IL “COLLIS SAMNIUS” O IL “COLLE CHIAMATO SACRO” DEI SANNITI-PENTRI.

La storia ha tramandato il rito del ver sacrum celebrato dai Sabini per risolvere il problema del sovrappopolamento nella loro regione, la Sabina: i giovani consacrati agli dei furono costretti ad emigrare ed occupare gran parte del territorio centro meridionale della penisola italica, dando origine al popolo dei Piceni, dei Pretuttii, dei Vestini, degli Equi, dei Marsi, dei Peligni, dei Marrucini, dei Frentani, dei Carecini, dei Pentri, degli Irpini, dei Caudini, dei Lucani e dei Bruzii.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Dalla SABINA alle tribù dei SAFINI/SANNITI.

Strabone (I sec. a. C.): Quelli (i Sabini, n. d. r.) fecero dunque così e promisero ad Ares i figli nati in quell’anno; una volta che costoro divennero adulti, li fecero emigrare da paese sotto la guida di un toro. Il toro si sdraiò, per dormire, nel paese degli Opici, che allora vivevano sparsi in villaggi; essi allora li attaccarono, si insediarono lì e sacrificarono il toro ad Ares, che lo aveva dato ad essi come guida, secondo il responso degli indovini.

Sesto Pompeo Festo (II sec. d. C.): Samnitibus nomen inditum propter genus hastae quas saunia appellant, quibus uti solebat. Alii dicunt ex Sabinis vero sacro natos circiter hominum septe milia duce Comio Castronio, profectus occupasse collem cui nome erat Samnio, ideque traxisse vocabulum. (Villa, 1984).

Le due citazioni possono integrarsi in un’unica descrizione, verosimile e oggettiva: il gruppo dei settemila giovani Sabini guidati da Comio Castronio e dal toro, animale totemico, giunsero  alle falde del collem cui nome erat Samnio dove fondarono Bovaianom, la metropoli di un nuovo popolo, i Pentri.

Prima di Festo, Diodoro Siculo (I sec. a. C.) aveva ricordato un colle sito nel territorio dei Sanniti: In Italia i consoli romani, penetrati nel territorio nemico con un esercito, vinsero in battaglia i Sanniti in una località chiamata Talio. I vinti (i Sanniti, n. r. d.) allora occuparono un colle chiamato Sacro.

colle chiamato Sacro ricordato da Diodoro Siculo o colle cui nome erat Samnio di Festo ?

I settemila giovani secondo Festo furono chiamati Samnites/Sanniti dal collem cui nomen erat Samnio.

Tagliamonte (1997): Secondo Festo sarebbero stati infatti circa settemila gli uomini che, mossisi dalla Sabina, si sarebbero insediati sotto la guida del dux Cominius Castronius presso il collis Samnius, località dalla quale il nuovo popolo avrebbe tratto il proprio nome.

Grazie al contributo di alcuni studiosi ed alle scoperte archeologiche è possibile fare chiarezza e dimostrare che il nome Samnio o Samnius del collem  o collis ricordato da Festo non poteva identificare i settemila giovani: erano denominati Safini/Sabini/Sanniti per nascita e non in seguito allo stanziamento alle falde del collem cui nome erat Samnio o il collis Samnius, tant’è che i settemila giovani si denominarono Pentri e Samnio o Samnius era il nome del territorio della penisola italica che fu occupato dai Piceni, dai Pretuttii, dai Marrucini, dai Vestini, dagli Equi, dai Marsi, dai Peligni, dai Frentani, dai Caricini, dagli Irpini, dai Caudini, dai Lucani e dai Bruzii dopo il rito ver sacrum.

La vasta area (rosso) della penisola italica occupata dai "Safin/Sabini/Sanniti" nelle loro rispettive sedi.

La vasta area (rosso) della penisola italica occupata dai Safini/Sabini/Sanniti nelle loro sedi.

Devoto (1967): Da una forma italica *Safio- è stato derivato il nome di *Safini, latinizzato nella forma Sabini; è il termine che indica le tribù più vicine a Roma dalla parte di nord-est, più tardi tutto il territorio compreso tra il Nera e l’Aterno.

Safio (italica) → Safini → Sabini (latino).

Samnio non poteva derivare dal collem Samnio o collis Samnius, ma, scrisse DevotoDa una forma italica *Safno- è stato derivato il nome della regione *Safnio, in latino Samnium, in osco safinim: da questo, con suffisso greco, il nome degli abitanti Samnites, che compare per la prima volta nella forma Saunitai nello Pseudo-Scilace (VI-V sec. a. C., n. d. r. ).

Safno- (italica) → Safnio → Safinim (osco→ Samnium (latino).  Safinim Samnites/Saunitai.

Pallottino (1984) localizzò la Sabina e ne ricordò il nome che aveva prima della espansione dei Romani: Possiamo tuttavia ritenere, specialmente alla luce delle scoperte e degli studi più recenti, che in un’area compresa tra le Marche, gli Abruzzi e la provincia di Rieti si sia venuta configurando, almeno a partire dagli inizi dell’età del ferro, una unità etnica alla quale si può attribuire il nome generale di Sabini (o, nella loro propria fonologia, Safini). [….]. Al nucleo originario si ricollegano, con una differenziazione verosimilmente più tardiva, diversi popoli dell’area abruzzese (Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, ecc.); mentre più a sud appartengono alla stessa stirpe i Sanniti del Molise (Pentri e Frentani di Larino, n. d. r.) e della Campania (Irpini e Caudini, n. d. r.), dalla cui diaspora gemmeranno in piena età storica i Campani, i Lucani, i Bruzi.

Sabini←→Safini → Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, ecc. ed i Sanniti del Molise (Pentri e Frentani di Larino, n. d. r.) → Campani, i Lucani, i Bruzi.

Le TRE epigrafe del V secolo a. C. di Penna Sant’Andrea (prov. di Teramo, territorio dei Pretutii) ricordano Safinus, ossia Sabini; Safinum = Sabini e Safina, riferita alla touta = tribù.

Safinus → Sabini; Safinum = Sabini; Safina denominazione della touta/tribù.

UNA epigrafe Safinim = Samnium, ovvero Sannio, del II secolo a. C. proveniente da Pietrabbondante (prov. di Isernia, territorio dei Pentri).

Safinim/Samnium/Sannio non trasse origine dal nome del collem ricordato da Festo.

Il nome Samnio o Samnius del colle ricordato da Festo non poteva esistere prima dell’arrivo dei settemila giovani guidati da Comio Castromio nel territorio dove furono guidati dal toro/bue ricordato da Strabone.

L’etnico Safini identificava i Piceni, i Pretuttii, i Vestini, gli Equi, i Marsi, i Peligni, i Marrucini, i Frentani, i Carecini, i Pentri, gli Irpini, i Caudini, i Lucani ed i Bruzii nei loro territori centro meridionali della penisola italica; essendo stato latinizzato dai Romani in Sabini e Sanniti, si creò non poca confusione per gli storici; confusione che aumentò quando i Romani, identificarono Sanniti solo i Carecini, i Pentri, gli Irpini e successivamente, con la presenza di Annibale in Italia, solo i Pentri furono denominati Sanniti.

Prima dell’espansione romana: Safini ←→ Sanniti → Piceni-Pretuttii-Vestini-Equi-Marsi-Peligni-Marrucini- Carecini-Frentani-Pentri-Irpini-Caudini-Lucani-Bruzii. Guerre sannite: (Safini) ←→ Sanniti → Caricini-Pentri-Irpini-Caudini.                                                    Annibale in Italia: (Safini) ←→ Sanniti → Pentri.

In quale territorio dei Safini/Sanniti possiamo localizzare ed identificare il colle che per Diodoro Siculo era denominato Sacro e per Festo era Samnio o Samnius ?

Diodoro Siculo visse nel I sec. a. C., quando già i Romani consideravano Sanniti solo i PentriAppiano (I sec. d. C.) lo confermò, ricordandoli per ultimi, al XII posto, nell’elenco dei popoli che si erano ribellati in occasione della Guerra Sociale (fine I sec. a. C. ); pertanto il colle Sacro era localizzato nel territorio dei Pentri.

Le fonti classiche ricordano anche per gli altri popoli un colle Sacro.

Dionisio di Alicarnasso (I sec. a. C.): gli Arcadi, come Temide aveva loro suggerito su ispirazione divina, scelsero un colle poco lontano dal Tevere, che ora si trova pressochè nel centro della città di Roma, e sulla sommità vi edificarono un piccolo villaggio, quanto bastava per l’equipaggio delle due navi con le quali erano migrati dalla Grecia. […]. Alcuni dei partecipanti alla spedizione implorarono Eracle di essere congedati dal servizio e rimasero in questi territori; trovatosi un colle vantaggioso per la sua posizione, vi formarono un centro, distante circa tre stadi dal Pallantio, che ora si chiama Capitolino.

Dionisio ricordò il nome più antico del colle: cronio, in relazione al culto del dio Crono e del colle che a lui era stato dedicato nella regione dell’Elide; gli Elei, scrisse Dionisio, a loro volta, considerano il colle sacro a Crono e lo onorano con sacrifici. […]. Ma, come invece posso riscontrare io nel confronto tra i due luoghi, il colle cronio, anche prima che giungesse Eracle in Italia, era sacro ed era chiamato dagli abitanti del territorio circostante Saturno e persino tutto quanto il resto della penisola che ora si chiama Italia, era dedicato a questo dio e derivava il suo nome Saturnia dagli abitanti,… .

Qui ottennero (Enea con i Troiani, n. d. r.) dagli Aborigeni un territorio per il loro stanziamento, nella misura che ritenevano loro indispensabile, impiantarono così una città su un colle, scostandosi un poco dal mare, cui diedero il nome di Lavinio.

La Storia ha sempre ricordato il ruolo di un colle anche per le altre popolazioni presenti sul territorio della penisola italica.

Nel territorio dei Liguri: il borgo medievale di Bajardo, un paradiso tra i pini, posto a 900 metri sul livello del mare, domina il bacino del fiume Nervia, offrendo al visitatore lo spettacolo delle Alpi Liguri e Marittime. Nel punto più alto dell’abitato, in epoca preromanica sorgeva un tempio pagano: sul Colle, dominato dalla Chiesa Vecchia, sono custodite le prime tracce celto-liguri. Dal Colle Sacro ai Druidi si apre un orizzonte …. (E. Castiglioni, 2007).

Nei Veneti: Dopo aver in tal modo assicurata la città dalla parte destra del fiume, vollero (i Romani, n. d. r.) estendere le fortificazioni anche alla sinistra parte; al che parve loro il punto più adatto quella collina alta ben 250 piedi, che ora si chiama Colle s. Pietro. Sulla sua vetta adunque, a somiglianza del romano, eressero il campidoglio della città ove posero il tempio di Giove e altre maggiori divinità pagane, non che molte cospicue fabbriche, onde quel luogo si rese il più magnifico di Verona. E qual fosse in epoca romana questa rocca si può desumere dalle masse enormi di pietre, dalle iscrizioni in marmo ed anche dal nome di campidoglio, conservatosi a quel monte fino al secolo XIV. (F. Pollidi, 1837); un Colle strategico per controllare la valle attraversata dall’Adige e dalla via Postumia.

In Etruria, Horta, oggi Orte: (forse da Hortia, divinità etrusca dei raccolti; secondi altri, invece, da <hort>, colle sacro), domina un tratto della valle del Tevere dall’alto di uno sperone tufaceo.

Da InformArezzo (2011): Il mistero e la magia del colle sacro degli Etruschi. […]. L’altura di Castelsecco (m. 424 slm) si eleva a circa tre chilometri a Sud Est della città, quasi frontale rispetto al colle di San Donato su cui sorgeva l’antica Arretium, a dominare una delle principali vie di comunicazione tra la valle dell’Arno e quella del Chiana da un lato, la valle del Tevere ed il territorio umbro dall’altro.

Il suo profilo, con l’ampio pianoro sommitale appositamente sagomato da consistenti interventi antropici, risulta in lontananza ben riconoscibile dalla piana di Arezzo e dalle valli circostanti. (Scheda dell’archeologo Di Silvia Vilucchi, funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana). […].

Il colle fu, infatti, variamente ritenuto sede della più antica Arezzo “Arretium vetus” (Muller e Gamurrini); acropoli della città, unita al centro abitato corrispondente all’attuale dall’enorme circuito difensivo (Funghini); costruzione romana (Inghirami, Gamurrini, Funghini) o infine stanziamento delle legioni romane nei secoli II e III a.C. (Lopez Pegna).

Nel territorio dei Vestini, Pinna/ Penne, la capitale, il cui nome deriva dalla radice celtica pen- = “sommità”: sorge su quattro colli: Colle Sacro con i suoi 438 metri, Colle Romano, Colle Castello e Colle Cappuccio. (sito uff.le del comune di Penne); sul colle Sacro (mt. 438 s. l. m.) sorse il primo insediamento.

Il colle chiamato Sacro ricordato da Diodoro, così come le fonti classiche ricordano anche per gli altri popoli, potrebbe essere in relazione a 3 eventi celebrati dai Safini/Sabini/Sanniti/Sabelli divenuti Pentri: 1. la sacralità del ver sacrum, ossia la migrazione dalla Sabina dei Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti; 2. la sacralità della fondazione della metropoli dei Pentri; 3. la sacralità della delimitazione dei confini tra i Pentri ed i consanguinei Peligni, Caricini, Frentani, Irpini e Caudini.

Il ver sacrum è descritto dall’Enciclopedia Treccani: Antico rituale (lat. ver sacrumver) praticato in circostanze di particolare gravità (guerre, carestie, epidemie ecc.) da popolazioni dell’Italia preromana (Sabini, Picenti, Irpini ecc.), con cui si consacravano agli dei, soprattutto a Marte, tutti i nati della primavera ventura. Gli animali venivano sacrificati; gli uomini, divenuti adulti, erano costretti in esecuzione del voto a lasciare la propria comunità e a fondare una colonia. La migrazione era spesso guidata da un animale sacro (il picchio per i Picenti, il lupo per gli Irpini ecc.).

Quale era la meta dei Safini/Sabini/Sanniti/Sabelli che si denominarono Pentri?

Salmon (1977): la tradizione vuole che i primi sacrati a stabilirsi nel Sannio fossero stati condotti da un toro a Bovianum, che divenne la culla della loro nazione.

Cianfarani (1978): … con i Sanniti Pentri; a costoro, che di tutte le genti costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione sabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano.

La moderna Bojano si è sviluppata nell’ampia pianura ricca di acque, protetta a settentrione del massiccio dei monti del Matese.

La città di Bojano alle falde del Matese settentrionale e la sua vasta pianura.

La città di Bojano alle falde del Matese settentrionale e la sua vasta pianura.

Livio (59 a.C. – 17 d.C.) la ritenne la capitale, la metropoli dei Sanniti Pentri:   Bovianum ductus; caput hoc erat Pentrorum Samnitium, longe ditissimum atque opulentissimum armis virisque.

Appiano (II sec. d. C.) scrisse: Era la città molto bella, e guardata da tre fortezze. Onde Silla mandò alcuni soldati innanzi: e comandò che si studiassero di impadronirsi d’una delle tre rocche, e poi facessero il cenno del fuoco. Veggendo Silla il fumo assaltò i nemici, e combattendo per lo spazio di tre ore continue, prese la città.

Livio ed Appiano non avevano descritto la Bovaianom  fondata dai settemila giovani protagonisti del ver sacrum, ma  si riferivano a Bovianum, la città che dopo la conquista romana si sviluppò (vedi la città romana di Saepinum/Sepino) nella pianura alle falde del monte Crocella, già colle pagano (mt. 1070 s. l. m.).

I settemila giovani ricordati da Festo, denominati Pentri, ritennero appropriato per le loro esigenze difensive e di controllo di fondare il primo insediamento sul colle, oggi denominato Civita Superiore di Bojano, posto a mt. 717 s. l. m..

La capitale dei "Pentri" "Bovaianom", acropoli della "civitas" romana di "Bovianum", "castrum" /"Rocca Bojano" in epoca medioevale.

Bovaianom: sito della capitale dei Pentri  ed acropoli della civitas romana di Bovianum, castrum /Rocca Bojano in epoca medioevale. Visto dalla sommità di monte Crocella, già colle pagano.

ROCCA BOJANO: in alto il "castello" ed il borgo medioevale visto da est.

Civita Superiore di Bojano: sede di Bovaianom. Rocca Boviano in epoca medioevale. Il castello (in alto a sn.).

monte Crocella, Civita Superiore di Bojano e la città con la sua pianura.pianura

monte Crocella, Civita Superiore di Bojano e la città con la sua pianura.

Un colle chiamato Sacro o considerato Sacro.

1. la sacralità del ver sacrum e 2. la sacralità della fondazione della metropoli dei Pentri:

Bovaianom era il nome del primo insediamento sorto sulla sommità del colle che domina/va la pianura e controlla/va le vie di comunicazione; godeva di una peculiarità rispetto alle città-madre degli altri popoli originati dal ver sacrum: picus (picchio) diede il nome al popolo dei Piceni; equus (cavallo) agli Equihirpus (lupo) agli Irpini e lycos (lupo) ai Lucani.

Il toro/bue che guidò i settemila giovani Safini/Sabini/Sanniti/Sabelli non diede il nome al nuovo popolo, ma identificò la loro capitale, la metropoli dei Pentri che fecero derivare il nome dalla radice celtica pen- < sommità > del colle dove avevano fondato il loro primo insediamento; di lì a poco altri insediamenti sorsero  sulle sommità delle colline e dei monti esistenti nel loro vasto territorio.

Il territorio (rosso) della tribù dei "PENTRI".

Il territorio (rosso) dei Pentri: gli insediamenti scoperti (nero e rosso) ed i percorsi tratturali.

3. sacralità della determinazione dei confini tra i Pentri ed i consanguinei Peligni, Caricini, Frentani, Irpini e Caudini.

I popoli "ITALICI" nei loro confini.

I popoli “ITALICI” nei loro confini.

Dalla sommità del monte Crocella (1.070 mt. s. l. m.), già colle pagano, che domina il colle, sua parte integrante, dove era sorta Bovaianom, i settemila giovani Safini/Sabini/Sanniti/Sabelli, divenuti Pentri, ebbero la possibilità di controllare tutto il territorio che avevano occupato e scegliere di  comune accordo con i Peligni, i Caricini, i Frentani, gli Irpini ed i Caudini,  i confini del loro territorio, fissando dei ”capisaldi” visibili ed inconfondibili: le cime di alcune montagne ed in seguito i corsi di alcuni fiumi.

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Il < binomio >: monte Crocella, già colle pagano e Civita Superiore di Bojano, già Bovaianom.

1. monte Crocella, già "colle pagano". 2. la collina di Civita Suoeriore di Bojano, sulla sommità fu fondata BOVAIANOM. 3. Terrazzamento. Il pecordo del tratturo Pescasseroli-Candela. (giallo) Il probabile limite della espansione di "Bovianum"  in epoca romana.

Una fortificazione fu costruita sulla sommità di monte Crocella, già colle pagano, per controllare tutto il territorio pentro ed effettuare una rapida comunicazione visiva tra la capitale Bovaianom e gli insediamenti sorti sulle sommità delle altre colline e montagne.

monte Crocella, particolare della cima con la fortificazione sannitica. (vista da sud).

monte Crocella, già colle pagano, particolare la sommità (rosso) con la fortificazione sannitica. (vista da sud).

planimetria della fortezza (mt. 1.070 s.l.m.)

planimetria della fortezza (mt. 1.070 s.l.m.)

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Fortificazione di monte Crocella, già colle pagano: muro di terrazzamento lato nord (est-ovest)

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Fortificazione di monte Crocella, già colle pagano: muro di terrazzamento lato nord (ovest-est).

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Fortificazione di monte Crocella, già colle pagano: muro di terrazzamento lato nord-ovest.

Dalla sommità di colle pagano lo sguardo spazia per un raggio di circa 45 km., diede la possibilità ai Pentri, partendo da ovest, in direzione della Sabina, loro terra di origine, di scegliere i capisaldi per delimitare i confini del loro territorio: la catena delle Mainardi, il monte Marsicano, il monte Greco, il monte Arazecca li avrebbero separati dai Peligni; mentre il Colle d’Albero, monte Pizzuto, Colle Morasca dai Carecini .

da monte Crocella, panorama verso est.

da monte Crocella, panorama verso ovest.

in basso a sn. sommità del "collis Samnius" o "colle sacro", con vista sulla pianura ovest di Bojano; sullo sfondo tre degli antichi insediamenti montani a difesa della capitale BOVAIANOM.

in basso a sn. sommità di monte Crocella, già colle pagano: (nord-ovest) sulla pianura di Bojano; sullo sfondo tre degli antichi insediamenti montani a difesa della capitale Bovaianom.

caposaldo di confine: colle d'Albero a confine con i FRENTANI. SCHIAVI d'ABRUZZO, antico insediamento pentro con i resti di 2 templi.

da monte Crocella, già colle pagano, (nord) in primo piano la pianura di Bojano; in alto: il caposaldo di confine di colle d’Albero tra il territorio dei Pentri e quello dei Carecini.   Schiavi d’Abruzzo, antico insediamento pentro con i resti di 2 templi italici.

in primo piano la pianura di Bojano; sullo sfondo Serra Guardiola.

dalla sommità di monte Crocella, già colle pagano: (nord est) in primo piano la pianura di Bojano; sullo sfondo Serra Guardiola, caposaldo di confine tra i Pentri ed i Frentani di Larino.

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da monte Crocella, già colle pagano: (nord est) in primo piano la pianura di Bojano e monte Vairano, già sede dell’insediamento pentro di Aquilonia.

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da monte Crocella, già colle pagano: (est) in primo piano la pianura di Bojnanomonte Saraceno di Cercemaggiore, sede di un insediamento pentro ed i monti del territorio degli Irpini.

Quanto è dovuto al caso?

Bovaianom, la capitale, la città madre dei Pentri, sorta sulla sommità del colle dominato da colle pagano è il centro di una “circonferenza” il cui raggio di circa 45 km., pari alla distanza dei capisaldi di confine del loro territorio, la colloca  equidistante da Aufidena (Alfedena) pentra , da Aufidena (Castel di Sangro) romana, dall’odierna Montefalcone del Sannio, antico sito pentrico al limite del territorio dei Frentani, da Benevento, capitale degli Irpini, da Montesarchio, l’antica Caudio, capitale di Caudini; dai Campani dell’antica Capua  (Santa Maria Capua Vetere), da  Casilinum (l’odierna Capua) e da Teanum Sidicinum (Teano) dei Sidicini.

"BOVAIANOM/BOVIANUM/BOJANO", capitale dei "Sanniti Pentri" equidistante dai centri più importanti degli altri popoli.

BOVAIANOM/BOVIANUM/BOJANO, capitale dei Sanniti Pentri è equidistante dai centri più importanti degli altri popoli italici.

I percorsi dei TRATTUTI (verde). (1) Pescasseroli-Candela. (2) Castel di Sangro-Lucera. (3) Celano-Foggia. (4) Matese-Cortile-Centocelle.

Il territorio (rosso) dei PENTRI che comprendeva alcuni centri oggi in provincia de L’Aquila e Chieti. I percorsi dei Tratturi(verde).
(1) Pescasseroli-Candela. (2) Castel di Sangro-Lucera. (3) Celano-Foggia. (4) Matese-Cortile-Centocelle. Gli insediamenti pentri (punto nero e rosso).

Quanto esaminato permette di ritenere sacro il colle dove fu fondata Bovaianom, la capitale, la metropoli dei Pentri, ma era sacro anche monte Crocella, già colle pagano, la cui collocazione aveva permesso di scegliere e fissare i confini con il territorio dei Peligni, dei Carecini, dei Frentani di Lanciano e di Larino, dei Dauni e degli Irpini verso est; mentre a sud il massiccio del Matese separa i Pentri ancora dagli Irpini e dai Caudini.

Monte Crocella, già colle pagano, per la sua posizione a settentrione del massiccio del Matese e la sua altezza di 1.070 mt. s. l. m., permetteva ai Pentri residenti a Bovaianom di comunicare visivamente con la maggior parte degli insediamenti sorti nel loro vasto territorio delimitato a settentrione dalle cime più elevate: monte Miletto (mt. 2050), monte Gallinola (mt 1.923) e monte Mutria (mt. 1.843).

La sua importanza strategica non fu ignorata da Silla quando, in occasione dell’assedio posto dall’esercito romano a Bovianum sorta alle falde del colle dove era sorto Bovaianom, il primo insediamento pentro divenuto l’acropoli della città di pianura, ordinò ad alcuni soldati di occupare una delle tre fortezze  che la protegevano: per quanto esaminato, la fortificazione non poteva che essere  quella di monte Crocella, già colle pagano, la cui conquista non permise ai ribelli italici di coordinare le loro comunicazioni visive.

Appiano, descrivendo la conquista nell’anno 89 a. C.della civitas romana, già sannita, di Bovianum, scrisse: Era la città molto bella, e guardata da tre fortezze. Onde Silla mandò alcuni soldati innanzi: e comandò che si studiassero di impadronirsi d’una delle tre rocche, e poi facessero il cenno del fuoco. Veggendo Silla il fumo assaltò i nemici, e combattendo per lo spazio di tre ore continue, prese la città.

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Un collem Samnio o collis Samnius.

I settemila giovani Safini/Sabini/Sanniti, ricordati da Festo, giunti nel nuovo territorio: …, profectus occupasse collem cui nome erat Samnio, ideque traxisse vocabulum. (Villa, 1984) o Secondo Festo sarebbero stati infatti circa settemila gli uomini che, mossisi dalla Sabina, si sarebbero insediati sotto la guida del dux Cominius Castronius presso il collis Samnius, località dalla quale il nuovo popolo avrebbe tratto il proprio nome. (Tagliamonte (1997).

I settemila giovani che raggiunsero la loro meta, come esaminato, erano Safini/Sabini/Sanniti già prima che celebrassero il ver sacrum; sappiamo che in seguito  furono i Romani a creare una differente identificazione; pertanto la località collis Samnius non diede il proprio nome al nuovo popolo, perché si denominò Pentri.

Né il nome del colle poteva essere Samnio o Samnius, perché la denominazione identificava l’esteso territorio della penisola italica occupato dai popoli originati dal ver sacrum.

Festo (II sec. d. C.), ignorando le differenze linguistiche esistenti nell’VIII sec. a. C. tra la lingua osca e la latina, identificò con il nome Sanniti solo i Pentri, come avevano fatto i Romani a partire dal II sec. a. C., ritenne che Sanniti derivasse dal nome del collem dove avevano fondato la capitale, la loro città madre, Bovaianom/Bovianum/Bojano.

Festo sapeva di un colle che i Pentri avevano denominato Samnio o Samnius per ricordare la loro origine comune agli altri popoli nati in seguito alle migrazioni del ver sacrum.

Festo aveva < corretto > in Samnio o Samnius il Sacro tramandato da Diodoro Siculo.

Oreste Gentile.

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Una Risposta to “IL “COLLIS SAMNIUS” O IL “COLLE CHIAMATO SACRO” DEI SANNITI-PENTRI.”

  1. urnenfelder Says:

    L’ha ribloggato su L'Epoca del Bronzo.

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