I PERCORSI VIARI NELLA “TABULA PEUTINGERIANA”: (I) quando Campolieto era “pyR” (continua).

All’inizio fu il tratturo, un percorso erboso che le greggia utilizzavano (oggi viaggiano sui camions) per l’istintiva migrazione stagionale dai pascoli della montagna a quelli della pianura.

 
 

 

Il tratturo Pescasseroli-Candella nel tratto da Bojano a Campochiaro.

 Il trattuto Pescasseroli-Candela (nella cartina il primo in basso) è considerato il più importante perchè collegava i centri principali del popolo dei PENTRI: Isernia, Bojano e Sepino; il suo tracciato naturale favorì in epoca romana la costruzione della via consolare Minucia che collegava Corfinio dei PELIGNI, attraversato dalla via Valeria, con Brindisi , centro dei MESSAPPI

 

 
 

 

I percorsi dei tratturi nel territorio molisano.

 La via Minucia, come testimoniano Cicerone, Strabone ed Orazio, era un percorso alternativo alla più famosa via Appia per  coloro che da ROMA volevano raggiungere il porto di BRINDISI: percorrevano prima la via Latina fino alla città pentra di VENAFRO, poi da ISERNIA la via Minucia per BOJANO, SEPINO,  AEQUUM TUTICUM (ARIANO IRPINO-loc.tà S. Eleuterio), HERDONIA dei DAUNI, CANOSA, CAELIA ed EGNATIA dei PEUCEZIBRINDISI.

Il suo antico percorso fu seguito, a volte assimilato, dalla moderna S.S. 17 Appulo-Sannitica che ricorda l’itinerario seguito dai SABINI-SABELLI per giungere nella pianura posta alle falde settentrionali del Matese dove fondarono BOVAIANOM, la città-madre, la capitale  della nuova tribù dei PENTRI: si originò dal centro di Antrodoco, in territorio SABINO, sito sulla via Salaria, per collegare CORFINIO e SULMONA, centri dei PELIGNI, con i centri PENTRI: Castel di Sangro, la romana AUFIDENA (l’odierna Alfedena era il primitivo centro sannitico-pentro), ISERNIA, BOJANO (oggi dopo 207 km.), SEPINO.

 

 

La via consolare Minucia (nero) oggi S.S. 17. Il tratturo Pescasseroli-Candela (verde).

 La via Minucia aveva seguito il percorso del tratturo Celano-Foggia (dir.ne ovest-est) e prima di Castel di Sangro deviava verso sud con il tracciato del tratturo Pescasseroli-Candela (verde).

 Il tratturo Pescasseroli-Candela con direzione ovest-est, era collegato con i tratturi Castel di Sangro-Lucera e Celano-Foggia dal tratturello Matese-Cortile (località di incrocio)-Centocelle (località di incrocio).

 

In epoca romana il percorso del tratturello  fu utile per realizzare la via romana che collegava BOVIANUM, capitale dei PENTRI, con LARINUM, capitale dei FRENTANITeano degli Apuli e la costa adriatica.

 
 

 

Dal tratturo Pescasseroli-Candela si originava il tratturello Matese-Cortile-Centocelle: a Cortile incrociava il tratturo Caste di Sangro-Lucera e a Centocelle il tratturo Celano-Foggia.

 La via esisteva già nell’anno 66 a.C. in quanto Cicerone nella sua orazione Pro Cluentio, ripetutamente fa riferimento ai rapidi collegamenti tra la città di LARINO e la città di ROMA.

 

 
 
 

 

La via Minucia (nero) e la via romana (rosso) da Bobiano a teneapulo.

  Il suo tracciato (rosso), come la via consolare Minucia (vedi itinerario “nero” nella T. P.: jovis lareneaufidena-esernie-Cluturno-Bobiano)  fu disegnato nella Tabula Peutingeriana (T. P., originale forse del IV sec. andato perduto, ma esiste una copia del XI-XIII sec.), ma ignorato (non la via Minucia) dagli itinerari più antichi: l’Itineraria Provinciarum et Maritimum , redatto all’epoca dell’imperatore Antonino Pio (86-161), il Ravennatis Anonymi Cosmografia del VII sec. ed il Guidonis Geographia redatto dopo il VII sec.

 

Nella T. P. la via, come già detto, univa Bobiano (due torri), l’odierna BOJANO, con le località denominate adcanales, ad pyR, Geronum (Gerione-Casacalenda, presso LARINO in territorio dei FRENTANI) e teneapulo/TEANO degli APULI/San Paolo di Civitate.   

Il presente studio ha lo scopo di localizzare ed identificare pyR ed in altri “blog” illustrare  la località sita alla sua ds. alla distanza di VIII. m.p.  verso adcanales; localizzare ed identificarre la località posta a VIIII . m.p., tra Geronum e ad pyR; identificare la via a forma di < L > “capovolta” compresa tra la via Minucia e la via da Bobiano a teneapulo.

E’ bene intenderci per la razionale lettura e per l’interpretazione dei “simboli” disegnati nella T. P. dall’ autore o dal copista medievale: la nostra penisola è rappresentata in posizione orizzontale o coricata, rispetto a quella moderna che ben conosciamo; il nord ed il sud furono rispettivamente fissati ad est e ad ovest. 

L’ubicazione delle civitas, delle mansio e delle mutatio sono indicate il più delle volte con un trattino verticale posto alla sinitra del loro nome ed interrompe il tracciato viario: è il caso di Sulmone, di iovis larene, di aufidena, di teneapulo, di ad pyR, etc.; oppure sono indicate con un punto che, interrompendo il tracciato, forma il vertice di un angolo, come per le località di Geronum e di adcanales; oppure sono raffigurate con le torri, come accade per la civitas di esernie/ISERNIA e di Bobiano/BOJANO. Le distanze tra le località, espresse in miglia romane (I m.p. = circa  1, 480 mt.), precedono o seguono la località.

Il tracciato della T. P. che collegava Bobiano, adcanales, ad pyR, Geronum a teneapulo non è privo di imprecisioni, sia per la minore importanza della via, sia per la negligenza del disegnatore o del copista medievale.

ad pyR.

La maggioranza degli studiosi concorda nel localizzare ad pyR sulla S.S. 87 nei pressi della stazione F.S. di CAMPOLIETO, località denominata significativamente Taverna del Tratturo o contrada Taverna del Tratturo; ma, inspiegabilmente, hanno sempre ritenuto che l’antica località fosse denominata  “ad Pir(um)“.

 
 
 

 

Nella T. P. è scritto chiaramente: ad pyR VIII. . Il numero romano VIII. indica la distanza di 8 m.p..

 Nella T. P. si legge in modo chiaro ad pyR,  preceduto dal un numero romano VIIII. che forse (?) indica la distanza in miglia romane da Geronum ed è seguito dal numero VIII. che forse (?) indica la distanza da adcanales: chi propose  “ad Pir(um)” trasformò < y > in < i > ed il numero romano VIII. nelle lettere VM o UM, quindi divenne “ad pirum” o “ad pyrum“, proponendo il significato di “pero” o “perazza“; ma riproponendo il numero romano VIII. commisero un secondo errore: avendo utilizzato e trasformato VIII. in VM o UM, non potevano considerarlo un numero!

 

pyR, lingua greca, ha il significato di fuoco; nei pressi di Campolieto, nella contrada denominata Taverna del Tratturo o Contrada Tavernadel Tratturo si utilizzava il fuoco per due attività economiche: la lavorazione dell’argilla, perché esiste una località denominata teglia, riferito al recipiente in terracotta e l’uso del fuoco per trasformare la legna in carbone, perchè esiste la località  Macchia carbone.

pyR si localizza ed identifica con la località di CAMPOLIETO.

continua:  (II) la località sita a VIII m.p. da ad pyR. (III) la via romana ad < L > “capovolta“. (IV) la località sita a VIIII m.p. da Geronum. (V) quando Baranello era adcanales.

 Oreste Gentile.

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