ALTO SANNIO/ALMOSAVA/nazione sannita: così riscrivono la Storia dei Sanniti/Pentri.

<… ne ottenne un mappa. Allora dissero: << Ecco il tuo Alto Sannio, o popolo, credi !…. (Esodo 32, 1-20,mod.to ).

Così fu, essi credettero !  

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La mappa pubblicata in Viteliu Il nome della libertà di N. Mastronardi (2012).

La mappa, pubblicata in VITELIU Il nome della libertà, illustra il territorio localizzato tra la parte meridionale della provincia di L’Aquila, l’alto Molise, in provincia di Isernia ed una parte meridionale della provincia di Chieti.

Il romanzo avrebbe dovuto illustrare, attraverso il racconto fantasioso di un vecchio superstite, la storia dei Sanniti, invece ha creato delle gratuite deduzioni e dei facili entusiasmi tanto da essere giudicato la < vera > storia dei Sanniti/Pentri.

Digitando alto Sannio su google immagini appare la mappa pubblicata nel romanzo, con scritto in alto a sn. ALMOSAVA, l’acronimo di Alto MoliseSangroVastese, accompagnata dall’articolo di Delli Quadri (agosto 2013):

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L’ ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, vale a dire l’ Alto-Molise-Sangro-Vastese, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

Chi conosce la Storia del popolo dei Sanniti, in particolare dei Pentri, resta sorpreso ed incredulo perché la Storia tramanda una realtà molto, ma molto diversa, ben sapendo che quanto propose nell’anno 1857 il leggendario archeologo Mommsen è stato smentito dagli scavi archeologici nel territorio di Pietrabbondante e dagli studi di Valerio Cianfarani e Adriano La Regina.

Un altro articolo di internet conferma la confusione che si è creata; infatti, l’autore del romanzo, scrive (giugno 2013): Il territorio di Capracotta, in epoca protostorica (età del ferro) ha visto nascere una Nazione che non ebbe eguali nella storia: quella Sannita. La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante, e la valle del Sente, con Castiglione e Schiavi: fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., la potenza che Roma dovette affrontare per strutturarsi e grazie alla quale potè diventare impero.  […] Qui nacque la Nazione e qui, dopo trecento anni di lotte per la libertà, accadde il genocidio e, con esso, la cancellazione di queste terre dalla storia, così come volle Lucio Cornelio Silla. Il dittatore romano tentò con tutti i mezzi –vi riuscì in gran parte- di far dimenticare i nomi dei luoghi e dei Monti che avevano generato la formidabile stirpe che aveva umiliato Roma e che, più volte in tre secoli aveva messo in forse persino la sua esistenza.

Di fronte a questi giudizi si comprende il fine < campanilistico > del romanzo,  evidenziato anche dall’analisi della mappa pubblicata su internet, rielaborata per meglio localizzare ed identificare le strade, i fiumi e gli antichi siti.

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1. Aufidena = Alfedena. 2. Hereclanom = Schiavi d’Abruzzo. 3. Pesco di Guardia = Pescopennataro. 4. Trevento = Trivento. 5. La Pietra che viene Aventi = Pietrabbondante. 6. M. Karakenòs = Monte Saraceno. 7. Santuario della Nazione = Teatro Italico di Pietrabbondante. 8. Città del Toro Sacro nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle = Le Civitelle. 9. Akudunnio = ? . 10. Touxion = ? .

Nel territorio denominato Alto Sannio, ALMOSAVA o nazione sannita di cui ignorano l’antico nome ed il nome del popolo che lo abitava, sono stati evidenziati alcuni siti che la Storia localizza in altri territori o che non sono mai esistiti: Akudunnio, Touxion, Città del Toro e Hereclanom.

Akuunnio, corretto nella forma osca Akudunniad, dovrebbe identificare Aquilonia, localizzata da alcuni  studiosi presso Colli al Volturno (IS), altri su monte Vairano nel comune di Baranello (CB): nell’uno o nell’altro caso, i due insediamenti erano/sono a sud ovest e a sud est nell’antico territorio dei Pentri.

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Il territorio (rosso) dei Sanniti/Pentri  con i territori in prov. di L’Aquila e di Chieti, con quelli della provincia di Isernia e parte della provincia di Campobasso che comprende anche il territorio (nero) dei Frenati di Larino. Il territorio dell’Alto Sannio, ALMOSAVA o nazione sannitica (viola). 1. Colli al Volturno. 2. Baranello. 3. Bojano, Bovianum, capitale dei Sanniti/Pentri.

Touxion; sue notizie da Tagliamonte (2002-2003): L’ideologia della vittoria, del resto, pervade così fortemente di sè il culto, da fare con ogni probabilità assimilare una delle divinità titolari del santuario (di Pietrabbondante, n. d. r.) a quella Afrodite Nikeproros, la cui statua fu trasferita da Touxion (ovvero Cominium Tuticum, cioè Pietrabbondante in nota: sull’identificazione di Pietrabbondante con Cominium (Tuticum), già proposta dall’antiquaria ottocentesca e in anni più recenti da A. La Regina, vedi ultimo Colonna 1996: 128.) a Roma per opera di Q. Fabius Maximus Gurges all’epoca della III guerra sannitica.

Da quanto letto, Tagliamonte per identificare Touxion  (ovvero Cominium Tuticum) con Pietrabbondante, ha identificato Fabio Fabriciano (ricordato dai Parelleli minora) con Fabius Maximus Gurges, che fu proconsole nell’anno 291 a. C., come sostiene Salmon (1977), che scrive: Il proconsole Fabio Gurgite sgominò i Pentri muovendo attraverso la gola del Matese che si trova all’estremità meridionale del Massiccio del Matese, dove la fortezza di Saepinum non costituiva ormai più un ostacolo, e conquistò la roccaforte di Cominium Ocritum, mentre il console Postumio Megelo, muovendo dall’Apulia, sbaragliava gli Irpini.

Se corrisponde alla realtà quanto scrive Salmon, il territorio interessato dagli scontri  si trova all’estremità meridionale del Massiccio del Matese, dove la fortezza di Saepinum, quindi Cominium Ocritum (Dionisio di Alicarnasso citò Cominio) non può essere identificato con Pietrabbondante che era/è sito al nord del territorio dei Pentri. Inoltre nei Paralleli minora, Touxion era ritenuta la metropoli dei Sanniti, forse i Pentri, che avevano già la loro metropoli in Bovaianom/Bovianum/Bojano.

Città del Toro nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle = Le Civitelle, stando alla tradizione della migrazione (ver sacrum), dovrebbe indicare il luogo dove si fermò l’anima-guida, il toro o il bue, fondare la metropoli/capitale ed una nuova tribù.

Delli Quadri: L’ ALTOSANNIO, territorio coincidente con l’Almosava, vale a dire l’ Alto-Molise-Sangro-Vastese, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli, Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani, mentre Mastronardi: Il territorio di Capracotta, in epoca protostorica (età del ferro) ha visto nascere una Nazione che non ebbe eguali nella storia: quella Sannita. La valle del Verrino con gli attuali comuni di Agnone e Pietrabbondante, e la valle del Sente, con Castiglione e Schiavi: fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal …. .

Salmon (1974), che conosceva gli studi di Cianfarani e La regina, scrive: La tradizione vuole che i primi sacrati a stabilirsi nel Sannio fossero stati condotti da un << Comius Castronius >> e da un toro a Bovianum, che divenne la culla della loro nazione.

Cianfarani (1978): I Frentani per la loro ascendenza e i Carecini per la loro localizzazione appaiono in stretto rapporto con i Sanniti Pentri; a costoro, che di tutte le genti sannitiche costituivano il nerbo, va riferita la leggenda della migrazione dsabina, alla quale, in virtù del mitico bove, s’è voluta altresì riportare l’origine di Bovianum, l’attuale Boiano. La città è alle scaturigini del Biferno, ai piedi del massiccio del Matese, e tutta la zona, pianeggiante in parte, che si dilunga sotto le pendici del massiccio da Isernia a Sepino, è territorio pentro per eccellenza.

La Regina (1984): …, donde si formò altresì il nome << Bovianum >>, per indicare un usuale mercato di buoi. Da tale nome trasse origine la mitica interpretazione della migrazione dalla Sabina con il ver sacrum, coindotta da Comio Castronio (Festo, 436 L.) e da un toro dato per guida da Marte (Strabone, V, 4, 12).

La Città del Toro Sacro non si localizzava nei pressi di Agnone, può essere identificata con le Tre Cittadelle = Civitelle.

Hereclanom (o villaggio di Herekles), scrive Mastronardi nel suo libro, Dal termine italico che definiva il dio Ercole. Nome ricostruito e possibile del villaggio italico posto, nel romanzo, ove oggi sorge il centro abitato di Schiavi d’Abruzzo (Ch).

Qualche lettore potrebbe dare credito alla possibile identificazione di Hereclanom (o villaggio di Herekles) con l’odierno Schiavi d’Abruzzo, ma è sconosciuta la divinità a cui il santuario era dedicato ed il nome della comunità che abitava nelle sue vicinanze.

La mappa, ricordando la vicinanza della Città del Toro Sacro ad un santuario-insediamento identificato con Hereclanom (o villaggio di Herekles), per una strana (?) coincidenza, richiama alla mente di uno studioso la vicinanza di Bovianum/Bojano, capitale dei Sanniti/Pentri, al santuario di Hercu(lis) Rani, presso Campochiaro, riportato nella Tabula Peutingeriana.

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Bovianum/Bobiano/Bojano e Hercul Rani/santuario di Ercole a Campochiaro. A sn. Sernie/Isernia, a ds. Sepinum/Sepino.

Quale fonte bibliografica ha influenzato i due autori?

Grazie a Delli Quadri, sappiamo che: Secondo il leggendario archeologo Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu da questo territorio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani.

il leggendario archeologo Mommsen è stato smentito da Devoto (1967): Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud. . […]. Sicchè  solo di quattro si può ritener verosimile che risalgano fino al periodo della migrazione. Sono queste le tribù dei Carecini con la capitale di Alfedena nell’alto Sangro; quella dei Pentri con la capitale Boviano, nell’alto bacino dell’alto Trigno,  del Biferno, del Fibreno, del Volturno; quella degli Irpini; quella degli Irpini nel bacino del Calore, nelle attuali città di Benevento e di Avellino (e in parte di Foggia); quella dei Caudini, più a occidente, con le città di Caudio e Saticula sulla sinistra del Calore, Telesia fra il Calore e il Volturno, Combulteria , Trebula, Caiazia sulla destra del Volturno: una tribù che confinava direttamente con gli stati della Campania. (N. B.: Le ricerche archeologiche e gli studi di La Regina provano che né Alfedena, nè Bovianum Vetus/Pietrabbondante erano state la capitale dei Carecini.).

Devoto, Pallottino (1984) permetteno di fare chiarezza anche sull’epoca che vide per la prima volta nella Storia protagonisti i Sanniti/Pentri.

Delli Quadri, ha scritto : fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a. C.) ebbe il suo cuore pulsante; Mastronardi:  fu questa la culla della Comunità genetica della Nazione federata più potente d’Italia dal VI al IV secolo a. C., .

Devoto: Dall’VIII sec. a. C. salvo gli assestamenti limitati fra la Sabina e il territorio di Gubbio, l’asse dell’espansione italica è rappresentato dalla direzione nord-sud.; Pallottino: …. premono dall’interno gl’Italici orientali, cioè i Sabini, e s’imporrà più o meno diffusamente la supremazia politico-economica degli Etruschi: tutto questo nel corso dell’VIII e VII secolo.

Moscati (1999), conferma: Quanto alle necropoli, la documentazione archeologica si differenzia secondo che esse appartengano alla periferia ovvero all’interno del territorio sannitico. […]. …; all’area interna appartiene, ed è particolarmente significativa anche per la cronologia, l’ampia necropoli tornata alla luce recentemente presso Boiano. […]. La datazione si colloca tra l’VIII e il VII secolo a. C.: siamo dunque dinnanzi a testimonianze tra le più antiche finora conosciute della cultura in area sannitica.

Questo è quanto ha tramandato la Storia e confermato dalle fonti classiche, dalle ricerche archeologiche e dagli studi più recenti.

Oreste Gentile

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