PAPA CELESTINO V. DOPO LE DUE CROCI, LA “BUFALA” DELLA SUA CASA IN ISERNIA

Scrisse l’isernino  (non iserniano, perchè deriva dalla lingua latina) Sabino D’Acunto: …. quella cioè di far nascere a qualunque costo Celestino V nel rione Concezione. accanto alla Fontana Fraterna, era per noi completamente campata in aria. La “favola” che Celestino V fosse nato in quel sito fu creata quando, nel secolo scorso, in occasione della ricorrenza della nascita del santo, qualcuno fece costruire una edicola con una immagine del santo su una casa, accanto alla “Fraterna” (fontana) in ricordo della “Fraterna” società di mutuo soccorso sorta in Isernia nel XIII secolo.

Se Sabino D’Acunto, illustre cittadino di Isernia, giudicò una “favolala  nascita di papa Celestino V in una casa sita nel rione Concezione, che giudizio dovremmo esprimere, “noi poveri ed ignoranti mortali”, nei confronti di coloro che, ancora oggi, vogliono riproporre dopo circa 114 anni la stessa “bufala“? 

L’illustre isernino riteneva che papa Celestino V fosse nato in un rione di Isernia denominato Sant’Angelo, il più antico di Isernia, là dove precisamente sorgeva un castello con lo scopo di interpretare a “suo modo” quanto tramandato, come giustamente ricordò, dal Codice della Marciana sulla scorta di quanto asserisce Roberto di Salle.

Ergo, la casa natale non era ubicata nel rione Concezione, nella zona alta di Isernia, ma nel rione Sant’Angelo, nella parte opposta e nella zona bassa della medesima città!

Una casa natale sulla cui ubicazione gli stessi isernini non trovano un accordo, la “dice lunga” sulla reale ” attribuzione di proprietà“; tant’è che Mattei,  un altro storico isernino, volle precisare e scrisse: Ma come salvare la tradizione che additava in Isernia sulle mura a nord della città la casa di S. Pietro Celestino? Nulla vieta di pensare che la famiglia di Angelerio siasi trasferita a Isernia nell’infanzia di S. Pietro Celestino o anche si può supporre che, pur avendo domicilio abituale in campagna nel castello di Sant’Angelo, abbia posseduto una casa anche nella città di Isernia ove spesso si recava e si tratteneva.

Una nuova proposta: l’esistenza della seconda casa di “villeggiatura” in campagna solo per salvare la tradizione che additava in Isernia sulle mura a nord della città la casa di S. Pietro Celestino!

 “Bando alle chiacchiere” e scopriamo la realtà!

 NESSUNO dei biografi di papa Celestino V ha tramandato l’esistenza della casa natale nella civitas di Isernia.

La “bufala” fu riproposta nel 1896 in occasione della ricorrenza dei 600 anni della morte  di papa Celestino V (non della nascita, come scrisse D’Acunto) con l’unico scopo rivendicarne la nascita!

Sulla parete di una casa sita in piazza Concezione, presumibilmente di epoca ottocentesca, fu collocata una targa e, come scrisse D’Acunto, qualcuno fece costruire una edicola con una immagine del santo.

Quella casa” non esiste più; scrisse Mattei: Purtroppo il bombardamento del 10-9-1943 distrusse casa e lapide; ai turisti che visitano la nostra città dobbiamo contentarci di indicare il luogo in cui  sorgeva la casa di Celestino V !

La “bufala” della casa natale di papa Celestino V fu proposta per la prima volta da Iorio nel 1894 ed esisteva alla data del 10 settembre 1943, ovvero prima della distruzione bellica: perchè i biografi vissuti prima del 1894 non l’hanno ricordata o proposta come la “testimonianza inoppugnabile” per sostenere la nascita di papa Celestino V nella città di Isernia?

Può essere che l’isernino Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia e tenace sostenitore dei natali isernini di papa Celestino V, ignorasse l’esistenza di quella “famosa casa“?

L’arciprete Ciarlanti che in fatto di “bufale” non era secondo a nessuno, se alla sua epoca fosse esistita la casa natale di papa Celestino V nella civitas di Isernia, avrebbe divulgato urbi et orbi la straordinaria testimionianza, ma fu “costretto” ad “inventarsi” l’esistenza di un fondo paterno  sito fuori le mura di cinta della civitas di Isernia dove aveva fatto costruire un monastero: l’edificò nel fondo paterno, per quanto si ha per antica tradizione, ma ben vero è, che vi abitò a lungo in diversi tempi e l’invio del dono di due croci: e due croci ch’egli mandò alla sua Patria, che nel duomo si conservano; in verità esisteva ed esiste UNA sola croce datata alla metà del XIV secolo, quindi  NON al XIII secolo, l’epoca in cui visse papa Celestino V!

Può essere che TUTTI i biografi vissuti prima di Ciarlanti  (1640-44) e di Iorio (1894-96) ignorassero l’esistenza del fondo paterno, della casa o delle due case e delle due o di una croce?

Pur di salvare una FALSA tradizione, nessuno si è mai risparmiato!

Oggi, grazie a quanto disposto dai vescovi della C. E. A. M. che hanno “voluto” sottovalutare i dubbi e le tante false testimonianze sulla vita terrena di papa Celestino V, hanno “autorizzato”  chicchessia a prendere in giro l’ignaro lettore!

Oreste Gentile

 

 

 

 

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