ALTO SANNIO o NAZIONE SANNITA? VOGLIONO RISCRIVERE LA STORIA DEI SANNITI.

Il romanzo storico avrebbe permesso al lettore di conoscere i ricordi dell’eroe pentro Gaio Papio Mutilo attraverso una storia inventata, ma alcuni commenti hanno finito per creare delle gratuite deduzioni e dei facili entusiasmi.“

E’ la considerazione che conclude l’articolo VITELIU IL NOME DELLA LIBERTA’: UN ROMANZO “STORICO” O UNA PUBBLICAZIONE “STORICA?, già pubblicato in questo blog.

Le gratuite deduzioni ed i facili entusiasmi hanno originato una iniziativa quanto mai lodevole, ma, ancora una volta, hanno fatto riferimento ad un territorio denominato Alto Sannio, un toponimo che non è mai esistito nella Storia, utilizzato frequentemente nella citata pubblicazione.

I mass media hanno dato ampio risalto al  progetto Parco archeologico ‘Alto Sannio’, descrivendo i territori  che lo formeranno: una parte meridionale delle province di Aquila e di Chieti ed una parte settentrionale della provincia di Isernia.

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I territori (confine nero) dei Comuni che faranno parte del Parco.

Lo scopo: Recuperare l’identità storica che abbraccia Molise e Abruzzo. Un progetto che coinvolge diversi centri dei territori regionali sopra menzionati.

Ciò che sorprende è la scelta di identificare il Parco archeologico con il toponimo Alto Sannio, un territorio, mai esistito nella Storia: i promotori, convinti del contrario, lo hanno localizzato in particolare i Comuni di Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo e Alfedena.

Il Molise, o meglio il territorio a nord-est denominato Alto Molise per la posizione geografica ed altimetrica, solo oggi vuole contendere alla provincia di BeneventoSannio per antonomasia, la localizzazione di Alto Sannio (vedi articolo nel blog) nei territori che faranno parte del Parco archeologico.
La scelta del toponimo non è originale, ma amplifica una errata interpretazione della fonti classiche e, non tenendo conto delle nuove scoperte archeologiche, genera confusione a quanti vorrebbero conoscere la Storia dei  popoli italici, in particolare, quella dei Sanniti.
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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Molise.

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Il territorio (confine rosso) di Alto Sannio, nome antico < sconosciuto >, abitato da una popolazione < anonima >.

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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Sannio nella provincia di Benevento.

Divulgano < notizie storiche, false e tendenziose > sulla migrazione (ver sacrum) dei giovani Sabini, ostinandosi a sostenere l’esistenza di una comunità < autonoma > e, soprattutto,  < anonima > che si era stabilita nei territori dell’Alto Sannio, compresi fra l’alto Sangro, l’alto Molise e l’alto Vastese, spesso ricordata con l’acronimo ALMOSAVA, anche se, seguendo la localizzazione geografica e non l’ordine alfabetico, risulta ALSAMOVA.

C’è chi sostiene: La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante (sic), e la valle del Sente (sic) , con Castiglione (sic) e Schiavi (sic): fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., …. […]. Qui nacque la Nazione Sannita (sic) .

C’è chi consideraL’ALTOSANNIO (sic), territorio coincidente con l’Almosava (sic), il luogo di origine della nazione sannita (sic) che per almeno cinque secoli (VI-I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogirardi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen (sic), le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi (sic) nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un (sic) secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Nessuna fonte storica ricorda Alto Sannio o nazione sannita, la sua localizzazione fra l’Alto-Molise-Sangro-Vastese (ALMOSAVA); , soprattutto, lo considera il luogo di origine della nazione sannita.

Quanti descrivono la storia del territorio dell’alto corso del fiume Sangroripropongono l’opinione de il leggendario archeologo Mommsen nella sua Storia Romana (1857): La tradizione racconta come i Sabini, incalzati dagli Umbri, votassero una primavera sacra, vale a dire, che giurassero di mandar fuori per fondare in paesi esteri agli Dei nazionali tutti i figli e le figlie, che fossero nate nell’anno della guerra, tosto ch’essi fosser pervenuti in età da ciò. uno di questi sciami votivi fu condotto dal toro di Marte e diè origine ai Sabini o Sanniti che prima presero stanza sui monti lungo il fiume Sagro, e di là partendo occuparono in appresso il bel piano a levante del monte del Matese alle sorgenti del Tiferno, e nell’antico e nuovo territorio, dal toro che li capitanò, chiamarono Boviano i luoghi delle loro adunanze e dei loro magistrati, posti nel territorio antico presso Agnone, nel nuovo presso Boiano. La picca di Marte guidò la seconda colonia votiva , da cui uscirono i Picenti, popolo astato, che occupò il paese che oggidì la Marca d’Ancona. Una terza colonia sotto l’insegne di un lupo (hyrpus) fermò stanza nel paese di Benevento e prese il nome di Irpini. Nello stesso modo dallo stipite comune si ramificarono le altre  ma…..piccole ramificazioni … .

Mommsen, localizzò nel territorio antico presso Agnone l’arrivo della migrazione, ma non identificò la nuova tribù, né identificò la tribù che si stanziò  nel bel piano a levante del monte del Matese alle sorgenti del Tiferno, di cui la Storia ha tramandato il nome: Pentri. Convinto che fossero state fondate due città denominate Boviano, localizzò la prima, la vetus, nel territorio antico presso Agnone, la< nuova  > presso l’odierna Boiano.

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Il territorio (rosso) descritto da Mommsen e la  II migrazione  (freccia nera) verso il Matese.

1. Le teorie del leggendario archeologo Mommsen sono state smentite dagli scavi archeologici nel sito del santuario italico di Pietrabbondante e dagli studi di La Regina, pubblicati nell’anno 1966 in Le iscrizioni osche di Pietrabbondante e la questione di Bovianum Vetus.

Per  fare chiarezza: Bovianum Vetus identificava una delle due Boviano localizzata da Mommsen nel territorio presso Agnone, ma La Regina scrive: L’identificazione di Pietrabbondante con Bovianum Vetus risale a Th. Mommsen il quale nel 1846, dopo aver visitato il Sannio, espose la sua tesi, dapprima ipotetica, confermandola però pochi anni dopo. Essa si fondava essenzialmente sull’iscrizione V. 150, rivenuta a Pietrabbondante. […].

Conclude La Regina: E’ possibile dunque affermare che l’identificazione di Pietrabbondante con Bovianum Vetus è erronea e che le testimonianze antiche su Bovianum sono tutte relative a Boiano.

Salmon (1977), il padre della storiografia dei Sanniti, ha scritto in proposito nella prefazione alla prima edizione (1967) de Il Sannio e i Sanniti: Il mio rincrescimento che l’opinione di questi di questi studiosi (Valerio Cianfarani ed Adriano La Regina, n. d. r.) su Bovianum Vetus mi sia divenuta nota solo dopo che il mio lavoro era già in tipografia, è temperato solo dalla confortante constatazione che sono nella loro ben informata compagnia nell’assegnare Pietrabbondante ai Pentri, e non, come Mommsen, ai Carecini.

Salmon, nella prefazione alla edizione italiana (1977) della stessa pubblicazione, ha scritto: Nei dieci anni trascorsi dall’uscita della prima edizione inglese di questo libro sono emerse nuove informazioni sui Sanniti. Il territorio dei poco conosciuti Carecini è stato identificato con una certa sicurezza, ed è ora evidente che non può aver incluso né Pietrabbondante né Alfedena, i siti portati alla luce che fino ad ora gli venivano attribuiti; entrambe le località appartenevano senza dubbio ai Pentri. Inoltre Pietrabbondante non è la Bovianum Vetus citata da Plinio il Vecchio (Naturalis historia III 107). […]. Il testo è stato corretto e la bibliografia aggiornata alla luce delle conoscenze di questi anni.

2. I fautori dell’esistenza di Alto Sannio o nazione sannita avrebbero dovuto leggere con più attenzione quanto scrisse Mommsen: Una terza colonia sotto l’insegne di un lupo (hyrpus) fermò stanza nel paese di Benevento e prese il nome di Irpini. Nello stesso modo dallo stipite comune si ramificarono le altre piccole ramificazioni; è chiaro che dall’ Alto Sannio o nazione sannita nessuno migrò verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

 Non è giusto divulgare che Alto Sannio o nazione sannita  fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., … Qui nacque la Nazione Sannita …  o che  L’ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, il luogo di origine  nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI-I a. C.) […] fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Le date ricordate riducono l’epopea dei Sanniti: dal VI al IV secolo a. C., 200 anni sono davvero pochi per un popolo che è stato protagonista nella Storia dall’VIII sec. a. C., inizio della migrazione (ver sacrum), fino al I sec. a. C., con la definitiva conquista Romana;  mentre ai cinque secoli (VI-I a. C.)  bisogna sommare altri 200 anni, calcolati dall’VIII sec. a. C. al  VI sec. a. C..

Devoto (1967): Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud., a causa della crescita demografica, folti gruppi di giovani abitanti nella Sabina, furono costretti ad emigrare (rito del ver sacrum) e diedero origine ai Sanniti che occuparono un vasto territorio centro-meridionale della penisola italica, formando delle nuove comunità con nomi diversi.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Il territorio (rosso) della SABINA e l’espansione dei Sabini  verso il centro-meridione della penisola italica.

Devoto,  smentisce Mommsen  ed i  suoi < nostalgici >:  Sicchè  solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione. Sono queste le tribù dei Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro; quella dei Pentri con la capitale Boviano, nell’alto bacino dell’alto Trigno,  del Biferno, del Fibreno, del Volturno; quella degli Irpini; quella degli Irpini nel bacino del Calore, nelle attuali città di Benevento e di Avellino (e in parte di Foggia); quella dei Caudini, più a occidente, con le città di Caudio e Saticula sulla sinistra del Calore, Telesia fra il Calore e il Volturno, Combulteria , Trebula, Caiazia sulla destra del Volturno: una tribù che confinava direttamente con gli stati della Campania. (N. B.: come abbiamo già esaminato, le nuove ricerche archeologiche ed i nuovi studi di La Regina provano che Alfedena, nè   Bovianum Vetus/Pietrabbondante erano state la capitale dei Carecini.).

Devoto era a conoscenza che i Pentri non migrarono dall’ Alto Sannio o nazione sannita per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani; scrivendo,  Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro, condivide l’opinione di Mommsen, smentita da La Regina, ma, al contrario dello storico tedesco, conferma che era esistita una Bovianum e che nessun territorio denominato Alto Sannio o nazione sannita era stato la culla della Comunità genetica perché solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione: Carecini, Pentri, Irpini e Caudini.

Dove era il Sannio e chi erano i Sanniti ?

Devoto: Da una forma italica *Safio- è stato derivato il nome di *Safini, latinizzato nella forma Sabini; è il termine che indica le tribù più vicine a Roma dalla parte di nord-est, più tardi tutto il territorio compreso tra il Nera e l’Aterno. Da una forma italica *Safno- è stato derivato il nome della regione *Safnio, in latino Samnium, in osco safinim: da questo, con suffisso greco, il nome degli abitanti Samnites, che compare per la prima volta nella forma Saunitai nello Pseudo-Scilace.

*Safnio/Samnium/Sannio era il nome del vasto territorio: si estendeva dai Piceni , i *Safini/Sabini/Samnites stanziati a settentrione, fino ai *Safini/Sabini/Samnites/Lucani a meridione.

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Il territorio (confine rosso) denominato *Safnio/Samnium/Sannio, abitato dai *Safini/Sabini/Sanniti.

Sorprende non poco quanto www. AltoMolise.net attribuisce a La Regina in occasione della presentazione del progetto Parco archeologico dell’Alto Sannio: La Regina nel suo discorso ha tracciato un quadro archeologico d’insieme fra alto Molise e alto Sangro-Vastese. Definendole le terre dove l’Italia nacque, … ,www. laquilablog.it: Ne è convinto il  professor Adriano La Regina (sic), che ha speso gran parte  della sua vita  sui siti archeologici interessati e che non si stanca di ricordarci come l’Alto Sannio sia «la terra dove l’Italia nacque» (sic).

La Regina (1984) ha scritto: I Pentri occupavano gran parte del Molise, con esclusione di tutta la fascia costiera per un’ampiezza verso l’interno di circa 25-30 km., e si estendeva oltre i confini in Abruzzo, su un tratto della valle del Sangro (Opi, Alfedena, Castel di Sangro, Roccacinquemiglia) sulla sinistra del Trigno a nord e ad ovest di Trivento (Schiavi d’Abruzzo, S. Giovanni Lipioni) e, verso sud, sul versante campano del Matese fino al Volturno.

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Il territorio (confine rosso/nero) dei *Safini/Sabini/Sanniti/Pentri, oggi diviso amministrativamente tra le province de L’Aquila, Chieti, Isernia e Campobasso. Della provincia di Campobasso fa parte anche l’antico territorio (nero) dei *Safini/Sabini/Sanniti/Frentani di Larino.

Cianfarani (1978): Fra tutte le antiche leggende e tradizioni delle genti dell’Abruzzo e del Molise quella relativa alla migrazione per la quale i Sabini divennero Samnites è la più ampia e circostanziata. Essa merita di essere riferita in tutti i suoi particolari, così come ci è stata trasmessa dagli antichi, e di essere integrata per quel tanto che l’integrazione può contenere elementi di una realtà storica; infatti l’esodo dei Sabini va inteso come episodio, rimasto tenace nella memoria degli emigrati, della grande diaspora che disseminò genti sabelliche dal centro della Penisola in gran parte dell’Italia centrale e meridionale.

Cianfarani ignora che nel passato esisteva un territorio < anonimo >, solo oggi denominato Alto Sannio o nazione sannita abitato da un popolo < anonimo >, ed in netto disaccordo con Mommsenricorda che sono esistiti dei popoli originati dai *Safini/Sabini in occasione della migrazione (ver sacrum): I Frentani per loro ascendenza e i Carecini per la loro localizzazione appaiono in stretto rapporto con i Sanniti Pentri; a costoro, che di tutte le genti sannitiche costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione sabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano. La città è alle scaturigini del Biferno, ai piedi del monte Miletto, la massima cima del massiccio del Matese, e tutta la zona, pianeggiante in parte, che si allunga sotto le pendici del massiccio da Isernia a Sepino, è territorio pentro per eccellenza.

Pallottino (1984), ignora che nel passato esisteva un territorio < anonimo >, oggi denominato Alto Sannio o nazione sannita, scrive, in disaccordo con MommsenMa la presenza dei Sabini con movimento verso occidente è ricordata fin nella valle del Tevere in tempi piuttosto remoti come prova la loro implicazione nelle stesse tradizioni della fondazione di Roma. Al nucleo originario si ricollegano, con una differenziazione verosimilmente più tardiva, diversi popoli dell’area abruzzese (Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, ecc.); mentre più a sud appartengono alla stessa stirpe i Sanniti del Molise e della Campania, dalla cui diaspora gemmeranno in piena età storica i Campani, i Lucani, i Bruzi. […]. Matrice di tutte le genti italiche migranti nell’Italia meridionale sono i Sanniti del Molise e dell’Irpinia, a loro volta collegati ai Sabini secondo la tradizione, e recanti lo stesso nome (Safinim in osco = Samnium; la forma Samnites deriva da Samnium).

Ai sostenitori di Alto Sannio o nazione sannita e di Mommsen, è bene evidenziare quanto scrive ancora Pallottino: Matrice di tutte le genti italiche migranti nell’Italia meridionale sono i Sanniti del Molise e dell’Irpinia, a loro volta collegati ai Sabini secondo la tradizione, e recanti lo stesso nome (Safinim in osco = Samnium; la forma Samnites deriva da Samnium).

Ai sostenitori di Alto Sannio o nazione sannitica e di Mommsen, è bene evidenziare quanto scrive La Regina (1984):

L’area dell’attuale Molise era occupata, all’inizio delle guerre sannitiche, da popolazioni italiche omogenee per caratteri culturali e linguistici, tutte appartenenti al ceppo sannitico, o sabellico, ma organizzato in due entità politiche, lo stato dei << Samnites [Pentri] >> e lo stato dei << [Samnites] Frentani >>.  Ambedue derivavano da un nucleo originario di genti contraddistinte in lingua osca dall’etnico < safin >, la cui area di diffusione sul versante adriatico dell’Italia, ancora nella metà del V secolo, si estendeva a nord fino al fiume Tronto.

La Regina probabilmente fa riferimento al pari di Devoto, al Periplo di Scilace di Carianda (VI-V sec. a. C.), che ricordò l’estensione lungo la costa adriatica del territorio denominato *Safnio/Samnium/Sannio: 15 Sanniti. Dopo gli iapigi, a partire dal monte Orione, ci sono i sanniti. A questo popolo appartengono le seguenti lingue o parlate: laterni, opici, cramoni, bosentini e peucezi, che vanno dal mar Tirreno fino all’Adriatico. La navigazione costiera della terra dei sanniti dura due giorni e una notte. 16 Umbri. Dopo i sanniti c’è il popolo degli umbri, e nella loro terra si trova la città di Ancona.

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Il territorio costiero (rosso) del *Safnio/Samnium/Sannio lungo il mare Adriatico, dal promontorio del Gargano alla città di Ancona

Lungo la costa adriatica, ricordò Scilace, si erano già stanziati  i popoli originati dalla migrazione (ver sacrum) dalla Sabina; essi erano: i Frentani, i Marrucini, i Vestini ed i Piceni; all’interno vi erano gli Aequi, i Marsi, i Peligni, i Carecini, i Pentri, i Caudini, gli Irpini ed i Lucani.

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La costa adriatica (rossa9 dove si erano stanziati i *Safini/Sabini/Sanniti: Frentani, Marruciuni, Vestini e Piceni.

Nessuno dei nuovi popoli era emigrato da un territorio denominato Alto Sannio  o nazione sannita.

E’ bene evidenziare ancora una volta:  i fautori di Alto Sannio o di una  nazione sannita (in figura, confine rosso), contrariamente al parere delle fonti classiche e degli storici, sono convinti che Alto Sannio o nazione sannita e non dalla Sabina, migrò una popolazione < anonima > che avrebbe dato origine ai Pentri e questi, successivamente, ai Caudini, agli Irpini ed ai Lucani.

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Il territorio (confine rosso) dell’Alto Sannio o Nazione Sannita, abitato da una popolazione (?) < anonima > che avrebbe dato origine ai Pentri e questi ai Caudini, agli Irpini ed ai Lucani.

Tagliamonte (1996): Secondo la tradizione più accreditata (Varro, ling. 7. 29; apud Gell. 11. 1. 5; Fest. P. 436 L; Strabo 5. 4. 12; App. Samn. 4. 5; Paul. Fest. P. 436 L; Schol. Isid., ad etym. 14. 4. 18) i Sanniti sarebbero stati originari della Sabina e la loro migrazione si sarebbe realizzata nelle forme rituali di un ver sacrum (<< primavera sacra >>). Nel caso del ver sacrum all’origine dei Sanniti la descrizione più completa è quella fornita da Strabone (5. 4. 12) che tra le varie fonti è in genere quella più sistematica sulle tradizioni etnografiche.

Le fonti classiche e gli storici, tranne Mommsen, concordano nel ritenere che solo la Sabina fu interessata dalla migrazione (ver sacrum) verso i territori centro-meridionali della penisola italica.

Dalla "SABINA" alle tribù dei "Safini/Sanniti".

Dalla SABINA  (confine rosso) ai popoli dei *Safini/Sabini/Sanniti.

La Storia tramanda che i territori pertinenti alla provincia de L’Aquila: Alfedena, la sannitica/pentra/romana Aufidena, Castel di Sangro, la romana Aufidena; gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogirardi, Capracotta, Pescopenataro, Agnone e Pietrabbondante, in provincia di Isernia, con i territori pertinenti agli attuali comuni dell’alto vastese: Castiglione M. M., Schiavi d’Abruzzo, San Giovanni Lipioni, Torrebruna e Celenza, fin dalla loro fondazione, fecero parte dello lo stato dei << Samnites [Pentri] >> (vedi La Regina).

Il < fantasioso > territorio ALTO SANNIO/ALMOSAVA o Nazione Sannita non è mai esistito nella Storia.

Salmon, con la riforma augustea (I sec. d. C.), non esistendo un Alto Sannio o nazione sannita, tratta di un Sannio Settentrionale per indicare la localizzazione geografica dei due distinti territori occupati dai Sanniti/Carecini e dai Sanniti/Pentri rispetto a quelli dei Sanniti/Caudini e dei Sanniti/Irpini: La terra dei Caudini (Sannio occidentale) era nella Regione I (Lazio e Campoania); la terra degli Irpini (Sannio meridionale) per la maggior parte nella Regione II (Puglia) e la terra dei Carecini e dei Pentri (Sannio settentrionale) per la maggior parte era nella IV Regione (Sannio).

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La Lega Sannita. Sannio settentrionale: Carecini e Pentri. Sannio occidentale: Caudini. Sannio meridionale: Irpini.

Si evince che le terre dove l’Italia nacque non era il territorio denominato Alto Sannio/ALMOSAVA o nazione sannita perché l’Italia nacque dal ver sacrum dei Sabini la cui migrazione originò la prima Italia (Pallottino, 1984).

Il toponimo Alto Sannio, tenendo conto di ciò che tramandano le fonti classiche e gli storici, potrebbe essere utilizzato solo per  localizzare uno dei territori occupati dai *Safini/Sabini/Sanniti in base alla posizione geografica ed all’altimetria.

Per la posizione geografica, il territorio dei  *Safini/Sabini/Sanniti/Piceni , più a nord degli agli altri territori, potrebbe essere considerato l’Alto Sannio;

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Il territorio dei *Safini/Sabini/Sanniti/Piceni.

nel secondo caso, i contendenti sono: il territorio dei  *Safini/Sabini /Sanniti/Vestini per la presenza del massiccio del Gran Sasso o il territorio dei *Safini/Sabini/Sanniti/Peligni per la presenza del massiccio della Maiella.

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Il territorio (confine azzurro) dei Vestini ed il territorio (confine nero) dei Peligni.

L’utilizzo improprio del toponimo Alto Sannio o nazione sannita altera la Storia del *Safini/Sabini/Sanniti.

Oreste Gentile.

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