SECONDA LETTERA DI PAPA CELESTINO V A PAPA FRANCESCO.

Santo Padre, facendo seguito alla mia lettera del 11 aprile c. a., ti informo che non solo qualche uomo politico molisano ha strumentalizzato la tua prossima visita nel Molise, programmata per il giorno 5 luglio p. v., ma un uomo di Chiesa vuole per forza coinvolgere e rendere protagonista la città di Isernia. Cosa ha inventato? In occasione della ricorrenza del mio onomastico (19 maggio) la città di Isernia, avendomi proclamato suo patrono, mi ha reso omaggio: Celestino V, oggi celebrazioni speciali con il giubileo alle porte ha titolato primo piano Molise, un quotidiano regionale, aggiungendo: Quello di oggi però, è un giorno speciale, perché è in arrivo anche l’anno giubilare dedicato al santo eremita. Il giubileo. Lo scorso venerdì, durante l’incontro culturale su Papa Francesco che si è tenuto nell’aula magna dell’università a Isernia, monsignor Claudio Palumbo ha annunciato che il prossimo 5 luglio, giorno della visita di Bergoglio nella diocesi di Isernia-Venafro, potrebbe coincidere con l’inizio dell’anno ‘giubilare’ celestiniano (2014-2015). Infatti il 5 luglio, com’è noto, oltre ad essere la data della visita papale, è anche il giorno in cui Pietro Angelerio è salito al soglio pontificio, nel 1294. A ciò si aggiunga che la maggior parte delle fonti (ma non tutte) segnala il 1215 quale suo anno di nascita, quindi il 2015 sarà l’ottavo centenario del genetliaco di Celestino V. Le due ricorrenze hanno suggerito la celebrazione dell’Anno Celestiniano che, appunto, se non ci saranno problemi organizzativi, avrà inizio in occasione dell’arrivo a Isernia di Papa Francesco. Non penso che mons. Palumbo possa aver dimenticato (fu tra i principali protagonisti) che gli 800 anni della mia nascita sono stati già celebrati con la peregrinatio delle mie spoglie in alcuni centri delle diocesi abruzzese e molisane, dall’agosto dell’anno 2009 all’agosto del 2010. In occasione dell’VIII centenario (1209-2009) della mia nascita, i vescovi di Abruzzo e Molise (C.E.A.M.) comunicarono ai fedeli: uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. E’ il caso di evidenziarti che i vescovi abruzzesi e molisani, dando prova della loro incapacità di effettuare una seria ricerca bibliografica, seguendo l’esempio di Ponzio Pilato, chiamarono in causa sì gli storici, ma per la celebrazione scelsero il 1209 che, come ti dimostrerò, è il vero anno della mia nascita. Mons. Bregantini, arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano, già ricordato nella mia precedente lettera (monoculi in terra caecorum), in occasione della presenza delle mie spoglie in alcuni centri della sua diocesi, scrisse: Pietro Angeleri nasce nel 1209 o agli inizi del 1210; il suo parere non fu accettato dagli altri vescovi che preferirono seguire il vecchio clichè. La diocesi di Sumona-Valva pubblicò: Il suo nome era Pietro Angelerio, nacque tra il 1209 e il 1215. La diocesi di Termoli-Larino: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce (…), tra il 1209 ed il 1215, secondo una accreditata storiografia risalente a fonti contemporanee al santo. La diocesi di Isernia-Venafro: S. Pietro Celestino (Pietro Angelerio o Pietro del Morrone) nasce (…), tra il 1209 e il 1215, secondo una accreditata tradizione storiografica risalente a fonti contemporanee al santo. Avrai notato che la diocesi di Termoli-Larino e quella di Isernia-Venafro espressero un parere identico;  uno era l’autore: mons. Claudio Palumbo, vicario della diocesi di Isernia-Venafro, lo stesso che vorrebbe (ri)celebrare, avendo scelto l’anno 1215, il mio VIII centenario della nascita. Come mai il vescovo della sua diocesi e gli altri vescovi (non mons. Bregantini che aveva proposto l’iniziativa) non si opposero alle celebrazioni indette nell’anno 2009? Quale sarà il comportamento dei vescovi della CEAM in merito alla proposta illustrata da mons. Palumbo al quotidiano primo piano Molise ? Quanto dichiarato dal tuo predecessore, papa Benedetto XVI in visita il 4 luglio a Sulmona in occasione dell’Anno Giubilare Celestiniano non ha alcuno valore ? Nella sua omelia disse:  Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino. Sorvolando il vostro territorio, ho potuto contemplare la bellezza del paesaggio e, soprattutto, ammirare alcune località strettamente legate alla vita di questa insigne figura: il Monte Morrone, dove Pietro condusse per molto tempo vita eremitica; l’Eremo di Sant’Onofrio, dove nel 1294 lo raggiunse la notizia della sua elezione a Sommo Pontefice, avvenuta nel Conclave di Perugia; e l’Abbazia di Santo Spirito, il cui altare maggiore venne da lui consacrato dopo la sua incoronazione, avvenuta nella Basilica di Collemaggio a L’Aquila. In questa Basilica io stesso, nell’aprile dell’anno scorso, dopo il terremoto che ha devastato la Regione, mi sono recato per venerare l’urna con le sue spoglie e lasciare il pallio ricevuto nel giorno dell’inizio del mio Pontificato. Sono passati ben ottocento anni dalla nascita di san Pietro Celestino V, ma egli rimane nella storia per le note vicende del suo tempo e del suo pontificato e, soprattutto, per la sua santità. La santità, infatti, non perde mai la propria forza attrattiva, non cade nell’oblio, non passa mai di moda, anzi, col trascorrere del tempo, risplende con sempre maggiore luminosità, esprimendo la perenne tensione dell’uomo verso Dio. Dalla vita di san Pietro Celestino vorrei allora raccogliere alcuni insegnamenti, validi anche nei nostri giorni. Cogliendo  l’occasione per ringraziarlo dei giudizi espressi nei miei confronti, ti sottolineo che per ben 2 volte egli ricordò che si stavano celebrando gli ottocento anni dalla nascita di san Pietro Celestino V. Quando papa Benedetto XVI ricordò le motivazioni della celebrazione l’ Anno Giubilare Celestiniano, erano assenti o erano distratti coloro che vogliono (ri)proporre in mio onore la celebrazione l’VIII centenario della nascita ? Quante volte sarei nato ? Caro papa Francesco, i tantissimi impegni del tuo pontificato non ti permettono di calcolare l’anno della mia nascita, ma in base a quanto hanno tramandato le mie più antiche biografie, ti illustro quanto segue. Le biografie conosciute come Vita A e Vita C, entrambe redatte tra il 1303 ed il 1306, sono in disaccordo: la Vita A tramanda che sarei morto all’età di 86 anni, mentre la Vita C ricorda l’età di 87 anni: 1296 – 86 = 1210. 1296 – 87 = 1209. Certo non era l’anno 1215. E’ bene che tu sappia che la citata Vita C, ritenuta la più antica ed attendibile, fu scritta da Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona, due dei discepoli più affezionati che rimasero al mio fianco e mi assistettero fino alla morte che avvenne il 19 maggio 1296, poco prima che compissi 87 anni (29 giugno). Ricordando le fasi più salienti della mia vita tramandate dalle biografie più antiche, ti illustro due semplici operazioni di aritmetica:  20  (17+3) età di quando abbandonò la casa/ il monastero + 3 anni vissuti da eremita tra Castel  di Sangro e Palena + 62 anni vissuti da eremita tra il  Morrone e la  Maiella + 2  anni vissuti da papa (1294), fuggiasco, prigioniero e morte (1296) = 87. 1296 – 87 = 1209. Questo è quanto devi conoscere, sperando che non approfittino, così come ha fatto con il santo papa Giovanni Paolo II e con gli ignari fedeli, della tua buona fede. Dio benedica il tuo pontificato. Pietro di Angelerio, già papa Celestino V.                                               

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