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ALTO SANNIO/ALMOSAVA/nazione sannita: così riscrivono la Storia dei Sanniti/Pentri.

dicembre 27, 2013

<… ne ottenne un mappa. Allora dissero: << Ecco il tuo Alto Sannio, o popolo, credi !…. (Esodo 32, 1-20,mod.to ).

Così fu, essi credettero !  

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La mappa pubblicata in Viteliu Il nome della libertà di N. Mastronardi (2012).

La mappa, pubblicata in VITELIU Il nome della libertà, illustra il territorio localizzato tra la parte meridionale della provincia di L’Aquila, l’alto Molise, in provincia di Isernia ed una parte meridionale della provincia di Chieti.

Il romanzo avrebbe dovuto illustrare, attraverso il racconto fantasioso di un vecchio superstite, la storia dei Sanniti, invece ha creato delle gratuite deduzioni e dei facili entusiasmi tanto da essere giudicato la < vera > storia dei Sanniti/Pentri.

Digitando alto Sannio su google immagini appare la mappa pubblicata nel romanzo, con scritto in alto a sn. ALMOSAVA, l’acronimo di Alto MoliseSangroVastese, accompagnata dall’articolo di Delli Quadri (agosto 2013):

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L’ ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, vale a dire l’ Alto-Molise-Sangro-Vastese, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Chi conosce la Storia del popolo dei Sanniti, in particolare dei Pentri, resta sorpreso ed incredulo perché la Storia tramanda una realtà molto, ma molto diversa, ben sapendo che quanto propose nell’anno 1857 il leggendario archeologo Mommsen è stato smentito dagli scavi archeologici nel territorio di Pietrabbondante e dagli studi di Valerio Cianfarani e Adriano La Regina.

Un altro articolo di internet conferma la confusione che si è creata; infatti, l’autore del romanzo, scrive (giugno 2013): Il territorio di Capracotta, in epoca protostorica (età del ferro) ha visto nascere una Nazione che non ebbe eguali nella storia: quella Sannita. La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante, e la valle del Sente, con Castiglione e Schiavi: fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., la potenza che Roma dovette affrontare per strutturarsi e grazie alla quale potè diventare impero.  […] Qui nacque la Nazione e qui, dopo trecento anni di lotte per la libertà, accadde il genocidio e, con esso, la cancellazione di queste terre dalla storia, così come volle Lucio Cornelio Silla. Il dittatore romano tentò con tutti i mezzi –vi riuscì in gran parte- di far dimenticare i nomi dei luoghi e dei Monti che avevano generato la formidabile stirpe che aveva umiliato Roma e che, più volte in tre secoli aveva messo in forse persino la sua esistenza.

Di fronte a questi giudizi si comprende il fine < campanilistico > del romanzo,  evidenziato anche dall’analisi della mappa pubblicata su internet, rielaborata per meglio localizzare ed identificare le strade, i fiumi e gli antichi siti.

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1. Aufidena = Alfedena. 2. Hereclanom = Schiavi d’Abruzzo. 3. Pesco di Guardia = Pescopennataro. 4. Trevento = Trivento. 5. La Pietra che viene Aventi = Pietrabbondante. 6. M. Karakenòs = Monte Saraceno. 7. Santuario della Nazione = Teatro Italico di Pietrabbondante. 8. Città del Toro Sacro nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle = Le Civitelle. 9. Akudunnio = ? . 10. Touxion = ? .

Nel territorio denominato Alto Sannio, ALMOSAVA o nazione sannita di cui ignorano l’antico nome ed il nome del popolo che lo abitava, sono stati evidenziati alcuni siti che la Storia localizza in altri territori o che non sono mai esistiti: Akudunnio, Touxion, Città del Toro e Hereclanom.

Akuunnio, corretto nella forma osca Akudunniad, dovrebbe identificare Aquilonia, localizzata da alcuni  studiosi presso Colli al Volturno (IS), altri su monte Vairano nel comune di Baranello (CB): nell’uno o nell’altro caso, i due insediamenti erano/sono a sud ovest e a sud est nell’antico territorio dei Pentri.

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Il territorio (rosso) dei Sanniti/Pentri  con i territori in prov. di L’Aquila e di Chieti, con quelli della provincia di Isernia e parte della provincia di Campobasso che comprende anche il territorio (nero) dei Frenati di Larino. Il territorio dell’Alto Sannio, ALMOSAVA o nazione sannitica (viola). 1. Colli al Volturno. 2. Baranello. 3. Bojano, Bovianum, capitale dei Sanniti/Pentri.

Touxion; sue notizie da Tagliamonte (2002-2003): L’ideologia della vittoria, del resto, pervade così fortemente di sè il culto, da fare con ogni probabilità assimilare una delle divinità titolari del santuario (di Pietrabbondante, n. d. r.) a quella Afrodite Nikeproros, la cui statua fu trasferita da Touxion (ovvero Cominium Tuticum, cioè Pietrabbondante in nota: sull’identificazione di Pietrabbondante con Cominium (Tuticum), già proposta dall’antiquaria ottocentesca e in anni più recenti da A. La Regina, vedi ultimo Colonna 1996: 128.) a Roma per opera di Q. Fabius Maximus Gurges all’epoca della III guerra sannitica.

Da quanto letto, Tagliamonte per identificare Touxion  (ovvero Cominium Tuticum) con Pietrabbondante, ha identificato Fabio Fabriciano (ricordato dai Parelleli minora) con Fabius Maximus Gurges, che fu proconsole nell’anno 291 a. C., come sostiene Salmon (1977), che scrive: Il proconsole Fabio Gurgite sgominò i Pentri muovendo attraverso la gola del Matese che si trova all’estremità meridionale del Massiccio del Matese, dove la fortezza di Saepinum non costituiva ormai più un ostacolo, e conquistò la roccaforte di Cominium Ocritum, mentre il console Postumio Megelo, muovendo dall’Apulia, sbaragliava gli Irpini.

Se corrisponde alla realtà quanto scrive Salmon, il territorio interessato dagli scontri  si trova all’estremità meridionale del Massiccio del Matese, dove la fortezza di Saepinum, quindi Cominium Ocritum (Dionisio di Alicarnasso citò Cominio) non può essere identificato con Pietrabbondante che era/è sito al nord del territorio dei Pentri. Inoltre nei Paralleli minora, Touxion era ritenuta la metropoli dei Sanniti, forse i Pentri, che avevano già la loro metropoli in Bovaianom/Bovianum/Bojano.

Città del Toro nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle = Le Civitelle, stando alla tradizione della migrazione (ver sacrum), dovrebbe indicare il luogo dove si fermò l’anima-guida, il toro o il bue, fondare la metropoli/capitale ed una nuova tribù.

Delli Quadri: L’ ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, vale a dire l’ Alto-Molise-Sangro-Vastese, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani, mentre Mastronardi: Il territorio di Capracotta, in epoca protostorica (età del ferro) ha visto nascere una Nazione che non ebbe eguali nella storia: quella Sannita. La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante, e la valle del Sente, con Castiglione e Schiavi: fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal …. .

Salmon (1974), che conosceva gli studi di Cianfarani e La regina, scrive: La tradizione vuole che i primi sacrati a stabilirsi nel Sannio fossero stati condotti da un << Comius Castronius >> e da un toro a Bovianum, che divenne la culla della loro nazione.

Cianfarani (1978): I Frentani per la loro ascendenza e i Carecini per la loro localizzazione appaiono in stretto rapporto con i Sanniti Pentri; a costoro, che di tutte le genti sannitiche costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione dsabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano. La città è alle scaturigini del Biferno, ai piedi del massiccio del Matese, e tutta la zona, pianeggiante in parte, che si dilunga sotto le pendici del massiccio da Isernia a Sepino, è territorio pentro per eccellenza.

La Regina (1984): …, donde si formò altresì il nome << Bovianum >>, per indicare un usuale mercato di buoi. Da tale nome trasse origine la mitica interpretazione della migrazione dalla Sabina con il ver sacrum, coindotta da Comio Castronio (Festo, 436 L.) e da un toro dato per guida da Marte (Strabone, V, 4, 12).

La Città del Toro Sacro non si localizzava nei pressi di Agnone, può essere identificata con le Tre Cittadelle = Civitelle.

Hereclanom (o villaggio di Herekles), scrive Mastronardi nel suo libro, Dal termine italico che definiva il dio Ercole. Nome ricostruito e possibile del villaggio italico posto, nel romanzo, ove oggi sorge il centro abitato di Schiavi d’Abruzzo (Ch).

Qualche lettore potrebbe dare credito alla possibile identificazione di Hereclanom (o villaggio di Herekles) con l’odierno Schiavi d’Abruzzo, ma è sconosciuta la divinità a cui il santuario era dedicato ed il nome della comunità che abitava nelle sue vicinanze.

La mappa, ricordando la vicinanza della Città del Toro Sacro ad un santuario-insediamento identificato con Hereclanom (o villaggio di Herekles), per una strana (?) coincidenza, richiama alla mente di uno studioso la vicinanza di Bovianum/Bojano, capitale dei Sanniti/Pentri, al santuario di Hercu(lis) Rani, presso Campochiaro, riportato nella Tabula Peutingeriana.

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Bovianum/Bobiano/Bojano e Hercul Rani/santuario di Ercole a Campochiaro. A sn. Sernie/Isernia, a ds. Sepinum/Sepino.

Quale fonte bibliografica ha influenzato i due autori?

Grazie a Delli Quadri, sappiamo che: Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

il leggendario archeologo Mommsen è stato smentito da Devoto (1967): Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud. . […]. Sicchè  solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione. Sono queste le tribù dei Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro; quella dei Pentri con la capitale Boviano, nell’alto bacino dell’alto Trigno,  del Biferno, del Fibreno, del Volturno; quella degli Irpini; quella degli Irpini nel bacino del Calore, nelle attuali città di Benevento e di Avellino (e in parte di Foggia); quella dei Caudini, più a occidente, con le città di Caudio e Saticula sulla sinistra del Calore, Telesia fra il Calore e il Volturno, Combulteria , Trebula, Caiazia sulla destra del Volturno: una tribù che confinava direttamente con gli stati della Campania. (N. B.: Le ricerche archeologiche e gli studi di La Regina provano che né Alfedena, nè Bovianum Vetus/Pietrabbondante erano state la capitale dei Carecini.).

Devoto, Pallottino (1984) permetteno di fare chiarezza anche sull’epoca che vide per la prima volta nella Storia protagonisti i Sanniti/Pentri.

Delli Quadri, ha scritto : fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante; Mastronardi:  fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., .

Devoto: Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud.; Pallottino: …. premono dall’interno gl’Italici orientali, cioè i Sabini, e s’imporrà più o meno diffusamente la supremazia politico-economica degli Etruschi: tutto questo nel corso dell’VIII e VII secolo.

Moscati (1999), conferma: Quanto alle necropoli, la documentazione archeologica si differenzia secondo che esse appartengano alla periferia ovvero all’interno del territorio sannitico. […]. …; all’area interna appartiene, ed è particolarmente significativa anche per la cronologia, l’ampia necropoli tornata alla luce recentemente presso Boiano. […]. La datazione si colloca tra l’VIII e il VII secolo a. C.: siamo dunque dinnanzi a testimonianze tra le più antiche finora conosciute della cultura in area sannitica.

Questo è quanto ha tramandato la Storia e confermato dalle fonti classiche, dalle ricerche archeologiche e dagli studi più recenti.

Oreste Gentile

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ALTO SANNIO o NAZIONE SANNITA? VOGLIONO RISCRIVERE LA STORIA DEI SANNITI.

dicembre 25, 2013

Il romanzo storico avrebbe permesso al lettore di conoscere i ricordi dell’eroe pentro Gaio Papio Mutilo attraverso una storia inventata, ma alcuni commenti hanno finito per creare delle gratuite deduzioni e dei facili entusiasmi.“

E’ la considerazione che conclude l’articolo VITELIU IL NOME DELLA LIBERTA’: UN ROMANZO “STORICO” O UNA PUBBLICAZIONE “STORICA?, già pubblicato in questo blog.

Le gratuite deduzioni ed i facili entusiasmi hanno originato una iniziativa quanto mai lodevole, ma, ancora una volta, hanno fatto riferimento ad un territorio denominato Alto Sannio, un toponimo che non è mai esistito nella Storia, utilizzato frequentemente nella citata pubblicazione.

I mass media hanno dato ampio risalto al  progetto Parco archeologico ‘Alto Sannio’, descrivendo i territori  che lo formeranno: una parte meridionale delle province di Aquila e di Chieti ed una parte settentrionale della provincia di Isernia.

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I territori (confine nero) dei Comuni che faranno parte del Parco.

Lo scopo: Recuperare l’identità storica che abbraccia Molise e Abruzzo. Un progetto che coinvolge diversi centri dei territori regionali sopra menzionati.

Ciò che sorprende è la scelta di identificare il Parco archeologico con il toponimo Alto Sannio, un territorio, mai esistito nella Storia: i promotori, convinti del contrario, lo hanno localizzato in particolare i Comuni di Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo e Alfedena.

Il Molise, o meglio il territorio a nord-est denominato Alto Molise per la posizione geografica ed altimetrica, solo oggi vuole contendere alla provincia di BeneventoSannio per antonomasia, la localizzazione di Alto Sannio (vedi articolo nel blog) nei territori che faranno parte del Parco archeologico.
La scelta del toponimo non è originale, ma amplifica una errata interpretazione della fonti classiche e, non tenendo conto delle nuove scoperte archeologiche, genera confusione a quanti vorrebbero conoscere la Storia dei  popoli italici, in particolare, quella dei Sanniti.
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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Molise.

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Il territorio (confine rosso) di Alto Sannio, nome antico < sconosciuto >, abitato da una popolazione < anonima >.

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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Sannio nella provincia di Benevento.

Divulgano < notizie storiche, false e tendenziose > sulla migrazione (ver sacrum) dei giovani Sabini, ostinandosi a sostenere l’esistenza di una comunità < autonoma > e, soprattutto,  < anonima > che si era stabilita nei territori dell’Alto Sannio, compresi fra l’alto Sangro, l’alto Molise e l’alto Vastese, spesso ricordata con l’acronimo ALMOSAVA, anche se, seguendo la localizzazione geografica e non l’ordine alfabetico, risulta ALSAMOVA.

C’è chi sostiene: La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante (sic), e la valle del Sente (sic) , con Castiglione (sic) e Schiavi (sic): fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., …. […]. Qui nacque la Nazione Sannita (sic) .

C’è chi consideraL’ALTOSANNIO (sic), territorio coincidente con l’Almosava (sic), il luogo di origine della nazione sannita (sic) che per almeno cinque secoli (VI-I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogirardi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen (sic), le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi (sic) nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un (sic) secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Nessuna fonte storica ricorda Alto Sannio o nazione sannita, la sua localizzazione fra l’Alto-Molise-Sangro-Vastese (ALMOSAVA); , soprattutto, lo considera il luogo di origine della nazione sannita.

Quanti descrivono la storia del territorio dell’alto corso del fiume Sangroripropongono l’opinione de il leggendario archeologo Mommsen nella sua Storia Romana (1857): La tradizione racconta come i Sabini, incalzati dagli Umbri, votassero una primavera sacra, vale a dire, che giurassero di mandar fuori per fondare in paesi esteri agli Dei nazionali tutti i figli e le figlie, che fossero nate nell’anno della guerra, tosto ch’essi fosser pervenuti in età da ciò. uno di questi sciami votivi fu condotto dal toro di Marte e diè origine ai Sabini o Sanniti che prima presero stanza sui monti lungo il fiume Sagro, e di là partendo occuparono in appresso il bel piano a levante del monte del Matese alle sorgenti del Tiferno, e nell’antico e nuovo territorio, dal toro che li capitanò, chiamarono Boviano i luoghi delle loro adunanze e dei loro magistrati, posti nel territorio antico presso Agnone, nel nuovo presso Boiano. La picca di Marte guidò la seconda colonia votiva , da cui uscirono i Picenti, popolo astato, che occupò il paese che oggidì la Marca d’Ancona. Una terza colonia sotto l’insegne di un lupo (hyrpus) fermò stanza nel paese di Benevento e prese il nome di Irpini. Nello stesso modo dallo stipite comune si ramificarono le altre  ma…..piccole ramificazioni … .

Mommsen, localizzò nel territorio antico presso Agnone l’arrivo della migrazione, ma non identificò la nuova tribù, né identificò la tribù che si stanziò  nel bel piano a levante del monte del Matese alle sorgenti del Tiferno, di cui la Storia ha tramandato il nome: Pentri. Convinto che fossero state fondate due città denominate Boviano, localizzò la prima, la vetus, nel territorio antico presso Agnone, la< nuova  > presso l’odierna Boiano.

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Il territorio (rosso) descritto da Mommsen e la  II migrazione  (freccia nera) verso il Matese.

1. Le teorie del leggendario archeologo Mommsen sono state smentite dagli scavi archeologici nel sito del santuario italico di Pietrabbondante e dagli studi di La Regina, pubblicati nell’anno 1966 in Le iscrizioni osche di Pietrabbondante e la questione di Bovianum Vetus.

Per  fare chiarezza: Bovianum Vetus identificava una delle due Boviano localizzata da Mommsen nel territorio presso Agnone, ma La Regina scrive: L’identificazione di Pietrabbondante con Bovianum Vetus risale a Th. Mommsen il quale nel 1846, dopo aver visitato il Sannio, espose la sua tesi, dapprima ipotetica, confermandola però pochi anni dopo. Essa si fondava essenzialmente sull’iscrizione V. 150, rivenuta a Pietrabbondante. […].

Conclude La Regina: E’ possibile dunque affermare che l’identificazione di Pietrabbondante con Bovianum Vetus è erronea e che le testimonianze antiche su Bovianum sono tutte relative a Boiano.

Salmon (1977), il padre della storiografia dei Sanniti, ha scritto in proposito nella prefazione alla prima edizione (1967) de Il Sannio e i Sanniti: Il mio rincrescimento che l’opinione di questi di questi studiosi (Valerio Cianfarani ed Adriano La Regina, n. d. r.) su Bovianum Vetus mi sia divenuta nota solo dopo che il mio lavoro era già in tipografia, è temperato solo dalla confortante constatazione che sono nella loro ben informata compagnia nell’assegnare Pietrabbondante ai Pentri, e non, come Mommsen, ai Carecini.

Salmon, nella prefazione alla edizione italiana (1977) della stessa pubblicazione, ha scritto: Nei dieci anni trascorsi dall’uscita della prima edizione inglese di questo libro sono emerse nuove informazioni sui Sanniti. Il territorio dei poco conosciuti Carecini è stato identificato con una certa sicurezza, ed è ora evidente che non può aver incluso né Pietrabbondante né Alfedena, i siti portati alla luce che fino ad ora gli venivano attribuiti; entrambe le località appartenevano senza dubbio ai Pentri. Inoltre Pietrabbondante non è la Bovianum Vetus citata da Plinio il Vecchio (Naturalis historia III 107). […]. Il testo è stato corretto e la bibliografia aggiornata alla luce delle conoscenze di questi anni.

2. I fautori dell’esistenza di Alto Sannio o nazione sannita avrebbero dovuto leggere con più attenzione quanto scrisse Mommsen: Una terza colonia sotto l’insegne di un lupo (hyrpus) fermò stanza nel paese di Benevento e prese il nome di Irpini. Nello stesso modo dallo stipite comune si ramificarono le altre piccole ramificazioni; è chiaro che dall’ Alto Sannio o nazione sannita nessuno migrò verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

 Non è giusto divulgare che Alto Sannio o nazione sannita  fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., … Qui nacque la Nazione Sannita …  o che  L’ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, il luogo di origine  nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI-I a. C.) […] fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Le date ricordate riducono l’epopea dei Sanniti: dal VI al IV secolo a. C., 200 anni sono davvero pochi per un popolo che è stato protagonista nella Storia dall’VIII sec. a. C., inizio della migrazione (ver sacrum), fino al I sec. a. C., con la definitiva conquista Romana;  mentre ai cinque secoli (VI-I a. C.)  bisogna sommare altri 200 anni, calcolati dall’VIII sec. a. C. al  VI sec. a. C..

Devoto (1967): Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud., a causa della crescita demografica, folti gruppi di giovani abitanti nella Sabina, furono costretti ad emigrare (rito del ver sacrum) e diedero origine ai Sanniti che occuparono un vasto territorio centro-meridionale della penisola italica, formando delle nuove comunità con nomi diversi.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Il territorio (rosso) della SABINA e l’espansione dei Sabini  verso il centro-meridione della penisola italica.

Devoto,  smentisce Mommsen  ed i  suoi < nostalgici >:  Sicchè  solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione. Sono queste le tribù dei Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro; quella dei Pentri con la capitale Boviano, nell’alto bacino dell’alto Trigno,  del Biferno, del Fibreno, del Volturno; quella degli Irpini; quella degli Irpini nel bacino del Calore, nelle attuali città di Benevento e di Avellino (e in parte di Foggia); quella dei Caudini, più a occidente, con le città di Caudio e Saticula sulla sinistra del Calore, Telesia fra il Calore e il Volturno, Combulteria , Trebula, Caiazia sulla destra del Volturno: una tribù che confinava direttamente con gli stati della Campania. (N. B.: come abbiamo già esaminato, le nuove ricerche archeologiche ed i nuovi studi di La Regina provano che Alfedena, nè   Bovianum Vetus/Pietrabbondante erano state la capitale dei Carecini.).

Devoto era a conoscenza che i Pentri non migrarono dall’ Alto Sannio o nazione sannita per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani; scrivendo,  Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro, condivide l’opinione di Mommsen, smentita da La Regina, ma, al contrario dello storico tedesco, conferma che era esistita una Bovianum e che nessun territorio denominato Alto Sannio o nazione sannita era stato la culla della Comunità genetica perché solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione: Carecini, Pentri, Irpini e Caudini.

Dove era il Sannio e chi erano i Sanniti ?

Devoto: Da una forma italica *Safio- è stato derivato il nome di *Safini, latinizzato nella forma Sabini; è il termine che indica le tribù più vicine a Roma dalla parte di nord-est, più tardi tutto il territorio compreso tra il Nera e l’Aterno. Da una forma italica *Safno- è stato derivato il nome della regione *Safnio, in latino Samnium, in osco safinim: da questo, con suffisso greco, il nome degli abitanti Samnites, che compare per la prima volta nella forma Saunitai nello Pseudo-Scilace.

*Safnio/Samnium/Sannio era il nome del vasto territorio: si estendeva dai Piceni , i *Safini/Sabini/Samnites stanziati a settentrione, fino ai *Safini/Sabini/Samnites/Lucani a meridione.

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Il territorio (confine rosso) denominato *Safnio/Samnium/Sannio, abitato dai *Safini/Sabini/Sanniti.

Sorprende non poco quanto www. AltoMolise.net attribuisce a La Regina in occasione della presentazione del progetto Parco archeologico dell’Alto Sannio: La Regina nel suo discorso ha tracciato un quadro archeologico d’insieme fra alto Molise e alto Sangro-Vastese. Definendole le terre dove l’Italia nacque, … ,www. laquilablog.it: Ne è convinto il  professor Adriano La Regina (sic), che ha speso gran parte  della sua vita  sui siti archeologici interessati e che non si stanca di ricordarci come l’Alto Sannio sia «la terra dove l’Italia nacque» (sic).

La Regina (1984) ha scritto: I Pentri occupavano gran parte del Molise, con esclusione di tutta la fascia costiera per un’ampiezza verso l’interno di circa 25-30 km., e si estendeva oltre i confini in Abruzzo, su un tratto della valle del Sangro (Opi, Alfedena, Castel di Sangro, Roccacinquemiglia) sulla sinistra del Trigno a nord e ad ovest di Trivento (Schiavi d’Abruzzo, S. Giovanni Lipioni) e, verso sud, sul versante campano del Matese fino al Volturno.

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Il territorio (confine rosso/nero) dei *Safini/Sabini/Sanniti/Pentri, oggi diviso amministrativamente tra le province de L’Aquila, Chieti, Isernia e Campobasso. Della provincia di Campobasso fa parte anche l’antico territorio (nero) dei *Safini/Sabini/Sanniti/Frentani di Larino.

Cianfarani (1978): Fra tutte le antiche leggende e tradizioni delle genti dell’Abruzzo e del Molise quella relativa alla migrazione per la quale i Sabini divennero Samnites è la più ampia e circostanziata. Essa merita di essere riferita in tutti i suoi particolari, così come ci è stata trasmessa dagli antichi, e di essere integrata per quel tanto che l’integrazione può contenere elementi di una realtà storica; infatti l’esodo dei Sabini va inteso come episodio, rimasto tenace nella memoria degli emigrati, della grande diaspora che disseminò genti sabelliche dal centro della Penisola in gran parte dell’Italia centrale e meridionale.

Cianfarani ignora che nel passato esisteva un territorio < anonimo >, solo oggi denominato Alto Sannio o nazione sannita abitato da un popolo < anonimo >, ed in netto disaccordo con Mommsenricorda che sono esistiti dei popoli originati dai *Safini/Sabini in occasione della migrazione (ver sacrum): I Frentani per loro ascendenza e i Carecini per la loro localizzazione appaiono in stretto rapporto con i Sanniti Pentri; a costoro, che di tutte le genti sannitiche costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione sabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano. La città è alle scaturigini del Biferno, ai piedi del monte Miletto, la massima cima del massiccio del Matese, e tutta la zona, pianeggiante in parte, che si allunga sotto le pendici del massiccio da Isernia a Sepino, è territorio pentro per eccellenza.

Pallottino (1984), ignora che nel passato esisteva un territorio < anonimo >, oggi denominato Alto Sannio o nazione sannita, scrive, in disaccordo con MommsenMa la presenza dei Sabini con movimento verso occidente è ricordata fin nella valle del Tevere in tempi piuttosto remoti come prova la loro implicazione nelle stesse tradizioni della fondazione di Roma. Al nucleo originario si ricollegano, con una differenziazione verosimilmente più tardiva, diversi popoli dell’area abruzzese (Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, ecc.); mentre più a sud appartengono alla stessa stirpe i Sanniti del Molise e della Campania, dalla cui diaspora gemmeranno in piena età storica i Campani, i Lucani, i Bruzi. […]. Matrice di tutte le genti italiche migranti nell’Italia meridionale sono i Sanniti del Molise e dell’Irpinia, a loro volta collegati ai Sabini secondo la tradizione, e recanti lo stesso nome (Safinim in osco = Samnium; la forma Samnites deriva da Samnium).

Ai sostenitori di Alto Sannio o nazione sannita e di Mommsen, è bene evidenziare quanto scrive ancora Pallottino: Matrice di tutte le genti italiche migranti nell’Italia meridionale sono i Sanniti del Molise e dell’Irpinia, a loro volta collegati ai Sabini secondo la tradizione, e recanti lo stesso nome (Safinim in osco = Samnium; la forma Samnites deriva da Samnium).

Ai sostenitori di Alto Sannio o nazione sannitica e di Mommsen, è bene evidenziare quanto scrive La Regina (1984):

L’area dell’attuale Molise era occupata, all’inizio delle guerre sannitiche, da popolazioni italiche omogenee per caratteri culturali e linguistici, tutte appartenenti al ceppo sannitico, o sabellico, ma organizzato in due entità politiche, lo stato dei << Samnites [Pentri] >> e lo stato dei << [Samnites] Frentani >>.  Ambedue derivavano da un nucleo originario di genti contraddistinte in lingua osca dall’etnico < safin >, la cui area di diffusione sul versante adriatico dell’Italia, ancora nella metà del V secolo, si estendeva a nord fino al fiume Tronto.

La Regina probabilmente fa riferimento al pari di Devoto, al Periplo di Scilace di Carianda (VI-V sec. a. C.), che ricordò l’estensione lungo la costa adriatica del territorio denominato *Safnio/Samnium/Sannio: 15 Sanniti. Dopo gli iapigi, a partire dal monte Orione, ci sono i sanniti. A questo popolo appartengono le seguenti lingue o parlate: laterni, opici, cramoni, bosentini e peucezi, che vanno dal mar Tirreno fino all’Adriatico. La navigazione costiera della terra dei sanniti dura due giorni e una notte. 16 Umbri. Dopo i sanniti c’è il popolo degli umbri, e nella loro terra si trova la città di Ancona.

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Il territorio costiero (rosso) del *Safnio/Samnium/Sannio lungo il mare Adriatico, dal promontorio del Gargano alla città di Ancona

Lungo la costa adriatica, ricordò Scilace, si erano già stanziati  i popoli originati dalla migrazione (ver sacrum) dalla Sabina; essi erano: i Frentani, i Marrucini, i Vestini ed i Piceni; all’interno vi erano gli Aequi, i Marsi, i Peligni, i Carecini, i Pentri, i Caudini, gli Irpini ed i Lucani.

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La costa adriatica (rossa9 dove si erano stanziati i *Safini/Sabini/Sanniti: Frentani, Marruciuni, Vestini e Piceni.

Nessuno dei nuovi popoli era emigrato da un territorio denominato Alto Sannio  o nazione sannita.

E’ bene evidenziare ancora una volta:  i fautori di Alto Sannio o di una  nazione sannita (in figura, confine rosso), contrariamente al parere delle fonti classiche e degli storici, sono convinti che Alto Sannio o nazione sannita e non dalla Sabina, migrò una popolazione < anonima > che avrebbe dato origine ai Pentri e questi, successivamente, ai Caudini, agli Irpini ed ai Lucani.

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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Sannio o Nazione Sannita, abitato da una popolazione (?) < anonima > che avrebbe dato origine ai Pentri e questi ai Caudini, agli Irpini ed ai Lucani.

Tagliamonte (1996): Secondo la tradizione più accreditata (Varro, ling. 7. 29; apud Gell. 11. 1. 5; Fest. P. 436 L; Strabo 5. 4. 12; App. Samn. 4. 5; Paul. Fest. P. 436 L; Schol. Isid., ad etym. 14. 4. 18) i Sanniti sarebbero stati originari della Sabina e la loro migrazione si sarebbe realizzata nelle forme rituali di un ver sacrum (<< primavera sacra >>). Nel caso del ver sacrum all’origine dei Sanniti la descrizione più completa è quella fornita da Strabone (5. 4. 12) che tra le varie fonti è in genere quella più sistematica sulle tradizioni etnografiche.

Le fonti classiche e gli storici, tranne Mommsen, concordano nel ritenere che solo la Sabina fu interessata dalla migrazione (ver sacrum) verso i territori centro-meridionali della penisola italica.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Dalla SABINA  (confine rosso) ai popoli dei *Safini/Sabini/Sanniti.

La Storia tramanda che i territori pertinenti alla provincia de L’Aquila: Alfedena, la sannitica/pentra/romana Aufidena, Castel di Sangro, la romana Aufidena; gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogirardi, Capracotta, Pescopenataro, Agnone e Pietrabbondante, in provincia di Isernia, con i territori pertinenti agli attuali comuni dell’alto vastese: Castiglione M. M., Schiavi d’Abruzzo, San Giovanni Lipioni, Torrebruna e Celenza, fin dalla loro fondazione, fecero parte dello lo stato dei << Samnites [Pentri] >> (vedi La Regina).

Il < fantasioso > territorio ALTO SANNIO/ALMOSAVA o Nazione Sannita non è mai esistito nella Storia.

Salmon, con la riforma augustea (I sec. d. C.), non esistendo un Alto Sannio o nazione sannita, tratta di un Sannio Settentrionale per indicare la localizzazione geografica dei due distinti territori occupati dai Sanniti/Carecini e dai Sanniti/Pentri rispetto a quelli dei Sanniti/Caudini e dei Sanniti/Irpini: La terra dei Caudini (Sannio occidentale) era nella Regione I (Lazio e Campoania); la terra degli Irpini (Sannio meridionale) per la maggior parte nella Regione II (Puglia) e la terra dei Carecini e dei Pentri (Sannio settentrionale) per la maggior parte era nella IV Regione (Sannio).

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La Lega Sannita. Sannio settentrionale: Carecini e Pentri. Sannio occidentale: Caudini. Sannio meridionale: Irpini.

Si evince che le terre dove l’Italia nacque non era il territorio denominato Alto Sannio/ALMOSAVA o nazione sannita perché l’Italia nacque dal ver sacrum dei Sabini la cui migrazione originò la prima Italia (Pallottino, 1984).

Il toponimo Alto Sannio, tenendo conto di ciò che tramandano le fonti classiche e gli storici, potrebbe essere utilizzato solo per  localizzare uno dei territori occupati dai *Safini/Sabini/Sanniti in base alla posizione geografica ed all’altimetria.

Per la posizione geografica, il territorio dei  *Safini/Sabini/Sanniti/Piceni , più a nord degli agli altri territori, potrebbe essere considerato l’Alto Sannio;

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Il territorio dei *Safini/Sabini/Sanniti/Piceni.

nel secondo caso, i contendenti sono: il territorio dei  *Safini/Sabini /Sanniti/Vestini per la presenza del massiccio del Gran Sasso o il territorio dei *Safini/Sabini/Sanniti/Peligni per la presenza del massiccio della Maiella.

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Il territorio (confine azzurro) dei Vestini ed il territorio (confine nero) dei Peligni.

L’utilizzo improprio del toponimo Alto Sannio o nazione sannita altera la Storia del *Safini/Sabini/Sanniti.

Oreste Gentile.

“ALTO SANNIO” NELLA PROVINCIA DI BENEVENTO.

dicembre 22, 2013

I mass media hanno dato ampio risalto al  progetto Parco archeologico ‘Alto Sannio’ da istituire nel territorio meridionale delle province di Aquila e di Chieti ed in quello settentrionale della provincia di Isernia.

Lo scopo è quanto mai lodevole: Recuperare l’identità storica che abbraccia Molise e Abruzzo. Un progetto che coinvolge diversi centri dei territori regionali sopra menzionati.

Sorprende la scelta di identificare il Parco archeologico con il toponimo Alto Sannio, un territorio che, comprendendo in particolare i Comuni di Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo e Alfedena. non è mai esistito nella Storia.

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I territori (confine nero) delle province di L’Aquila, di Chieti e di Isernia che dovrebbero costituire il Parco archeologico dell’ Alto Sannio.

La Storia ricorda che a partire dall’VIII sec. a. C., i territori dei Comuni di Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo e Alfedena, localizzati nelle regioni dell’alto Molise e dell’Abruzzo meridionale, furono interessati dalla migrazione (ver sacrum) dei giovani Sabini che dalla regione di origine occuparono i territori centro-meridionali della penisola italica.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Dalla SABINA alle tribù dei *Safini/Sabini/Sanniti.

Dove era il Sannio e chi erano i Sanniti ?

Devoto (1967): Da una forma italica *Safio- è stato derivato il nome di *Safini, latinizzato nella forma Sabini; è il termine che indica le tribù più vicine a Roma dalla parte di nord-est, più tardi tutto il territorio compreso tra il Nera e l’Aterno. Da una forma italica *Safno- è stato derivato il nome della regione *Safnio, in latino Samnium, in osco safinim: da questo, con suffisso greco, il nome degli abitanti Samnites, che compare per la prima volta nella forma Saunitai nello Pseudo-Scilace.

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Il territorio (confine rosso) *Safnio/Samnium/Sannio dei *Safini/Sabini/Sanniti.

Scilace di Carianda (VI-V sec. a. C.), citato da Devoto, nel Periplo aveva descritto una parte della costa adriatica occupata dai *Safini/Sabini/Sanniti; era il territorio *Safnio/Samnium/Sannio bagnato dal mare Adriatico: 15 Sanniti. Dopo gli iapigi, a partire dal monte Orione, ci sono i sanniti. A questo popolo appartengono le seguenti lingue o parlate: laterni, opici, cramoni, bosentini e peucezi, che vanno dal mar Tirreno fino all’Adriatico. La navigazione costiera della terra dei sanniti dura due giorni e una notte. 16 Umbri. Dopo i sanniti c’è il popolo degli umbri, e nella loro terra si trova la città di Ancona.

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La costa adriatica (rosso) occupata dai *Safini/Sabini/Sanniti: dal promontorio del Gargano alla città di Ancona.

Lungo la costa adriatica, ricordata da Scilace, i popoli originati dalla migrazione (ver sacrum) dalla Sabina erano: Frentani, Marrucini,Vestini e Piceni; all’interno, dai *Safini/Sabini/Sanniti, si originarono: Aequi, Marsi, Peligni, Carecini, Pentri, Caudini, Irpini e Lucani.

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I popoli *Safini/Sabini/Sanniti che abitavano lungo la costa del mare Adriatico: Frentani, Marrucini, Vestini, Piceni.

Cianfarani (1978): Fra tutte le antiche leggende e tradizioni delle genti dell’Abruzzo e del Molise quella relativa alla migrazione per la quale i Sabini divennero Samnites è la più ampia e circostanziata. Essa merita di essere riferita in tutti i suoi particolari, così come ci è stata trasmessa dagli antichi, e di essere integrata per quel tanto che l’integrazione può contenere elementi di una realtà storica; infatti l’esodo dei Sabini va inteso come episodio, rimasto tenace nella memoria degli emigrati, della grande diaspora che disseminò genti sabelliche dal centro della Penisola in gran parte dell’Italia centrale e meridionale.

*Safnio/Samnium/Sannio era il nome del vasto territorio che si estendeva dai Piceni, i *Safini/Sabini/Samnites stanziati più a settentrione, fino ai Lucani a meridione.

I Romani < latinizzarono > i nomi dei popoli con cui confinavano: *Safini divenne Sabini, gli abitanti della Sabina, mentre *Safnio/Samnium/Sannio non indicava più la vasta area centro-meridionale della penisola italica occupata con le migrazioni dei *Safini/Sabini, ma solo il territorio occupato dai gruppi dei *Safini/Sabini che i Romani chiamarono Sanniti che nelle loro nuove sedi avevano preso il nome di Carecini, di Pentri, di Frentani, di Irpini, di Caudini.

I Pentri occuparono una parte dell’Abruzzo meridionale, oggi in provincia de L’Aquila: Aufidena sannita, oggi Alfedena, ed Aufidena romana, oggi Castel di Sangro; il territorio dell’odierna provincia di Isernia ed una parte della provincia meridionale di Chieti, con  i centri che corrispondono a: San Giovanni Lipioni, Castiglione M. M., Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna, Celenza.

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Il territorio (confine rosso) dei Sanniti/Pentri con i territori delle province de L’Aquila, di Chieti, di Isernia e di Campobasso. Il territorio (confine nero) dei Frentani di Larino

Occuparono anche la parte interna del territorio della provincia di Campobasso, dal massiccio del Matese fino all’inizio dell’attuale lago del Liscione, escludendo i territori di Guardialfiera, di Casacalenda, fino alla costa adriatica dove si erano stanziati i Frentani di Larino.

A nord dei confini del territorio dei Pentri, la loro capitale era Bovaianom/Bovianum/Bojano, fondata alle falde settentrionali del massiccio del Matese, vi erano Carecini, loro consanguinei, con i centri di Juvanum (Montenerodomo) e di Cluviae (Casoli); a nord est i Frentani di Lanciano e di Larino; più a sud i Caudini, capitale Caudium/Montesarchio e gli Irpini, con capitale Maleventum/Beneventun/Benevento.

Le 5 popolazioni  di origine Sabina, fatta eccezione in seguito per i Frentani, costituirono una lega che per circa 50 anni contrastò l’espansione romana.

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1. Carecini.2. Pentri. 3. Caudini. 4. Irpini  5. Frentani.

 Nelle epoche storiche non è mai esistito un territorio denominato Alto Sannio.

Salmon (1984), il padre della storiografia sannitica, ha scritto: Il Sannio era l’altopiano interno al centro dell’Italia meridionale, delimitato a nord dal fiume Sangro e dalle terre dei Marsi e dei Peligni, a sud dal fiume Ofanto e dalle terre dei Lucani, ad est dal Tavoliere di Puglia e dalle terre dei Frentani, ad est dalla Pianura Campana e dalle terre degli Aurunci, Sidicini e Latini.

Salmon, ricordando la riforma augustea, divide il Sannio: La terra dei Caudini (Sannio occidentale) era nella Regione I (Lazio e Campania); la terra degli Irpini (Sannio meridionale) per al maggior parte nella Regione II (Puglia) e la terra dei Carecini e dei Pentri (Sannio settentrionale) per la maggior parte nella Regione IV (Sannio).

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Nelle epoche successive alla conquista romana della penisola italica, il toponimo Samnium/Sannio non identificò più gli stessi territori.

La riforma augustea divise l’Italia in XI regioni

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 Plinio (I sec.) ricordò la IV Regione denominata Samnium: includeva le popolazioni di origine Sabina, ma escludeva i Frentani di Larino, i Caudini, gli Irpini ed i Lucani, assegnati alla II Regione denominata Apulia et Calabria.

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Il territorio  (confine nero)ed i popoli della IV Regione augustea SAMNIUM.

Nell’anno 297, Diocleziano creò 12 distretti amministrativi, le Provinciae: Campania et Samnium comprendeva i popoli di origine Sabina con l’esclusione dei Piceni (vedi cartina).

la "provincia" "Campania et Samnium" al tempo di Diocleziano.

Un’altra riforma separò i popoli di origine Sabina nelle nuove provinciae: Valeria, Campania, Samnium.

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Le provinciae: 1. Valeria. 2. Campania. 3. Samnium  4. Apulia.

Ancora una riforma istituì la Provincia autonoma Samnium  con i territori dei Marrucini, Carecini, Frentani, Pentri ed una parte del territorio dei Caudini  (Alife, Telese) con l’esclusione di Caudium/Montesarchio, loro capitale, ed il territorio degli Irpini, con capitale Beneventum/Benevento.

Successivamente, prima dell’anno 346, il Samnium divenne autonomo: Provinciae Samnium, con i territori dei Marrucini, Carecini, Frentani, Pentri  e parte del territori dei Caudini con le città Alife e Telese.

la "provincia" "SAMNIUM"  IV sec.

La provincia SAMNIUM

Dove localizzare un Alto Sannio ?

La terra dei Carecini e dei Pentri è stata considerata da Salmon Sannio settentrionale, potremmo considerarlo < impropriamente > alto Sannio rispetto al territorio dei Caudini e degli Irpini, ma non è tale in quanto la restante parte dei territori dei popoli di origine Sabini era a nord.

Geograficamente Alto Sannio dovrebbe essere  il territorio dei Piceni, localizzato più a nord degli altri insediamenti.

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Alto Sannio: il territorio dei Piceni, più a nord degli altri territorio del Sannio.

Dovendo localizzare un Alto Sannio in base alla altimetria, si contendono il primato: il territori dei Safini/Sanniti/Peligni, con il massiccio della Maiella e quello dei Safini/Sabini/Vestini, con il massiccio del Gran Sasso.

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Alto Sannio: il territorio più elevati dei Vestini (azzurro) o dei Peligni (nero).

 La Storia non ha mai ricordato Alto Sannio, ma nel corso degli  anni si è radicata la convinzione che il toponimo Sannio identifichi solo il territorio che, comprendendo quello dei Caudini, corrisponde alla provincia di Benevento, il cui capoluogo era stato la capitale degli Irpini; oggi il toponimo Irpinia identifica unicamente la provincia di Avellino.

SANNIO IRPINIA

Nel territorio denominato Sannio che in modo < improprio > identifica la provincia di Benevento che comprende il territorio già dei Caudini

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La provincia di Benevento (già territorio irpino) comprende il territorio (confine celeste) dei Caudini con capitale Caudio/Montesarchio.

è stato “inventato” un Alto Sannio che a nord confina con il Molise dei Pentri, ad est con la regione Puglia ed a sud con la provincia di Avellino, già una parte del territorio degli Irpini.

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Il territorio (confine rosso) Alto Sannio nella provincia di Benevento/Sannio. Il territorio (confine verde) dei Pentri. Il territorio (confine celeste) dell’ Irpinia nella provincia di Avellino.

Nell’Enciclopedia Treccani  (sito internet) si legge: La città (Benevento) era servita inoltre dalla via dell’Alto Sannio, che raggiungeva la pianura di contrada Cellarulo, presso la confluenza del Sabato nel Calore, attraverso il pons Maior su quest’ultimo fiume, proseguendo poi per l’Irpinia e il Salernitano. Dopo il crollo del ponte, che per questo fu detto Fratto, la strada divenne raggiungibile attraverso il ramo prossimo a B. della via Latina, che giungeva dalla valle telesina.

La via dell’Alto Sannio serviva La città che era stata la capitale degli Irpini: scrivere proseguendo poi per l’Irpinia, significa che Benevento non è localizzata nel territorio di cui era stata la capitale.

Internet è ricca di riferimenti a Alto Sannio nella provincia di Benevento/Sannio.

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Il logo di una società podistica.

ALTO SANNIOI protagonista delle primarie del DS.

ALTO SANNIO protagonista delle primarie del DS.

Alcuni interessanti articoli di internet permettono di identificare i Comuni della provincia di Benevento/Sannio che si localizzano nell’Alto Sannio.

LUPI  (Sanniopress) – Quattro lupi uccisi nell’Alto Sannio, in provincia di Benevento, nell’arco di pochi mesi. A dimostrazione di come il fenomeno del bracconaggio ai danni della fauna selvatica protetta sia ancora attuale in tutto l’Appennino. Due esemplari ammazzati per mezzo di arma da fuoco nei mesi scorsi e due avvelenati sono stati rinvenuti, infatti, a distanza di poche settimane dal Comando Stazione forestale di San Marco dei Cavoti.

Da http://www.eptbenevento.it : Parchi e natura – Alto Sannio, da Morcone alla valle del Tammaro.

foto  Un itinerario nell’Alto Sannio tra storia, arte e natura. Si parte da Morcone per escursioni naturalistiche fino ai 1.400 metri di Bocca della Selva, nel cuore del Parco del Matese alla scoperta di un itinerario lungo la Valle del Tammaro, attraversando paesi dai suggestivi nomi medievali come Pontelandolfo, Fragneto Monforte, Fragneto l’Abate e Campolattaro.
Da www.comune.santacrocedel sannio. Santa Croce Del Sannio, piccolo e caratteristico paesino dell’Alto Sannio, si colloca a 700 metri s.l.m., ai confini con la regione Molise. La presenza di zone … .
 Pubblicato da  nella giornata di: venerdì, 15 nov 2013. In NewsPaesiPolitica. Si è costituito il comitato « Alto Sannio for Cuperlo» con l’elenco dei comuni: Baselice, Campolattaro, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Morcone, Reino, Sassinoro e San Giorgio la Molara.

Il Molise, o meglio il territorio denominato alto Molise, vuole contendere alla provincia di BeneventoSannio per antonomasia, la localizzazione di un Alto Sannio, identificandolo nei territori dei Comuni di Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo e Alfedenanon c’è originalità e già altri hanno creato confusione a coloro che vorrebbero conoscere la vera Storia dei Sanniti.

Oreste Gentile.