PAPA CELESTINO V. Dopo le diocesi di Abruzzo e Molise, la “Peregrinatio” delle sue sacre spoglie a Saltara (PU) 10-17 settembre 2010 e Sant’Angelo d’Alife (CE) 29 maggio-3 giugno 2011.

In occasione della celebrazione dell’VIII centenario della nascita di papa Celestino V < 1209-2009 > i vescovi di Abruzzo e Molise scrissero ai loro fedeli: Cari fratelli e sorelle, noi Arcivescovi e i Vescovi dell’Abruzzo e del Molise siamo lieti di annunciare che a San Pietro Celestino V viene dedicato uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215.  Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia. Altrettanto sono coinvolte le diocesi dell’Abruzzo: Sulmona, con l’eremo di S. Onofrio, dove è stato per tanti anni, l’Abbazia Morronese, le reliquie conservate nella cattedrale di S. Panfilo; Chieti, con l’Eremo S. Spirito a Roccamorice e quello di S. Onofrio a Serramonacesca, L’Aquila con la bolla della Perdonanza, con la Basilica di Collemaggio dove è conservato il corpo. La devozione di San Pietro Celestino è sentita in tutto l’Abruzzo.

Per evitare ogni speculazione campanilistica da parte dei centri molisani che si contendono la nascita di Pietro di Angelerio, mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona-Valva, scrisse: Oggi discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita. Seguendo il comportamento di Ponzio Pilato, il vescovo Spina, nominato presidente del comitato scientifico per le celebrazioni, non ritenne opportuno dedicare un “poco” di tempo perché ci fosse un dibattito, un confronto tra studiosi che ponesse fine alla secolare vexata quaestio non solo sul luogo e sull’anno di nascita, ma sull’esistenza dei cognomi dei genitori, sul loro stato patrimoniale e sulla sua presenza in Isernia il giorno 14 e 15 ottobre del 1294.

Mons. Spina, scrivendo A noi, faceva riferimento ai suoi colleghi “uomini di chiesa”,  a cui queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita; successivamente le diocesi di Sulmona-Valva (titolare mons. Spina), Termoli-Larino, Campobasso-Bojano ed Isernia-Venafro (si ignorano le pubblicazioni delle altre diocesi), contribuirono ad accrescere la “confusione” sulla vita del santo.

La diocesi di Sulmona-Valva scrisse: Il suo nome era Pietro Angelerio, nacque tra il 1209 e il 1215 nel Molise.

La diocesi di Termoli-Larino: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce in terra d’Isernia, nel Molise, tra il 1209 ed il 1215, secondo una accreditata storiografia risalente a fonti contemporanee al santo.

La diocesi di Campobasso-Bojano: Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210. Come è noto, il luogo di nascita è conteso tra Sant’Angelo Limosano e Isernia. Non entriamo nel merito ma di certo sentiamo molto fondato il sito di Sant’Angelo Limosano, perché quel paese meglio giustifica la sua presenza giovanile presso il monastero di Faifoli.  Storici affermati (come Peter Herde p. 3) lo sostengono.

La diocesi di Isernia-Venafro: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce in terra d’Isernia, nel Molise, tra il 1209 e il 1215, secondo una accreditata tradizione storiografica risalente a fonti contemporanee al santo. Valga per tutte l’espressione del contemporaneo Guglielmo de’ Nangis (+ tra il 1300 ed il 1303), monaco benedettino dell’abbazia di St. Denis, che nel suo noto Chronicon universale lo dice “Yserniensis dioecesis, appulus natione. Oltre ad Isernia, diverse altre località, da Sant’Angelo Limosano (CB) a Sant’Angelo di Alife (CE), rivendicano la paternità dei natali del santo. Tra queste anche l’attuale Pesche, fino al Settecento pure chiamata Sant’Angelo a Sernia e già sede dell’abbazia benedettina di S. Croce di Isernia, assieme ai Sant’Angelo di Macchia d’Isernia e di Colli al Volturno.

Quanto pubblicato dalla diocesi di Termoli-Larino fu redatto dallo stesso autore della diocesi di Isernia-Venafro, ma per quest’ultima creò una maggiore confusione, perché inserì fra i centri che rivendicano la “famosa” nascita Sant’Angelo di Alife sito nella provincia di Caserta: località che non è nel Molise (vedi dichiarazione della diocesi di Sulmona-Valva), né  in terra d’Isernia, nel Molise (vedi diocesi di Termoli-Larino e Isernia-Venafro). Unica fuori dal coro, la diocesi di Campobasso-Bojano che confermava Sant’Angelo Limosano , come è stato tramandato dalle biografie più antiche del santo molisano.

La peregrinatio nelle diocesi di Abruzzo e Molise iniziò il 29 agosto dell’anno 2009 e terminò nell’agosto del 2010: furono illustrate 29 relazioni  in 5 convegni, ma non fu trovato lo “spazio” per trattare e risolvere le tematiche che ancora creano dubbi sulla vita terrena di Pietro di Angelerio.

Dal sito www.ilnuovoamico.it del giorno 5 settembre 2010 si legge: Nella settimana dal 10 al 17 settembre 2010, in occasione degli 800 anni dalla nascita di Papa Celestino V, la comunità saltarese festeggerà la settimana giubilare celestiniana, ed in comunione con il proprio vescovo Mons. Armando Trasarti ospiterà nella chiesa a lui dedicata, l’urna contenente le sacre spoglie di San Pietro Angeleri. Presenti le massime autorità Civili e Militari della provincia di Pesaro e Urbino. Non potevano mancare le massime autorità religiose di Abruzzo e Molise, regioni ove la devozione al Santo è secolare, quindi particolarmente radicata ed intensa. Ci saranno l’Arcivescovo metropolita de L’Aquila Mons. Giuseppe Molinari e l’arcivescovo di Campobasso e Boiano Mons. Giancarlo Maria Bregantini. La settimana celestiniana saltarese segue di pochi giorni l’anno giubilare celestiniano, proclamato dalla conferenza dei Vescovi di Abruzzo e Molise che si è concluso il 29 agosto scorso nella Basilica di Collemaggio in L’Aquila, sede dell’urna contenente le spoglie del Santo Papa.

Gli abitanti di Saltara (Pesaro-Urbino) hanno conservata sempre viva la devozione per Pietro di Angelerio: è venerato nella  omonima chiesa di S. Pietro Celestino: La chiesa parrocchiale di Saltara è dedicata a “San Pietro Celestino”, contiene 3 opere pittoriche che raffigurano il santo, e fino alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi fu chiesa dell’ attiguo monastero celestiniano, in cui da secoli viveva una comunità di monaci, fondata come tante altre, specie in Abruzzo e Molise, ma in tutta Italia ed anche in Francia, dallo stesso Santo. (http://www.comune.saltara.pu.it/id/3349/15847.aspx);  

SALTARA (PU): parrocchia di San Pietro Celestino.

seguendo l’esempio dellediocesi di Abruzzo e Molise, hanno voluto dedicare al santo papa molisano una settimana di preghiera e di meditazione.

 

Dopo quanto accaduto nelle diocesi di Abruzzo e Molise e nel centro marchigiano di Saltara per ricordare gli 800 anni (1209-2009) della nascita di Pietro di Angelerio, si apprende che S. Angelo d’Alife (Ce)La salma di Celestino V – il papa del gran rifiuto, ritornerà nel suo paese natale Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, costituenti l’antica Rupecanina.

SANT’ANGELO D’ALIFE (CE): panorama.

Le spoglie del santo, attualmente custodite a L’Aquila, all’ interno della Basilica di Collemaggio dove sono miracolosamente scampate al crollo delle volte durante l’ultimo terremoto, giungeranno a Sant’Angelo d’Alife, il prossimo 29 maggio e vi resteranno fino al successivo tre giugno. Le reliquie di Celestino V saranno esposte in quella di Santa Maria della Valle, ubicata a Sant’Angelo D’Alife. L’evento è stato presentato in una conferenza stampa presso il comune di Sant’Angelo d’Alife, in cui il Sindaco Avv. Crescenzo Di Tommaso, il Vicesindaco dott. Michele Caporaso, con l’ ausilio di Don Mario Rega, parroco della Chiesa di Santa Maria della Valle e della Prof. Alfonsina Natale dell’ordine pastorale, hanno illustrato il denso programma che sarà sviluppato dal 29 al 3 giugno: Le spoglie di Celestino V tornano nel paese che diede i natali al Papa del “gran rifiuto”. L’evento, che vedrà la peregrinatio delle spoglie, è stato presentato in una conferenza stampa svoltasi presso la Casa comunale alla presenza del sindaco Crescenzo Di Tommaso, del parroco Don Mario Rega, del presidente del Consiglio Pastorale Alfonsina Natale, del vice sindaco Michele Caporaso e dell’assessore Franco D’Aniello. Hanno voluto illustrare il fitto programma di appuntamenti religiosi e culturali che animeranno, da domenica 29 maggio fino a venerdì 3 giugno, la permanenza in città del Santo. Il sindaco Di Tommaso non ha esitato a definire l’arrivo in paese delle spoglie di Celestino V come “il più importante evento della storia di Sant’Angelo d’Alife che avrà l’onore di accogliere una delle figure più importanti di sempre della Chiesa, l’unico Papa che rinunciò alle chiavi di Pietro e l’unico uomo santificato dopo soli 13 anni dalla sua morte”. I resti mortali di Celestino V arriveranno direttamente dalla Basilica di Collemaggio de L’Aquila, dove riposano dopo essere miracolosamente scampati al crollo delle volte in occasione dell’ultimo devastante terremoto che sconvolse l’Abruzzo. La comunità santangiolese diventerà per una settimana una delle “capitali mondiali del cristianesimo”. Tra i motivi che hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento, sicuramente la profonda amicizia che lega il parroco don Mario Rega a don Nunzio, rettore della Basilica di Collemaggio, un legame mai scalfitosi, anzi rafforzatosi nel corso degli anni. Da non dimenticare poi che Sant’Angelo d’Alife e la città de L’Aquila sono gemellate, e infine, la precisa e dettagliata ricerca dello storico Domenico Caiazza, il quale ha dimostrato che il Papa del “gran rifiuto” nacque (stando al Liber pontificalis) in Sant’Angelo di Terra di Lavoro (identificabile con Sant’Angelo di Rupecanina, oggi territorio dei Comuni di Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife). Tre ragioni fondamentali che legano la cittadina matesina alla figura di Celestino V. A margine della conferenza stampa, le autorità presenti hanno voluto ringraziare tutte le associazioni presenti in paese (Pro Loco santangiolese, Gruppo Quelli che.., Gruppo folk, Pro Loco Arcangelus, Centro Studi Aligerno, Azione Cattolica, Forum Giovani) che si sono suddivise i compiti per realizzare nel miglior modo possibile la manifestazione, destinata a rimanere indelebilmente nella memoria e nella coscienza di tutti coloro che ne prenderanno parte.(Comunicato stampa da Celesinovsantangelo) Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”.

Ignoriamo a quando risale la devozione dei cittadini di Sant’Angelo d’Alife per Pietro di Angelerio, papa Celestino V, visto che nella cittadina esiste la chiesa dedicata a Santa Maria della Valle, la chiesa della Santissima Annunziata e la chiesa di San Bartolomeo e l’importante grotta di san Michele Arcangelo ai piedi della collina di Rupe Canina, è posto un vero e proprio “santuario rupestre”, dedicato a S. Michele Arcangelo, che ha poi dato origine al toponimo di S. Angelo. Il suo patrono è san Michele arcangelo che si festeggia il 7 maggio.(dati internet). Nulla testimonia un legame tra la comunità di Sant’Angelo d’Alife e Pietro di Angelario.

L’iniziativa di venerare le sue sacre spoglie dal 29 maggio al 3 giugno ed illustrare la vita religiosa e spirituale del santo moolisano è degna di lode ed è un esempio che altre località dovrebbero seguire, ma senza abusare della credulità popolare, rispettando l’intelligenza di coloro che “ignorano” la biografia del santo papa molisano. E’ davvero incomprensibile come si possa affermare che la  nascita  di papa Celestino V sia avvenuta in Sant’Angelo d’Alife o in una località vicina: le più antiche biografie sono ricche di indizi che escludono anche la città di Isernia.

Una sola testimonianza dovrebbe rappresentare la “certezza” a favore della cittadina di Sant’Angelo d’Alife: il citato liber pontificalis in cui è scritto: CELESTINUS V,conversazione eremitica, natione de terra Laboris, oriundus prope Sulmonen.  …. ad ipsum, qui tunc erat in parti bus Apulie seu Aprutii, in suo habitaculo colens Deum. Dove è citato Sant’Angelo d’Alife od una località vicina?

Se (ipotesi assurda) avessero ragione i sostenitori pro-Sant’Angelo d’Alife, i vescovi di Abruzzo e Molise avrebbero tratto in inganno i loro fedeli, sostenendo che era  nato nel Molise o in Isernia o in terra di Isernia o in Sant’Angelo Limosano.

La “confusione” si è accresciuta perché in occasione delle celebrazioni dell’VIII centenario della nascita di Pietro di Angelerio un prelato, superando Ponzio Pilato e ritenendo l’argomento di scarso interessante, dichiarò: Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare; poi gli stessi “uomini di chiesa” hanno finito per alimentare la polemica.

Oreste Gentile.

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