Dai “TRATTURI” alle “STRADE STATALI” nel territorio dei “PENTRI”.

Le "viae" (1, 2, 3, b e c) nel territorio (rosso) dei "PENTRI"

I percorsi dei tratturi e del tratturello più importante nel territorio dei Pentri: n. 1 "tratturo Pescasseroli-Candela". n. 2 "tratturello Matese-Cortile-Centocelle". n. 3 "tratturo Castel di Sangro-Lucera". "C.-F." "tratturo Celano-Foggia".

Le greggia “inventarono” le prime vie di comunicazione: l’istinto naturale indicò il percorso da seguire per il loro trasferimento stagionale dai pascoli delle montagne alle pianure più fertili.

Le popolazioni che avevano preso possesso ed una stabile dimora nei territori montuosi, utilizzarono e trasformarono i tratturi ed i tratturelli in viae per le comunicazioni e per gli scambi commerciali.

I PENTRI, percorrendo il tratturo denominato oggi Pescasseroli-Candela, dalla SABINA giunsero nella pianura posta alle falde settentrionali del massiccio del Matese dove fondarono BOVAIANOM-BOJANO, la loro capitale.

La costruzione delle vie di comunicazione da parte dei ROMANI nel territorio già dei PENTRI, seguì e migliorò il tracciato dei tratturi e dei tratturelli.

Il percorso delle viae nel territorio dei PENTRI è documentato dagli antichi Itinerari: (I) l’Itineraria Provinciarum et Maritimum dell’Imperatoris Antonini Augusti, che risale probabilmente ai primi anni dell’impero (284-305) di Diocleziano (Radke): un itinerario adnotatum o descrittivo perché riporta in ordine di avvicendamento solo la denominazione delle città, delle mansiones e le relative distanze fra di esse espresse in miglia romane ( c. 1, 480 km.), ma non il disegno del percorso stradale che troviamo nella (II) Tabula Peutingeriana, un itinerarium adnotatum et pictum; la sua composizione si fa risalire intorno al 170 d.C. oppure all’anno 365 d.C. (Radke); oggi esiste solo una copia medievale. (III) la Cosmographia dell’Anonimo di Ravenna del VII sec. d.C. (Radke) e (IV) Guidonis Geographia, ambedue sono senza le distanze miliari.(Radke).

dopo i "tratturi" le "viae".

  La città pentra di Venafro che ha sempre rappresentato l’ingresso sud-ovest del territorio dei PENTRI, era attraversata dalla via Latina (a): partiva da Roma, dopo Cassino e adflexum/San Pietro in Fine, giungeva a Venafro (proseguiva per Teano ed incrociava la via Appia nei pressi di Capua).

Da Venafro una via, oggi S.S. 85 (c), portava/porta a adrotas (riportata solo nella Tabula Peutingeriana), oggi bivio di Roccaravindola-Montaquila, dove si dirama: (b) verso nord per Alfedena (Aufidena pentra) e Castel di Sangro (Aufidena romana), oggi S.S. 156, e per Isernia ( c, S.S. 85) dove incrocia la S.S. 17 Appulo Sannita (1).

Le "viae" (rosso) nel territorio dei "PENTRI" rapp.te nella "Tabula Peutingeriana".

 Nell’Itinerarium Antonini Venafro è sita a m.p. XVI da Cassino,

 ma non è citata nella T. P., pur essendo nel “vertice” in cui la via Latina (a), si dirige (c) verso adrotas: è posta alla distanza di VIIII. m.p. da ad flexum e XVII (VIII+VIIII) da Cassino (+ I m.p. rispetto all’It. Ant.ni).

 Il Ravennatis Anonymi Cosmographia pone Benafron/Venafro dopo Flexon/San Pietro in Fine/ad flexum della T.P.,

  confermato dal Guidonis Geographica:

La T. P. è l’unico itinerario a testimoniare l’esistenza della via da adRotas che, con un tracciato disegnato incompleto (b), attraversava l’Appennino per raggiungere l’odierna Alfedena: l’attuale S.S.156 (b); né gli altri Itinerari hanno ricordato la via (c, oggi S.S. 85) che da adRotas raggiungeva Isernia per incrociare la più importante via consolare Minucia ( 1, S. S. 17 ).

La Minucia/S.S. 17 Appulo Sannita segue il tracciato utilizzato dai SABINI-SABELLI per giungere alle falde settentrionali del massiccio del Matese: si origina presso Antrodoco, in SABINA, passa nei pressi di Corfinio per raggiungere Sulmona, Castel di Sangro e Rionero Sannitico.

L’Itinerarium Provinciarum descrive la via consolare Minucia (1)/S.S. 17 Appulo Sannita:dopo Aufidena civitas/Aufidena romana/Castel di Sangro m.p. XXIIII segue Serni/Isernia civitas m. p. XVIII, Bononiano/Bojano m. p. XVIII e le località al di fuori del territorio dei PENTRI: Super (Th)mari fluvium/Sassinoro (?- BN) m. p. XVI ed ad Equum Tuticum/Ariano Irpino (AV).

La Tabula Peutingeriana ricorda la via Minucia con un disegno “discontinuo” non aderente alla realtà.

Come si evince dalla T. P., l’itinerario seguiva quanto tramandato dall’Itinerarium Provinciarum ed utilizzato per la costruzione dalla S.S. 17: da Corfino./Corfinio, Sulmone./Sulmona, iovis larene/Campo di Giove giunge ad  aufinea/Castel di Sangro; le località, come nella realtà, furono disegnate a nord degli Appennini, ad eccezione di  Esernie/Isernia e Cluturno/Santa Maria del Molise, poste a sud degli Appennini e non collegate, come testimoniano gli altri Itinerari, con Bobiano/Bojano (giustamente posto a nord della catena montuosa), collegate direttamente con ebutiana/ (?), Sepinum/Sepino (nella realtà è a nord della catena montusa, al pari di Sirpium/Circello (BN)). Da Bobiano/Bojano il percorso, indicando Hercul Rani/ Campochiaro, rispecchia la realtà anche se il disegno della T. P. a questa località sovrappone “due torri” che indicano aecas/Troia, in realtà sita più a sud-est.

Il Ravennatis Anonymi Cosmographia ripropone quanto tramandato dall’Itinerarium Provinciarum, trascurando le distanze tra le località e confermando le “imprecisione” della T. P.:

 Ausidia/aufidena. (nella T. P.)/Castel di Sangro, Esernia/Esernie (nella T. P.)/Isernia, Cleturnomnion/Cluturno (nella T. P.)/Santa Maria del Molise, Bobianum/Bobiano (nella T. P.)/Bojano e Rani/Hercul Rani (nella T.P.).

Il Guidonis Geographia:

 Larinum non va confuso con la capitale dei FRENTANI; probabilmente è la “corruzione” di iovis larene. scritto nella T. P.. Segue Aufidia/Castel di Sangro, Isernia, Clitura/Santa Maria del Molise, Homa e Cleturcium sono sconosciuti negli altri Itinerari: forse è la “corruzzione” e la “ripetizione” di Isernia e Clitura/Cleturnomnion del Ravennatis/Cluturno della T.P..

 La via a forma  di “L” capovolta (3), la cui esistenza è testimoniata unicamente dalla T. P., si originava presso l’odierno Fòrli del Sannio/fòrum/fòruli, non Forlì) posto nella T. P. a IX m.p. da aufidena, circa 13, 320 km. (IX m.p. x 1, 480 km.; in auto circa 16, 00 km., a piedi circa 16, 200 km.).

Dalla S.S. 17 Appulo Sannita inizia la S.S. 86 Histonia (giallo) per Vasto/Histonium, nel territorio dei FRENTANIdi Anxanum/Lanciano); una via non ricordata dagli Itinerari, utile per le comunicazioni delle zone più montuose del territorio dei PENTRI: Carovilli (IS), Pescolanciano (IS), Pietrabbondante (IS) (non proprio sul percorso), Agnone (IS), Castiglione Messer Marino (CH), Schiavi d’Abruzzo (CH) (non proprio sul percorso) e Torrebruna (CH).

Nel territorio tra Fòrli del Sannio (IS) e Carovilli la via (3) che seguiva il tracciato del tratturo Castel di Sangro-Lucera permetteva le comunicazioni  tra gli insediamenti più interni al territorio pentro con la via (2) che collegava Bojano a Larino, capitale dei FRENTANI, ed a Teano degli Apuli/San Paolo di Civitate; una  via che era stata costruita seguendo il tracciato del tratturello Matese-Cortile-Centocelle,  utilizzato per la realizzazione della S. S. 87  nel tratto da Campobasso a Termoli: fino alla località di Centocelle attraversava il territorio dei PENTRI, poi quello dei FRENTANI, toccando Casacalenda, Gerione, la capitale Larino e poi Termoli. (vedi I PERCORSI VIARI NELLA “TABULA PEUTINGERIANA: (III) la via romana a forma di “L” capovolta.).

Oreste Gentile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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