PAPA CELESTINO V. DISATTESO IL COMPROMESSO DELLA C.E.A.M..

La “peregrinatio” delle spoglie di papa Celestino V è ormai giunta al giro di boa: dopo la diocesi di Isernia-Venafro, saranno ospitate nella diocesi di Trivento, nuovamente in quella di Sulmona-Valva per tornare definitivamente a L’Aquila.

Possiamo fare un breve consuntivo di quanto accaduto finora.

Quando nell’agosto del 2008 proposi a padre Gian Carlo Maria Bregantini, neo-arcivescovo metropolita della diocesi di Campobasso-Bojano, di celebrare nell’anno 2009 gli 800 anni della nascita di papa Celestino V, visto che con dei semplici calcoli di matematica avevo la certezza che l’anno di nascita era il 1209, lo scopo era sì di riproporre in chiave moderna la vita religiosa e spirituale del papa molisano, ma anche l’occasione per risolvere i tanti dubbi sul luogo della nascita, sul cognome dei suoi genitori, sul suo stato patrimoniale e su cosa fece nei giorni 14 e 15 ottobre 1294, quando da L’Aquila “fu” trasferito a Napoli. 

La Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, organizzatrice dell’evento, ha banalizzato quegli argomenti, ritenendoli di scarsa importanza ed avallando tutti gli errori commessi nel corso dei secoli ed ancora oggi da chi, con molta superficialità e negligenza, ha letto (lo avrà fatto!) le più antiche biografie del papa.

Alla C.E.A.M. non interessava, né interessa dissipare i dubbi, così confermava il testo della lettera indirizzata ai fedeli per descrivere le manifestazioni indette per l’anno giubilare celestiniano.

Dal testo si evince un “compromesso” che papa Celestino V non avrebbe mai approvato: Celestino V viene dedicato uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia.

Una dichiarazione sottoscritta all’unanimità dagli undici vescovi, un numero che ricorda quello dei cardinali che a Perugia lo elessero papa, ma nei fatti ognuno ha redatto una sua biografia di papa Celestino V, creando ancora più confusione e senza rispettare l’intelligenza dei fedeli- lettori.

In ordine cronologico sono stati pubblicati alcuni cenni biografici di papa Celestino V.

Per l’anno ed il paese di nascita, la diocesi di Sulmona-Valva ha scritto: Il suo nome era Pietro Angelerio, nacque tra il 1209 e il 1215 nel Molise.

La diocesi di Termoli-Larino: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce in terra d’Isernia, nel Molise, tra il 1209 ed il 1215, secondo una accreditata storiografia risalente a fonti contemporanee al santo.

La diocesi di Campobasso-Bojano: Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210. Come è noto, il luogo di nascita è conteso tra Sant’Angelo Limosano e Isernia. Non entriamo nel merito, ma di certo sentiamo molto fondato il sito di Sant’Angelo Limosano, perché quel paese meglio giustifica la sua presenza giovanile presso il monastero di Faifoli.  Storici affermati (come Peter Herde p. 3) lo sostengono.

La diocesi di Isernia-Venafro: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce in terra d’Isernia, nel Molise, tra il 1209 e il 1215, secondo una accreditata tradizione storiografica risalente a fonti contemporanee al santo. Valga per tutte l’espressione del contemporaneo Guglielmo de’ Nangis (+ tra il 1300 ed il 1303), monaco benedettino dell’abbazia di St. Denis, che nel suo noto Chronicon universale lo dice “Yserniensis dioecesis, appulus natione. Oltre ad Isernia, diverse altre località, da Sant’Angelo Limosano (CB) a Sant’Angelo di Alife (CE), rivendicano la paternità dei natali del santo. Tra queste anche l’attuale Pesche, fino al Settecento pure chiamata Sant’Angelo a Sernia e già sede dell’abbazia benedettina di S. Croce di Isernia, assieme ai Sant’Angelo di Macchia d’Isernia e di Colli al Volturno.

Per il cognome dei genitori, la diocesi di Sulmona-Valva ha scritto: I suoi genitori Angelerio e Maria Leone.

La diocesi di Termoli-Larino: Undicesimo di dodici figli di Angelerio e Maria.

La diocesi di Campobasso-Bojanoe qui la mamma Maria.

La diocesi di Isernia-Venafro: vedi la diocesi di Termoli-Larino.

Per il suo noviziato nel monastero, la diocesi di Sulmona-Valva ha scritto: Un giorno entrò come oblato nel monastero benedettino di S. Maria di Faifoli (a Montagano, a pochi chilometri da Campobasso).

La diocesi di Termoli-Larino: ritroviamo Pietro monaco in un altro monastero beneventano (S. Maria di Faifoli ? ).

La diocesi di Campobasso-Bojano: Entra come studente nella abbazia benedettina, molto antica, di Faifoli, a tre chilometri da Montagano.

La diocesi di Isernia-Venafro: vedi la diocesi di Termoli-Larino.

Il giovane Pietro parte per Castel di Sangro, la diocesi di Sulmona-Valva ha scritto: E così di buon mattino i due amici lasciarono il paese. Dopo qualche giorno di viaggio… Rimasto solo, Pietro continuò il cammino fino a giungere a Castel di Sangro.

La diocesi di Termoli-Larino: in compagnia di un confratello, che strada facendo lo abbandonerà per tornare indietro, frà Pietro lascia il monasterro e si ritira a vita eremitica nei pressi di Castel di sangro.

La diocesi di Campobasso-Bojano: Eccolo allora, finito il suo noviziato, lasciare Faifoli, per iniziare questa sua nuova avventura. Vive per circa tre anni sul monte Porrara.

La diocesi di Isernia-Venafro: vedi diocesi di Termoli-Larino.

Per l’ultimo, ma importante episodio della vita di papa Celestino V, le quattro diocesi hanno trovato all’unanimità un accordo: hanno “dimenticato” che alcune delle più antiche biografie ricordarono sì quel viaggio, ma EVIDENZIARONO che durò una giornata intera più il giorno successivo fino alle ore 15 del pomeriggio: un tempo di percorrenza ritenuto utilissimo perchè si giustifica solo con la distanza di Sant’Angelo Limosano da Castel di Sangro.

Per lo stato patrimoniale di Pietro di Angelerio solo la diocesi di Isernia-Venafro ricorda una lapide commemorativa sul luogo ove la tradizione vuole sorgesse la casa del Santo,  ma l’esistenza della casa fu inventata nel 1896, infatti era sconosciuta all’isernino Ciarlanti (1640-44).

Per ciò che fece nei giorni 14 e 15 di ottobre del 1294,  avvenimento sempre sconosciuto all’isernino Ciarlanti, la diocesi di Termoli-Larino e quella di Isernia-Venafro,  sostengono  che il 14 e il 15 ottobre è in Isernia, ove sono il fratello Nicola e i due nipoti Guglielmo e Pietro, figli del defunto fratello Roberto, in favore dei quali il re assegnerà una pensione annua. La tradizione locale lega a questo momento il dono di due preziose croci, di ottima fattura medioevale, lasciate dal papa al capitolo cattedrale che tuttora le conserva gelosamente.

 Si precisa che il documento riguardante la cosiddetta pensione annua recava, secondo l’isernino Ciarlanti la data del 1298-1299, mentre l’isernino Viti ricorda gli anni 1289-1299, ma anche il 1 settembre 1298: sono date che, al pari delle due croci  già descritte in un altro articolo, non sono in relazione con la presenza del papa in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre del 1294.

E’ bene evidenziare che il testo del documento della pensione annua ricorda il fratello Nicola ed i suoi due figli Guglielmo e Pietro Roberti de Angeleri nepotis quond. Santissimi Patris Domini Celestini.

Quond.(am) è un avverbio latino, usato davanti al nome di un defunto ha il significato di fu; nel nostro caso il fu era riferito al Santissimi Patris Domini Celestini: il documento e la rendita ai familiari del papa fu concessa dal re dopo la morte avvenuta il 1296 e non nei giorni 14 e 15 di ottobre del 1294!

Per il dono delle due croci è bene ricordare che l’isernino Ciarlanti scrisse che furono mandate-inviate, quindi il papa non era in Isernia e mons. Gemmma, vescovo di Isernia, nel 1998 dichiarò che era UNA croce; mentre una mostra del 1954 dei cimeli di papa Celestino V esistenti in Isernia ricorda sì UNA croce, ma “attribuita” alla seconda metà del XIV secolo, un epoca che non si concilia con l’anno 1294 di quella presunta visita!

Esamineremo ciò che sarà pubblicato dalla diocesi di Trivento nel prossimo mese di giugno in occasione della presenza delle sacre spoglie di papa Celestino V.

Oreste Gentile.

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