Archive for luglio 2011

“ISERNINO” o “ISERNIANO”?

luglio 29, 2011
Qualcuno, facendo riferimento agli abitanti della città di ISERNIA, usa il  sostantivo maschile ISERNIANO, citando per giustificare la sua convinzione: Stefano Jadopi, Gianvincenzo Ciarlanti e Franco Ciampitti .

Il vocabolario della lingua latina Castiglioni- Mariotti riporta: Aeserninus, a, um, agg., d’Isernia: sost. m. Aesernini, orum, abitanti d’Isernia, Liv.; Aeserninus, i, m. Esernino, gladiatore, Cic..

Dagli anni 280-268 a. C. le monete coniate in Aesernia/Isernia, riportano la legenda: AISERNIO e AISERNINO.

Dalla pubblicazione degli Atti del convegno 10-11 novembre 1980, SANNIO Pentri e Frentani dal VI al I sec. a. C., ed. Enne:

monete coniate nella zecca di "Aesernia"/Isernia.

Sul dritto: testa di Apollo laureato …….. . L’etnico è al diritto o al rovescio, in esorgo: Aisernino o Aiserninom.

Per altre DUE monete:

monete coniate nella zecca di "Aesernia"/Isernia.

 Dalla pubblicazione CAMPOCHIARO potenzialità di intervento ….., 1982, la moneta n. 69 datata dopo il 268 a. C. sul diritto è scritto AESER[NIO] ; la n. 70 datata dopo il 268 a. C. su retro è scritto [AIS]ERNINO.

monete trovate nel santuario italico di Campochiaro, località Civitella.

Cicerone, vissuto dal 106-43 a.C., riporta Esernino; Livio (64-59 a.C.-12-17 d.C.) ricorda Aeserninum;
Plinio (23-79 d. C.) cita Aesernini; Tacito (54-117 o 120) ricorda un Esernino Marcello.
Le epigrafiche latine trovate nella città di Isernia o nel suo territorio testimoniano che

da Galanti (1780) "Descrizione ..... . ed. Forni.1973.

gli abitanti della civitas di Aesernia/Isernia erano chiamati: AESERNINA e AESERNINO, come è scritto anche nel vocabolario della lingua latina: Isernino: Aesernini/orum.
Le testimonianze monetali, linguistiche ed epigrafiche confermano che l’abitante di Isernia fin dai tempi antichi è ISERNINO.

Oreste Gentile

 

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“BOVIANUM VETUS”. “BOVIANUM UNDECUMANORUM”. (3^ parte: SONO SEMPRE ESISTITE DUE “BOVIANUM/BOVIANO/BOJANO”.

luglio 29, 2011
 
I Romani, dopo l’unica sconfitta subita nel 321 a.C. dai Sanniti presso le Forche Caudine, conquistarono gradualmente il Sannio ed il territorio dei Pentri; l’occupazione si completò con la Guerra Sociale (I a.
C.).

Consapevoli delle difficoltà che avevano superato soprattutto nel territorio dei Pentri a causa dei loro insediamenti montani che favorivano le improvvise azioni belliche e facilitavano le comunicazioni delle strategie adottate dai Sanniti , obbligarono i vinti, favorendo l’urbanizzazione, a risiedere nelle zone di pianura più accessibili e più facile da controllare.

Quanto accadde per la pentra Saipins è emblematico e permette una lettura chiara degli avvenimenti che la vide protagonista nella storia: l’insediamento fortificato di montagna fu spostato (spazio) per TRE volte in TRE epoche diverse (tempo): (1°) l’insediamento originario pentro del VIII-VII sec. a.C. era sorto sull’attuale collina di Terravecchia per controllare sia il confine del territorio dei Pentri con i consanguinei Irpini , sia il tratturo Pescasseroli-Candela; (2°) la conquista romana dell’anno 293 a.C. fece trasferire l’insediamento originario in pianura nella località Altilia, dove fu costruita la monumentale civitas Saepinum, importante municipio romano; (3°) in epoca alto medioevale per difendersi dalle invasioni barbariche, gli abitanti di Saepinum ritornarono nell’insediamento di montagna, adeguandolo alle nuove strategie difensive; intorno  al x sec. gli abitanti si spostarono verso est su una collina meno elevata dove fondarono l’odierna Sepino, all’epoca difesa da mura di cinta e da torri.

Le 3 localizzazioni di SEPINO nella storia. "Saipins". "Saepinum". "castrum vetus". "castrum Sepini".

Sepino cambiò TRE volte la localizzazione (spazio) ed il nome nel corso dei TRE periodi/avvenimenti storici (tempo) che la videro protagonista: italico, romano e medioevale; cambiò anche la deniminazione: (1) Saipins, l’insediamento originario pentro (VIII-VII a. C.); (2) Saepinum, civitas romana nella località Altilia (dopo il 293 a. C.); (3) Castrum Vetus (VI sec. d. C.), il “nuovo” nome dell’insediamento pentro, già Saipins  e (4) Castrum Sepini nel X sec. d. C., oggi Sepino.

L’abbandono degli insediamenti evitò che gli interventi di ristrutturazione effettuati nelle 3 epoche modificassero il loro assetto originario.

Ciò, come vedremo, non accadde per Bovaianom/Bovianum/Boviano/Bojano, la sua localizzazione, non avendo subito mai un radicale trasferimento, per il sovrapporsi degli interventi di ristrutturazioni avvenuti nei 3 periodi storici presi in esame, ha sempre causato una difficile “lettura” della sua storia.  

Plinio Secondo il Vecchio (N.H. libro III, 6, 46) nel descrivere le regioni dell’Italia secondo la divisione augustea, precisò: Passerò ora in rassegna il territorio e le città dell’Italia. A questo proposito devo premettere che  seguirò come autore il divino Augusto e la suddivisione, fatta da lui, dell’Italia in undici regioni, procedendo però secondo il tracciato della costa. Quanto ai rapporti di vicinanza tra le singole città, ritengo impossibile mantenerli inalterati, almeno in un discorso affrettato com’è il mio; perciò, riguardo alle città dell’interno, mi atterrò all’elencazione per ordine alfabetico fatta dallo stesso Augusto, segnalando le varie colonie, come fece lui. Non è facile neppure tener dietro ai territori e alle origini dei vari popoli, se è vero che ai Liguri Ingauni – per tacere degli altri – furono assegnati terreni ben trenta volte.

Ricordando la civitas romana di Bovianum, Plinio Secondo il Vecchio si attenne alla premessa: perciò riguardo alle città dell’interno, lo era  Bovianum, mi atterrò all’elencazione per ordine alfabetico fatta dallo stesso Augusto, segnalando le varie colonie, come fece lui, infatti ricordò la colonia Vetus dell’epoca di Augusto e la Undecumanorum di Vespasiano.

Plinio Secondo il Vecchio non usò il plurale coloniae, che fu imposto da Theodor Mommsen con la correzione: immo coloniae; ma il singolare colonia per evidenziare che i terreni dell’unica colonia romana di Bovianum furono assegnati ben DUE voltein DUE epoche diverse, interessando UNA stessa città.

Mommsen impose l’esistenza di DUE Bovianum nello “spazio” e nel “tempo”: Bovianum vetus da localizzarsi ed identificarsi con Pietrabbondante, la Undecumanorum con Bojano; ma la Colonia descritta da Plinio Secondo il Vecchio si identifica nello “spazio” e nel “tempo” solo con l’osca Bovaianom, la romana Bovianum/Boviano/Bobiano, l’odierna Bojano.

Con l’ausilio della documentazione storica, archeologica, epigrafica e con la conoscenza del territorio è possibile dimostrare che l’unico insediamento sannitico denominato Bovaianom/Bovianum/Bojano, capitale dei Sanniti Pentri, al pari di Saipins/Saepinum/Sepino e degli altri insediamenti del territorio dei Pentri ancora esistenti in epoca romana e medioevale, visse durante la dominazione romana DUE periodi storici che confermano l’esistenza della Vetus e della Undecumanorum ricordati da Plinio Secondo il Vecchio (23-79 d. C.) nella Naturalis Histaria al libro III, 17, 107: la Colonia Boviano Vecchia e l’altro (che ha lo stesso nome) o l’altro omonimo degli Undecumani; Bovianum/Boviano; la stessa Bovianum/Boviano/Bojano ricordata da Tito Livio (64/54 a. C.-12/17 d. C.) nella Storia di Roma libro IX, 31, 4: …. era questa la capitale dei Sanniti Pentri, la città di gran lunga più ricca e fornita di armi e di uomini e da tutti gli autori classici.

A conclusione del conflitto con Roma, il Sannio fu conquistato definitivamente e la città di Bovianum visse TRE eventi: (1°) tra gli anni 48-46 a. C., durante la II dittatura di Cesare, divenne municipio come testimonia una dedica a Cesare e riportata dal Mommsen nel C.I.L con il n. 2563;

La dedica a Cesare. (dal "taccuino" di Bonifacio Chiovitti. si ringrazia ing. M. de Fabriziis)

(2°) fra gli anni  43-41 a. C., in base alla legge Julia, divenne colonia con l’assegnazione agrarie da parte di Ottavio: Bovianum, oppidum, legge Iulia, milites deduxerunt sine colonis e (3°) tra gli anni 73-75 d. C., vivente Plinio, il “suo” imperatore Vespasiano assegnò i terreni ai veterani della legione XI Claudia: Bobianus, oppi dum. Iter populo debetur ped. X, lege Iulia est deductum.

La dedica all'imperatore Vespasiano. (dal "taccuino" di B. Chiovitti. si ring.zia l'ing. M. de Fabriziis.)

Plinio Secondo il Vecchio, ricordando la colonia di  Bovianum aveva voluto ricordare le DUE assegnazioni agrarie avvenute in epoche diverse: Vetus degli anni 43-41 a.C. e Undecumanorum degli anni 73-75 d. C. nell’epoca di Vespasiano; la ricordò nella elencazione per ordine alfabetico fatta dallo stesso Augusto,  ma descriveva sempre dell’unica Bovianum/Boviano/Bojano.

Theodor Mommsen ignorava che in realtà sono sempre esistite DUE Bovianum/Boviano/Bojano, ma nessuna  corrisponde a quella (Pietrabbondate) che lui era riuscito ad imporre.

i TRE insediamenti che si formarono nelle TRE epoche: italica, romana e medioevale così evidenti nelle testimonianze archeologiche di Sepino,  non sono così per Bojano.

 

 

 

 

 

Le 3 localizzazioni di BOJANO nella storia. "Bovaianom". "Bovianum"/ "Boviano". castrum Boiano"/ "rocca Bojano"/Civita Superiore di Bojano.

 

 

 

 

 

La civitas romana di Bovianum sorta dopo la sua conquista nel 305 a. C. in pianura, presso il tratturo Pescasseroli-Candela il cui percorso fu utilizzato per costruire la via consolare Minacia da Corfinio a Brindisi, non era molto distante dal sito originario pentro di Bovaianom, posto sull’ampia sommità della collina, oggi denominata Civita Superiore di Bojano, e sul terrazzamento della contrada La Piaggia-san Michele.

Gli antichi abitanti di Bojano, a differenza di ciò che fecero gli abitanti di Saipins, non si allontanarono dall’originario sito pentro per cui, prima i Romani e dopo i Longobardi, i Franchi, i Normanni, con i loro interventi di ristrutturazione cancellarono le testimonianze della presenza dei popoli che li avevano preceduti.

Le 3 localizzazioni di BOJANO nella storia. Periodo italico(nero). Periodo romano (rosso). Periodo medioevale (azzurro).

Le 3 localizzazioni di BOJANO nella storia. Periodo italico (nero). Periodo romano (rosso). Periodo medioevale (azzurro). Limite della espansione della "civitas" in epoca romana (tra.gio rosso). Testimonianze italiche (linea nera lungo il tratturo).Testimonianze romane (rosso). (1) tratturo Pescasseroli-Candela. (2) strada romana per "teneapulo"/San Paolo di Civitate.

Mommsen quali testimonianze dell’epoca pentra voleva trovare a Civita Superiore di Bojano dopo il “passaggio” dei Romani, dei Longobardi, dei Franchi, dei Normanni ed all’opera distruttrice dei terremoti, delle frane?

Le poche testimonianze archeologiche che Mommsen ebbe la possibilità di esaminare dovevano essere integrate con la conoscenza della storia della città di Bojano: (1) capitale dei Pentri, (2) civitas romana che anche dopo la conquista godette di uno stato di “sovranità limitata”, (3) II capitale della Lega Italica in occasione della Guerra Sociale, (4) sede di diocesi episcopale (V sec.), (5) capoluogo del I Gastaldato longobardo-bulgaro (667 d. C.) nel territorio dell’attuale Molise, (6) capoluogo della contea omonima in epoca longobardo-franca (X sec.), (7) capoluogo della omonima contea normanna (XI sec.) la cui famiglia comitale, i de Moulins/Molinis/Molisio, nel 1142 diede il nome MOLISE all’attuale regione; Mommsen, ignorava tutto ciò, per cui oltre all’esistenza di una Bovianum Vetus da identificare con Pietrabbondante, inventò anche l’etimologia del nome Molise: …, villaggi che sono sopra Boiano verso Trivento. Il più vicino di là Molise, che diede il nome nel medioevo alla regione …,.

I DUE periodi storici Vetus ed Undecumanorum corrispondono ai DUE insediamenti che esistono ancora oggi: il 1° si localizza nell’attuale abitato denominato Civita Superiore di Bojano ed il 2° con la Civita Inferiore che corrisponde a quello che si è sviluppato nel corso dei secoli lungo le falde della montagna, nella pianura ed oltre l’attuale corso del fiume Calderali che non esisteva in epoca romana.

L’insediamento di montagna che era stato il primo dei Sabini/Sabelli nel nuovo territorio ed era stato la loro città-madre, la capitale della tribù dei Pentri, divenne l’acropoli della sottostante civitas romana  ricordò da Livio.

CIVITA SUPERIORE DI BOJANO. Periodo italico: "BOVAIANOM" capitale della tribù dei "Pentri". Periodo romano: Acropoli della "civitas" romana di "Bovianum"/"Boviano". Periodo medioevale: "castrum Boviano"/"rocca Bojano".

Il suo nome in osco era BOVAIANOM in ricordo del BUE/animale guida che in occasione del ver sacrum nell’VIII sec. a. C., guidò i giovani Sabini alle falde settentrionali del Matese, un massiccio montuoso ricco di boschi, con una estesa pianura abbondante di acqua e, forse, anche  di un lago; dalla cima della montagna (monte Crocella, già colle Pagano) più alta che la sovrasta dove fu costruita una fortificazione, furono fissati i capisaldi di confine del territorio occupato dalla tribù dei Pentri

Le scarse testimonianze archeologiche presenti su Civita Superiore di Bojano testimoniano l’esistenza di una cinta muraria in opera rozzamente poligonale e qualsiasi traccia di urbanizzazione è assente a causa degli interventi effettuati soprattutto in epoca romana e medioevale, sovrapponendosi alle testimonianze lasciate dai Pentri.

CIVITA SUPERIORE DI BOJANO, già "BOVAIANOM". Resti di "mura ciclopiche" all'ingresso del borgo.

Bovaianom si estendeva con una serie di terrazzamenti in opera poligonale lungo le pendici della collina fino all’attuale corso Umberto I e via Biferno (dove è ancora esistente un lungo tratto di terrazzamento in opera poligonale), inglobando la “fortezza” che sorgeva nella odierna località La Piaggia-san Michele.

BOJANO medioevale del Pacichelli (XVII sec.).

BOJANO nella Carta dei Tratturi.

La fortificazione italica di contrada "La Piaggia-san Michele".

La conquista della capitale dei Pentri da parte dei Romani avvenne nell’anno 305 a. C.: (a) Marco Fulvio, e che questi, mandato all’esercito di Minuzio, prendesse Boviano (T. Livio); (b) Ma poiché ebbero espugnata Bola (corr.ne di Bovianum. Diodoro Siculo).

Non subì l’onta dell’estituzione di una colonia latina come era accaduto per: Cales (334 a.C.), Fregelleae (328 a.C.), Luceria (314 a.C.), Saticula (313 a.C.), Interamnia Lirenas (312 a.C.), Sora (303 a.C.), Venusia (291 a.C.), Beneventum (268 a. C.) ed Aesernia (263 a.C.), ma ottenne uno stato di “sovranità limitata”, tanto da dare ospitalità ai Sanniti scampati dalla battaglia contro i Romani presso la vicina Aquilonia (293 a. C.).

A differenza degli altri popoli italici, i Pentri furono fedeli alleati di Roma in occasione della presenza di Annibale in Italia, come ricorda Livio: Con l’intervento successivo del sannita Numerio Decimio le sorti della battaglia (scontro tra Cartaginesi e Romani) ritornarono in favore dei Romani. Si racconta che costui, per stirpe e per ricchezza uno dei cittadini più autorevoli, non solo di Boviano che era la sua patria, ma di tutto il Sannio…; nella pianura di Bovianum/Bojano, nell’anno 214 a. C. era accampato una parte dell’esercito Romano per controllare i movimenti dell’esercito cartaginese nel territorio della vicina Irpinia: (da Benevento), subito mandarono dieci ambasciatori ai consoli, ch’erano accampati ne’ contorni di Boviano … partitosi di notte, entrò in Benevento.

In occasione della Guerra Sociale i Pentri parteciparono alla ribellione dei popoli italici; dopo la conquista romana di Corfinium, la prima capitale di tutti ribelli italici, il “titolo” fu ereditato da Bovianum/Bojano e successivamente da Aesernia/Isernia.

Bovianum/Boviano/Bojano pagò a caro prezzo la partecipazione alla rivolta: subì la distruzione ad opera di Silla e perse il suo stato di “sovranità limitata” con l’istituzione del municipio (48-46 a. C.) e, successivamente, le DUE assegnazioni agrarie nel 43-41 a. C. (Vetus) e nel 73-75 (Undecumanorum).

La sede della I colonia (Vetus) non poteva che essere l’antico insediamento montano pentro che comprendeva il terrazzamento dell’odierna Piaggia-san Michele, mentre a valle andava formandosi la “nuova” città (Undecumanorum), ovvero la Civita Inferiore che ebbe maggiore sviluppo con l’arrivo dei veterani della IX Legione Claudia dell’imperatore Vespasiano.

I DUE insediamenti continuarono ad esistere ed a coesistere: Bovaianom/Bovianum/Boviano/Civita Superiore quale insediamento difensivo, Bovianum/Boviano/Bojano a valle come insediamento produttivo perché sempre legato alla principale via di comunicazione tratturale Pescasseroli- Candela, divenuta in epoca romana via consolare Minucia (da Corfinio a Brindisi), dopo S.S. 17 Appulo-Sannitica.

Fu in epoca medioevale che la distinzione tra i DUE siti divenne ancora più evidente: Bovianum Vetus, il primo insediamento pentro, divenne Rocca Boiano o castrum Boiano (che corrisponde al castrum vetus/Sepino), mentre la Bovianum Undecumanorum, la città romana di pianura fu chiamata Boviano/Bobiano: (anno 1221) …, comes cum paucis veniens roccam Magenulfi, Boianum, conburit et bonis propiis spoliavit: muniens inde Rocca Boiani et uxorem sua …. 

In un documento del 1331 Civita Superiore è distinta da Bojano: … vendita fatta da Pietro di Girardo di Civita di Boiano. Anno 1396: Cola Parisi, sindico di Boiano …. un’altra terra dove si dice la volta di Civita. Anno 1480: Bojano. …è costruita una casa, edificata dallo stesso Antonio, nella città superiore di Boiano. Anno 1495: Boiano …, una casa nella città superiore, e in cambio riceve un’altra casa, pure nella città superiore della città, …. Anno 1497: Boiano Superiore, nella piazza di S. Salvatore. Anno 1757: Invetarium publicum et authenticum sivè Cabreum Ven.s Cappellae Laicalis SS.mi Sacramenti Civitatae Super.s Civitatis Bovianen.

Al 1800 risalgono due timbri con la scritta: -Municipio di Boiano – Civita Superiore e Comune di Bojano Civita Superiore.

La documentazione esisteva all’epoca in cui Mommsen visitò la città di Bojano, ma la sua ricerca, a giudicare dai risultati, fu poco diligente!

Mommsen aveva giudicato Civita Superiore di Bojano, la medioevale Rocca Bojano o castrum Boiano, la pentra Bovaianom: nella Civita non si vede nessun avanzo antico  …… così che è quasi certoessere la Civita niente altro che un paese baronale, stabilito nei mezzi tempi sul monte di Boiano in conseguenza del castello ivi fabbricato che ne occupa il sito più eminente. Era assai naturale di chiamare il paese aggiunto al castello di Boiano la Civita di Boiano che pei nome solo alcuno lo crederà antico. Ma sia pure antico, ed anzi antichissimo, quel villaggio, non perciò sarà il Bovianum vetus del geografo antico, perché questi non parla di due siti diversi della medesima città in epoche differenti, ma di due colonie di questo nome esistenti ambedue al tempo suo, e se è improbabile situare due città alla distanza di pochi passi, è quasi impossibile di farlo per due colonie omonime

In proposito è bene ricordare che Plinio Secondo il Vecchio descrisse l’istituzione di UNA colonia, avvenuta in DUE epoche diverse, per UNA città: BOVIANUM/BOVIANO/BOJANO i cui abitanti hanno sempre ricordato e distinto l’insediamento originario pentro-romano-medioevale da quello pentroromano-medioevale sorto nella pianura alle falde settentrionali del massiccio del Matese e sul percorso del tratturo Pescasseroli-Candela, poi via consolare Minucia, oggi S.S. 17 Appulo-Sannita.

 Oreste Gentile.

“BOVIANUM VETUS”. “BOVIANUM UNDECUMANORUM”. (2^ parte: da THEODOR MOMMSEN a E. TOGO SALMON.)

luglio 26, 2011

 Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23-72 d. C.) descrisse la IV regione augustea nella Naturalis Historia:

Tito Livio (64/59 a.C. - 12/17 d.C.) "Naturalis Historia", III, 17.

Samnitium, quos Sabellos et Graeci Saunitas dixere, colonia Bovianum Vetus et alterum cognomine Undecumanorum, Aufidenates, Aesernini, Fagifulani, Ficolenses, Saepinates, Tereventinates./I Sanniti, detti Sabelli e Sauniti dai Greci, la colonia di Boviano Vecchio e l’altro che ha lo stesso nome o l’altro omonimo degli Undecumani, gli Aufidenati, gli Isernini, i Fagifulani, i Ficolensi, i Sepinati,i Tereventinati: fu l’unico storico a ricordare una colonia Bovianum Vetus ed un’altra con cognomine Undecumanorum.

Theodor Mommsen, autore del C.I.L. Regio IV, così “manipolò” la frase pliniana LIV. Bovianum Undecumanorum (Bojano). Tribù Voltinia.: Samnitium, ait Plinius 3,12,107, colonia [immo coloniae] Bovianum vetus et alterum cognomine Undecumanorum/I Sanniti, dice Plinio 3,12,107, la colonia [anzi colonie] Bovianum vetus e l’altra dal cognome (o dal nome) degli Undecumanorum, per sostenere l’esistite di DUE località denominate Bovianum: la Bovianum vetus si localizza ed identifica con Pietrabbondante, la Bovianum Undecumanorum con la località conosciuta ab antiquo da tutti gli storici con il nome Bovianum/Boviano/Bojano.

Lo storico Tito Livio (64/59 a. C.-12/17 d. C.) era stato chiaro nel ricordare una peculiarità dell’UNICA Bovianum: Caput hoc erat Pentrorum Samnitium longe ditissimum atquae opulentissimum armis virisque/era questa la capitale dei Sanniti Pentri, la città di gran lunga più ricca e più fornita di armi e di uomini.

Bovianum era stata la capitale dei Pentri, una delle tribù che si erano originate dalla migrazione dei Sabini/Sabelli  in occasione del ver sacrum.

Il territorio dei Pentri confinava ad ovest con i Volsci, a nord-ovest con i Peligni e con i Carecini o Carricini, a nord con i Frentani di Lanciano, a nord est con i Frentani di Larino e i Dauni, a sud est con gli Irpini ed a sud con i Caudini.

I popoli "ITALICI" nei loro confini.Il territorio dei PENTRI. (A = Alfedena/Aufidena sannita). (C.S. = Castel di Sangro/Aufidena romana

 

Tito Livio ignorava l’esistenza di una SECONDA Bovianum nell’Italia centro-meridionale.

Theodor Mommsen per giustificare e sostenere la sua “convinzione” aggiunse: … due città (Bovianum), delle quali una è chiamata chiaramente capitale dei Sanniti Pentri (Livio 9,31), l’altra dei Sanniti Caraceni che fu una volta capitale allo stesso modo, nulla è contrario; per dare maggiore credibilità ritenne opportuno ripetere nel C.I.L. Regio IV, LVII. Bovianum Vetus (Pietrabbondante prope Agnone). Tribù Voltinia.: Ciò se avvertimmo rettamente che nel medesimo luogo (Pietrabbondante) è indicata la capitale della gente, come l’altra dei Pentri, così è necessario che qua fosse la città primaria dei Sanniti Caraceni.

Lo storico tedesco avallò le sue “convinzioni”, assolvendosi con le affermazioni: nulla è contrario; così è necessario; sembra; suppongo; E né è contrario; come è lecito (supporre);nulla impedisce; quantunque per dire il vero; così è necessario; è come se non avesse letto quanto hanno tramandato gli autori antichi.

Plinio non commise errori nel descrivere anche la tribù dei Carecini; nel paragrafo 106, 17 del libro III dedicato alla descrizione della regio quarta: Carecini Supernate et Infernates, Iuanenses,…; non esisteva una colonia Bovianum Vetus  nel territorio dei  Carecini, né era la loro capitale.

Tolomeo (II sec. d. C.) nella Geografia scrisse: Caracenorum, qui sunt infra Frentanos, Aufidena ….; ricordava unicamente la città di Aufidena, nulla sapeva di Bovianum vetus. Di seguito elencò anche le città dei Samnitium, qui sunt infra Paelignos et Caracenos, Bovianum …. Aesernia …. Saepinum …. Allifa …. Tuticum …. Telesia …. Beneventum …. Caudium ….

Non un riferimento a Bovianum vetus: era sempre esistita UNA Bovianum e solo nel territorio dei Pentri!

Una difformità di conoscenze tra Plinio e Tolomeo per la localizzazione di Aufidena: Plinio la localizza nel territorio dei Pentri (dove era realmente), Tolomeo in quello dei Carecini a causa delle errate coordinate geografiche dell’epoca.

Le conoscenze tramandate dagli storici antichi non avallavano la “convinzione” di Mommsen che “cercò l’aiuto” in una antica stele con epigrafe osca, ma la interpretò ad usum delphini.

L’originale osco: n (u) v (is) vesulliais tr (ebeis) m (eddiss) t (uvtiks) ekik sakaraklum buvaianud aikdafed. Così traduse Mommsen Novius Vesulliaenus Trebi f. meddix tuticus hoc questo sacello edificò in Boviano.

Mommsen, senza una giustificazione, non facendo riferimento ad una fonte bibliografica, diede ad aikdafed il significato di edificavit: pertanto la dedica della stele sosteneva che il sacello (collocato/presente/che si ammirava in Boviano) era stato edificato in Boviano; nessun riscontro in situazioni analoghe: nelle numerose epigrafe dell’antica Pompei, con dediche in osco o in latino mai fu “ricordato” il nome della città dove era stato costruito un edificio pubblico, religioso o un sacello.

Appiano (II d. C.) fu l’unico autore classico a descrivere la civitas di Bovianum/Boviano/Bojano, già sotto il potere di Roma in occasione della Guerra Sociale (I sec. a. C.): Silla mutando luogo mosse l’armi contro Boviano, la qual gente era stata un comune ricettacolo delle città ribelli. Era la città molto bella, e guardata da tre fortezze. Onde Silla mandò alcuni soldati innanzi: e comandò che si studiassero di impadronirsi d’una delle tre rocche, e poi facessero il cenno del fuoco. Veggendo Silla il fumo assaltò i nemici, e combattendo per lo spazio di tre ore continue, prese la città.

L’avvenimento descritto da Appiano ricordava la Bovianum/Boviano/Bojano che godeva di uno stato di “sovranità limitata” pur essendo, come tutto il Sannio, sotto il dominio di Roma: la civitas non era più localizzata sul PRIMO insediamento italico (Bovaianom) posto sulla collina e lungo le pendici per controllare e difendere l’estesa pianura posta a settentrione del massiccio del Matese, ma era più in basso là dove passava l’importante tratturo Pescasseroli-Candela il cui percorso aveva permesso la costruzione della via consolare Minucia da Corfinio a Brindisi.

L’attuale corso del fiume Calderali all’epoca non esisteva perché di recente sotto di esso è stato scoperto un monumentale “lastricato” del II-I sec. a. C., quindi la civitas di Bovianum/Boviano conquistata da Silla era localizzata in pianura e difesa da tre fortezze o tre rocche ricordate da Appiano e che corrispondono a: 1)  monte Crocella, già Colle Pagano, la rocca che fu conquistata dai Romani  per interrompere le comunicazioni tra i Sanniti; 2) Civita Superiore di Bojano, che era il sito italico di Bovaianom, divenuta l’acropoli della civitas di pianura; 3) il terrazzamento di contrada La Piaggia-san Michele.

Mommsen conosceva poco il territorio pertinente alla capitale e forse anche la storia dei Pentri, perché sottovalutò l’importanza ed il ruolo svolto dall’insediamento italico di Civita Superiore di Bojano, già Bovaianom: a differenza di quanto era accaduto per gli altri popoli di stirpe Sabina le cui tribù avevano originato il nome dall’animale guida o dal loro condottiero o dalla città-capitale, il BUE, animale sacro al dio Ares, non diede il nome alla tribù, ma alla città-madre, alla capitale di Pentri.

Scrivendo che nella Civita non si vede nessun avanzo antico  …… così che è quasi certo essere la Civita niente altro che un paese baronale, stabilito nei mezzi tempi sul monte di Boiano in conseguenza del castello ivi fabbricato che ne occupa il sito più eminente. Era assai naturale di chiamare il paese aggiunto al castello di Boiano la Civita di Boiano che pei nome solo alcuno lo crederà antico. Ma sia pure antico, ed anzi antichissimo, quel villaggio, non perciò sarà il Bovianum vetus del geografo antico, perché questi non parla di due siti diversi della medesima città in epoche differenti, ma di due colonie di questo nome esistenti ambedue al tempo suo, e se è improbabile situare due città alla distanza di pochi passi, è quasi impossibile di farlo per due colonie omonime, aveva sottovalutato l’ira distruttrice dei Romani che dopo 3 lunghe guerre contro i Sanniti finalmente avevano occupato la loro città più importante; “rasa al suolo” come da prassi consolidata, gli abitanti furono costretti a risedere nella pianura alle falde di quella collina, al pari dei loro consanguinei di altri centri sorti in origine in collina o in montagna, perché  luoghi più accessibili e controllabili.

L'insediamento medioevale e moderno di CIVITA SUPERIORE. Secondo il Mommsen solo i SANNITI avrebbero ignorato l'importanza strategica della località.

Dovremmo considerare degli sprovveduti i Pentri  che, dopo aver edificato una fortificazione sul monte Crocella a mt. 1.070 s.l.m., avrebbero trascurato l’ampia sommità della collina posta più in basso per il loro primo insediamento, la città-madre, la loro capitale: Bovaianom?

monte Crocella, già colle Pagano (mt. 1070 s.l.m.). sito di una fortificazione sannitica (visto da nord) a controllo e difesa di BOVAIANOM/BOVIANUM/BOVIANO/BOJANO, della pianura e del tratturo Pescasseroli-Candella. centro di comunicazione di controllo di tutto il territorio dei PENTRI.

Sommità di monte Crocella, già colle Pagano (mt. 1070 s.l.m.). insediamento sannitico. muro di terrazzamento lato nord-ovest.

Plinio, il geografo antico, era nel giusto: egli non descriveva DUE città, ma DUE coloniae: UNA istituzione avvenuta in occasione di DUE momenti storici diversi, ma che videro protagonista UNA città chiamata Bovianum, la cui localizzazione era stata “modificata” in DUE periodi/avvenimenti: il PRIMO, interessò l’insediamento più antico/Vetus quando divenne colonia dopo essere stato municipio; il SECONDO, vivente Plinio Secondo il Vecchio, quando la civitas localizzata in pianura, per volere di Vespasiano, divenne colonia Undecumanorum.

Mommsen non fu criticato, la cultura tedesca spadroneggiava; molti condivisero ed ancora condividono la sua “verità”, tanto che oggi troviamo tra gli studiosi locali dei suoidiscepoli” che, spostando una “virgola”, inserendo un “punto”, ovvero “manipolando” quanto pubblicato da altri studiosi, o “modificando” il nome di alcune località (pyR VIII diventa pirum), “mantengono” in vita il  suo “pensiero”.

Un vero “accanimento terapeutico”!

L’inglese E. Togo Salmon, profondo studioso del Sannio e dei Sanniti  condivise quanto proposto da Mommsen; infatti, nella sua principale pubblicazione Samnium and the Samnites /Il Sannio i Sanniti  (Einaudi, 1967-1985, pagg. 462) all’ indice analitico si legge nell’ordine:

Boiano, vedi Bovianum. Bovianum (Boiano)…. – capitale degli insorti durante la guerra sociale …. – capitale dei Pentri …. – Nella seconda e terza guerra sannitica …. – sottomessa ai Romani …. ripetute conquiste di -,…. ruolo di – nella guerra sociale.

Pietrabbondante, vedi Bovianum Vetus. Bovianum Vetus (Pietrabbondante) ….  < testa di Bovianum>, 138.

Nulla fu scritto nella prefazione alla edizione del 1967 in merito alla vexata quaestio, mentre nella Prefazione all’edizione italiana datata Hamilton (Ontario), febbraio 1977.: Nei dieci anni trascorsi dall’uscita della prima edizione inglese di questo libro sono emerse nuove informazioni sui Sanniti. Il territorio dei poco conosciuti Carecini è stato identificato con una certa sicurezza, ed è ora evidente che non può aver incluso né Pietrabbondante né Alfedena, i siti portati alla luce che fino ad ora gli venivano attribuiti; entrambe le località appartenevano senza dubbio ai Pentri. Inoltre Pietrabbondante non è la Bovianum Vetus citata da Plinio il Vecchio (Naturalis historia III, 107); la localizzazione di Bovianum Vetus, qualora non corrisponda all’insediamento sannita di Civita Superiore sopra l’attuale Boiano, non è ancora possibile. Il testo è stato corretto e la bibliografia aggiornata  alla luce delle nuove conoscenze di questi anni.

La foto in B/N fu pubblicata dal Salmon senza la localizzazione delle 3 fortezze o rocche descritte da Appiano. Le 3 rocche a difesa della Bovianum romana sono state localizzate ed evidenziate nella foto. Il tracciato del tratturo Pescasseroli-Candela (verde). Le recenti scoperte arc.che (rosso). N (giallo)= necropoli sannita.

Salmon si “ravvide” e non criticò il “metodo” utilizzato da Mommsen per “imporre” le proprie idee: non fu Plinio il Vecchio, né Tolomeo, ma Mommsen  che, identificando la colonia di Bovianum Vetus con Pietrabbondante, l’attribuì  ai poco conosciuti Carecini e la “elesse” anche loro “capitale”.

Mommsen aveva scritto: è quasi certo essere la Civita niente altro che un paese baronale, stabilito nei mezzi tempi sul monte di Boiano in conseguenza del castello ivi fabbricato che ne occupa il sito più eminente, pertanto, non essendo di origine sannita, non poteva identificarsi con Bovianum Vetus.

Salmon era di tutt’altro parere, visto che giudicò sannita l’insediamento di Civita Superiore sopra l’attuale Boiano: essendo di origine sannita e localizzato su una collina in una posizione strategica di controllo e di difesa della pianura e del tratturo Pescasseroli-Candela, visto che alle spalle l’insediamento era dominato da un monte e difeso dalla fortificazione costruita sulla sua cima, visto che con la definitiva conquista romana gli insediamenti sanniti più importanti furono trasferiti in pianura e furono protagonisti di altri avvenimenti, mentre i meno importanti non furono più ricordati dalla storia, tanto che fu dimenticato anche l’antico nome, vedi Pietrabbonate, visto che alle pendici della collina di Civita Superiore e nella pianura fu localizzata la Bovianum, civitas, municipio e DUE volte colonia romana, il primo insediamento dei Pentri, la loro città-madre, la capitale Bovaianom, non poteva che essere sulla CIVITA SUPERIORE.

Oreste Gentile.

(3^ parte: SONO SEMPRE ESISTITE DUE “BOVIANUM”/”BOVIANO”/BOJANO.)