L’AMMINISTRAZIONE DEL TERRITORIO MOLISANO dal V sec. agli Angioini.

Nel V secolo i confini territoriali dei municipi romani delle civitatis pentre di Venafrum, Aesernia, Terventum, Bovianum e della frentana Larinum, furono adottati  dalla istituzione delle diocesi episcopali (per breve tempo interessò anche la civitas pentra di Saepinum).

V sec.: i confini dei "municipi romani" delle "civitatis" di Venafrum, Aesernia, Terventum, Bovianum, Saepinum e Larinum adottati dalle diocesi episcopali (dopo breve tempo fu soppressa la diocesi di Saepinum).

 Nel periodo dell’imperatore Diocleziano (III), la IV regione augustea denominata SAMNIUM

La IV regione augustea (rosso) "SAMNIUM" (I sec.).

perse la sua autonomia amministrativa, ma non la sua identità perchè, unita alla Campania, fu denominata provincia Campania et Samnium.

La "provincia Campania et Samnium" (III sec.) di Diocleziano. (rosso)

Allorquando le provinciae subirono una nuova ristrutturazione (IV-Vsec.), il SAMNIUM fu resa provincia autonoma che comprendeva, scrive De Benedittis: Aufidena, Anxanum, Bovianum, Cluviae, Corfinium, Aesernia, Iuvanum, Larinum e Sulmo, Saepinum, Venafrum, Allifae, Telesia, e Teanum Apulum. Con questi dati è possibile affermare che la Provincia Samnii si estendeva nel IV secolo d.C. a Nord fino al fiume Aternus ed a sud poco oltre il fiume Fertor, in quanto con il territorio di Teanum Apulum raggiungeva il limite settentrionale della penisola garganica; ad Ovest invece comprendeva, con Allifae e Telesia, il versante occidentale della Montagna del Matese.

La "provincia Samnium" IV-V sec. (rosso).

 Con la dominazione dei LONGOBARDI (V sec.) e l’istituzione dei ducati, le 17 provinciae del territorio italico subirono delleprofonde modificazioni politico ed amministrative, tali da determinare, in alcuni casi, la scomparsa della loro originaria denominazione, ma non l’identità e le tradizioni.

I territori della provincia Samnium furono divisi fra il ducato di Spoleto ed il ducato, poi principato di Benevento, il cui confine era, grosso modo, rappresentato dal corso del fiume Sangro.

Scomparve il toponimo SAMNIUM, ma rimasero sempre inalterati i confini territoriali e l’identità dei centri abitati

Nel VII secolo una parte del territorio all’attuale regione MOLISE, che corrispondeva in gran parte al territorio dei PENTRI, fu assegnato da Romualdo, titolare del Ducato di Benevento, al condottiero bulgaro Alzecone, nominato titolare del Gastaldato che comprendeva le città di Sepino, Boviano, Isernia e altre con i loro territori.

Il "Gastaldato" del bulgaro Alzecone (667) (rosso), amministrato dal "Ducato Longobardo di Benevento (verde), rappresenta l'<embrione> della regione MOLISE che, escludendo il territorio dei "FRENTANI" di Larino, occupava il territorio dei "PENTRI", fino al monastero di san Vincenzo al Volturno.Il "ducato/principato" di BENEVENTO(VII sec.) (rosso).

Il "ducato/principato" di BENEVENTO (rosso).

A causa delle vicende belliche tra quanti volevano imporre il dominio sui territori dell’Italia centro-meridionale, di frequente si modifica l’assetto politico ed amministrativo dei territori, ma non venivano intaccati i confini dei territori e l’identità dei centri grandi e piccoli che vi sorgevano.

IX sec.: Il territorio (pentro-frentano) del MOLISE (celeste) diviso (nero) amministrativamente tra la "contea" di Capua nel "principato" di Salerno (verde) ed il "principato" di BENEVENTO (rosso).

Nel IX secolo i territori pertinenti ai  gastaldati longobardi, poi contee franche di Venafro e di Isernia, conservando con i loro antichi confini, già pertinenti agli amonimi municipii romano ed alle  diocesi episcopale, anche la loro identità, erano amministrati dalla contea di Capua; quelle di Trivento, Bojano e Larino dal principato di Benevento. La contea di Termoli era amministrata dai conti Chieti.

Con l’avvento dei Normanni la contea di Bojano si estese, occupando per merito del conte Rodolfo de Moulins/Molisio ed il figlio Ugo I, le contee di Venafro, Isernia, Trivento e parte del territorio della contea di Larino.

L’estensione territoriale e l’importanza strategica rappresentata dalla contea di Bojano  nel regno normanno di Ruggero II, fecero sì chenell’anno 1142 fosse denominata contea di MOLISE.

anno 1142: La "contea" di BOJANO di Ugo II con il "feudo" di Serracapriola, poi denominata contea di MOLISE (rosso) e ciò che restava della "contea" di LARINO (verde).

Era nata l’attuale regione MOLISE dall’unione dell’antico territorio dei PENTRI, con capitale BOJANO, e  parte (mancava la zona costiera ed il territorio pertinente alla civitas di Larino) del territorio dei FRENTANI, con capitale LARINO: 2 territori che nessun atto amministrativo o politico avevano leso l’ integrità e la loro identità nel corso dei secoli.

1142-1160. La "contea" di BOJANO/MOLISE ed i suoi "feudi" di Castelvolturno e Serracapriola (verde) nel "regno" NORMANNO di Ruggero II.

Altre vicende belliche interessarono la contea di MOLISE e frequenti furono le divisioni amministrative del suo territorio, ma i centri grandi e piccoli: le civitatis di Venafro, di Isernia, di Trivento, del capoluogo Bojano, i suoi castra, le sue terre conservarono la loro storia, la loro identità, le loro tradizioni.

In breve: il regno dell’Italia meridionale era stato diviso in Justitiariato che amministrava uno o più contee.

Elenco degli "JUSTITIARIATI" DEL REGNO ANGIOINO (XIII sec.) dai "Registri della cancelleria Angioina".

La contea di Molise o comitatus Molisii con la Terra/ae Laboris (che per grandi linee corrispondeva al principato di Capua), costituirono lo Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Lo "JUSTITIARIATO TERRA/AE LABORIS ET COMITATUS MOLISII". ( Il territorio del "Comitatus Molisii" in alto a ds.)

Il territorio del "comitatus Molisii" (rosso). Lo "Justitiariato di Capitanata (azzurro). Lo "Justitiariato Aprutii (a nord) e la "Terra/ae Laboris" (a sn. marrone).

 Alcuni centri del comitatus Molisii che oggi confinano con l’Abruzzo erano pertinenti allo Justitiariato Aprutii (compresi tra la linea rossa e verde), mentre il territorio della civitas di Venafro non apparteneva più al comitatus Molisii, così quello della civitas di Larino e la costa adriatica.

In epoca federiciana  ed angioina la storia, le identità e le tradizioni delle civitatis, dei castra e delle terre pertinenti alla contea di MOLISE non caddero nell’oblio, tant’è che ancora oggi <sono vive> (2011) e sopravviverrano a qualsiasi cambiamento amministrativo o politico, a meno che “qualche scellerato” non voglio modificare i loro millenari confini territoriali.

Oreste Gentile.

(3^ parte: Regione Molise, quale ampliamento territoriale?).

 

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