“BOVIANUM VETUS”. “BOVIANUM UNDECUMANORUM”. (2^ parte: da THEODOR MOMMSEN a E. TOGO SALMON.)

 Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23-72 d. C.) descrisse la IV regione augustea nella Naturalis Historia:

Tito Livio (64/59 a.C. - 12/17 d.C.) "Naturalis Historia", III, 17.

Samnitium, quos Sabellos et Graeci Saunitas dixere, colonia Bovianum Vetus et alterum cognomine Undecumanorum, Aufidenates, Aesernini, Fagifulani, Ficolenses, Saepinates, Tereventinates./I Sanniti, detti Sabelli e Sauniti dai Greci, la colonia di Boviano Vecchio e l’altro che ha lo stesso nome o l’altro omonimo degli Undecumani, gli Aufidenati, gli Isernini, i Fagifulani, i Ficolensi, i Sepinati,i Tereventinati: fu l’unico storico a ricordare una colonia Bovianum Vetus ed un’altra con cognomine Undecumanorum.

Theodor Mommsen, autore del C.I.L. Regio IV, così “manipolò” la frase pliniana LIV. Bovianum Undecumanorum (Bojano). Tribù Voltinia.: Samnitium, ait Plinius 3,12,107, colonia [immo coloniae] Bovianum vetus et alterum cognomine Undecumanorum/I Sanniti, dice Plinio 3,12,107, la colonia [anzi colonie] Bovianum vetus e l’altra dal cognome (o dal nome) degli Undecumanorum, per sostenere l’esistite di DUE località denominate Bovianum: la Bovianum vetus si localizza ed identifica con Pietrabbondante, la Bovianum Undecumanorum con la località conosciuta ab antiquo da tutti gli storici con il nome Bovianum/Boviano/Bojano.

Lo storico Tito Livio (64/59 a. C.-12/17 d. C.) era stato chiaro nel ricordare una peculiarità dell’UNICA Bovianum: Caput hoc erat Pentrorum Samnitium longe ditissimum atquae opulentissimum armis virisque/era questa la capitale dei Sanniti Pentri, la città di gran lunga più ricca e più fornita di armi e di uomini.

Bovianum era stata la capitale dei Pentri, una delle tribù che si erano originate dalla migrazione dei Sabini/Sabelli  in occasione del ver sacrum.

Il territorio dei Pentri confinava ad ovest con i Volsci, a nord-ovest con i Peligni e con i Carecini o Carricini, a nord con i Frentani di Lanciano, a nord est con i Frentani di Larino e i Dauni, a sud est con gli Irpini ed a sud con i Caudini.

I popoli "ITALICI" nei loro confini.Il territorio dei PENTRI. (A = Alfedena/Aufidena sannita). (C.S. = Castel di Sangro/Aufidena romana

 

Tito Livio ignorava l’esistenza di una SECONDA Bovianum nell’Italia centro-meridionale.

Theodor Mommsen per giustificare e sostenere la sua “convinzione” aggiunse: … due città (Bovianum), delle quali una è chiamata chiaramente capitale dei Sanniti Pentri (Livio 9,31), l’altra dei Sanniti Caraceni che fu una volta capitale allo stesso modo, nulla è contrario; per dare maggiore credibilità ritenne opportuno ripetere nel C.I.L. Regio IV, LVII. Bovianum Vetus (Pietrabbondante prope Agnone). Tribù Voltinia.: Ciò se avvertimmo rettamente che nel medesimo luogo (Pietrabbondante) è indicata la capitale della gente, come l’altra dei Pentri, così è necessario che qua fosse la città primaria dei Sanniti Caraceni.

Lo storico tedesco avallò le sue “convinzioni”, assolvendosi con le affermazioni: nulla è contrario; così è necessario; sembra; suppongo; E né è contrario; come è lecito (supporre);nulla impedisce; quantunque per dire il vero; così è necessario; è come se non avesse letto quanto hanno tramandato gli autori antichi.

Plinio non commise errori nel descrivere anche la tribù dei Carecini; nel paragrafo 106, 17 del libro III dedicato alla descrizione della regio quarta: Carecini Supernate et Infernates, Iuanenses,…; non esisteva una colonia Bovianum Vetus  nel territorio dei  Carecini, né era la loro capitale.

Tolomeo (II sec. d. C.) nella Geografia scrisse: Caracenorum, qui sunt infra Frentanos, Aufidena ….; ricordava unicamente la città di Aufidena, nulla sapeva di Bovianum vetus. Di seguito elencò anche le città dei Samnitium, qui sunt infra Paelignos et Caracenos, Bovianum …. Aesernia …. Saepinum …. Allifa …. Tuticum …. Telesia …. Beneventum …. Caudium ….

Non un riferimento a Bovianum vetus: era sempre esistita UNA Bovianum e solo nel territorio dei Pentri!

Una difformità di conoscenze tra Plinio e Tolomeo per la localizzazione di Aufidena: Plinio la localizza nel territorio dei Pentri (dove era realmente), Tolomeo in quello dei Carecini a causa delle errate coordinate geografiche dell’epoca.

Le conoscenze tramandate dagli storici antichi non avallavano la “convinzione” di Mommsen che “cercò l’aiuto” in una antica stele con epigrafe osca, ma la interpretò ad usum delphini.

L’originale osco: n (u) v (is) vesulliais tr (ebeis) m (eddiss) t (uvtiks) ekik sakaraklum buvaianud aikdafed. Così traduse Mommsen Novius Vesulliaenus Trebi f. meddix tuticus hoc questo sacello edificò in Boviano.

Mommsen, senza una giustificazione, non facendo riferimento ad una fonte bibliografica, diede ad aikdafed il significato di edificavit: pertanto la dedica della stele sosteneva che il sacello (collocato/presente/che si ammirava in Boviano) era stato edificato in Boviano; nessun riscontro in situazioni analoghe: nelle numerose epigrafe dell’antica Pompei, con dediche in osco o in latino mai fu “ricordato” il nome della città dove era stato costruito un edificio pubblico, religioso o un sacello.

Appiano (II d. C.) fu l’unico autore classico a descrivere la civitas di Bovianum/Boviano/Bojano, già sotto il potere di Roma in occasione della Guerra Sociale (I sec. a. C.): Silla mutando luogo mosse l’armi contro Boviano, la qual gente era stata un comune ricettacolo delle città ribelli. Era la città molto bella, e guardata da tre fortezze. Onde Silla mandò alcuni soldati innanzi: e comandò che si studiassero di impadronirsi d’una delle tre rocche, e poi facessero il cenno del fuoco. Veggendo Silla il fumo assaltò i nemici, e combattendo per lo spazio di tre ore continue, prese la città.

L’avvenimento descritto da Appiano ricordava la Bovianum/Boviano/Bojano che godeva di uno stato di “sovranità limitata” pur essendo, come tutto il Sannio, sotto il dominio di Roma: la civitas non era più localizzata sul PRIMO insediamento italico (Bovaianom) posto sulla collina e lungo le pendici per controllare e difendere l’estesa pianura posta a settentrione del massiccio del Matese, ma era più in basso là dove passava l’importante tratturo Pescasseroli-Candela il cui percorso aveva permesso la costruzione della via consolare Minucia da Corfinio a Brindisi.

L’attuale corso del fiume Calderali all’epoca non esisteva perché di recente sotto di esso è stato scoperto un monumentale “lastricato” del II-I sec. a. C., quindi la civitas di Bovianum/Boviano conquistata da Silla era localizzata in pianura e difesa da tre fortezze o tre rocche ricordate da Appiano e che corrispondono a: 1)  monte Crocella, già Colle Pagano, la rocca che fu conquistata dai Romani  per interrompere le comunicazioni tra i Sanniti; 2) Civita Superiore di Bojano, che era il sito italico di Bovaianom, divenuta l’acropoli della civitas di pianura; 3) il terrazzamento di contrada La Piaggia-san Michele.

Mommsen conosceva poco il territorio pertinente alla capitale e forse anche la storia dei Pentri, perché sottovalutò l’importanza ed il ruolo svolto dall’insediamento italico di Civita Superiore di Bojano, già Bovaianom: a differenza di quanto era accaduto per gli altri popoli di stirpe Sabina le cui tribù avevano originato il nome dall’animale guida o dal loro condottiero o dalla città-capitale, il BUE, animale sacro al dio Ares, non diede il nome alla tribù, ma alla città-madre, alla capitale di Pentri.

Scrivendo che nella Civita non si vede nessun avanzo antico  …… così che è quasi certo essere la Civita niente altro che un paese baronale, stabilito nei mezzi tempi sul monte di Boiano in conseguenza del castello ivi fabbricato che ne occupa il sito più eminente. Era assai naturale di chiamare il paese aggiunto al castello di Boiano la Civita di Boiano che pei nome solo alcuno lo crederà antico. Ma sia pure antico, ed anzi antichissimo, quel villaggio, non perciò sarà il Bovianum vetus del geografo antico, perché questi non parla di due siti diversi della medesima città in epoche differenti, ma di due colonie di questo nome esistenti ambedue al tempo suo, e se è improbabile situare due città alla distanza di pochi passi, è quasi impossibile di farlo per due colonie omonime, aveva sottovalutato l’ira distruttrice dei Romani che dopo 3 lunghe guerre contro i Sanniti finalmente avevano occupato la loro città più importante; “rasa al suolo” come da prassi consolidata, gli abitanti furono costretti a risedere nella pianura alle falde di quella collina, al pari dei loro consanguinei di altri centri sorti in origine in collina o in montagna, perché  luoghi più accessibili e controllabili.

L'insediamento medioevale e moderno di CIVITA SUPERIORE. Secondo il Mommsen solo i SANNITI avrebbero ignorato l'importanza strategica della località.

Dovremmo considerare degli sprovveduti i Pentri  che, dopo aver edificato una fortificazione sul monte Crocella a mt. 1.070 s.l.m., avrebbero trascurato l’ampia sommità della collina posta più in basso per il loro primo insediamento, la città-madre, la loro capitale: Bovaianom?

monte Crocella, già colle Pagano (mt. 1070 s.l.m.). sito di una fortificazione sannitica (visto da nord) a controllo e difesa di BOVAIANOM/BOVIANUM/BOVIANO/BOJANO, della pianura e del tratturo Pescasseroli-Candella. centro di comunicazione di controllo di tutto il territorio dei PENTRI.

Sommità di monte Crocella, già colle Pagano (mt. 1070 s.l.m.). insediamento sannitico. muro di terrazzamento lato nord-ovest.

Plinio, il geografo antico, era nel giusto: egli non descriveva DUE città, ma DUE coloniae: UNA istituzione avvenuta in occasione di DUE momenti storici diversi, ma che videro protagonista UNA città chiamata Bovianum, la cui localizzazione era stata “modificata” in DUE periodi/avvenimenti: il PRIMO, interessò l’insediamento più antico/Vetus quando divenne colonia dopo essere stato municipio; il SECONDO, vivente Plinio Secondo il Vecchio, quando la civitas localizzata in pianura, per volere di Vespasiano, divenne colonia Undecumanorum.

Mommsen non fu criticato, la cultura tedesca spadroneggiava; molti condivisero ed ancora condividono la sua “verità”, tanto che oggi troviamo tra gli studiosi locali dei suoidiscepoli” che, spostando una “virgola”, inserendo un “punto”, ovvero “manipolando” quanto pubblicato da altri studiosi, o “modificando” il nome di alcune località (pyR VIII diventa pirum), “mantengono” in vita il  suo “pensiero”.

Un vero “accanimento terapeutico”!

L’inglese E. Togo Salmon, profondo studioso del Sannio e dei Sanniti  condivise quanto proposto da Mommsen; infatti, nella sua principale pubblicazione Samnium and the Samnites /Il Sannio i Sanniti  (Einaudi, 1967-1985, pagg. 462) all’ indice analitico si legge nell’ordine:

Boiano, vedi Bovianum. Bovianum (Boiano)…. – capitale degli insorti durante la guerra sociale …. – capitale dei Pentri …. – Nella seconda e terza guerra sannitica …. – sottomessa ai Romani …. ripetute conquiste di -,…. ruolo di – nella guerra sociale.

Pietrabbondante, vedi Bovianum Vetus. Bovianum Vetus (Pietrabbondante) ….  < testa di Bovianum>, 138.

Nulla fu scritto nella prefazione alla edizione del 1967 in merito alla vexata quaestio, mentre nella Prefazione all’edizione italiana datata Hamilton (Ontario), febbraio 1977.: Nei dieci anni trascorsi dall’uscita della prima edizione inglese di questo libro sono emerse nuove informazioni sui Sanniti. Il territorio dei poco conosciuti Carecini è stato identificato con una certa sicurezza, ed è ora evidente che non può aver incluso né Pietrabbondante né Alfedena, i siti portati alla luce che fino ad ora gli venivano attribuiti; entrambe le località appartenevano senza dubbio ai Pentri. Inoltre Pietrabbondante non è la Bovianum Vetus citata da Plinio il Vecchio (Naturalis historia III, 107); la localizzazione di Bovianum Vetus, qualora non corrisponda all’insediamento sannita di Civita Superiore sopra l’attuale Boiano, non è ancora possibile. Il testo è stato corretto e la bibliografia aggiornata  alla luce delle nuove conoscenze di questi anni.

La foto in B/N fu pubblicata dal Salmon senza la localizzazione delle 3 fortezze o rocche descritte da Appiano. Le 3 rocche a difesa della Bovianum romana sono state localizzate ed evidenziate nella foto. Il tracciato del tratturo Pescasseroli-Candela (verde). Le recenti scoperte arc.che (rosso). N (giallo)= necropoli sannita.

Salmon si “ravvide” e non criticò il “metodo” utilizzato da Mommsen per “imporre” le proprie idee: non fu Plinio il Vecchio, né Tolomeo, ma Mommsen  che, identificando la colonia di Bovianum Vetus con Pietrabbondante, l’attribuì  ai poco conosciuti Carecini e la “elesse” anche loro “capitale”.

Mommsen aveva scritto: è quasi certo essere la Civita niente altro che un paese baronale, stabilito nei mezzi tempi sul monte di Boiano in conseguenza del castello ivi fabbricato che ne occupa il sito più eminente, pertanto, non essendo di origine sannita, non poteva identificarsi con Bovianum Vetus.

Salmon era di tutt’altro parere, visto che giudicò sannita l’insediamento di Civita Superiore sopra l’attuale Boiano: essendo di origine sannita e localizzato su una collina in una posizione strategica di controllo e di difesa della pianura e del tratturo Pescasseroli-Candela, visto che alle spalle l’insediamento era dominato da un monte e difeso dalla fortificazione costruita sulla sua cima, visto che con la definitiva conquista romana gli insediamenti sanniti più importanti furono trasferiti in pianura e furono protagonisti di altri avvenimenti, mentre i meno importanti non furono più ricordati dalla storia, tanto che fu dimenticato anche l’antico nome, vedi Pietrabbonate, visto che alle pendici della collina di Civita Superiore e nella pianura fu localizzata la Bovianum, civitas, municipio e DUE volte colonia romana, il primo insediamento dei Pentri, la loro città-madre, la capitale Bovaianom, non poteva che essere sulla CIVITA SUPERIORE.

Oreste Gentile.

(3^ parte: SONO SEMPRE ESISTITE DUE “BOVIANUM”/”BOVIANO”/BOJANO.)

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