LA CITTA’ DI BOJANO “DISTRUGGE” O “NASCONDE” LE PROPRIE TESTIMONIANZE STORICHE.

La fondazione della città di BOJANO (“VER SACRUM”. ORIGINE DI UNA CITTA’: BOJANO. ORIGINE DI UNA TRIBU’: I PENTRI. ORIGINE DI UNA REGIONE: IL MOLISE) risale all’VIII secolo a. C. quando settemila giovani SABINI/SABELLI in occasione del ver sacrum emigrarono e si stanziarono alle falde settentrionali del massiccio del Matese per costituire latribù dei PENTRI. BOJANO  che era la loro capitale, la città-madre, con il nome osco BOVAIANOM, fu edificata sulla sommità della collina oggi denominata CIVITA SUPERIORE di Bojano  e, con una serie di terrazzamenti in “opera poligonale”, raggiungeva a valle il tratturo Pescasseroli-Candela. La “fortificazione” sorta sulla cima di monte Crocella, già colle Pagano, il  COLLIS SAMNIUS o UN COLLE CHIAMATO SACRO dei SANNITI-PENTRI. dominava e controllava tutto il territorio dei PENTRI che confinavano con i consanguinei PELIGNI, CARECINIFRENTANI di LARINO, IRPINI e CAUDINI; mentre ad est con i DAUNI di altra origine.

La “fortificazione ” localizzata sulla cima di monte Crocella, già “colle Pagano” (in alto a ds.). “BOVAIANOM” sulla sommità di Civita Superiore di Bojano e lungo le pendici della collina (località “Piaggia-san Michele)  fino al “tratturo Pescasseroli-Candela (verde).

Considerata l’importanza della città-capitale, BOVAIANOM/BOJANO fu protagonista sia della espansione dei popoli italici nei territori limitrofi, sia delle guerre contro Roma.

Conquista, la civitas romana  BOVIANUM/BOJANO fu ricostruita in pianura  ed il nuovo intervento edilizio, pur arricchendola, distrusse quanto era stato lasciato dai padri fondatori sabini/sabelli.

I successivi conquistatori non furono da meno: i LONGOBARDI, i coloni BULGARI, i NORMANNI, gli ANGIOINI etc., adeguarono alla loro cultura ed alle loro esigenze le strutture architettoniche e militari delle epoche passate; mentre nel presente il disinteresse dei suoi abitanti le sta dando il “colpo di grazia“.

BOVAIANOM/BOVIANUM/ BOVIANO/BOBIANO/BOJANO, una Storia di circa 2.811 anni, come li testimonia?

Bojano DISTRUGGE LA PROPRIA STORIA.

Il borgo medioevale di Rocca Bojano: passato e presente.

La foto (sn.) mostra ciò che restava delle mura di cinta (1 e 2) medioevale poste sul lato est di Rocca Bojano: la foto (ds.) evidenzia quanto di recente è andato distrutto (1 e 2).

Il muro di cinta medioevale lato est di “Rocca Bojano”: prima (sn.) e dopo (ds.) la “distruzione”.

Le mura medioevali della città di Bojano e l’antico palazzo vescovile: ieri ed oggi.

Pacichelli (sn.): Bojano medioevale ed il muro di cinta lato est con “Porta san Biagio”. Miniatura del “Tratturo: in evidenza il palazzo vescovile sito nella località “Piaggia-san Michele”.

L’incisione di Pacicheli (XVI sec.) evidenzia (rosso) il muro di cinta medioevale (lato est) della città che da Porta san Biagio raggiungeva il terrazzamento della Piaggia-san Michele, mentre la miniatura del tratturo mostra (freccia rossa) la localizzazione del palazzo  vescovile.

Già nel 1980 il palazzo vescovile ed il muro di cinta (lato est) della città medioevale erano “ruderi”; qualche anno dopo non esistevano! (foto a ds. in rosso).

Quanto restava (1980) del palazzo vescovile ( I freccia gialla nella foto a sn. ) e del muro di cinta medioevale lato est ( II freccia gialla, foto a sn.). La “distruzione” (foto a ds. del palazzo vescovile e del muro di cinta -rosso-).

Bojano NASCONDE LA PROPRIA STORIA.

Devoto, ne Gli antichi Italici (1967), illustrando le testimonianze archeologiche scoperte nelle varie località dell’Abruzzo e del Molise, evidenziava quanto era emerso nei pressi della città di Bojano: Infine, sulla stessa linea, presso la sorgente del Biferno, si trova l’odierna Boiano, anticamente Bovianum, la cui importanza è però fino ad ora quasi nulla.

Scarsi erano i reperti archeologici del periodo italico scoperti nel territorio bojanese a causa di quanto era accaduto proprio dall’importante ruolo svolta dalla capitale dei PENTRI nelle epoche succesive; ma a partire dall’anno 1974 con la scoperta della fortificazione sannitica di monte Crocella, già Colle Pagano, citato in precedenza, una serie di scoperte archeologiche hanno confermato l’importanza ed il ruolo di Bojano nella Storia.

Le testimonianze delle mura di difesa pertinenti alla città italica e quelle tipiche dei terrazzamenti utilizzati dai PENTRI per la difesa del suolo e per l’urbanizzazione anche delle pendici della collina, erano davvero scarse; la scoperta in occasione dei lavori di restauro nei pressi della chiesa di sant’Erasmo  di un lungo tratto del muro di cinta ad est della città pentra, arricchiva le conoscenze sulle cosidette “mura ciclopiche”.

BOJANO. Un “primo piano” delle “mura ciclopiche” presso la chiesa di sant’Erasmo.

Lo studioso ed il visitore interessati alla originalità del tratto di muro, hanno una “sgradita” sorpresa: le “mura ciclopiche” sono state ingabbiate in una struttura di ferro e vetro;  a causa della vegetazione sviluppata e per la condensazione dell’aria all’interno di essac è praticamente impossibile  vederle e studiarle.

BOJANO: “primo piano” della gabbia che custodisce le “mura ciclopiche” presso la chiesa di s. Erasmo.
La scoperta di numerosi reperti archeologici da parte del ricercatore Del Pinto e quelli che furono recuperati dai soci dell’Archeoclub all’epoca presente nella città di Bojano, promossero la nascita di un museo per la loro conservazione e fruibilità: fu acquistato a spese delle “casse” comunali il <palazzo> Colagrosso, sito nel centro della città, là dove sorgeva il “foro” della civitas romana: il piano terra del <palazzo> divenne l’unica sala di esposizione per accogliere gli studiosi ed i visitatori.

BOJANO. Palazzo Colagrosso (sullo sfondo).

I “mass-media” ed “internet” così evidenziarono l’iniziativa: 

BOJANO: il suo museo venne pubblicizzato “urbi et orbi”!

Questi alcuni dei reperti esposti:

BOJANO: fermaglio X-IX sec. a. C.

BOJANO: coppa a semicerchi penduli sec. IX-VIII sec. a. C. .

BOJANO

Possiamo ammirare questi “oggetti” perchè furono pubblicati (2005) da De Benedittis in Prima dei Sanniti?; accontentiamoci: il museo è sparito e sono spariti i reperti!

In occasione della sistemazione idraulica del fiume Calderali che scorre nella città di Bojano, venne alla luce un “imponente” selciato di epoca romana del I sec. a.C.; le sue dimensioni e la struttura dei blocchi utilizzati per la realizzazione ne rappresentano un unicum.

BOJANO: il “selciato” della “via romana” .

Bojano  così nasconde e protegge l’importante reperto:

BOJANO: sotto l’acqua una “strada romana”!

Nel museo di Bojano esisteva la “stele sepolcrale” di un bambino deceduto all’età di nove mesi; era stata custodita diligentemente da Del Prete perchè testimoniava la presenza cristiana nella città e nella diocesi di BOJANO già nel III secolo; fu data in custodia ai soci del disciolto Archeoclub cittadino e da questi al museo di Bojano, inconsapevoli che sarebbe poi sparita con gli altri reperti.

BOJANO: la “stele sepolcrale” con la dedica a Probiliano. III sec.

BOJANO dopo la caduta dell’impero romano, continuò ad essere protagonista: il castello costruito dai gastaldi LONGOBARDI-BULGARI a difesa del castrum di Rocca Bojano , già (VIII sec. a. C.) sito di  BOVAIANOM, capitale dei PENTRI, e acropoli della civitas romana sorta nella pianura dominata dalla rocca omonima, ristrutturato ed ampliato dai conti NORMANNi, è  sempre stato stimato la testimonianza del ruolo che la città svolse anche in epoca medioevale. 

BOJANO: ricostruzione (ass.ne “Falco”) del borgo medioevale di “Rocca Bojano”, oggi CIVITA SUPERIORE.

BOJANO:  “ricostruzione” del “castello” di “ROCCA BOJANO”, oggi CVITA SUPERIORE (lato nord-est).

 Le vicende belliche, i terremoti, gli agenti atmosferici e soprattutto l’incuria di coloro che avrebbero dovuto custodire “gelosamente” quanto la Storia ci aveva lasciato in eredità, hanno ridotto il castello ad un rudere invisibile.

Il castello (sn.) ed il borgo medioevale (ds.) di “Rocca Bojano”, oggi Civita Superiore.

 Le fotografie, più di ogni commento, illustrano il degrado che sta subendo il castello e l’impossibilità di poter “ammirare” il poco che resta.

La vegetazione con il passare del tempo impedisce la vista dei ruderi del castello “longobardo-normanno”.

BOJANO: “c’era una volta ………. un castello !

…. oggi non c’è più !

grazie alla freccia sappiamo che dietro gli alberi ci sono i ruderi di un castello …….!

….. qualcosa si riesce a vedere ed è stata anche restaurata di recente ….. !

…… dopo alcuni anni la vegetazione la fa da padrona ……! Nel frattempo il castello è stato anche ristrutturato ….. !

Sub Adalberto Praesule narrant Rodulphus de Molinis Boviani Comitem Cathedralem Ecclesiam, novam condidisse anno 1080: la cattedrale della diocesi di BOJANO fu costruita o ricostruita nell’anno 1080 da Rodolfo de Mouins/de Molisio , conte di Bojano. La scoperta di una “fonte battesimale” al di sotto del pavimento dell’altare maggiore ed altri reperti risalenti al XI secolo, testimoniano che l’antica cattedrale era ubicata nell’attuale sito.

Anno 1905: scorcio ( a sn.) dell’antica cattedrale della diocesi di BOJANO.

Nell’anno 1905, l’ampia “piazza” antistante l’antica cattedrale era utilizzata per il “mercato” di generi diversi; successivamente lo spazio alla sinistra dell’edificio religioso fu scelto per l’ubicazine del monumento ai Caduti di Bojano e, come ha illustrato Tavone, per la realizzazione di un vero e proprio Parco della rimembranza in cui l’acqua purificatrice delle fontane, i cipressi espressione di eternità, il verde del manto erboso, il gruppo scultoreo e le scritte del suo basamento concorrono a ricordare perennemente i bojanesi morti per l’Italia.

Anno 1930: scorcio dell’antica cattedrale della diocesi di Bojano ed il “parco della  rimembranza”.

 La localizzazione del Parco della rimembranza fu appropriata, ma nel corso degli anni, i “simboli” utilizzati hanno “compromesso” il “quadro d’insieme dell’architettura dell’antico edificio religioso. 

Anni 1950: “Parco della rimembranza” e l’antica cattedrale.

 Le fotografie esprimono con chiarezza quanto sta avvenendo nel corso degli anni:

Anno 1960: la “vegetazione” la “fa da padrone”, ma l’ “imponente” edificio religioso è ancora visibile.

anno 2011 (novembre):  il monumento ai Caduti e l’antica cattedrale esistono ancora?

I cipressi ed i pini hanno superato l’altezza l’antico campanile della cattedrale, annullando la sua “maestosità” e nascondendo il monumento ai Caduti!

Confronto tra passato (1960) e presente (2011).

Bojano ha rinnegato il simbolo della sua origine che per secoli era stato rappresentato nel gonfalone della città: il suo nome BOVAIANOM/BOVIANUM/BOVIANO/BOBIANO/BOJANO prese origine  da BUE, l’animale sacro al dio Ares.

Lo “stemma” di Bojano (in alto a sn.) prima della modifica. Il “bue” riprodotto in una “stele” (in alto a ds.).”Bollo” (in basso a sn.) del “comune di Bojano”. Il “bue” posto sul portale della chiesa di santa Maria del Parco.

Lo stemma di Bojano oggi è questo:

Bojano: il suo “moderno” gonfalone!

In merito: CITTA’ DI BOJANO: UNO STEMMA ANTISTORICO PER LA CAPITALE DEI SANNITI-PENTRI.

Che il futuro possa ridare a questa antichissima città le testimonianze del suo glorioso passato!

Oreste Gentile.

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2 Risposte to “LA CITTA’ DI BOJANO “DISTRUGGE” O “NASCONDE” LE PROPRIE TESTIMONIANZE STORICHE.”

  1. Carla Ann Di Nunzio Says:

    Thank-you for the incredible wealth of information you have offered me in understanding the history and origins of Bojano. I continue to be fascinated by the archeology of the ruins, the culture and the ongoing complexities of the people that have lived and breathed the same air we breathe when walking the streets, countryside, and mountains.
    Carla Ann Di Nunzio

  2. molise2000 Says:

    L’ha ribloggato su Molise2000 Blog.

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