L’ ORIGINE DEL NOME ” MOLISE “.

Per chi fosse spinto dalla curiosità di conoscere l’etimologia  del nome della regione MOLISE rimarrebbe deluso e sconcertato: scoprirebbe che sono state proposte le ipotesi più strane che alterano la sua Storia.

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La regione Molise (rosso).

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Il territorio (rosso) dei Pentri con capitale Bojano. Il territorio  (verde) dei Frentani con  capitale Larino. La provincia (azzurro) di Isernia e la provincia (nero) di Campobasso.

Alcuni fanno riferimento a ciò che propose Gazzella nel 1601: Contado di Molise. Fu questa Provincia così chiamata dalla città di Molisia dalla quale presero ancor’ il nome coloro, che questo paese signoreggiarono, & il Pontano testifica, che nel suo tempo era ancora in pie’ la nobilissima casata di Molisia, il che egli nel 5. libro dell’historie della guerra Napoletana scrive: …: Samnij quoque pars ea, in qua est Bovianum, & AEsernia, qui ager recenti nomine est Molisius, Molisio ab oppido, à quo originem duxere qui agro quondam imperaverunt. Qua re familia quoq; Molisia odier agnoscitur.

Consultando l’opera di Pontano, redatta tra il 1494 ed il 1503 per illustrare i Fatti di Ferdinando d’Aragona primo Re di Napoli di questo …, nel libro V si legge ciò che accadde tra il 1463 ed il 1465 nel territorio dell’attuale Molise, ricordando in particolare  i centri di Isernia e Bojano: Alla quale i medesimi riscuotitori aggiungono quella parte parimente dove è Sergna e Boiano la qual Regione è nuovamente chiamata il Contado di Moligi, da Moligi castello da cui derivano coloro, che signoreggiarono a quel paese. La onde ancora a’ tempi nostri v’è la famiglia Moligia.

E’ chiaro che Moligi e Moligia sono la corruzione di Molise.

Pontano aveva descritto dei fatti accaduti negli anni il 1494 ed il 1503, ossia dopo circa 400 anni dall’estinzione della famiglia comitale di origine normanna dei de Moulins/de Molinis/de Molisio: il conte Ugo (II), l’ultimo erede, era morto nell’anno 1160.

Il Contado di Molise a cui fece riferimento Pontano, identificava il territorio che a partire dalla metà dell’XI secolo era denominato contea di Boiano, costituita dai territori pertinenti alle contee longobarde-franche di Venafro, di Isernia, di Trivento, di Bojano e parte della contea di Larino.

Il territorio delle contee di Venafro (1), contea di Isernia (2), contea di Trivento (3) e contea di Bojano 4)  avevano fatto (anno 667) parte del gastaldato di Alzecone, Divennero (anno 897?)  4 contee autonome. Nel territorio frentano furono istituite la contea di Termoli (4) e la contea di Larino (5).

Il territorio delle contee di Venafro (1), contea di Isernia (2), contea di Trivento (3) e contea di Bojano (6) che avevano fatto (anno 667) parte del gastaldato di Alzecone, Divennero (anno 897?) 4 contee autonome. Nel territorio frentano furono istituite la contea di Termoli (4) e la contea di Larino (5).

Solo a partire dall’anno 1142, con l’assemblea di Silva Marca voluta da re Ruggero II di Sicilia, l’estesa contea di Boiano fu denominata contea di Molise: Molise doveva ricordare e perpetuare il cognomine della famiglia comitale di origine normanna che aveva saputo realizzare.

La contea di MOLISE (anno 1142), già contea di BOJANO, nella sua massima espansione.

La contea di MOLISE (anno 1142), già contea di BOIANO, nella sua massima espansione.

Ciarlanti (1644), scrisse: La nobilissima famiglia di Molise trà questo grandemente fioriva, e giunse a grandezza tale, c’havendo poco menche conquistate tutte le Terre di questa Provincia, dal lor cognome fu denominata Contado di Molise, come anche Molise chiamarono un Castello, che alcuni di quella edificarono presso le rovine dell’antica Città di Tiferno, e così sono state poi sempre denominate.

Una descrizione chiara e storicamente documentata dai diplomi redatti nei secoli XI-XII e dalle fonti bibliografiche.

Dall’epoca dei Sanniti-Pentri e dei Sanniti-Frentani che dall’VIII secolo a. C. avevano occupato i territori che avrebbero costituito l’attuale regione Molise, dopo la dominazione romana e la decadenza del loro impero, fino all’XI secolo con la presenza dei Longobardi e poi dei Franchi, precisamente fino all’anno 1053 non esisteva, la Storia ha ricordo una località denominata Molise.

Nell’anno 1057 la Storia ricorda Rodulfo de Molisio, al fianco di Roberto di Altavilla, detto il Guiscardo.

I diplomi sottoscritti dal conte Rodolfo, il primo titolare della contea longobardo-franca di Boiano testimoniano in modo inconfutabile che fu il suo cognomine a dare il nome al territorio che nell’anno 1963 avrebbe costituito la 20^ regione dell’Italia repubblicana.

Nel 1088 il conte Rodolfo era già titolare della contea di Boiano e della contea di Isernia; in un diploma di donazione scrisse: Ego Rodulfus comes Dei gratia cognomine de Molinis patrie Boianensis.

Nell’anno 1089 fu citato come teste in un diploma redatto dal Giordano, principe di Capua: raulis demolisi.

Nell’anno 1092 dichiarò: Ego Rodulfus cognomine de Molisio Dei gratia Comes patriae Bovianensis.

Perché Rodolfo aveva adottato il cognome Molinis o Molisio ?

E’ importante sottolineare che i Normanni, nel momento del loro arrivo in Italia, iniziarono ad usare come cognomine il toponimo latinizzato/italianizzato del loro luogo di origine.

Lindasay (1984) ha scritto: E’ possibile che i Normanni, trovandosi in un mondo estraneo, si volessero identificare rapportandosi alle loro località francesi, ma è molto più probabile che stessero continuando un’usanza acquisita in Normandia.

I Montgomery, divennero Mongomeri; i Benmont, Boemondo; gli Aigle, Aquila; i Monfort, Monforte; i Saint Fromond, Sanfromonte; ed i più illustri, gli Hautanville, divennero Altavilla.

Rodolfo con i suoi figli e con alcuni fratelli, nativi del castro normanno di Moulins, giunti in Italia latinizzarono/italianizzarono la denominazione Moulins e l’adottarono per il loro cognomine: Molinis o Molisio.

Con Rodolfo venne in Italia il fratello Guimondo, ricordato dalle cronache dell’epoca e dai diplomi: Girmendus filius Gimundi, qui dicitur de Mulsi: Girmendus e Gimundi sono la corruzione di Guimondo, mentre de Mulsi è la corruzione di Molinis o Molisio.

Il suddetto Guimondo, figlio di Guimondo, nell’anno 1080 compare come teste in una donazione al monastero della S. Trinità di Venosa: Teste: Goffridus de Altavilla, nepos huius defiucti; Guimundus Molinois; … .

Lo ritroviamo nel diploma dell’anno 1082-83: …. guimundi, qui dictus est de mulisi. ed ancora: guimundi qui dictus est de mulisi.

Nel diploma dell’anno 1083 fu ricordato : guimundi qui dicitur de mulisi.

Un altro fratello del conte Rodolfo era Ugo, barone, considerato il primus inter pares nell’elenco dei baroni della corte dei principi di Capua appartenenti alla dinastia normanna dei Drengot; in un primo diploma: Hugo de Molinis; nel secondo: …, et nostrorum dilectorum subscriptorum baronum Hugonis videlicet de Molinis.

Al comes Rodolfo successe il figlio Ugo (I) che continuò l’espansione territoriale della contea di Boiano.

I diplomi dell’epoca ricordano: Ugo de Molisi che nell’anno 1097 scrisse: ego Ugo comes qui dicitur de Mulisi; e nello stesso anno il principe di Capua, Riccardo II, ricordò: … comes Ugo de Molinis.

Lo stesso Ugo (I), in un diploma dell’anno 1105, ricordando il padre, citò il loro cognomine: Ego Ugo Dei gratia Comes filius qm. Bonae memoriae Comitis Raulis de Molisio. Lo stesso diploma fu sottoscritto da: Jordanus de Molisio e Malgerius de Molisio di cui si ignora il legame di parentela con titolari della contea di Boiano.

Una donazione dell’anno 1151/52 ricorda: Ego Robbertus Dei gratia miles, filius quondam domini Robberti de Molini gratia Dei baroni et militis.

Robberti de Molini era nipote del capostipite conte Rodolfo, in quanto figlio del secondogenito Roberto, fratello del conte di Boiano Ugo (I).

Nello stesso diploma è scritto: Ego Wilielmus de Molini, era il quintogenito figlio del comes Rodolfo, citato da questi nelle donazioni degli anni 1088 e 1092.

Esistono altri diplomi che testimoniano la diffusione nella regione campana di altri signori della dinastia dei de Moulinis/de Molisio, ma non permettono di chiarire con certezza quale grado di parentela li unisse alla famiglia titolare della contea di Boiano.

Al comes Ugo (I) successe Symon filius Ugonis de Molisio che morì apud Yserniam a causa di un terremoto e fu sepolto in atrio ecclesiae beati Benedicti del monastero di Montecassino.

Al comes Simone successe dapprima il fratello Roberto e dopo, con la maggiore età, il figlio Ugo (II).

Roberto fu nominato signore di Sepino e nei diplomi da lui sottoscritti compaiono: domini roggerius de Molisio, Robberti de mol., domni ugo de mol., domni Rog. de mol., Robberti de mol. Domni sepini, Nos Robberti et Ugo de molisio domni castri Sepini.

Nell’anno 1226 compare: Ego Hugo de molisio dominus campobassi interfuit. Molinis o Molisio era il cognomine dei titolari della contea di Boiano.

Con la titolarità di Ugo (II) de Molinis/de Molisio che aveva sposato una figlia di re Ruggero II di Sicilia e questo era stato l’amante di una sorella del titolare della contea di Boiano, nel 1142 e solo da quell’anno, in occasione dell’assemblea di Silva Marca voluta dal cognato di Ugo (II), l’importante contea di Boiano passò alla Storia come contea di Molise.

Jamison (1933) scrisse che era la più grande e compatta delle contee del Regno, resa sempre importante dalla sua posizione geografica attraverso le frontiere tra la Puglia e Capua.

Morto senza eredi, al comes Ugo (II) de Molinis/de Molisio, primo titolare della contea di Molise, successero in ordine di tempo:

dall’anno 1166, Riccardo di Mandra Conte di Molise che lasciò erede (anno 1186) la moglie domina Gatel(grima) comitissam molisii fuerat appellatam.

Nell’anno 1185 era già titolare domini nostri egregii Comitis Roggerii de molisio; molisio non era il cognomine di Ruggero, ma la denominazione della contea; infatti firmò il documento:  … dei et gratia Molisii comes signum crucis propria manu feci e confermo nei documenti del 1189: Dum nos Rogg. dei, & regia gratia de Molisio Comes e del 1193: Ruggiero per la Dio gratia Conte di Molise.

Nell’anno 1196 Corrado di Lutzelinhart, detto Muscancervello, era titolare della contea di Molise; ma già nell’anno 1197 la contea di Molise aveva un nuovo comes: Markward (Marcovaldo), il siniscalco del re.

Alla sua morte il titolare della contea di Molise fu Tommaso da Celano che aveva sposato Giuditta, contessa di Molise, forse figlia del comes Ruggero le cui ultime notizie risalgono all’anno 1193.

Successe alla titolarità della contea, per breve tempo, il loro figlio Ruggero: Nos Roggerius dei gratia Celani, Molisii et Albe Comes.

Con l’avvento degli Angioini, nell’anno 1270 la contea di Molise fu revocata per essere amministrata direttamente dalla curia reale.

La Storia ha tramandato l’origine del cognomine Molinis o Molisio e quella della contea di Molise.

A quanto documentato si contrappone la conclusioni cui giunse Masciotta (1915) dopo le sue ricerche: …: tanto più, poi, quando si consideri che della famiglia Molisio – pur così celebre nei fasti della storia – nessuno ha saputo indicare né le origini, né la provenienza. E normanna, certo non fu.

Negli ultimi tempi, altri studiosi hanno indirizzato le loro ricerche per scoprire dell’origine del nome Molise, ma hanno commesso l’errore di prendere in considerazione solo ciò che alcuni autori pubblicarono del secolo scorso.

Un esempio che vale anche per altri studiosi.

Gasdia (1960), ricordando ciò avrebbe proposto D’Ovidio, scrisse: Molise, secondo Francesco D’Ovidio, è un vocabolo in forma di plurale alla molisana, derivativo di mola o di molinum.  Ed  < è come se in latino si dicesse Molenses, cioè gli abitanti o i luoghi presso al mulino, o, al par di morales, le macine stesse o i macigni, petrae o lapides molenses >. Gasdia riportò in nota il riferimento bibliografico: Primo centenario, 35.

Lo stesso D’Ovidio, scrisse ancora Gasdia, rileva per avallare la sua etimologia che tanto in Italia che in paesi esteri di lingua neolatina, località presero vocabolo da mola o da molinum. […]. Molise sarebbe stata una terra, villaggio formato, o feudo meramente rustico, in una località di mulini azionati da acqua. Non so se quest’acqua ci sia stata a Molise.

Ma si dice anche che tra le città del classico periodo della grandezza e decadenza del Sannio, vi fosse Melae, Melas, Mela, che Luca Holstenius annotando Filippo Cluwer nei < Siciliae antiquae libri duo > pone nell’Irpinia, fuori dalla Pentria, distrutta Mele da Fabio nel 538 a. u. c. (215 a. C.). Ma Cluwer, accettando il vocabolo, com’è senza discussione, sembra collocare Molise sul luogo dove già sorse la città di Tifenum, Tiferno. Matteo Egizio sposta Molise verso Limosano.

Non si può negare che la questione della topografia e del nome di Molise sia difficile da risolvere. E forse non lo sarà mai dopo le perdite straordinarie di fonti autentiche subite di recente dall’Archivio di stato di Napoli e dall’Archivio municipale di Campobasso. Qualche speranza di futuri chiarimenti si potrà avere quando studiosi nostri affronteranno un severo esame degli archivi beneventani da me non potuti consultare.

Procediamo con ordine: Molise sarebbe stata una terra, villaggio formato, o feudo meramente rustico, in una località di mulini azionati da acqua.

Le considerazioni di Gasdia o di D’Ovidio erano corrette, ma avevano sbagliato l’identificazione della terra, villaggio formato, o feudo meramente rustico, in una località di mulini azionati da acqua; perché il nome Molise derivava sì da una terra, villaggio formato, o feudo meramente rustico, in una località di mulini azionati da acqua, ma la località era sita in Normandia e si identificava con Moulins, un castrum che poteva vantare la presenza dei mulini; da quella località, prima dell’anno 1053, era giunto in Italia, nel territorio già dei Pentri, nella contea di Boiano, Rodolfo e la sua numerosa famiglia: nel 1142,  il loro cognomine, Molinis o Molisio, diede il nome alla regione Molise.

E’ antistorico sostenere che nel territorio dei Pentri esisteva una località denominata Melae, Melas, Mela, unicamente per sostenere che sarebbe diventato nel corso del tempo un insediamento denominato Molise e che nel medioevo avrebbe dato il nome all’attuale  regione.

Livio ricordò 1). Melae (XXIV, 20, 4) e 2). Meles (XXVII, 1) in occasione della presenza di Annibale in Italia, dopo che i Romani erano stati la sconfitti a Canne.

1). Melae: …; l’altro console, Fabio, si diresse verso il Sannio per devastarne i campi e riprendere con le armi le città che erano passate al nemico. Il paese di Caudio nel Sannio fu più di tutti devastato violentemente; i campi furono incendiati il lungo e in largo; fu fatta ricca preda di bestiame e di uomini; le città di Compulteria, Telesia, Compsa, Melae, Fulsulae et Orbitanium.

La descrizione di Livio non può dare origine a dubbi o ad arbitrarie interpretazioni: gli avvenimenti accaddero nel Sannio, precisamente nel territorio dei Caudini dove si localizzavano le città di Compulteria, identificata con Alvignano, Telesia, identificata con S. Salvatore Telesino; l’elenco prosegue con  Compsa, identificata con Conza Campana, che era localizzata nel territorio degli Irpini.

Si ignorano le identità di Melae, Fulsulae et Orbitanium ma, in base alla citazione di Compsa, città degli Irpini, si potrebbe ipotizzare che il console dal territorio dei Caudini sia passato a quello degli Irpini per conquistare le tre città alleate di Annibale.

Melae è da cercare nel territorio dei Caudini od in quello degli Irpini, mai nel territorio dei Pentri.

2). Meles: In Italia il console Marcello, dopo aver ripreso per tradimento Salapia, strappò con la forza ai Sanniti le città di Marmoree e di Mele. Qui furono sopraffatti circa tremila soldati di Annibale, che vi erano stati lasciati come guarnigione.

Dopo la battaglia di Canne, il teatro degli scontri era ancora una volta il territorio dei Dauni, perché Salapia era città dauna: l’esercito del console Marcello, dopo aver ripreso per tradimento Salapia si mosse per attaccare i Sanniti che con circa tremila soldati di Annibale occupavano Marmoree e Mele.

Le 2 città non sono state identificate, ma ciò che accadde dopo la conquista di Salapia, esclude la loro localizzazione nel territorio dei Pentri.

Potrebbero essere state  nel territorio dei Dauni ed occupate dai Sanniti e dai Cartaginesi; od essere nel territorio degli Irpini, la popolazione di origine Sannita che si era alleata con Annibale.

Melae o Meles non può essere localizzata nel territorio dei Pentri e essere identificarla con l’odierno Molise, il centro che è  in provincia di Campobasso.

In occasione della presenza di Annibale in Italia, prima e dopo la battaglia di Canne, i Pentri non si lasciarono convincere dalle lusinghe di Annibale; la loro alleanza con i Romani fu più volte ricordata dagli storici.

Melae o Meles fu coinvolta negli scontri tra i Romani ed i Cartaginesi dopo la battaglia di Canne quando, scrisse Livio: Passarono quindi ai Cartaginesi queste popolazioni: Campani, Atellani, Calatini, Irpini, parte dell’Apulia, i Sanniti tranne i Pentri, tutti i Bruzzi, i Lucani, e oltre a questi gli Uzentini, quasi tutto il litorale greco, i Tarantini, quei di Metaponto, i Crotonesi, i Locresi e tutti i Galli cisalpini; è chiaro che  Melae o Meles era nel territorio dei Pentri dove, nei pressi di Bovianum/Boviano/Bojano, i Romani avevano posto gli accampamenti per intervenire contro i Cartaginesi presenti nel territorio degli Irpini: Notizie di tutte queste cose come si erano svolte giunse ai Beneventani, che mandarono subito dieci messi ai consoli che avevano campo nei dintorni di Boviano.

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Il territorio dei PENTRi (rosso). Il territorio dei Caudini (grigio). Il territorio degli Irpini.

I Pentri, testimonia ancora Livio, avevano già prima della battaglia di Canne dimostrato la loro alleanza con i Romani; il loro intervento fu determinante per l’unica vittoria dei Romani prima di Canne: Con l’intervento successivo del sannita Numerio Decimio le sorti della battaglia ritornarono in favore dei Romani. Si racconta che costui, per stirpe e per ricchezza uno dei cittadini più autorevoli, non solo di Boviano che era la sua patria, ma di tutto il Sannio, per ordine del dittatore aveva condotto al campo romano ottomila fanti e cinquecento cavalieri … .

Questo è quanto tramanda la Storia: nel territorio dei Pentri non esistiteva Melae o Meles; la regione Molise e la località di Molise in provincia di Campobasso, devono il loro nome alla famiglia di origine normanna il cui cognomine era Molinis/Molisio; dal castrum di Moulins giunse in Italia e prese possesso della contea di Boiano prima dell’anno 1053.

Oreste Gentile.

 

 

 

 

 

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