PAPA CELESTINO V, IL “LIBER PONTIFICALIS”, LA “BOLLA DI CANONIZZAZIONE” E LA NASCITA A RAVISCANINA (Caserta).

In occasione dell’VIII centenario della nascita di papa Celestino V < 1209-2009 > i vescovi di Abruzzo e Molise (C.E.A.M.) comunicarono ai fedeli la celebrazione di uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate.

Per evitare ogni speculazione campanilistica da parte dei centri molisani (Isernia e Sant’Angelo Limosano) che si contendono la nascita di Pietro di Angelerio, mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona-Valva, nominato presidente del comitato scientifico per le celebrazioni, scrisse: Oggi discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Agli “uomini di Chiesa” non interessava conoscere e far conoscere il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, tanto da incaricare questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare.

Ponzio Pilato al loro confronto era stato un dilettante!

Non c’è dubbio che tutti desiderano conoscere ed hanno a cuore la sua vita, come scrisse mons. Spina, ma l’anno (era proprio il 1209) ed il luogo della sua nascita, importante perchè  influenzò la sua formazione spirituale, fanno parte della sua vita; al pari del cognome dei genitori e del loro stato patrimoniale, più volte messi in discussione.

In occasione dell’anno giubilare celestiniano furono organizzati 5 convegni che videro la partecipazione di studiosi e di storici: il presidente del comitato scientifico, in attesa del  futuro, non ritenne di invitare uno dei relatori a dare agli ignari, dopo 8 secoli dalla nascita, indicazioni più chiare sulla vita terrena dell’Angelerio.

Passata la festa gabbato lo santo e chi aveva suggerito la celebrazione dell’evento, nonchè quanti aspettavano ed ancora aspettano indicazioni più chiare.

Verba volant: i 5 convegni non hanno aggiunto nulla di più a quanto già si conosce della vita spirituale di papa Celestino V; ma in altra sede alcuni degli stessi relatori hanno pubblicato una biografia del santo molisano basata  su una  errata interpretazione di quanto hanno tramandato le fonti più antiche in merito al paese di origine, all’anno della sua nascita, al cognome dei genitori ed al monastero di Santa Maria di Faifoli dove il giovane Pietro, all’età di diciassette anni, iniziò la vita monastica.

Chi semina vento raccoglie tempesta: una località sconosciuta a tutte le fonti bibliografiche rivendica dopo 800 anni la nascita del santo papa e si sostiene che il monastero che ospitò il giovane Pietro come chierico era quello di Santa Maria di Ferrara  e non Faifoli (Montagano), come scrissero i vescovi dell’Abruzzo e del Molise.

L’anno celestiniano si concluse il 29 agosto 2010, ma le sacre spoglie ripresero a viaggiare: dal 10 al 17 settembre 2010 la comunità saltarese festeggerà la settimana giubilare celestiniana, ed in comunione con il proprio vescovo Mons. Armando Trasarti ospiterà nella chiesa a lui dedicata.

Gli abitanti di Saltara (Pesaro-Urbino) hanno conservata viva la devozione per Pietro di Angelerio e,  seguendo l’esempio delle diocesi di Abruzzo e Molise, hanno voluto dedicare al santo papa molisano una settimana di preghiera e di meditazione nella omonima chiesa di S. Pietro Celestino: La chiesa parrocchiale di Saltara è dedicata a “San Pietro Celestino, contiene 3 opere pittoriche che raffigurano il santo, e fino alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi fu chiesa dell’attiguo monastero celestiniano, in cui da secoli viveva una comunità di monaci, fondata come tante altre, specie in Abruzzo e Molise, ma in tutta Italia ed anche in Francia, dallo stesso Santo.

Ricapitolando: i vescovi dell’Abruzzo e del Molise dedicarono uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate

Nel settembre dello stesso anno giubilare celestiniano, gli abitanti di Saltara, per la loro antica devozione al santo papa, vollero ospitare le sacre spoglie nella chiesa parrocchiale che vanta la  presenza di 3 opere a lui dedicate ed è attigua all’antico monastero celestiniano.

Papa Celestino V tornò a riposare nella basilica di Collemaggio; dopo pochi mesi lo attese un lungo viaggio per S. Angelo d’Alife, in provincia di Caserta.

La notizia fu resa pubblica il  24 maggio 2011: S. Angelo d’Alife(Ce)- La salma di Celestino V – il papa del gran rifiuto, ritornerà nel suo paese natale Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, costituenti l’antica Rupecanina. Le spoglie del santo, attualmente custodite a L’Aquila, all’ interno della Basilica di Collemaggio dove sono miracolosamente scampate al crollo delle volte durante l’ultimo terremoto, giungeranno a Sant’ Angelo d’ Alife, il prossimo 29 maggio e vi resteranno fino al successivo tre giugno. Le reliquie di Celestino V saranno esposte in quella di Santa Maria della Valle, ubicata a Sant’Angelo D’Alife. L’evento è stato presentato in una conferenza stampa presso il comune di Sant’Angelo d’Alife, in cui il Sindaco Avv. Crescenzo Di Tommaso, il Vicesindaco dott. Michele Caporaso, con l’ ausilio di Don Mario Rega, parroco della Chiesa di Santa Maria della Valle e della Prof. Alfonsina Natale dell’ordine pastorale, hanno illustrato il denso programma che sarà sviluppato dal 29 al 3 giugno.  Le spoglie di Celestino V tornano nel paese che diede i natali al Papa del “gran rifiuto”. (…)Tra i motivi che hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento, sicuramente la profonda amicizia che lega il parroco don Mario Rega a don Nunzio, rettore della Basilica di Collemaggio, un legame mai scalfitosi, anzi rafforzatosi nel corso degli anni. Da non dimenticare poi che Sant’Angelo d’Alife e la città de L’Aquila sono gemellate, e infine, la precisa e dettagliata ricerca dello storico Domenico Caiazza, il quale ha dimostrato che il Papa del “gran rifiuto” nacque (stando al Liber pontificalis) in Sant’Angelo di Terra di Lavoro (identificabile con Sant’Angelo di Rupecanina, oggi territorio dei Comuni di Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife). Tre ragioni fondamentali che legano la cittadina matesina alla figura di Celestino V.

Ignoriamo a quando risale la devozione dei cittadini di Sant’Angelo d’Alife per Pietro di Angelerio, papa Celestino V: nella cittadina esiste la chiesa dedicata a Santa Maria della Valle, la chiesa della Santissima Annunziata e la chiesa di San Bartolomeo e l’importante grotta di san Michele Arcangelo ai piedi della collina di Rupe Canina, è posto un vero e proprio “santuario rupestre”, dedicato a S. Michele Arcangelo, che ha poi dato origine al toponimo di S. Angelo.

Il suo patrono è san Michele arcangelo che si festeggia il 7 maggio.

Nulla testimonia un legame tra la comunità di Sant’Angelo d’Alife e Pietro di Angelario.

E’ ammirevole che don Nunzio, rettore della Basilica di Collemaggio abbia voluto soddisfare il desiderio dell’amico parroco don Mario Rega, ancor più motivato dal gemellaggio tra Sant’Angelo d’Alife e la città de L’Aquila, ma la nascita di papa Celestino V in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina, non può  essere giustifica, visto che le più alte autorità ecclesiastiche dell’Abruzzo e del Molise (C.E.A.M.) solo un anno prima avevano dichiarato: Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate.

L’unica prova su cui basano la loro rivendicazione è una citazione del Liber pontificalis (1892):CELESTINUS V, conversazione eremitica, natione de terra Laboris,oriundus prope Sulmonen. …. ad ipsum, qui tunc erat in parti bus Apulie seu Aprutii, in suo habitaculo colens Deum.

C’è un riferimento a Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, costituenti l’antica Rupecanina ?

E’ opportuno conoscere le altre autorevoli fonti antecedenti al Liber pontificalis.

Regesta Pontificum Romanorum (1874-1875): Coelestinus V. 1294 ……, oriundus, patria Iserniensis, natione Apulus.

Bullari Romano (1741): Coelestinus Quintus,……, patria Iserniensis.

Bolla di Canonizzazione (1313): O quam felix, es Provincia & Terrae Laboris. B.igitur Petrus, de predicta provincia Terrae Laboris traxisse fertur originem, ex honestis parentibus … .

Prima della pubblicazione (5 maggio 1313) della Bolla di canonizzazione, altri autori: cardinali, vescovi, frati ed abati celestiniani, pubblicarono una biografie del santo papa: nulla permette di identificare il castrum dove nacque Pietro di Angelerio in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina.

Tutti purtroppo, al pari degli studiosi nostri contemporanei, predecessori, ignorando la storia e la geografia dell’epoca in cui visse papa Celestino V, proposero diverse località  della sua origine .

Il card. Stefaneschi (1296-1314) scrisse: De prima vita Fr. Petri singulari exercitationis rigori. Est locus Aprutii, cui profert accola nomen Molisium, patria huic quonda vel parte Laboris Terrae: non esisteva in Abruzzo una località denominato Molise!

Il frate bolognese Pipini (1270-1328): oriundus prope Sulmonam provinciae Terrae-Laboris: la città di Sulmona non si localizzava nella provincia di Terra di Lavoro.

Il vescovo francese Guidonis (1261-1331): COElestinus V. conversatione Heremitica. Natione de terra laboris Oriundus prope Sulmona: vedi anche Pipino; ma non è la citazione che dopo circa 500 anni leggiamo nel Liber pontificalis?

Il cardinale francese de Alliaco (1326-1415): … Hic ergo de Abrutio in partibus Apuliae natus: l’Abruzzo non era una parte della medioevale Puglia!

Ai nostri giorni: non è mai esistita, né esiste una fonte bibliografica che testimoni la nascita di papa Celestino V in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina.

Dalla locandina del programma religioso predisposto per l’arrivo di papa Celestino V a Sant’Angelo d’Alife, si apprende la partecipazione di mons. Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo; dell’Arciabate di Montecasino, padre Vittorelli; di mons.  Rinaldi, vescovo di Acerra; di mons. Farina, vescovo di Caserta; del card. Sardi e del card. Sepe di Napoli.

La devota presenza ed il loro omaggio alle sacre spoglie del papa non avrebbero dovuto essere interpretati come l’avallo della nascita di Pietro di Angelerio in Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, costituenti l’antica Rupecanina, né  avrebbero dovuto incoraggiare l’errata convinzione che era in contrasto sia con quanto dichiarato dagli eminenti colleghi dell’Abruzzo e del Molise nell’anno 2009, sia da ciò che è scritto nel Annuario Pontificio dal 1998: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Morrone … .

La presenza di mons. Spina, vescovo di Sulmona-Valva, avrebbe dovuto fugare ogni dubbio sul giudizio (sconosciuto allo scrivente) espresso dai sui colleghi campani; egli era stato presidente del comitato scientifico per le celebrazioni degli 800 anni della nascita di Pietro di Angelerio ed aveva anche sottoscritto la lettera che la C.E.A.M. aveva inviato ai fedeli abruzzesi e molisani.

Così non è stato, per cui c’è da chiedere: gli “uomini di Chiesa” presenti alle celebrazioni sapevano < perchè > le sacre spoglie erano state richieste da Sant’Angelo d’Alife?

Mons. Spina si prodigò, come aveva fatto in occasione delle celebrazioni abruzzese-molisane, perché gli organizzatori campani non “sfruttassero” a fini campanilistici l’importante avvenimento religioso?

Gli autorevoli “uomini di Chiesa” presenti alle cerimonie avallarono la rivendicazione o i loro saggi consigli non furono ascoltati  dagli organizzatori?

All’ingresso del paese di Raviscanina fa bella mostra una tabella: Benvenuti a RAVISCANINA Terra Natale di Celestino V (da: Raviscanina L’arrivo del Cardinale Sepe – YouTube).

Nell’anno 2012 la stampa locale ha dato ampio risalto ad un altro avvenimento organizzato per ribadire la nascita di papa Celestino V in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina:

Palio per rievocare Celestino V. Il Papa del gran rifiuto nacque a Raviscanina.

Ed ancora: Un Palio in memoria di Celestino V, il Papa che fece il Gran Rifiuto e che ebbe i suoi natali a Raviscanina, in provincia di Caserta. L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco Rupecanina e dall’Ente provinciale per il turismo di Caserta, è in programma per l’8 e il 9 settembre 2012. (…..). Per due giorni, l’8 e il 9 settembre, la cittadina dell’alto casertano rievocherà la figura di Celestino V, nato nel 1219 nel castello di Rupecanina, come emerso dal ritrovamento della sua bolla di canonizzazione. Le spoglie del Papa, di cui anche Dante parla nella Divina Commedia, furono esposte l’anno scorso nella chiesa di Santa Croce.

Il cronista nell’indicare l’anno di nascita ha scritto 1219 in sostituzione dell’anno 1209 ed aggiunse che il luogo di nascita del santo papa era emerso dal ritrovamento della sua bolla di canonizzazione.

La Bolla di Canonizzazione, datata 5 maggio 1313, è sempre stata di “dominio pubblico”, ma oggi c’è chi ne rivendica il ritrovamento ed al pari del Liber Pontificalis utilizzato nel 2011, sfrutta una semplice “frase” che  non porta acqua al mulino di quanti escludo i natali di Pietro di Angelerio dal Molise o dall’antico Comitatus Molisii

Nella Bolla di Canonizzazione è scritto: O quam felix, es Provincia & Terrae Laboris . B.igitur Petrus, de predicta provincia Terrae Laboris traxisse fertur originem, ex honestis parentibus … .

E’ una citazione chiara e storicamente più precisa di quella riportata nel Liber Pontificalis: l’estensore fece un riferimento preciso alla provincia o Justitiariato denominata Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii che, all’epoca in cui visse Pietro di Angelerio, comprendeva i territori della Terra di Lavoro ed il comitatus (o contea) di Molise.

E’ chiaro che il luogo della sua origine non fu citato, ma 2 volte fu ricordata la Provincia denominata Terrae Laboris che, come tramanda la Storia, era uno dei distretti amministrativi del regno denominati provinicia o Justitiariato, istituiti da Federico II ed ereditati dagli Angioni.

La Terra di Lavoro e la Contea di Molise erano 2 territori distinti, ma facevano parte di un’unica provincia o Justitiariato denominato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Consultando i Registri della Cancelleria Angioina, si nota che i redattori dell’elenco dei feudi e dei feudatari del Comitatus Molisii, utilizzarono spesso solo il termine Terra/ae Laboris (perché più importante?) che non si riferiva al territorio omonimo, ma all’unica provincia amministrativa denominata Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii.

Un esempio fra i tanti: Si ordina al Procuratore di T.(erra) di Lavoro e Principato di ricevere, per conto della R. Corte la consegna della terra di Boiano in T.(erra) di Lavoro da parte …. .

Il Procuratore non era solo di T.(erra) di Lavoro, ma anche del Comitaus Molisii che costituivano una provincia amministrativa unica di cui faceva parte la città di Bojano ed il suo territorio; si preferì solo scrivere in T.(erra) di Lavoro, omettendo Comitatus Molisii dove si localizzava la città di Bojano, già sua capitale.

Una disposizione del re angioino dell’anno 1292 (papa Celestino V era ancora in vita, morì nel 1296) in favore di Clemenzia, moglie di Carlo, suo primogenito, ricorda il castrum Sancti Angeli dove nacque papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio: castri Sancti Angeli de Limosani et eiusdem feudi siti in territorio civitatis caserte de iustitiariatu Terre Laboris et Comitatus Molisii.

Il castrum Sancti Angeli de Limosani ed il suo territorio, al pari di quanto visto per la città di Bojano, era incluso nella provincia o Justitiariato denominato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma da localizzare nel territorio del Comitatus Molisii.

Il card. Stefaneschi (1296-1314) non ricordò solo  Laboris Terrae, trascurando la citazione del Comitatus Molisii, un Molisium, patria huic quonda vel parte Laboris Terrae ?

Il frate bolognese Pipini (1270-1328) non ricordò erroneamente oriundus prope Sulmonam provinciae Terrae-Laboris ?

Il vescovo francese Guidonis (1261-1331) non ricordò erroneamente  Natione de terra laboris Oriundus prope Sulmona ?

Per coloro che sostengo la nascita di Pietro di Angelerio in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina e per gli “uomini di Chiesa” che vogliono emulare o superare il comportamento di Ponzio Pilato, vale la pena ricordare quanto scritto e presentato a L’Aquila da mons. Pagano, prefetto dell’ Archivio Segreto Vaticano in occasione della prentazione della bolla di elezione di papa Celestino V al soglio pontificio (27 agosto 2012): Felix mulier et tanti filii tam digna mater-Donna fortunata e degna madre di tanto figlio: così si rivolgeva all’umile Maria, madre di Pietro del Morrone, l’Autore della cosidetta Vita C, la fonte più attendibile sulle gesta di Celestino V, scritta da un suo confratello poco dopo la morte del papa.

L’autorevole giudizio del prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano espresso su ciò che tramanda la più antica biografia di papa Celestino V, conosciuta come Vita C, non dovrebbe più dare origine a dubbi od a fantasiose ricostruzioni della vita terrena di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio: per buona pace di coloro, compresi I diversi “uomini di Chiesa”, che vogliono emulare il comportamento dello struzzo!

Cosa ricorda la Vita C?

Una certezza: l’anno della nascita, 1209 a cui gli “uomini di Chiesa”, che non sapendo fare di conto, ancora non credono e danno la colpa agli storici (dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215), pur avendo celebrato gli 800 anni  della sua nascita nel 2009.

Nella Vita C  è scritto che il dimissionario papa Celestino V morì nel 1296 all’età di 87 anni, per cui una semplice differenza dà 1209 , l’unico anno di nascita.

La Vita C ricorda in occasione della sua nomina ad abate nell’anno 1276, l’unico monastero dove il giovane Pietro di Angelerio era entrato all’età di 17 anni per compiere il noviziato: Inter alia cepit unum bonum monasterium tunc paene dirutur et destructum, quod vocabatur Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde ipse exstiterat oriundus, cuius abbas dederat sibi primo habitum sanctae religionis.

Pietro di Angelerio fu nominato abate del monastero di Santa Maria in/di Faifoli che era localizzato nella provincia di provenienza-nativo: la provincia o Justitiariato era Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma il riferimento era al Comitatus Molisii nel cui territorio ancora oggi è localizzato il monastero.

Il monastero di Santa Maria in/di Faifoli era sì localizzato nello Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, ma era sotto la giurisdizione ecclesiastica della metropolita di Benevento: l’ordine di San Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il quale forse fu quello di Santa Maria in Faifoli nella Diocesi di Benevento, dove egli era fu fatto Abate. (Marini, 1630).

Diversa è la localizzazione  e la giurisdizione ecclesistica del monastero di Santa Maria di Ferrara, ricordato dal Corriere del Mezzogiorno (8.10.2009) per accreditare la nascita in Raviscanina e Sant’Angelo d’ Alife, costituenti l’antica Rupecanina: Il papa Celestino V per 18 anni studiò nell’Abbazia della Ferrara prima di partire per Roma dove fu ordinato sacerdote; mentre la giurisdizione ecclesistica era pertinente alla metropolita di Capua.

Le località che ambiscono alla nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, devono aderire ad 8 indizi storici-geografici tramandati dalle più antiche biografie:

(1) essere  stato nel Comitatus Molisii. (2) essere nelle vicinanze del monastero di Santa Maria in Fayfolis. (3) essere  stato nella diocesi di Benevento. (4) essere stato un castrum/castellum. (5) rispettare il tempo e (6) la distanza da Castel di Sangro. (7) essere denominato sancto angelo. (8) essere vicino al castello di Limosano.

Sant’Angelo Limosano, in provincia di Campobasso, è il paese di origine di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, più conosciuto come Pietro da/del Morrone.

Oreste Gentile.

 

 

 

 

 

 

 

 

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