerandolo anche dalla giurisdizione di Arcivescovi, Vescovi ed Ordinari. BONIFACIUS … Dilectis filiis Abbati Mon. Scti Spir. de Sulmone, O.S.B., Valvensis Diocesis, eiusque fratribus tam praesentibus quam futuris regularem vitam profexis, in perpetuum. Datum Romae apud S. Petrum. Idibus maji Indiction X Incarn. Dnicae Anno 1297. Copia. 26. Manoscritto cartaceo del sec. XVI, di pp. 12. Contiene copia di una bolla celestiniana. 27. VOLUME contenente tutti i documenti inerenti la celebrazione isernina del maggio 1896 per il VI Centenario di Celestino V. 28. DIPINTO AD OLIO su tavola (1.43 x 78 cm.) raffigurante Celestino V in abiti pontificali. Il Papa, volto a sinistra, è seduto: sulle mani ha un codice miniato, aperto; una colomba s’è adagiata su una spalla. Nel fondo prospetiva d’ un tempio classico. Maniera napoletana secolo XVI. Propietà della Civica Biblioteca di ISERNIA. 29. PLASTICO IN TERRACOTTA COLORATA (cm. 100 x 100 x 50). Rappresenta il << Rione della Fraterna >> della città di Isernia. In questa località esisteva la casa natale di Pietro da Morrone ed i fabbricati della Congregazione della << Fraternità >> fondata (sic) da Pier Celestino. Ivi sorgeva la storica fontana romanica della << Fraterna >> (Sette cannelle), della quale nella Mostra vi è una grande fotografia. Esecuzione e proprietà della Scuola Artistico-Industriale di ISERNIA. 30. S. PIETRO CELESTINO V Stampa dell’ incisore P. Bombelli, anno 1794 (cm. 60 x 40) in cornice, dalla raccolta: << Statue del Bernini sopra il colonnato di S. Pietro >>. Proprietà della Biblioteca Civica di ISERNIA. 31. STAMPA piccolo formato riproducente la: << Vera effigie di S. Pietro Celestino, tratta da un antichissimo  originale >>. Metà secolo XIX. Proprietà Biblioteca Civica di ISERNIA. 32. STAMPA popolare, piccolo formato, figurante: << S. Pietro Celestino cittadino  e protettore d’Isernia >>. Litografia metà secolo XIX. Proprietà Biblioteca Civica di Isernia.

E’ importante evidenziare che quando papa Celestino V durante il viaggio da L’Aquila a Napoli sostò a Sulmona, Castel di Sangro, Castel San Vincenzo, San Germano-Montecassino, Teano, Capua ed infine a Napoli, dedicò il suo tempo al riposo ed alla redazione di importanti documenti recanti la data ed il luogo della sosta: non esiste un documento redatto in Isernia il giorno 14 e 15 ottobre del 1294!

Oreste Gentile

 

 

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