PAPA CELESTINO V, DANTE E “IL GRAN RIFIUTO” DEGLI UOMINI DI CHIESA.

Si sono concluse le manifestazioni indette per celebrare l’ VIII centenario (1209-2009) della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

Dall’agosto 2009 all’agosto 2010, in diverse sedi diocesane dell’Abruzzo e del Molise, la prima regione adottiva, la seconda regione di nascita del papa, sono state ospitate le sue spoglie, sono stati celebrati solenni riti religiosi, sono state tenute conferenze per illustrarne la vita religiosa e spirituale.

 Ancora oggi papa Celestino V è identificato con l’ombra che il Sommo Poeta avrebbe incontrato nell’Antinferno: Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto perché, dopo avere accettato il papato, RINUNCIO’.

Non interessa la secolare polemica, bensì apprendere che all’Antinferno sono destinati gli ignavi, sempre pronti al gran rifiuto.

Se Dante fosse stato presente alle celebrazioni dell’ VIII centenario, avrebbe potuto leggere e valutare quanto pubblicato da alcuni uomini di Chiesa, in merito alla vita terrena di papa Celestino V e giudicato anche questa frase:

Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri  luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perchè ciò che ci sta a cuore è la sua vita, che continua ad affascinarci con una testimonianza così attuale che interpella le nostre coscienze umane e cristiane.

   Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare: avevano l’ ”esclusiva” e la responsabilità di organizzare i convegni, forse anche la scelta degli argomenti, ma per quanto ancora non si conosce (o non si vuol conoscere) della vita terrena di papa Celestino V, hanno preferito il gran rifiuto con una “puerile” giustificazione: A noi queste cose interessano relativame, poi si sono abbandonati alla descrizione di avvenimenti che non erano pertinenti alla vita di papa Celestino V, ma erano solo il frutto di chi, “accecato”  dal “campanilismo”, ha preso in giro l’ignaro lettore.  

    Il luogo di nascita di Pietro di Angelerio è solo UNA delle incognite della sua lunga vita;  i nostri ignavi, non sapendo “far di conto” e pur avendo celebrato l’ VIII centenario della sua nascita (2009-1209), stimano valido anche l’anno 1215!

   Gli altri argomenti a cui hanno posto per viltade il gran rifiuto di trattare e farci conoscere, non sono di minore importanza: avevano un cognome i suoi genitori, visto che alcuni uomini di Chiesa hanno scritto che la madre Maria aveva il cognome LEONE?

   Quale era lo stato patrimoniale della sua famiglia, visto che alcuni uomini di Chiesa hanno scritto che possedeva un fondo paterno ed una casa nella città di Isernia?

   Dove era papa Celestino V il giorno 14 e 15 di ottobre del 1294, quando da L’Aquila si trasferì a Napoli, visto che lo ritengono presente ad Isernia in base ad un errata interpretazione di un documento angioino ed alla invenzione di un dono di una o di due croci?

   Di “GRAZIA”: l’ “ignorante” a chi dovrebbe rivolgere  queste domande per conoscere la vita terrena di papa Celestino V?

Oreste Gentile

   

 

   

 

 

  

 

 

 

 

 

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