ALMOSAVA.

ALMOSAVA è il nome di una nuova circoscrizione amministrativa-socio-sanitaria che comprende alcuni comuni delle province di L’Aquila, Chieti, Isernia e Campobasso.

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dal sito ALMOSAVA: il territorio “sangro-molise-vastese”.

ALMOSAVA, è acronimo di AL-to MO-lise SA-ngro VA-stese, sta a indicare quella terra che, intorno al corso medio alto del Sangro, con il Verrino e l’Alto Trigno, fu il luogo di origine della nazione sannita che almeno cinque secoli (VI-I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Quelli che oggi sono i territori di confine, in origine confini non avevano. Fu da qui, secondo il Mommsen le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, che essi fecero migrare generazioni di giovani per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani. Il santuario di Pietrabbondante fu il luogo politico e sacro ove tutti i Sanniti si riconobbero come nazione fino alla fine (82 a. C.).

Il territorio di ALMOSAVA (rosso) ed il MOLISE (bianco. azzurro prov IS)) le migrazioni (giallo) verso Venafro-Isernia. Bojano-Sepino, Verso la Campania e la Lucania (giallo).

Il territorio di ALMOSAVA (rosso) ed il MOLISE (bianco. azzurro prov IS)) le migrazioni (giallo) verso Venafro-Isernia. Bojano-Sepino, Verso la Campania e la Lucania (giallo).

Peraltro, il Territorio dell’ALTO MOLISE ALTO SANGRO e L’ ALTO VASTESE, da Opi a Pietrabbondante, da Alfedena a Trivento, da Castel di Sangro ad Agnone, coincidono con l’ALTO SANNIO, territorio della primaria GENS SANNITICA, che ha dato vita a tutte le altre GENS SANNITICHE. In questo territorio è venuta affermandosi la parola Italia.                                                                                                                               Gli storici di tutte le epoche ignorano il nome della popolazione che abitava il territorio di ALMOSAVA, ma concordano nel tramandare che le migrazioni dei Sabini, legate al ver sacrum, iniziarono intorno all’VIII sec. a. C. ed il popolo dei Pentri si originò dalla Sabina e non da una migrazione dall’ALMOSAVA o ALTO SANNIO.

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Il territorio dei SABINI (giallo) e la direzione delle migrazioni (giallo)

Il territorio dei "PENTRI" (cofini rosso) ed i tratturi (verde): 1) Pescasseroli-Candela. 2) Castel di Sangro-Lucera. 3) Celano-Foggia. 4) Matese- Cortile- Centocelle.

Il territorio dei “PENTRI” (cofini rosso) ed i tratturi (verde): 1) Pescasseroli-Candela. 2) Castel di Sangro-Lucera. 3) Celano-Foggia. 4) Matese- Cortile- Centocelle.

Scrisse Cianfarani  (1978): I Frentani per la loro ascendenza e i Carecini per la loro localizzazione appaiono in stretto rapporto con i Sanniti Pentri; a costoro che di tutte le genti sannitiche costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione sabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano.                                                                                                        Pallottino (1984): Al nucleo originario (dei Sabini, n. d. r.) si ricollegano, con differenziazioni verosimilmente più tardiva, diversi popoli dell’area abruzzese (Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, ecc.); mentre più a sud appartengono alla stessa stirpe i Sanniti del Molise (Pentri e Frentani, n. d. r.) e della Campania (Irpini e Caudini, n. d. r.), dalla cui diaspora gemmeranno in piena età storica i Campani, i Lucani, i Bruzi.
La Storia insegna che i popoli italici di origine Sabina, i Pentri, i Peligni, i Carecini, i Frentani di Larino, gli Irpini ed i Caudini, non ignoravano i confini e delimitarono i loro territori con confini precisi, rappresentati dalle montagne, dalle colline e dai corsi d’acqua.
ALMOSAVA era il cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante; ma Castel di Sangro, ovvero il municipio romano denominato Aufidena, l’insediamento sannitico di Aufidena-Alfedena, oggi in provincia de L’Aquila, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante, al pari dei territori pertinenti a Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna, tanto per citarne alcuni, oggi in provincia di Chieti, fecero sempre parte del territorio dei Pentri fin dalla sua occupazione da parte dei giovani migranti Sabini.

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Il territorio dei “PENTRI” (confine rosso): provincia di Isernia (azzurro), alcuni comuni delle provincie di L’Aquila e di Chieti e parte della provincia di Campobasso (nero).

Al di là di dei confini del territorio dei Pentri, verso nord est, c’erano i loro consanguinei Carecini, con gli odierni centri di Montenerodomo (Juvanum) e Casoli (Cluviae) ed i Frentani di Lanciano e di Larino.
L‘ALTO SANNIO delimita un territorio che non è mai esistito nella storia; Salmon (1984) localizzava nel Sannio le quattro tribù di origine Sabina : Caudini, Sannio occidentale; Irpini, Sannio meridionale; Pentri e Carecini, Sannio settentrionale.

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Il “SANNIO”: 1) “Carecini” e 2) ” Pentri”, Sannio Settentrionale. 4) “Irpini”, Sannio meridionale. 5) “Caudini”, Sannio occidentale.

ALMOSAVA, fu il luogo di origine della nazione sannita che almeno cinque secoli (VI-I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante.

La stima dei cinque secoli (VI-I a. C.) è riduttiva per la storia dei Pentri: le recenti scoperte delle necropoli nel territorio della piana di Bojano, hanno restituito una Fibula ad arco serpeggiante (…). Questo tipo di arco si sviluppa soprattutto in Italia centrale tra X e IX secolo (reperti Del Pinto);

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mentre all’ età del ferro (X sec. a. C.), appartengono numerose tazze-attingitoio (foto de Benedittis),

reperti

roccheti, bracciali, saltaleone, laminette con borchie, fibulependagli, umbone di scudo, pugnale, puntale di fodero di spada, coltello;
all’ X-VIII sec. a. C., 3 cuspide di lancia di bronzo;

reperti 2

al VII sec. a. C., bracciali a spirale di bronzo, fibula ad arco serpeggiate, anelli ad astragali di bronzo, tanto per ricordare i più antichi che furono utilizzati dai nostri progenitori Pentri, di origine Sabina.

Oreste Gentile

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