REGIONE MOLISE: soppressione di una o due province e dei piccoli comuni. LA SOPPRESSIONE DELLA PROVINCIA DI TERRA DI LAVORO NEL 1927.

La casta dei politici si sta “stracciando le vesti” a causa della programmata soppressione di alcune amministrazioni provinciali e comunali perchè l’economia italiana possa recuperare qualche punto di PIL.

Il cittadino elettore che “suda” lo stipendio mensile e paga fino all’ultimo centesimo di euro le “tasse” , non può che condivide la scelta del governo di qualsiasi colore esso sia: se secrifici devo essere fatti, che li facciano tutti; soprattutto coloro che oltre al giusto stipendio per il loro lavoro, percepiscono anche “corpose” indennità a vario titolo: altro che far politica o amministrare per il bene (il suo?) del popolo che “suda” le famose “sette camice”!

 “Stracciandosi le vesti“, si inventano e gridano ai “quattro venti” le “iatture” più terribili per noi lavoratori che, peggio di come stiamo vivendo, non possiamo immaginare altro!

Così si cancella la nostra identità. Saremo cancellati dalla cartina geografica“. “Nel Molise verrano soppresse entrambe le province e scompariranno ben 90 comuni della regione“. “Non si può alterare, sino a distruggere, l’esistenza stessa di una regione“. “Ci troveremmo  di fronte a una catastrofe identitaria perchè andrebbero annullate le peculiarità storiche e culturali di ogni singolo Comune che invece merita di rimanere tale con quei centri di servizio indispensabili per esistere.” ” … si pone oggettivamente il quesito circa la sussistenza istituzionale o meno dell’intera Regione Molise. Non si può calare la scure in prossimità del Ferragosto su intere comunità, mettendo in liquidazione storie, culture ed identità, senza promuovere in modo condiviso una riflessione organica sull’assetto generale dello Stato.”

C’è chi, vivendo in questo periodo di vacanza fuori dal Molise, non vede le centinaia  di manifestazioni “goderecce” organizzate in ogni comune molisano, dal più piccolo alle grandi città (che sono davvero poche) e non sente il frastuono delle orchestrine e le melodie  di più o meno illustri cantanti, ha dichiarato: ” La nostra intera comunità regionale è a lutto per la preannunciata scomparsa dei piccoli Comuni oltre 60 nel Molise,perchè ora è in gioco la vita del nostro Molise intero. ….. Si è fatta calare la scure del Ferragosto su intere comunità, cancellando storia, cultura ed identità molisana, senza una riflessione organica sull’assetto generale dello Stato, è del tutto assurdo“.

Le conseguenze: la chiusura di centinaia di negozi e di piccole aziende artigianali e turistiche. … Infatti senza i comuni salteranno intere filiere turistiche, ricettive, commerciali, agricole e artigianali. Da Sesto Campano ad Agnone, da Termoli  a Bojano, tutto il Molise verrà annullato e desertificato con ulteriori cali demografici. Se venisse approvata la manovra con i contenuti attuali, si porrà il problema dell’esistenza o meno dell’intera Regione, che scomparirà fagocitata dalle regioni vicine“.  

Dopo queste catastrofiche dichiarazioni i molisani, “fatti i doverosi scongiuri” e non appartenendo ad alcuna casta, continuano a godere TUTTI i divertimenti che ancora offre l’estate. 

La loro non è incoscienza o menefreghismo, ma conoscendo la STORIA più di “altri”, sanno che le nuove disposizioni amministrative, simili alle tante che  furono emanate IN TUTTE LE EPOCHE, non hanno MAI cancellato i nomi delle piccolissime o piccole comunità, nè modificati i loro “sacri” confini territoriale creati proprio per la difesa della loro identità, della loro storia e delle loro tradizioni.

La “STORIA è maestra di vita”: alcuni  lo giudicano uno sciocco ritornello, ma quanto accade nel presente, è già avvenuto nel passato.

La casta politica che difende il “proprio bacino elettorale” ignora L’AMMINISTRAZIONE DEL TERRITORIO DEL MOLISE dall’VIII sec. a. C. al V sec. e L’AMMINISTRAZIONE DEL TERRITORIO MOLISANO dal V sec. agli Angioini.: le comunità sorte nel  territorio dei PENTRI, con capitale Bojano, e quelle sorte nel territorio dei FRENTANI,  con capitale Larino,  che fanno parte dei 136 comuni della regione  MOLISE, subbendo nel corso della storia (circa 2.811 anni) più di una disposizione amministrativa o politica, NON HANNO MAI PERSO LA LORO IDENTITA’, nè le loro TRADIZIONI.

Quando nel 1970 con una disposizione amministrativa (o politica, ignoro la materia!) fu istituita la provincia di Isernia, i comuni che “lasciarono” la “vecchia” provincia di Campobasso persero la loro identità e le loro tradizioni?

MOLISE: territorio dei "PENTRI" (rosso) + territorio dei "FRENTANI" (nero). Confine (verde) tra le province di Campobasso e di Isernia.

 

Analizzando i dati demografici delle 2 province della regione MOLISE e confrontandoli con le città che non sono capoluogo di provincia, il lettore può giudicare se l’istituzione della provincia di Isernia ha portato progresso e sviluppo alla città ed alle popolazioni residenti, considerando che la popolazione totale della provincia di Isernia è in decremento, mentre la città capoluogo e Venafro incrementano il numero dei propri abitanti, ciò avviene a danno delle comunità più piccole. 

ISTAT: censimento per la provincia di Isernia,per il comune capoluogo e per Venafro.

ISTAT: censimento per la provincia di Campobasso, per il comune capoluogo, per Termoli e Bojano.

Se consideriamo in base all’incremento demografico ed a quanto è stato relizzato nel territorio delle due città regionali di Venafro (IS) e Termoli (CB), vale la pena essere capoluogo di una provincia?

Quali potrebbero essere le conseguenze per il territorio di una regione, di una provincia, di un comune, la soppressione della sua amministrazione?

Nel passato, dall’epoca romana al medioevo, con le tante soppressioni e riunificazioni di regioni, province e comuni, NON E’ CAMBIATA l’ IDENTITA’ di una sola comunità piccolissima o grande che fosse!

In tempi (2 gennaio 1927/18 gennaio 1928) a noi vicini, la soppressione della provincia di Terra di Lavoro in epoca fascista non ha modificato di una “virgola” l’IDENTITA’ di  quelle comunità che furono interessate al trasferimento amministrativo in un’altra provincia o in un’altra regione.

Il territorio della provincia soppressa fu DIVISO AMMINISTRATIVAMENTE tra le province di Roma, di Frosinone (nuova istituzione), di Napoli, di Benevento e la provincia di CAMPOBASSO che ampliò i confini territoriali con i comuni: Capriati al Volturno, Ciorlano, Gallo Matese, Letrino, Prata Sannita, Pratella e Valle di Prata: NESSUNO di essi perse la propria IDENTITA’, nè le proprie TRADIZIONI.

Stracciarsi le vesti“ed invocare “iatture”  in caso di soppressione AMMINISTRATIVA di regioni, province e piccoli comuni, significa volere prendere in giro quanti, accettando ben altri sacrifici, attendono una soluzione definitiva alla grave crisi economica.

Oreste Gentile.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: