PAPA CELESTINO V. NELL’ VIII CENTENARIO DELLA NASCITA “IL GRAN RIFIUTO” DI DARE UNA RISPOSTA A 5 DOMANDE.

Passata la festa, gabbato lo santo !

Le manifestazioni indette per celebrare gli 800 anni della nascita di papa Celestino V si sono concluse alla fine del mese di agosto u. s.; passata la festa hanno gabbato non tanto lo santo, quanto il fedele, il curioso, lo studioso e l’ignaro che, vista l’importanza della ricorrrenza, speravano di avere una risposta agli interrogativi, origine  delle secolari (circa 700 anni) polemiche campanilistiche:

quando e dove è nato papa Celestino VI genitori avevano un cognome?  Quale era lo stato patrimoniale?  Dove era nei giorni 14 e 15 ottobre dell’anno 1294 quando da L’Aquila si trasferì a Napoli?

L’iniziativa di celebrare gli 800 anni della nascita di papa Celestino V certamente non fu “ispirata” ai vescovi abruzzesi e molisani dallo Spirito Santo, ma suggerita da chi, dopo una attenta ricerca bibliografica e dopo alcuni semplici calcoli matematici, ha sempre affermato e sostenuto: Pietro di Angelerio era nato il (lunedì, 29 giugno) dell’anno 1209; morto il 19 maggio 1296, avrebbe compiuto il 29 giugno, a distanza di 35 giorni, 87 anni, come tramanda la Vita C scritta da due discepoli che lo assistettero fino alla morte.

Il papa NON era nato in Isernia, i genitori NON avevano un cognome; NON possedevano una casa in Isernia; il papa nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 NON era presente nella città di Isernia.

Le certezze che si basano su semplici calcoli matematici, su una diligente lettura delle biografie più antiche e su una attenta valutazione degli indizi storici, geografici e religiosi, non hanno vinto l’incredulità dei vescovi abruzzesi e molisani (C.E.A.M.): celebravano sì gli 800 anni della nascita, ma nella lettera indirizzata ai fedeli,  basando il loro giudizio sul parere di alcuni storici  (non citati), dichiaravano che papa Celestino V poteva  essere nato anche nel 1210, nel 1211, nel 1212, nel 1213, nel 1214 o nel 1215; allora, perché tanta fretta di celebrare nel 1209?

L’attenta lettura delle biografie più antiche ed una semplice addizione e qualche sottrazione, avrebbe permesso loro di ottenere un solo risultato: 1209!

In un anno di celebrazioni non hanno ritenuto opportuno di dedicare un po’ di tempo per rispondere alle 5 (cinque) domande; i “tabù”, stando ad una dichiarazione di mons. Angelo Spina, vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, nominato presidente del comitato scientifico per le manifestazioni celebrative, avrebbero dovuto “resistere” nel tempo.

Il comitato scientifico, ha dichiarato mons. Spina, avrebbe sì affrontato le tematiche di carattere storico-culturale-spirituale riguardanti San Pietro Celestino, ma per quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel prossimo futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita, che continua ad affascinarci…. .

Il comitato scientifico nel promuovere 5 convegni per illustrare 29 relazioni, ha giudicato che a nessuno degli storici e degli studiosi invitati fosse richiesta una relazione che sarebbe stata giudicata “originale” ed “inedita” perchè avrebbe potuto darci indicazioni più chiare su quanto crea ancora dubbi sulla vita terrena di papa Celestino V.

Quale prossimo futuro!

La ricorrenza degli 800 anni della nascita di papa Celestino V era l’occasione per dare delle risposte chiare. Gli argomenti che non sono stati trattati dai relatori, gli argomenti che dovrebbero essere illustrati nel prossimo futuro come ha dichiarato il presidente del comitato scientifico, sono stati illustrati proprio da alcuni membri del comitato scientifico e pubblicati con ampia diffusione in occasione delle celebrazioni.

Il comitato era così composto: 1. Mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona, presidente; 2. Don Claudio Palumbo, vicario generale della diocesi di Isernia e docente di Storia della Chiesa presso l’ITAM; 3. P. Quirino Salomone OFM, responsabile del centro Studi Celestino de L’Aquila; 4. Prof. Luigi Pellegrini OFM, responsabile Capp. Docente di Storia Medioevale; 5. Prof. Onorato Bucci, docente di Diritto Romano e Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche Università del Molise; 6. Dott.ssa Maria Grazia Del Fuoco, ricercatrice di Storia Medievale, Università “G. D’Annuzio” Chieti-Pescara; 7. Prof.ssa Stefania Di Carlo, ricercatrice e docente Istituto di Scienze Religiose di L’Aquila

L’autore di un testo (mons. Spina?) pubblicato dalla diocesi di Sulmona-Valva si “autorizzò”, visto che non esistevano, a dare i cognomi ai genitori di papa Celestino V.

Don Claudio Palumbo non aveva interesse ad una relazione che risolvesse la vexata quaestio perché avrebbe chiarito e data una risposta ai 5 (cinque) interrogati e messo fine alle “speculazionicampanilistiche fondate su una antistorica tradizione. Il docente in più occasioni aveva manifestato le sue certezze, a dispetto di quanto hanno tramandato le biografie più antiche; colse l’occasione della  ricorrenza per “autorizzarsi”, quale membro del comitato scientifico, a pubblicare vecchie BUFALE per sostenere la nascita in Isernia , l’ esistenza della casa natale e la presenza del papa nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre del 1294!

Non aveva interesse per quanto aveva pubblicato prima di essere nominato membro del comitato e quanto ha dichiarato in occasione delle celebrazioni il prof. Onorato Bucci che, oltre ad essere uno stimato docente universitario, è “priore” della confraternita la “Fraterna” di Isernia.

Don Palumbo ed il prof. Bucci, due illustri studiosi; a differenza degli altri membri del comitato scientifico e di altri illustri relatori, possono vantare di essere stati relatori, coordinatori ed attori delle conclusioni dei convegni per 7 volte in 4 convegni. 

La prof.ssa Stefania Di Carlo, a differenza dei due docenti citati, può essere giudicata con gli altri quattro membri del comitato scientifico, “neutrale” alla secolare polemica causata dai 5 (cinque) interrogativi, poi si scopre che Dal 2008 collabora come docente con don Claudio Palumbo nelle cattedre di Storia della Chiesa anticamedievale nonchè moderna e contemporanea presso l’istituto Superiore di Scienze religiose “Fides et Ratio” di L’Aquila, aggregato alla pontificia Università Lateranense. Non era “neutrale” e lo ha dimostrato in occasione della presentazione (luglio 2010) della ristampa della “Vita C”, voluta dall’Archeoclub di Trasacco per ricordare l’autore, il frate Bartolomeo, loro illustre concittadino ed uno fra i discepoli prediletti  che condivise la prigionia ed  assistette Pietro di Angelerio fino alla morte. La docente ha riproposto quanto sostenuto da don Palumbo nelle sue pubblicazione; ha ignorato la distanza di Isernia e di Sant’Angelo Limosano da Castel di Sangro, una distanza che è “determinate” per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V; ha dato una “valutazione” errata al documento della badessa Filippa di Euricella: NON è una prova a favore di Isernia, NE’ il testo che ha ricordato concorda con l’ORIGINALE trascritto nel Codice Diplomatico Celestiniano.

Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel prossimo futuro possano darci indicazioni più chiare, questo l’ augurio espresso dal presidente del comitato scientifico e condiviso dagli altri membri: il santo e l’ ignaro, gabbati, aspetteranno le celebrazioni dei 900 anni della nascita di papa Celestino V per potere finalmente conoscere le risposte degli studiosi e degli storici!

Oreste Gentile.

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