Archive for luglio 2014

CITTA’ CELESTINIANE: PRESENZE DUBBIE ED ASSENZE CLAMOROSE !

luglio 30, 2014

“ Una impresa davvero ardua attende l’assessore per il Turismo del Comune de L’Aquila: in base alle testimonianze delle biografie, le città da invitare nei prossimi forum saranno tante al pari degli itinerari che possono essere proposti per visitarle. In bocca al lupo ”.

Era l’augurio scritto alla fine dell’articolo FORUM DELLE CITTA’ CELESTINIANE. QUALE IL CRITERIO DELLA LORO SCELTA ? (pubblicato in internet) all’assessore al Turismo del Comune de L’Aquila che aveva organizzato il Primo Forum delle città Celestiniane in occasione del VII centenario della canonizzazione (1313-2013) di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio,

Abbiamo notizia che è stato presentato ed inaugurato il SECONDO FORUM DELLE CITTA’ CELESTINIANE: Si svolgera’ a Norcia, il prossimo 28 giugno, il convegno, propedeutico al Forum delle citta’ celestiniane, “L’Umbria chiama L’Aquila”, iniziativa nata dal primo Forum che si e’ svolto lo scorso giugno all’Aquila. Lo ha annunciato l’assessore al Turismo Lelio De Santis spiegando che l’intento e’ quello di valorizzare la figura di Celestino V e favorire la creazione di una rete delle citta’ celestiniane che abbia la funzione di attrattore turistico religioso, di sviluppare iniziative durante tutto l’anno e di promuovere la Perdonanza al di fuori dei confini della provincia aquilana. Si prova a fare una diversa promozione della Perdonanza – ha detto l’assessore – instaurando rapporti con i territori legati alla figura di Celestino V, che saranno poi invitati a vivere direttamente la 720esima edizione della manifestazione. Infatti il Secondo Forum delle Citta’ celestiniane quest’anno sara’ collocato all’interno del programma della Perdonanza, in data 27 agosto, e nella giornata seguente del 28 le delegazioni parteciperanno all’apertura della Porta Santa ed al corteo storico. L’iniziativa – ha spiegato De Santis – si svolgera’ a Norcia, in virtu’ del legame che c’e’ tra la basilica di Collemaggio e quella di San Benedetto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Jan Bassand de Besancon. A Norcia, inoltre, si e’ ricostituita una comunita’ di benedettini che hanno assunto come immagine, nel loro stemma, anche la croce con la ‘S’ di San Pietro Celestino. Floro Panti, presidente del Centro Studi celestiniano, ci ha anticipato, invece, che l’anno prossimo, ad Assisi, si concludera’ la tappa conclusiva del ‘Cammino del Perdono’ ,che partira’ dall’Aquila e che tocchera’ gli eremi celestiniani. L’anno scorso tale percorso – ha ricordato l’amministratore comunale – ha interessato la tratta da Sant’Angelo Limosano all’Aquila e questo anno tocchera’ gli eremi celestiniani. L’anno scorso tale percorso – ha ricordato l’amministratore comunale – ha interessato la tratta da Sant’Angelo Limosano all’Aquila e questo anno andra’ dalla parte meridionale della Puglia fino a Monte Sant’Angelo.

Al di là degli scopi religiosi che gli organizzatori intendono perseguire, resta senza una risposta l’interrogativo formulato lo scorso anno: quale è il criterio che si adotta per identificare e selezionare i territori legati alla figura di Celestino V.

Nella sua lunga vita, è vissuto 87 anni, Pietro di Angelerio, pur avendo scelto di condurre una vita eremitica, era continuamente in viaggio: aveva percorso in lungo ed in largo il vasto territorio compreso tra il Gran Sasso, la Maiella e le Mainardi settentrionali ed una parte del Molise centrale; intraprese un viaggio che lo portò a visitare le città poste sull’itinerario che dall’eremo del Morrone giungeva alla città francese di Lione; dopo l’elezione a pontefice, furono diverse le località che lo ospitarono in occasione del suo trasferimento da L’Aquila a Napoli; tante altre possono testimoniare il suo passaggio quando, dimissionario, da Napoli si avviò verso Sulmona e dopo quelle che lo videro fuggiasco verso Vieste per raggiungere l’estremo oriente.

Alle tante località che posso testimoniare la sua presenza bisogna sommare quelle in cui furono istituiti i monasteri celestiniani quando era in vita ed in altri luoghi dopo l’anno 1296, anno della sua morte, considerato che nel momento della loro massima floridezza (i celestini) erano stati titolari di quasi 150 monasteri, sparsi in Italia, Francia, Boemia, Inghilterra, Spagna, Belgio, etc.. (sito Basilica di Collemaggio)

La città di L’Aquila, lo stadio olimpico di Roma od un’altra struttura più spaziosa non potrebbero ospitare i rappresentanti delle tantissime località che possono testimoniare un legame diretto con papa Celestino V e di quelle in cui esisteva un monastero istituito prima e dopo la sua morte.

E’ una impresa ardua realizzare l’ambizioso progetto di fare testimoniare proprio tutti, figuriamoci poi le difficoltà che si avrebbero se fossero invitate delle località che non hanno avuto un legame con Pietro di Angelerio.

I territori che non hanno avuto un rapporto diretto con Celestino V o in cui fu costruito unicamente un monastero soprattutto dopo la sua morte, possono considerarsi legati alla figura di Celestino V ?

Lo scorso anno furono invitate le città: Bologna, Limay (Francia), Norcia, Lecce, Firenze, Ripalimosani, S. Angelo Limosano, S. Severo, Monte Sant’Angelo, Fumone, Isernia, Salle, Lama dei Peligni, Castel di Sangro, Celano, Guardiagrele, Roccamorice, Pratola Peligna.

Le uniche, tra quelle citate, che possono vantare la sicura presenza di papa Celestino V, come scritto nel precedente articolo, sono state ricordate dalle sue più antiche biografie: Firenze, Fumone, Castel di Sangro, Roccamorice.

Le altre possono vantare sì l’istituzione di un monastero celestiniano quando lui era ancora in vita o dopo la morte, ma non la sua presenza.

Le più antiche fonti e la documentazione esistente non ricordano, tanto per fare un esempio, un legame di papa Celestino V con la città francese di Limay (meglio Limay Yvelines); forse in Limay Yvelines, come per altri centri francesi, fu fondato un monastero celestiniano dopo la sua morte avvenuta nel 1296: questo sarebbe il legame di Celestino V con una città di cui forse egli stesso ignorava l’esistenza ?

La città di Norcia può vantare un legame con papa Celestino V ?

Era sì la patria di san Benedetto fondatore delle omonima congregazione, ma non aveva mai avuto un rapporto diretto o un legame con il frate eremita che dopo l’esperienza negativa del suo breve noviziato (3 anni) proprio presso un monastero benedettino, aveva deciso di dare vita ad una nuova congregazione meno legata alle <cose terrene>.

I benedettini non godevano delle <simpatie > di Pietro di Angelerio, visto che dall’inizio del’eremitaggio sulla Maiella, crescendo il numero de’ compagni, scrisse Marino, tanto che passavano seicento, & non potevano capirsi in sì piccioli luoghi, che teneva egli nella Maiella, e nel Morrone; cominciò a pigliare diversi altri luoghi, e questi poverissimi, accioche l’Ordine di S. Benedetto si ristorasse e riformasse sul fondamento della povertà, & dell’humiltà, il quale era quasi andato in rovina per l’abondanza e superbia richeze.

Una reciproca < simpatia > che il frate-eremita Pietro da/del Morrone manifestò con uno dei primi provvedimenti quando fu eletto pontefice; scrisse Marino: Il medesimo Riccardo lasciò scritto, che Celestino aggregò à suoi Monasteri il Monastero di Monte Cassino, e che vi introdusse quasi cinquanta de suoi Monaci del suo habito Camelino di vilissimo panno, e vi fece un’Abbate de suoi chiamato Angelerio, nel mese d’Ottobre, si come riferisce l’Autore del Legno della Vita lib. I. c. 9. dal detto Ricardo Abate. Aggiunge à ciò il Cardinale di San Giorgio, che Celestino sforzò e costrinse i Monaci del Monastero di Monte Cassino à pigliare l’habito Monastico, il qual egli haveva instituito, de Monaci che vivevano sotto le sue riforme, e quegli che non volsero obedire, scacciò fuora del Monastero. Aggiungendo: andò di persona à Monte Cassino, per riformare quel Monastero, & unirlo alla sua Religione, e vi fece perciò eleggere per Abbate Angelerio uno de suoi discepoli cohavervi introdotti cinquanta de suoi Monaci, e sforzati quei Monaci neri à pigliare l’habito de suoi, che era di color camelino di vilissimo panno.

Quale poi il legame che c’è tra la basilica di Collemaggio e quella di San Benedetto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Beato Jan Bassand de Besancon è davvero tutto da scoprire.

La prima fu voluta nella città de L’Aquila dal frate Pietro da/del Morrone intorno all’anno 1287: Chiesa di Santa Maria di Collemagio (la quale era stata fabricata dal Santo per il suo Ordine), scrisse Marino, dove suo Ordine è riferito a quello celestiniano; la seconda fu costruita intorno al 1200, nove anni prima della nascita di Pietro di Angelerio e certamente non può essere considerata, come hanno scritto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Jan Bassand de Besancon che, nato tra il 1360 ed il 1365, divenne a 85 anni priore del convento di Santa Maria di Collemaggio dove morì nell’anno 1445. Si ignora un suo intervento in favore della basilica di san Benedetto di Norcia che fu solo posseduta dalla congregazione dei celestini dall’anno 1484 al 1810 (Andenna, 2001).

Le città che possono realmente vantare la presenza o un interessamento diretto di papa Celestino V, prima da semplice frate-eremita e successivamente da pontefice sono tantissime; pertanto non si comprende la scelta di Norcia sia per il Primo che per il Secondo Forum della città celestiniane.

Seguendo quanto hanno tramandato le più antiche biografie e l’ordine cronologico degli avvenimenti che hanno visto protagonista il santo frate-eremita fin dalla sua giovinezza, si poteva iniziare con Montagano, un piccolo centro in provincia di Campobaso, meno noto di Norcia, ma nel suo territorio era stato costruito il monastero di Santa Maria in Faifoli, dove il giovane Pietro svolse per solo 3 anni il noviziato e vi tornò in seguito come abate. Certo, Montagano non avrebbe fatto notizia!

Cronologicamente Pietro fu poi a Castel di Sangro nel cui territorio iniziò i primi 3 anni di eremitaggio e poi, e poi, e poi: le località, come già detto sono tantissime, ma solo procedendo con tale metodo si crea un itinerario religioso, culturale e storico aderente alla realtà e senza voli pindarici.

Tra le località che parteciparono al Primo Forum delle città celestiniane compare la città di Isernia e il paese di Sant’Angelo Limosano: entrambe rivendicano la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, ma la Chiesa, correggendo quanto scritto in precedenza (fino all’anno 1997) sull’Annuario Pontificio a favore della prima città, scrive solo Molise, nome della regione.

Un metodo pilatesco, se non ipocrita di risolvere il dubbio!

Stando la scelta di ricordare la nascita nella regione Molise, perché è stato invitato Sant’Angelo Limosano e perché è stato avallato un itinerio da Sant’Angelo Limosano all’Aquila ?

La città di Isernia merita la presenza perché nel suo territorio era stato costruito un monastero celestiniano nell’anno 1272; tutte le altre testimonianze che dovrebbero sostenere una plurisecolare tradizione, sono state create ad arte.

Il piccolo centro di Sant’Angelo Limosano non dovrebbe essere presente, né godere di un itinerario celestiniano: nel suo territorio non è mai esistito un monastero celestiniano, né altre testimonianze sono riconducibili ad un legame con papa Celestino V; però la Chiesa ed altri ignorano che a differenza della città di Isernia e di altri centri che di volta in volta rivendicano la famosa nascita, gode di diversi indizi ricordati dalle più antiche biografie di Pietro di Angelerio che lo ritengono la patria di papa Celestino V.

Auguri agli organizzatori per il Secondo Forum delle città celestiniane; stimolate pure la conoscenza della vita e delle opere del santo molisano, ma potreste tra i tanti argomenti che saranno trattati, mettere la parola fine alla secolare diatriba sul luogo e sull’anno di nascita di un povero cristiano ?

Oreste Gentile

 

Annunci

SECONDO FORUM DELLE CITTA’ CELESTINIANE.

luglio 28, 2014

“ Una impresa davvero ardua attende l’assessore per il Turismo del Comune de L’Aquila: in base alle testimonianze delle biografie, le città da invitare nei prossimi forum saranno tante al pari degli itinerari che possono essere proposti per visitarle. In bocca al lupo ”.

Era l’augurio scritto alla fine dell’articolo FORUM DELLE CITTA’ CELESTINIANE. QUALE IL CRITERIO DELLA LORO SCELTA ? (pubblicato in internet) all’assessore al Turismo del Comune de L’Aquila che aveva organizzato il Primo Forum delle città Celestiniane in occasione del VII centenario della canonizzazione (1313-2013) di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio,

Abbiamo notizia che è stato presentato ed inaugurato il SECONDO FORUM DELLE CITTA’ CELESTINIANE: Si svolgera’ a Norcia, il prossimo 28 giugno, il convegno, propedeutico al Forum delle citta’ celestiniane, “L’Umbria chiama L’Aquila”, iniziativa nata dal primo Forum che si e’ svolto lo scorso giugno all’Aquila. Lo ha annunciato l’assessore al Turismo Lelio De Santis spiegando che l’intento e’ quello di valorizzare la figura di Celestino V e favorire la creazione di una rete delle citta’ celestiniane che abbia la funzione di attrattore turistico religioso, di sviluppare iniziative durante tutto l’anno e di promuovere la Perdonanza al di fuori dei confini della provincia aquilana. Si prova a fare una diversa promozione della Perdonanza – ha detto l’assessore – instaurando rapporti con i territori legati alla figura di Celestino V, che saranno poi invitati a vivere direttamente la 720esima edizione della manifestazione. Infatti il Secondo Forum delle Citta’ celestiniane quest’anno sara’ collocato all’interno del programma della Perdonanza, in data 27 agosto, e nella giornata seguente del 28 le delegazioni parteciperanno all’apertura della Porta Santa ed al corteo storico. L’iniziativa – ha spiegato De Santis – si svolgera’ a Norcia, in virtu’ del legame che c’e’ tra la basilica di Collemaggio e quella di San Benedetto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Jan Bassand de Besancon. A Norcia, inoltre, si e’ ricostituita una comunita’ di benedettini che hanno assunto come immagine, nel loro stemma, anche la croce con la ‘S’ di San Pietro Celestino. Floro Panti, presidente del Centro Studi celestiniano, ci ha anticipato, invece, che l’anno prossimo, ad Assisi, si concludera’ la tappa conclusiva del ‘Cammino del Perdono’ ,che partira’ dall’Aquila e che tocchera’ gli eremi celestiniani. L’anno scorso tale percorso – ha ricordato l’amministratore comunale – ha interessato la tratta da Sant’Angelo Limosano all’Aquila e questo anno andra’ dalla parte meridionale della Puglia fino a Monte Sant’Angelo.

Al di là degli scopi religiosi che gli organizzatori intendono perseguire, resta senza una risposta l’interrogativo formulato lo scorso anno: quale è il criterio che si adotta per identificare e selezionare i territori legati alla figura di Celestino V.

Nella sua lunga vita, è vissuto 87 anni, Pietro di Angelerio, pur avendo scelto di condurre una vita eremitica, era continuamente in viaggio: aveva percorso in lungo ed in largo il vasto territorio compreso tra il Gran Sasso, la Maiella e le Mainardi settentrionali ed una parte del Molise centrale; intraprese un viaggio che lo portò a visitare le città poste sull’itinerario che dall’eremo del Morrone giungeva alla città francese di Lione; dopo l’elezione a pontefice, furono diverse le località che lo ospitarono in occasione del suo trasferimento da L’Aquila a Napoli; tante altre possono testimoniare il suo passaggio quando, dimissionario, da Napoli si avviò verso Sulmona e dopo quelle che lo videro fuggiasco verso Vieste per raggiungere l’estremo oriente.

Alle tante località che posso testimoniare la sua presenza bisogna sommare quelle in cui furono istituiti i monasteri celestiniani quando era in vita ed in altri luoghi dopo l’anno 1296, anno della sua morte, considerato che nel momento della loro massima floridezza (i celestini) erano stati titolari di quasi 150 monasteri, sparsi in Italia, Francia, Boemia, Inghilterra, Spagna, Belgio, etc.. (sito Basilica di Collemaggio)

La città di L’Aquila, lo stadio olimpico di Roma od un’altra struttura più spaziosa non potrebbero ospitare i rappresentanti delle tantissime località che possono testimoniare un legame diretto con papa Celestino V e di quelle in cui esisteva un monastero istituito prima e dopo la sua morte.

E’ una impresa ardua realizzare l’ambizioso progetto di fare testimoniare proprio tutti, figuriamoci poi le difficoltà che si avrebbero se fossero invitate delle località che non hanno avuto un legame con Pietro di Angelerio.

I territori che non hanno avuto un rapporto diretto con Celestino V o in cui fu costruito unicamente un monastero soprattutto dopo la sua morte, possono considerarsi legati alla figura di Celestino V ?

Lo scorso anno furono invitate le città: Bologna, Limay (Francia), Norcia, Lecce, Firenze, Ripalimosani, S. Angelo Limosano, S. Severo, Monte Sant’Angelo, Fumone, Isernia, Salle, Lama dei Peligni, Castel di Sangro, Celano, Guardiagrele, Roccamorice, Pratola Peligna.

Le uniche, tra quelle citate, che possono vantare la sicura presenza di papa Celestino V, come scritto nel precedente articolo, sono state ricordate dalle sue più antiche biografie: Firenze, Fumone, Castel di Sangro, Roccamorice.

Le altre possono vantare sì l’istituzione di un monastero celestiniano quando lui era ancora in vita o dopo la morte, ma non la sua presenza.

Le più antiche fonti e la documentazione esistente non ricordano, tanto per fare un esempio, un legame di papa Celestino V con la città francese di Limay (meglio Limay Yvelines); forse in Limay Yvelines, come per altri centri francesi, fu fondato un monastero celestiniano dopo la sua morte avvenuta nel 1296: questo sarebbe il legame di Celestino V con una città di cui forse egli stesso ignorava l’esistenza ?

La città di Norcia può vantare un legame con papa Celestino V ?

Era sì la patria di san Benedetto fondatore delle omonima congregazione, ma non aveva mai avuto un rapporto diretto o un legame con il frate eremita che dopo l’esperienza negativa del suo breve noviziato (3 anni) proprio presso un monastero benedettino, aveva deciso di dare vita ad una nuova congregazione meno legata alle <cose terrene>.

I benedettini non godevano delle <simpatie > di Pietro di Angelerio, visto che dall’inizio del’eremitaggio sulla Maiella, crescendo il numero de’ compagni, scrisse Marino, tanto che passavano seicento, & non potevano capirsi in sì piccioli luoghi, che teneva egli nella Maiella, e nel Morrone; cominciò a pigliare diversi altri luoghi, e questi poverissimi, accioche l’Ordine di S. Benedetto si ristorasse e riformasse sul fondamento della povertà, & dell’humiltà, il quale era quasi andato in rovina per l’abondanza e superbia richeze.

Una reciproca < simpatia > che il frate-eremita Pietro da/del Morrone manifestò con uno dei primi provvedimenti quando fu eletto pontefice; scrisse Marino: Il medesimo Riccardo lasciò scritto, che Celestino aggregò à suoi Monasteri il Monastero di Monte Cassino, e che vi introdusse quasi cinquanta de suoi Monaci del suo habito Camelino di vilissimo panno, e vi fece un’Abbate de suoi chiamato Angelerio, nel mese d’Ottobre, si come riferisce l’Autore del Legno della Vita lib. I. c. 9. dal detto Ricardo Abate. Aggiunge à ciò il Cardinale di San Giorgio, che Celestino sforzò e costrinse i Monaci del Monastero di Monte Cassino à pigliare l’habito Monastico, il qual egli haveva instituito, de Monaci che vivevano sotto le sue riforme, e quegli che non volsero obedire, scacciò fuora del Monastero. Aggiungendo: andò di persona à Monte Cassino, per riformare quel Monastero, & unirlo alla sua Religione, e vi fece perciò eleggere per Abbate Angelerio uno de suoi discepoli cohavervi introdotti cinquanta de suoi Monaci, e sforzati quei Monaci neri à pigliare l’habito de suoi, che era di color camelino di vilissimo panno.

Quale poi il legame che c’è tra la basilica di Collemaggio e quella di San Benedetto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Beato Jan Bassand de Besancon è davvero tutto da scoprire.

La prima fu voluta nella città de L’Aquila dal frate Pietro da/del Morrone intorno all’anno 1287: Chiesa di Santa Maria di Collemagio (la quale era stata fabricata dal Santo per il suo Ordine), scrisse Marino, dove suo Ordine è riferito a quello celestiniano; la seconda fu costruita intorno al 1200, nove anni prima della nascita di Pietro di Angelerio e certamente non può essere considerata, come hanno scritto, chiesa celestiniana, voluta dal Beato Jan Bassand de Besancon che, nato tra il 1360 ed il 1365, divenne a 85 anni priore del convento di Santa Maria di Collemaggio dove morì nell’anno 1445. Si ignora un suo intervento in favore della basilica di san Benedetto di Norcia che fu posseduta dalla congregazione dei celestini dall’anno 1484 al 1810 (Andenna, 2001).

Le città che possono realmente vantare la presenza o un interessamento diretto di papa Celestino V, prima da semplice frate-eremita e successivamente da pontefice sono tantissime; pertanto non si comprende la scelta di Norcia sia per il Primo che per il Secondo Forum della città celestiniane.

Seguendo quanto hanno tramandato le più antiche biografie e l’ordine cronologico degli avvenimenti che hanno visto protagonista il santo frate-eremita fin dalla sua giovinezza, si poteva iniziare con Montagano, un piccolo centro in provincia di Campobaso, meno noto di Norcia, ma nel suo territorio era stato costruito il monastero di Santa Maria in Faifoli, dove il giovane Pietro svolse per solo 3 anni il noviziato e vi tornò in seguito come abate. Certo, Montagano non avrebbe fatto notizia!

Cronologicamente Pietro fu poi a Castel di Sangro nel cui territorio iniziò i primi 3 anni di eremitaggio e poi, e poi, e poi: le località, come già detto sono tantissime, ma solo procedendo con tale metodo si crea un itinerario religioso, culturale e storico aderente alla realtà, senza voli pindarici.

Tra le località che parteciparono al Primo Forum delle città celestiniane compare la città di Isernia e il paese di Sant’Angelo Limosano: entrambe rivendicano la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, ma la Chiesa, correggendo quando scritto in precedenza (fino all’anno 1997) sull’Annuario Pontificio a favore della prima città, scrive solo Molise, nome della regione.

Un metodo pilatesco, se non ipocrita di risolvere il dubbio!

Stando la scelta di ricordare la nascita nella regione Molise, perché è stato invitato Sant’Angelo Limosano e perché è stato avallato un itinerio da Sant’Angelo Limosano all’Aquila ?

La città di Isernia merita la presenza perché nel suo territorio era stato costruito un monastero celestiniano nell’anno 1272; tutte le altre testimonianze che dovrebbero sostenere una plurisecolare tradizione, sono state create ad arte.

Il piccolo centro di Sant’Angelo Limosano non dovrebbe essere presente: nel suo territorio non è mai esistito un monastero celestiniano, né altre testimonianze sono riconducibili ad un legame con papa CelestinoV, però la Chiesa ed altri ignorano che a differenza della città di Isernia e di altri centri che di volta in volta rivendicano la famosa nascita, gode di diversi indizi ricordati dalle più antiche biografie di Pietro di Angelerio che lo ritengono la patria di papa Celestino V.

Auguri agli organizzatori per il Secondo Forum delle città celestiniane; stimolate pure la conoscenza della vita e delle opere del santo molisano, ma potreste tra i tanti argomenti che saranno trattati, mettere la parola fine alla secolare diatriba sul luogo e sull’anno di nascita di un povero cristiano ?

Oreste Gentile

PRIMO FORUM CITTA’ CELESTINIANE.

luglio 27, 2014

E’ lodevole l’iniziativa dell’assessore al Turismo del Comune de L’Aquila di avere organizzato il I Forum delle città Celestiniane in occasione del VII centenario della canonizzazione (1313-2013) di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; un evento che alcune località non protagoniste nella lunga vita del santo molisano ed i soliti uomini di chiesa, ancora una volta, hanno saputo sfruttare ad usum delphini.

Sono trascorsi 4 anni dalla celebrazione dell’VIII centenario (2009-1209) della nascita del papa molisano che ha visto la peregrinatio delle sue spoglie nelle diocesi episcopali dell’Abruzzo e del Molise, nonché l’organizzazione di 5 incontri e 29 relazioni, tenuto conto che tra gli anni 1987 e 1994 già erano state presentate circa 68 relazioni per illustrare la sua vita terrena, religiosa e spirituale di Pietro di Angelerio, papa Celestino V.

Dopo 804 anni dalla nascita dovremmo conoscere tutto di papa Celestino V, ma si continua a ricordarlo più per la “discussa” citazione dantesca che per quanto realizzò nella sua lunga vita.

Gli studiosi e gli storici nei tanti dibattiti hanno avuto modo di illustrare le loro ricerche e le loro considerazioni, un rito che è stato celebrato anche in occasione del I Forum delle città Celestiniane, ma non  c’è stato chi con < coraggio > facesse  luce su alcuni eventi ancora controversi della vita terrena di Pietro di Angelerio: l’anno ed il luogo della nascita, l’esistenza di un cognome dei genitori, lo stato patrimoniale della famiglia, dove era nei giorni 14 e 15 di ottobre del 1294 quando da L’Aquila si recò a Napoli.

Nei tanti  incontri non soltanto hanno evitato di dare delle risposte, ma si sono arrogati il diritto di descrivere degli avvenimenti frutto solo di una loro libera, quanto campanilistica interpretazione delle fonti storiche, che forse non hanno mai consultato ed ignorando le fonti bibliografiche più antiche, fanno capire che hanno descritto la < falsa > vita terrena del grande personaggio.

Dan Brown è un dilettante al loro confronto!

La Chiesa, pur seguendo l’esempio di Pilato, prende in giro l’ignaro lettore: in più occasioni ha indicato la città di Isernia come luogo di nascita di Pietro di Angelerio, mentre i primi biografi accreditarono il castrum che oggi si identifica con Sant’Angelo Limosano.

Il I Forum delle città Celestiniane ha visto la presenza di 3 relatori che si erano già esibiti nella celebrazione della nascita: trascorsi 4 anni hanno scoperto delle notizie inedite?

In occasione del I Forum hanno illustrato: 1) Dal processo alla bolla di canonizzazione. 2) San Pietro, confessore a settecento anni dalla canonizzazione. La santità non passa mai di moda. 3) Reformatio ecclesiae in capite et in membris:  l’esempio e l’opera di Celestino V. 4) Celestino V e Montecassino. 5) Le congregazioni Celestiniane in Europa. 6) Testimonianze celestiniane nella terra di San Benedetto – Norcia. 6) L’impronta dei celestini a Bologna: dalle origini all’Archivio di Stato. 7) Tracce di Celestino V in Francia a Limay.

Si sono trastullati con gli argomenti che hanno scelto di relazionare e che sicuramente hanno interessato gli eruditi, ma il volgo avrebbe voluto che con < coraggio > avessero finalmente e definitivamente date delle risposte ai 4 quesiti: 1°) l’anno ed il luogo della nascita, 2°) l’esistenza di un cognome dei genitori, 3°) lo stato patrimoniale della famiglia, 4°) dove era nei giorni 14 e 15 di ottobre del 1294 quando da L’Aquila si recò a Napoli.

Stando al programma, sono state anche illustrate le Testimonianze delle città partecipanti: Bologna, Limay (Francia), Norcia, Lecce, Firenze, Ripalimosani, S. Angelo Limosano, S. Severo, Monte Sant’Angelo, Fumone, Isernia, Salle, Lama dei Peligni, Castel di Sangro, Celano, Guardiagrele, Roccamorice, Pratola Peligna.

Non sappiamo dove era nato Pietro di Angelerio, ma abbiamo scoperto che esistono delle città italiane e straniere ritenute celestiniane.

Quale criterio è stato adottato per la loro selezione?

Furono realmente protagoniste nella lunga vita dell’umile frate, eremita, papa, dimissionario, ostaggio, fuggiasco, prigioniero e santo Celestino V?

Tutti i biografi hanno avuto serie difficoltà per descrivere i suoi continui spostamenti,  come scrisse Marino (1630): pigliò e fondò molti luoghi, ne’ quali distribuiva i discepoli, che in gran numero concorrevano, & egli in persona andava nelle fondazioni de i luoghi, come in molti luoghi d’Abruzo, e di Campagna di Roma, dove fondò avanti il Concilio di Lione Sant’Antonio à Fiorentino, altri luoghi in Anagni, Scolcola, Sora, e per edificatione e devotione de i popoli vi si fermava qualche tempo: e anche a Roma si fermò molte volte ò per negotij, o per sodisfare alla devozione de molti devoti amici. […]. Non habbiamo tuttavia chiarezza alcuna de i tempi, ne’ quali particolarmente habitò a Roma, ò Fiorentino, ò altri luoghi di Campagna e d’Abruzo, & ne i Marsi.

Risulta ardua l’impresa di redigere un elenco de altri luoghi e Citta e provincie che possano avergli dato ospitalità: qualsiasi località può creare la  < bufala > della sua presenza.

Ci sono anch’io: piatto ricco, mi ci ficco!

La Chiesa non interviene, tollera ed in più occasioni ha incoraggiato  iniziative che creano una grande confusione.

Un esempio fra i tanti: il 24 maggio 2011 fu pubblicato S. Angelo d’Alife(Ce)- La salma di Celestino V – il papa del gran rifiuto, ritornerà nel suo paese natale Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, costituenti l’antica Rupecanina.

Dalla locandina del programma religioso predisposto per l’arrivo delle sacre spoglie a Sant’Angelo d’Alife, si apprende la partecipazione di mons. Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo; dell’Arciabate di Montecasino, padre Vittorelli; di mons.  Rinaldi, vescovo di Acerra; di mons. Farina, vescovo di Caserta; del card. Sardi e del card. Sepe di Napoli, mentre tra i relatori del convegno organizzato per l’occasione era stato invitato il vescovo Angelo Spina della diocesi di Sulmona-Valva.

Nessuno degli “alti prelati” ha voluto deludere le aspettative dei fedeli di Sant’Angelo d’Alife: sono stati autorizzati a rivendicare/vantare la nascita di papa Celestino V nel loro territorio!

Il giudizio dei vescovi Abruzzesi e Molisani per il I Forum delle città Celestiniane sarà stato certamente positivo, ma chi ha selezionato le città che sono state e saranno invitate per i prossimi Forum?

Quante di esse si vanteranno di avere ospitato il santo o di essere state protagoniste nella sua lunga vita?

Le candidate saranno tante, forse ricorderanno e descriveranno avvenimenti surreali, trascurando la valutazione di ciò che scrissero i primi biografi di papa Celestino V che, con dovizia di particolari, permettono  di conoscere la sua vita terrena, religiosa e spirituale.

Se la partecipazione di una città o di un piccolo centro ai forum non è vincolata alla presenza di Pietro di Angelerio, ma alla sola esistenza di un monastero celestiniano  nel loro territorio  o perché furono il luogo di nascita di un suo seguace o perché una istituzione laica-religiosa esistente nella località ricevette un suo privilegio, la città de L’Aquila, per quanto grande e ricca di strutture ricettive, non potrebbe dare  ospitalità ad un sì grande numero di partecipanti: non il Palazzetto dei Nobili, ma lo stadio Fattori a malapena potrebbe contenerli!

Circa 53 sono le località in cui fu edificato tra l’anno 1250 ed il 1320 un monastero celestiniano.

Marino (1630) ricordò nella biografia del santo al capitolo Le lettere Apostoliche di papa Gregorio Decimo a favore dell’Ordine (1275) le prime fondazioni: Da queste lettere si raccoglie ancora la fondazione de molti luoghi, che ancor’oggidì vi sono, essersi fatti avanti questo tempo. Sonio nominati in tutto sedici, i quali all’hora haveva l’ordine e dipendevano da Santo Spirito di Maiella. […]. I 16 monasteri: Ecclesiam Sancti Georgij de Rocca Moricij, Sancti Ioannis de Monte Magellae, Sancti Bartholomaei de Logro, Sancti Cleti de Motillulo, Sancta Maria, & Sancti Angeli de Intermontes Ecclesia, Sancta Mariae de Murrone, Santi Antonini de Campo Iovis, Sancti Ioannis de aqua Sancta, Sancti Comity de Acziano, Sancti Spiritus de Isernia, Sanctae Mariae de Agello, Sancti Antonij de Ferentino, Sancti Antonini de Anagnia, Sancti Leonardi de Sculcula, & Sancti Francisci de Civitate Antena.

Le testimonianze della presenza di fra’ Pietro in alcune fra le località citate nelle lettere Apostoliche non esistono, ma nel corso nei secoli, per vanto campanilistico, furono inventate  tante  < leggende metropolitane>.

Le città ed i piccoli centri che hanno avuto il privilegio e possono vantare di averlo ospitato quando era frate, eremita, papa, dimissionario, ostaggio, fuggiasco e prigioniero sono meno numerose: alcune sono state ricordate con dovizia di particolari dalle biografie più antiche, altre si sono candidate inventando fatti mai accaduti.

Quale era il legame tra papa Celestino V e le città che hanno partecipano al I Forum delle città celestiniane?

Le più antiche biografie di Pietro di Angelerio offrono al lettore una descrizione chiara della sua vita; la più completa fu scritta dal citato padre Don Lelio Marino Lodeggiano. Abbate Generale della medesima Congregatione (Congreg. De Monaci Celestini dell’Ordine di San Benedetto, n. d. r.), pubblicata nell’anno 1630.

Dalla loro attenta lettura risulta: era nato nel castrum dell’odierno Sant’Angelo Limosano nel 1209; a 17 anni  fu ospite del monastero di Santa Maria in Faifoli; compiuti 20 anni abbandonò il monastero per vivere 62 anni da eremita (?) in una vasta area compresa tra il Gran Sasso, la Maiella e le Mainarde settentrionali, pertanto potrebbero sono diversi i centri di quella vasta area a vantare la sua presenza.

Pietro di Angelerio è giudicato un eremita, ma nella sua lunga vita, visse 87 anni, effettuò frequenti viaggi soprattutto per difendere dai soprusi di alcuni vescovi quanto veniva donato al suo nuovo Ordine monastico.

Tutti i biografi del papa molisano concordano nel ricordare che fu a Lione presso papa Gregorio X all’età di circa 66 anni, perché fosse riconosciuto il suo Ordine monastico; continuò l’eremitaggio fino all’età di circa 85 anni, quando a L’Aquila, nel luglio del 1294, fu eletto papa; visse per un po’ a Napoli ed il 13 dicembre del 1294, sottoscrivendo la rinuncia, iniziò i 2 anni più travagliati della sua vita: ostaggio, fuggiasco e prigioniero di papa Bonifacio VIII a Fumone, dove morì all’età di 87 anni sabato 19 maggio 1296.

Le città presenti al I Forum delle città Celestiniane.

BOLOGNA: non si hanno notizie di un legame diretto tra la città e papa Celestino V.

LIMAY, è più appropriato scrivere Limay Yvelines, una città francese sconosciuta dagli antichi biografi del papa che ricordano solo la presenza del sessantaseienne frate Pietro di Angelerio nella città di Lione per incontrare papa Gregorio X. Limay Yvelines dista circa 500 km. da Lione: cosa avrebbe fatto Pietro di Angelerio in quella località non è dato sapere: le fonti tacciono. Forse in seguito a Limay Yvelines  fu fondato, così come accadde in diverse località della Francia, un monastero celestiniano?

NORCIA: si ignora la presenza di papa Celestino V, ma esisteva, come in tante città italiane e straniere, un monastero dedicato alla Spirito Santo.

LECCE: si ignora una relazione tra papa Celestino V e la città pugliese; è esistito Stefano di Lecce, professore di sacra teologia che compare nell’elenco degli abati generali dell’Ordine … Al 56° e 58° posto (essendo stato eletto per due volte, ma non consecutive).

Fu proprio Stefano di Lecce a pubblicare, tra il 1471 ed il 1474, la Vita del Beatissimo Confessore Pietro Angelerio, indicando a chiare lettere: Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise vicino a Limisano, nato da ottimi genitori, Maria e Angelo o, con termine, come penso, corrotto, Angelario.

La Chiesa continua ad ignorare quanto scritto dal 56° e 58° abate generale dell’Ordine Celestiniano, nonché professore di sacra teologia.

Il biografo non ricordò un legame tra Lecce, sua città di origine, e Celestino V; ma è noto che solo dopo alcuni anni dalla canonizzazione del papa, nel 1352, il conte di Lecce e duca d’ Atene, Gualtieri IV di Brienne introdusse in città l’Ordine dei Celestini (che aveva preso il nome dal fondatore Papa Celestino V, al secolo Pietro da Morrone); non è esistito un rapporto diretto tra Lecce e papa Celestino V; come per altri numerosissimi casi simili, dopo la sua morte, esiste la diffusione del suo Ordine .

FIRENZE: è una delle città che può vantare la presenza di Pietro Angelerio; scrisse Marino: Vi è anco fama in Firenze che in questo viagio mentre il Santo passò per quella Città ò andando ò ritornando, in uno de i Spedali di quella (como costumava di fare in ogni luogo, per dove fosse passato visitando i luoghi pij prima d’ogni altro qffare) nel quale era grandissima moltitudine d’infermi, interrogatigli & dispostigli alla penitenza & all’amore d’Idio, tutti ad uno ad uno col Segno della Croce gli rese sani.

Marino, nella sua attenta e particolareggiata descrizione, ricordò le altre città che furono visitate dall’umile frate: Mantova (è stata invitata?), gli fosse della Città ò governatore di essa concesso quel luogo, che hora si possede. & che anco in Como (è stata invitata?) celebrasse la messa nell’altare maggiore della Chiesa, che ancora hora e del nostro Ordine.

Marino ricordò che: Pietro donque nel ritornare di Francia faceva il viagio per la Toscana, & passava un giorno per quel paese, che è tra Lucca e Pistoia.

E’ stato identificato ed invitato al I Forum, quel paese che è localizzato tra Lucca e Pistoia?

I tanti relatori, espertissimi studiosi della vita di papa Celestino V, dovrebbero conoscere l’identità di quel paese e proporre la sua partecipazione ai prossimi forum.

Marino ricordò che nell’anno 1280, essendo già celebre il suo nome e Santità, andò personalmente in molti altri paesi, e senza dubbio chiamato e pregato, e si legge che nell’anno 1280. Andò, e tornò di Toscana; in Roma vi era andato molte volte e vi haveva già ottenuto il luogo di San Pietro in Montorio nel Ianicolo, che è colle vicino al Vaticano. […]. Si deve anco credere che il santo in quel tempo andasse in molti altri luoghi e Citta e provincie, ordinando molte cose a gloria e servigio d’Idio, al quale era tutto intento.

Non è data sapere l’identità di molti altri luoghi e Citta e provincie e ciò può creare, come già detto, tante < leggende metropolitane >.

RIPALIMOSANI: non esiste un legame con Pietro di Angelerio; il centro è vicino Montagano, comune in cui è sito il monastero di Santa Maria in Faifoli dove il giovane Pietro di Angelerio entrò all’età di 17 anni per il noviziato. La pretesa che il convento sia stato aperto dallo stesso S. Pietro Celestino nell’anno 1282 e fosse chiamato in quel tempo con il nome  di S. Maria degli Angeli, è priva di fondamento; sono notizie che non furono ricordate nelle biografie del santo, tant’è che il centro non è ricordato nell’elenco del Monasticon Coelestinum, eremi, monasteri, chiese e ospedali in Italia (1259-1320) (da paduaresearch.cab.unipd.it/314/10/10).

Montagano, nel cui territorio esisteva il monastero di Santa Maria in Faifoli dove il giovane Pietro di Angelerio svolse per 3 anni il noviziato, era stato invitato al I Forum?

S. ANGELO LIMOSANO: è il paese natale di papa Celestino, al secolo Pietro di Angelerio; lo confermano le biografie più antiche, ma la Chiesa, facendo orecchie da mercante, non esprimendo ufficialmente un parere, < parteggia > per la città di Isernia, ingannando l’ignaro lettore

S. SEVERO: la città pugliese non svolse un ruolo da protagonista, a differenza della odierna città di Apricena nel cui territorio era stato edificato il monastero benedettino di San Giovanni in Piano che passò al nuovo ordine monastico fondato da Pietro; scrisse Marino: Si accrebbe assai l’Ordine d’altri Monasteri e de Monaci, e tra gli altri hebbe il Monastero di San Giovanni in Piano antichissimo, posto in Puglia alla radice del monte Gargano, vicini al Castello chiamato Porcina (che era già dote del medesimo Monastero) nella Diocesi di Lucera, non longi dal mar Adriatico … . Nel monastero di San Giovani in Piano trovarono rifugio nell’anno 1285 i monaci del monastero di Santa Maria in Faifoli perseguitati da Simone di Sant’Angelo.

Marino ha tramandato che Pietro, vivendo presso Santo Spirito a Maiella, consigliò all’abate di Faifoli più tosto abandonare il luogo, che lasciare in pericolo la salute de’ suoi: Madò perciò lettere & huomini a posta all’Abbate del quel Monastero sustituito già in suo luogo, ordinandogli, che lasciasse quel Monastero, adducendo il detto di Salomone, […]. …, e tutti se n’andassero nella Puglia al Monastero di San Giovanni in Piano, per restaurare ed accrescere quella casa, la quale puoco avanti haveva havuta, e sperava dovesse durar più tempo à servigio e gloria d’Idio. […]. La partita de’ monaci da questo Monastero di Faifoli avvenne l’anno 1285, in circa, il che raccoglio, perché il Santo vi stette circa l’anno 1276., parti nel 1277. circa 1278. la persecutione cominciò puoco doppo, e durò sei anni, come dice il Fabro, si che circa l’anno 1285. i monaci partirono.

La sua presenza in alcune zone della Puglia settentrionale è documentata dopo la rinuncia al papato: cercò di fuggire dalla persecuzione di papa Bonifacio VIII; tra il mese di Gennaro e Febraro, scrisse Marino, se ne partì di là (dal Morrone, n. d. r.) per andarsene in una vastissima selva di Puglia, la quale era lontana dal Monte Morrone il viagio di quattro giorni […]. Fuggiva il Santo in paesi a lui stranieri per non essere conosciuto […]. Qual sia questa Selva della Puglia, dove il Santo stava nascosto, non fu dichiarato e lasciato scritto da gli autori, & è difficile il saperlo, perché dicono che dall’Apruzo andando in Puglia tutto il paese sia pieno di selve. Tuttavia prima che si entri nella Puglia piana per la parte de i Monti mediteranei vi hà tra gli Monti, vicino dove si dice l’Ariccia, una selva grande, che si continua sin’ al piano, nel quale habitano molti Romiti; vi sono ancora altre selve come quella di San Leonardo, & quella dell’Incoronata, chè tra Fogia & la Cerignola molto grande, dove pur stanno molti Romiti & è più credibile che il Santo stesse in questa, perché è vicina à Quarata, & lontana dal Morrone le quattro giornate, & da San Giovanni in Piano da una e mezza, ò due.

Nell’artico PAPA CELESTINO V, DIMISSIONARIO E FUGGIASCO, SI RIFUGIO’ NELLA “SELVA GRANDE”/BOSCO DI MAZZOCCO DELLA CITTA’ DI RICCIA (CB).  sarà dimostrato che il Santo non stette in questa (quella dell’Incoronata, n. d. r.).

Per fuggire la procella di quella persecuzione, Marino ricordò che il perseguitato aveva progettato di passare di là del mare, perciò il Priore del monastero di San Giovani in Piano per non perdere più tempo, trattò subito e patteggiò coi marinai de Rodi (questo è luogo al litto del mare Adriatico alla radice del monte di S. Angiolo molto dilitioso, e puoche miglia lontano dal Monastero di San Giovanni).

Perché non si creino equivoci sui nomi delle località,  monte di S. Angelo non identifica l’odierna città di Monte San’Angelo che è stata invita al I Forum, ma, come precisò Marino, al Monte Gargano: Mandò il Santo uno di questi suoi Monaci al Monastero di San Giovanni in Piano, il quale non molto lontano dal Monte Gargano detto hora di Sant’Angiolo, vicino un Castello chiamato la Porcina (l’odierna Apricena, n. d. r.), che era già del medesimo Monastero, posto sopra un’eminente colle, hà la Puglia piana à mezo dì e Ponente, da Oriente il monte suddetto & il Mare Adriatico, dal quale non è molto lontano, si come habbiamo descritto altrove.

Apricena era stata invitata?

MONTE SAN’ANGELO: l’importante centro garganico invitato al I Forum non ha avuto un legame con papa Celestino V la cui presenza nella Regione Puglia, stando alle biografie, è testimoniata per il monastero di San Giovanni in Piano, presso Apricena, per alcune località della costa garganica settentrionale e per altri centri che furono testimoni del passaggio del prigioniero Pietro Angelerio dopo la sua cattura.

Nella città di Monte Sant’Angelo solo la toponomastica ricorda: via Celestino V, via Callisto I e Agapito I.

FUMONE: nel suo castello fu tenuto prigioniero il dimissionario e fuggiasco papa Celestino V, dove morì il sabato del 19 maggio 1296, all’età di 87 anni.

ISERNIA: con il placet della Chiesa, la città ha sempre rivendicato e rivendica la nascita di Pietro di Angelerio, ma le biografie più antiche la smentiscono. Per accreditarle l’onore della nascita diversi studiosi hanno inventato: il suo anno di nascita, il nome dei suoi genitori, l’esistenza della sua casa, il possesso di un fondo paterno su cui sarebbe stato edificato un monastero, la visita di san Francesco, una lettera del vescovo Giacomo, la pergamena del vescovo Dario, la pergamena del vescovo Matteo, la pergamena del vescovo Roberto, le omelie del vescovo Gemma, la presenza di Celestino V nei giorni 14 e 15 ottobre del 1294 ed il dono di due o una croce alla città.

Non esiste un documento che possa testimoniare un legame tra la città di Isernia e Pietro di Angelerio, né la sua presenza nella città.

In Isernia, come in tanti centri dell’Abruzzo e del Molise, fu edificato un monastero dopo la donazione, nell’anno 1272, di un terreno; monastero che esisteva nell’anno 1274 e fu ricordato nelle lettere apostoliche  (1275) di papa Gregorio X con cui riconosceva l’Ordine monastico fondato dall’eremita molisano. Non esiste un privilegio concesso da papa Celestino V in favore del monastero di S. Spirito di Isernia, mentre diversi furono i privilegi in favore dei monasteri edificati in altre località.

SALLE: il castello in provincia di Pescara vide la nascita di Roberto da Salle, il più giovane, perciò prediletto, tra i discepoli di Pietro da/del Morrone; Telera (1648) scrisse: Nacque Roberto in Salla l’anno della nostra salute 1273.

Non è dato sapere della presenza di Pietro Angelerio nel centro natio del suo giovane seguace, ma la loro amicizia fa sì che possa essere stimato una città celestiniana.

LAMA DEI PELIGNI: più che a papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, visto che prima del 1320 non esisteva un monastero, il centro abruzzese è legato a Roberto da Salle che Nel 1327, nominato Procuratore Generale della Congregazione dei Celestini, fondò visitò e restaurò parecchi Monasteri, tra cui: S. Tommaso a Caramanico, Lama dei Peligni, Atessa e Gessopalena. […].Fra tutte le opere da lui volute e seguite, particolarmente care ne furono tre: il Monastero della Civitella a Chieti, Santo Spirito a Majella dove ancora oggi sono riconoscibili alcune opere da lui stesso ordinate e dirette, e la cosiddetta Basilica della Madonna a Lama dei Peligni.( Germano D’Aurelio2004, dal sito SantiBeati)

CASTEL DI SANGRO: nel centro abruzzese, nell’anno  1229, iniziarono i primi 3 anni di vita eremitica di fra’ Pietro; all’età di 20 anni aveva abbandonato il monastero di Santa Maria in Faifoli ed il castrum dove era nato, oggi Sant’Angelo Limosano. E’ documentata nel giorno 12 ottobre 1294 la presenza di papa Celestino V in occasione del trasferimento da L’Aquila a Napoli dopo la sua elezione.

SULMONA: con la città de L’Aquila è protagonista nella vita di Pietro di Angelerio.

CELANO: nessuna fonte ricorda un legame tra lo storico centro abruzzese e papa Celestino V. Da Monasticon Coelestinum, eremi, monasteri, chiese e ospedali in Italia (1259-1320) si apprende che esisteva Santa Maria delli Seniuri, già Santa maria in Palude, donata nell’anno 1289 a fra Bartolomeo da Trasacco, uno dei due più fedeli compagni di Pietro di Angelerio ed autore di una delle prime biografie del santo.

GUARDIAGRELE: chi può testimoniare una presenza di fra’ Pietro di Angelerio nel centro abruzzese?

Le biografie tacciono. E’ documentata la fondazione nell’anno 1312 per volere del nobile Vinciguerra da Guardiagrele, di un monastero intitolato a S. Pietro confessore.

ROCCAMORICE: l’eremita Pietro dopo il suo ritorno da Roma dove era stato consacrato sacerdote, si ritirò presso Sulmona e sul monte Morrone iniziò il II periodo di eremitaggio durato 62 anni, ovvero fino alla elezione a pontefice nell’anno 1294. Disturbato dalla continua presenza di curiosi, dall’eremo del Morrone si spostò nei pressi di Roccamorice dove trovò rifugio e fondò l’eremo, poi monastero di Santo Spirito della Maiella.

Marino scrisse: Di qua avenne, che egli intitolò al Spirito santo quasi tutte le Chiese & Oratorij, chè di poi furono da lui da i fondamenti eretti ò notabilmente rinovati.

Il territorio del centro abruzzese che l’eremita Pietro aveva scelto, è posto sul versante settentrionale della Maiella, vi fondò l’eremo di San Bartolomeo di Legio, la chiesa di San Giorgio, entrambi ricordati nelle lettere apostoliche del 1275, e l’eremo di San Nicola.

PRATOLA PELIGNA: solo per la sua distanza di non meno di 10 km. dalla città di Sulmona potrebbe avere ospitato l’eremita Pietro da/del Morrone.

Quattro chiese di Pratola Peligna  nell’anno 1294 furono annesse al monastero di Santo Spirito del Morrone: S. Angeli de Valle, de Campeliano, S. Cesidii, S. Johannise S. Mariae.

In base alla documentazione esistente, alcuni località che hanno partecipato al I Forum erano da escludere, mentre la partecipazione di altri centri si giustifica unicamente per la presenza nel suo territorio di un monastero celestiniano o per avere veramente ospitato l’eremita Pietro di Angelerio.

Dall’elenco dei centri (da paduaresearch.cab.unipd.it/314/10/10) che dall’anno 1250 al 1320 videro nel loro territorio la costruzione di uno o più eremo, chiesa, monastero od ospedale, ricorderemo quelli fino all’anno 1296  della morte del santo molisano: Acciano (AQ), Agnone (IS), Aielli (AQ), Alife (CE), Anagni (FR),  Apricena (FG), Benevento, Bojano (CB), Bolognano (PE), Bucchianico (CH), Campo di Giove (AQ), Caporciano (AQ), Caramanico Terme (PE), Castel di Sangro (AQ), Celano (AQ), Cerro al Volturno (IS), Civita d’Antino (AQ), Collarmele (AQ), Ferentino (FR), Isernia, Lanciano (CH), L’Aquila, Lucoli (AQ), Manoppello (CH), Napoli, Ortona (CH), Penne (PE), Pescina (AQ), Picciano (PE), Pratola Peligna (AQ), Rieti, Roccamontepiano (CH), Roccamorice (PE), Roma, S. Imbaro (CH), Sgurgola (FR), Sulmona (AQ), Tocco da Casauria (PE), Trivento (CB), Venafro (IS).

Questi centri dovrebbero essere invitati ai prossimi Forum ed inseriti in un itinerario che preveda la visita degli eremi, delle chiese, dei monasteri o degli ospedali celestiniani.

Altre località potrebbero essere invitate ai Forum ed inserite in un itinerario per ricordare la presenza di Pietro di Angelerio in occasione del suo primo viaggio che intraprese dal castrum dell’odierno Sant’Angelo Limosano a Castel di Sangro, interessando i territori degli attuali centri di Fossalto, Pietracupa, Bagnoli, Civitanova, Chiauci, Pescolanciano, Carovilli, Roccasicura, Forli del Sannio e Rionero Sannitico.

Il successivo viaggio lo portò dal suo eremo della Maiella a Lione, in Francia: Presi doi compagni Giovanni d’Atri Sacerdote, & Placido de Morreis laico, prese il viaggio a piedi verso la Francia, ricordò Marino, ma non descrisse l’itinerario e le città che lo ospitarono.

Marino ricordò le difficoltà del viaggio sia a causa della stagione che era stata scelta, ma anche l’aspreza delle strade, l’altezza dei monti, la diversità e varietà delle stagioni, il rigore dell’Inverno, la carestia e penuria d’ogni, cosa, e le difficoltà & calamità di que’ tempi, e principalmente le discordie e guerre civili delle Provincie, delle Città, e quasi d’ogni luogo di tutta Italia.

Solo per il viaggio di ritorno, Marino ricordò che l’eremita ed i due accompagnatori passarono per la Toscana e per una località non identificabile, sita tra Lucca e Pistoia, per la città di Firenze; alla fine della descrizione il biografo ricordò un passaggio per Mantova e Como.

La ricostruzione di un itinerario celestiniano verso la Francia, partendo dal versante settentrionale della Maiella, potrebbe prendere in considerazione la via Francigena per raggiungere la città di Lione e per il ritorno passare per un itinerario Como, Mantova e la regione Toscana con le città di Lucca, Pistoia e Firenze.

Consapevoli che la vita eremitica di Pietro da/del Morrone non fu priva di altri viaggi, le biografie non consentono di conoscere i centri che veramente videro la sua presenza.

Le biografie e la ricca redazione di documenti sottoscritti da Pietro di Angelerio quando fu eletto papa Celestino V ed in occasione del suo trasferimento da L’Aquila a Napoli, consentono di ricostruire e riproporre un altro itinerario.

Le città che furono interessate dal soggiorno papale: Sulmona (AQ) (dal 7 a 11 ottobre), Castel di Sangro (AQ) (12 ottobre), il monastero di S. Vincenzo al Volturno (IS) (dal 13 al 16 (?) ottobre), S. Germano-monastero di Montecassino (FR) (dal 17 al 22 ottobre), Teano (CE) (dal 23 al 28 ottobre), Capua (CE) (dal 3 al 12 novembre) e poi Napoli (dal 14 novembre al 13 dicembre 1294).

Le località  interessate solo dal passaggio del corteo papale sono localizzate sull’attuale S.S. 17: Pettorano sul Gizio (AQ) e Roccaraso (AQ), successivamente dopo Castel di Sangro (AQ), il percorso seguì seguendo l’attuale S.S. 158, attraversò Alfedena (AQ), il territorio di Montenero Val Cocchiara (IS), di Pizzone (IS), Rocchetta al Volturno (IS), Colli al Volturno (IS), Montaquila (IS), Montaquila (IS), Pozzilli (IS), Venafro (IS), San Pietro in Fine (CE) e San Vittore del Lazio (FR).

Da S. Germano-Cassino a Teano e Capua, il percorso seguì la antica via consolare LatinaCasilina e sono tanti i centri interessati dal passaggio del corteo che proseguì fino a Napoli.

Dopo la rinuncia al papato, tenendo conto di ciò che scrisse Marino, Pietro da/del Morrone, partendo da Napoli probabilmente seguì il percorso inverso per raggiungere il monastero di Montecassino: Passava il Santo per un luogo chiamato Casal nuovo. Arrivato che fù il Santo alla Terra chiamata San Germano, che è sotto Monte Cassino, alloggiò nell’hospitio del Monastero Cassinense per poi cercare rifugio nella sua Cella presso Sulmona.

L’evento irritò Bonifacio VIII che impartì l’ordine di catturare il suo predecessore; Marino scrisse che il successore di papa Celestino V abbandonò la città di Napoli, pigliando il viagio per Capua, monte Cassino, Ceperano verso Anagni, accompagnato da i due Re Carli Padre e figliulo.

Preoccupato dalla reazione di Bonifacio VIII, Pietro da/del Morrone lasciò l’eremo di Sant’Onofrio per cercare rifugio nella lontana Puglia: se ne partì di là, scrisse Marino, per andarsene in Puglia, la quale era lontana dal monte Morrone il viaggio di quattro giorni, & haveva inteso esser’ habitata da alcuni romiti servi d’Idio.

Seguendo i ricordi di Marino, si apprende il periodo in cui Pietro da/del Morrone, già papa Celestino V, si diresse verso le località della Puglia: la partita del Santo da Napoli fù nel fine dell’anno 1294. & nel principio del seguente arrivò nela sua Cella del Morrone, & puochi giorni, doppò essere stato ritrovato dal Messagiero del Papa, si nascose nel luogo segreto. Verso il principio del mese di Marzo dell’istesso anno si ritirò nella selva di Puglia, e vi si fermò fin’ al principio del mese d’Aprile ò puoco doppò, essendo che corse quell’anno la Pasqua a 3. Aprile.

La presenza del papa dimissionario non sfuggì ai curiosi, tant’è che Non so in che modo e forse per relatione d’alcuno de i Romiti di quella Selva, ò d’altro pratticante quei boschi, venne all’orecchie d’un certo Abbate dell’Ordine di San Benedetto delle vesti nere …. Il Monastero di questo Abbate si chiamava di Corata scrive il libro antico, ma Quaranta propriamente si chiama il luogo (Hora questo è membro del Monastero di Santa Maria d’Andria) nella Puglia detta da gli Geografi Peucetia Hora terra de Bari.

Di seguito, scrisse: Quale sia questa Selva nella Puglia, dove il Santo stava, nascosto, non fù dichiarato e lasciato scritto da gli autori, & difficile il saperlo, perché dicono che dall’Apruzo andando in Puglia tutto il paese sia pieno di selve. Tutta via prima che si entri nella Puglia piana per la parte dei Monti mediteranei vi hà tra gli Monti, vicino dove si dice l’Ariccia, una selva grande, che si continua fin’ al piano, nella quale habitano molti Romiti; Vi sono ancora altre selve come quella di San Leonardo, & quella dell’Incoronata, che è tra Fogia & la Cerignola molto grande, dove pur stanno molti Romiti & è più credibile che il Santo stesse in questa, perché è vicina à Quaranta, e lontana dal Morrone le quattro giornate, & da San Giovanni in Piano da una e meza, ò due.

Dal Morrone, dopo un viaggio durato quattro giornate per percorrere circa 146 km., trovò rifugio in una selva grande vicino a l’Ariccia, l’antico toponimo dell’odierna Riccia, città in provincia di Campobasso, confinante con alcune località della Puglia con cui condivideva una selva grande di cui restano numerose estensioni sparpagliate a “macchia di leopardo” alla pianura dauna, come  ricordò Marino: che si continua fin’ al piano, nella quale habitano molti Romiti. Tra essi, nel XII secolo, nella selva grande che si estendeva tra Riccia, Tufara ed i centri limitrofi della provincia di Benevento e di Foggia, vissero molti Romiti, fra di essi: il beato Giovanni da Tufara ed il beato Stefano Corumano di Riccia

Fu nella selva grande, scrisse Marino, che il perseguitato Pietro di Angelerio, già papa Celestino V, ricevette la visita dell’Abbate dell’Ordine di San Benedetto delle vesti nere. Il Monastero di questo Abbate si chiamava di Corata scrive il libro antico, ma il biografo volle precisare che Quaranta propriamente si chiama il luogo; in realtà la località Corata oggi è denominata Decorata.

Da quanto esaminato, Pietro di Angelerio non si era rifugiato nella selva che Marino credette quella dell’Incoronata, che è tra Fogia & la Cerignola molto grande, dove pur stanno molti Romiti & è più credibile che il Santo stesse in questa, perché è vicina à Quaranta, una località difficile da localizzare, e lontana dal Morrone  (vedi cartina) più de le quattro giornate, & da San Giovanni in Piano meno da una e meza, ò due.

Pietro di Angelerio, avendo concordato, scrisse Marino, con l’abate del monastero di San Giovanni in Piano la fuga oltremare, abbandonò la selva grande e dopo un viaggio d’una giornata e meza, o due al più, & il Santio Vecchio ottogenario faceva il viagio à piedi, giunse alla meta con la speranza di imbarcarsi al porto di Rodi per attraversare l’Adriatico: Rodi (questo è luogo al litto del mare Adriatico alla radice del monte S. Angiolo molto delitioso, & puoche miglia lontano dal Monastero di San Giovanni).

I tentativi di lasciare il porto di Rodi non andarono a buon fine: l’ultimo si concluse in un luogo lontano dalla Città di Vesti cinque miglia; & ivi aspettando più felice commodità e bonaccia per navigare si fermarono e trattenero nove giorni.

La località potrebbe identificarsi con Peschici: Vesti, scrisse Marino, è Città posta al lido del mare Adriatico alla radice del Monte di Santo Angelo verso Oriente tra Rodi e Monfredonia, dal volgo detta Bestia ò Bestici.

Marino ritenne che l’odierna Vieste corrispondesse ai toponimi Bestia ò Bestici, ma è scritto: Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico II, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”. (digilander.libero.it/maregargano/peschici.htm); ergo, Vieste era Bestie e Peschici era Bestici, il luogo lontano dalla Città di Vesti cinque miglia dove avvenne il naufragio.

La presenza di Pietro di Angelerio è certa in Peschici, meno per Vieste, a meno che i seguaci di Bonifacio VIII  non lo trasferirono a Vieste per fargli iniziare da prigioniero il viaggio che l’avrebbe condotto alla presenza del suo successore per essere sottoposto a giudizio.

Dando credito alla partenza da Vieste, Marino ricordò: Perché dalla città de Vesti vennero a Rodi, indi a Foggia, di qua forse a Troia (per Lucera non passorno perché era ancora tenuta da i Saraceni), indi per Valle de gaudio, e poi per il territorio di Benevento, per Matalone, per Capua, Teano, Miniano (che ora è distrutto) Venafro, Aquino, San Germano, Fiorentino, Anagni, e per i luoghi intermedij, de quali perché io no hò perfetta cognitione, però forse nel descrivere i miracoli, no osservarò il giusto ordine de i luoghi e del viagio.

Marino, descrivendo i miracoli di Pietro di Angelerio, ricordò le località visitate: San Vito (forse è questo un luogo alla radice del Monte di Sant’Angelo molestato da serpenti nella pianura trà Sansevero e Manfredonia descritto da Frà Leandro). In Argentio, Sotto Castello d’Altavilla nel territorio di Benevento, In Borgo nuovo, Isola (e forse il Castello così nominato presso Sora & Arce ò Arpino trà due fiumi e perciò da gli antichi detto Interamnia).

Scrisse Marino: Lo tenne il Papa quasi doi mesi appresso di sé in Anagni, mentre fra tanto si fortificava e muniva il Castello e la torre, dove haveva destinato di rinchiuderlo, chiamato Fumone, col consenso del medesimo Santo.

Morì, prigioniero, il sabato 13 maggio 1296, all’età di 87 anni che avrebbe compiuti il 29 di giugno. Fu sepolto nella Chiesa di Sant’Antonio presso Fiorentino (Ferentino, n. d. r.), la quale il medesimo Santo haveva fabricata da i fondamenti, & aggregata al suo Ordine; nella stessa Chiesa, scrisse Marino, poi stette per trent’anni, sin tanto che fù transferito all’Aquila.

L’eremita Pietro di Angelerio nella sua lunga vita percorse tantissimi chilometri e la sua presenza nelle città che visitò è testimoniata dalle biografie più antiche.

Una impresa davvero ardua attende l’assessore per il Turismo del Comune de L’Aquila: in base alle testimonianze delle biografie,  le città da invitare nei prossimi forum saranno tante al pari degli itinerari che possono essere proposti per visitarle.

“In bocca al lupo”.

Oreste Gentile

IL SILENZIO DI PAPA FRANCESCO, LA LOQUACITA’ DEL SINDACO DI ISERNIA, UNA CITAZIONE INESATTA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II.

luglio 10, 2014

Se non avessi letto e conservato la pagina 17 di primo piano molise (6 luglio u. s.) le cui numerose pagine hanno ricordato e documentato in modo chiaro e completo la visita di papa Francesco,  avrei dato credito a ciò ha che ha dichiarato il sindaco di Isernia e che hanno diffuso i mass media (Il Giornale del Molise.it e Telemolise in data 8 luglio): E Brasiello dichiara chiusa la disputa secolare sui natali di Papa Celestino. Dopo le dichiarazioni pubbliche di Papa Bergoglio che ha aperto davanti alla cattedrale pentra il suo anno giubilare non si sono più dubbi: Celestino è nato a Isernia; sottolineando con enfasi durante l’intervista di telemolise che il papa ha certificato la nascita di Celestino V in Isernia.

Rileggendo il discorso di papa Francesco pronunciato sul sagrato della cattedrale di Isernia, i riferimenti a papa Celestino V sono: pensando all’eredità di san Celestino V. Lui, come san Francesco di Assisi […]. Pietro del Morrone, come Francesco D’Assisi, conoscevano bene la società del loro tempo […]. No! ha proseguito papa Francesco, E’ la profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono conseguenza concreta della fraternità. Ecco allora il senso di una nuova cittadinanza, che sentiamo fortemente qui, in questa piazza davanti alla Cattedrale, da dove ci parla la memoria di san Pietro del Morrone Celestino V. Ecco questo è il senso attualissimo dell’Anno giubilare Celestiniano, che da questo momento dichiaro aperto […].

Chiedo a coloro che conoscono la lingua italiana e che hanno ascoltato o letto il discorso dell’illustre ospite pubblicato integralmente dal quotidiano primo piano molise, dove sono le dichiarazioni pubbliche di Papa Bergoglio e la < certificazione > per affermare: Celestino è nato a Isernia?

Che sia stata confusa la nuova cittadinanza di un mondo nuovo, con la cittadinanza isernina di Pietro di Angelerio, o perchè la piazza antistante la cattedrale fa ricordare san Pietro dal Morrone?

Non si è parlato di nascita, nulla è stato certificato!

Papa Francesco, ricordando il senso attualissimo dell’Anno giubilare Celestiniano, non l’ha messo in relazione agli 800 anni della nascita di papa Celestino V, 2015-2015, così come continuano a credere gli irriducibili sostenitori della plurisecolare tradizione isernina, ignorando o dimenticando quanto detto dal papa emerito Benedetto XVI il 4 luglio 2010 (5 anni fa) a Sulmona in occasione dell’Anno giubilare celestiniano, questo sì celebrato per gli 800 anni della nascita: Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino.[…].

Ciò che a chiare lettere disse il papa emerito Benedetto XVI, non trova riscontro nel discorso di papa Francesco ed è stato dimenticato dai più.

Non papa Francesco, ma san Giovanni Paolo II, nell’omelia pronunciata durante la messa celebrata presso il santuario, oggi basilica minore di Castelpetroso, il 19 marzo 1995, fece un riferimento al luogo di nascita di papa Celestino V: Trovandomi poi vicino alla patria del mio venerato predecessore Celestino V, di cui si è celebrato lo scorso anno il settimo centenario dell’elezione al pontificato.

La patria era Isernia; ma l’allora papa Giovanni Paolo II, tra i suoi gravosi, molteplici ed alti impegni pastorali, aveva trovato anche il tempo per fare le ricerche storiche-bibliografiche e scoprire la patria di papa Celestino V?

Il frate Pellegrini Santucci della basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, così si espresse sui discorsi di papa Giovanni Paolo II: Da soldato che darebbe la vita per il Papa, dico che i suoi discorsi sono insopportabili. Ma la colpa non è sua: glieli scrivono male.

Se quanto detto da papa Giovanni Paolo II nell’anno 1995 in merito ai natali di papa Celestino V fosse stata la verità, perché a partire dall’anno 1998 (3 anni dopo) l’Annuario Pontificio ha scritto, cancellando Isernia,  che era nato nel Molise?

Ci troviamo di fronte a quattro personaggi: un papa che non ha espresso un proprio parere sul luogo di nascita di papa Celestino V; un sindaco che sente e riferisce cose non dette; un papa che parlò in occasione di un avvenimento che tutti hanno dimenticato ed un altro papa che si è fidato di chi gli scriveva i discorsi.

Oreste Gentile.

2° ANNO GIUBILARE CELESTINIANO. IL SILENZIO DI MONS. BREGANTINI HA PENALIZZANO LA COMUNITA’ DI SANT’ANGELO LIMOSANO (CB).

luglio 6, 2014

Era accaduto con Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica Italiana nell’anno 2002, perché non riprovarci con papa Francesco nell’anno 2014? Nella visita alla città di Isernia il 25 marzo 2002, Ciampi scrisse sul libro d’onore del Comune: A Isernia, che vanta il titolo di prima capitale d’Italia, custode di bellezze naturali e di significative testimonianze di una lunga storia di civiltà; […].

Finalmente, dopo circa 30 anni dalla divulgazione della notizia che Isernia era stata la prima capitale d’Italia, la dedica dal presidente Ciampi autenticava l’avvenimento. Il presidente non era a conoscenza che la Storia dell’Italia antica insegna: in occasione della Guerra Sociale (I secolo a. C.) i popoli Italici istituirono nella città peligna di Corfinium (Corfinio) la loro 1° capitale, denominata Italia.

Successivamente la capitale fu spostata nella città pentra di Bovianum (Bojano) e, solo dopo la sua conquista da parte dei Romani, la capitale fu trasferita nella città pentra e colonia latina di Aesernia (Isernia).

Visto che la “bufala” era stata accettata “urbi et orbi”, perché non strumentalizzare anche la presenza di papa Francesco nella città di Isernia, facendogli promulgare un 2° Anno Giubilare Celestiniano (il 1° è stato celebrato tra gli anni 2009-2010) e, soprattutto, ufficializzare la nascita in Isernia di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio?

Ad Isernia sono convinti che papa Celestino V è nato nell’anno 1215, ma nell’anno 2010 non hanno disdegnato di partecipare attivamente alla celebrazione dell’Anno Giubilare Celestiniano (agosto 2009-agosto 2010) indetto dalla Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana su sollecitazione di mons. Bregantini, arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano e metropolita delle diocesi del Molise, per ricordare gli 800 anni della nascita di papa Celestino V.

Mons. Spina, vescovo di Sulmona-Valva, presidente del comitato organizzativo, aveva escluso un incontro tra gli studiosi e gli storici che avesse come tema la secolare polemica sull’anno e sul luogo di nascita di Pietro di Angelerio per risolverla in modo definitivo. Dichiarò che alla Chiesa interessa la sua vita spirituale, non la terrena: il rifiuto di allora, oggi ha originato ed autorizzato la strumentalizzazione della presenza di papa Francesco nella città di Isernia, facendogli promulgare, trascorsi solo 5 anni dal 1°, un 2° Anno Giubilare Celestiniano in modo ufficializzare la nascita del santo eremita nella città di Isernia nell’anno 1215.

Per l’evento, la diocesi di Isernia-Venafro ha reso noto: Pietro Angeleri, in seguito chiamato fra’ Pietro da Morrone, poi divenuto papa col nome di Celestino V, infatti, secondo la plurisecolare tradizione storico-liturgico-ecclesiastica, nacque in terra di Isernia proprio nel 1215 […]. La plurisecolare tradizione storico-liturgico-ecclesiastica, ma non le più antiche biografie pubblicate dopo la morte di papa Celestino V, dovrebbe sostenere la sua nascita in Isernia nell’anno 1215.

Il volume L’invenzione della tradizione, di E. J. Hobsbawm e T. Ranger, pubblicato nel 1983 dalla Cambridge University Press e negli anni 1987, 1994 e 2002 da Einaudi editori di Torino, ci aiuta a comprendere come si inventa una tradizione: Le <tradizioni> che ci appaiono, o si pretendono, antiche hanno spesso un’origine piuttosto recente, e talvolta sono inventate di sana pianta. (…). Tutte le tradizioni inventate infatti, laddove è possibile, ricorrono alla storia come legittimazione dell’azione e cemento della coesione di gruppo.

Hanno sempre sostenuto e pubblicato che la nascita era avvenuta nella città di Isernia, ma da qualche tempo hanno deciso in terra di Isernia, ignorando che le biografie più antiche ricordano che avvenne in un castrum e non in una civitas, quale all’epoca era Isernia.

Sostenere in Isernia o in terra di Isernia, dimostra che ignorano quanto scritto nell’anno 1998 nell’Annuario Pontificio: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Morrone; mentre nelle edizioni precedenti si affermava: S. Celestino, di Isernia, Pietro del Morrone. Ergo, era nato nella regione Molise, non nella città di Isernia.

L’invenzione della tradizione, secondo Hobsbawm, può avvalersi anche del valore pubblicitario degli anniversari e l’emissione di francobolli postali – dopo il denaro, la più universale tra le forme dell’iconografia pubblica – con immagine storiche, o di genere consimile.

Come non ricordare la celebrazione nella città di Isernia dell’anniversario dei 700 anni (1296-1996) della morte di papa Celestino, con la pubblicazione di una cartolina con la legenda: 192 Pontefice, nacque ad ISERNIA nel 1215; con l’emissione di un francobollo (tre milioni di esemplari) con la legenda: Isernia 1215-Fumone 1296 e con l’annullo filatelico la cui legenda ripeteva, per chi non l’avesse ancora capito: Isernia 1215-Fumone 1296.

Oggi, la cronaca locale dà notizia della diffusione di un annullo filatelico con la legenda: Verso l’VIII Centenario della nascita di San Pietro Celestino; non sarebbe stato più opportuno un annullo filatelico per ricordare la visita di papa Francesco?

Le biografie più antiche, ignorate da quanti sostengono la nascita in Isernia, offrono al lettore ed allo studioso attento otto indizi per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

La cosiddetta Autobiografia (1400), ricorda l’assetto urbano del luogo della nascita: era un castro, non una civitas.

Ricorda la durata del viaggio dalla sua patria a Castel di Sangro, avvenimento che fu ricordato successivamente dall’abate Marini (1630) per identificare in Sant’Angelo Limosano (CB) il luogo di nascita di Pietro di Angelerio: il tempo impiegato per percorrere l’itinerario fino a Castel di Sangro non corrisponde, scrisse il biografo, alla distanza di Isernia da Castel di Sangro.

Il celestiniano Stefano Tiraboschi da Bergamo (1450), ricordò che i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

Stefano di Lecce (1471-1474), celestiniano e professore di sacra teologia, scrisse un vero certificato di nascita: Pietro di Castel Sant’Angelo, contado del Molise, vicino Limosano, e aggiunse, ricordando il monastero del suo noviziato: si chiamava Santa Maria del Molise (corr.ne di Faifoli), vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

Ignoro se mons. Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e metropolita delle diocesi molisane, sia a conoscenza di quanto citato, ma ciò che ha pubblicato nell’anno 2008 conferma che papa Celestino V non è nato nella città di Isernia, né in terra di Isernia.

Mons. Bregantini scrisse: Siamo intorno al 1230 e lui (papa Celestino V) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

Perché con il suo silenzio di 5 anni fa e quello di oggi ha voluto penalizzare la piccola comunità di Sant’Angelo Limosano (CB), privandola del suo figlio più illustre, e favorire una città che ha vantato anche di essere stata la prima capitale d’Italia?

Alla presenza di papa Francesco, mons. Cibotti, da poco titolare della diocesi di Isernia-Venafro si è subito adeguato alla plurisecolare tradizione¸ dichiarando: Il 5 luglio 1294 il popolo di Isernia esultò perché uno dei suoi figli, Pietro Angelerio del Morrone fu assunto al soglio Pontificio con il nome di Celestino V.

Mons. Bregantini, mons Cibotti, l’Annuario Pontificio, a chi dare credito?

Alla Chiesa, dichiarò mons. Spina, interessa la vita spirituale di papa Celestino V, ed allora perché hanno lasciato che si strumentalizzasse la presenza di papa Francesco per proclamare, trascorsi 5 anni appena, un 2° Anno Giubilare Celestiniano e dichiarare la nascita nella città di Isernia?

Ciò che nell’anno 2009 non è stato permesso alla piccola comunità di Sant’Angelo Limosano, è stato “autorizzato” alla città di Isernia, prima capitale d’Italia.

Oreste Gerntile.

 

ANNO GIUBILARE CELESTINIANO: PAPA BENEDETTO XVI (2010). PAPA FRANCESCO (2015). IL SILENZIO DI MONS. BREGANTINI.

luglio 4, 2014

In occasione della presenza del 5 luglio 2014 di papa Francesco nella città di Campobasso, nella basilica minore di Castelpetroso e nella città di Isernia, la stampa regionale ha evidenziato: La prefettura della Casa pontificia ha ufficializzato il programma della visita pastorale di Papa Francesco a Isernia del 5 luglio 2014. Lo ha reso noto don Francesco Bovino, dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Curia di Isernia. ore 18.15 – in piazza Andrea D’Isernia sul palco saluto del vescovo monsignor Cibotti; discorso del Santo Padre; solenne proclamazione dell’Anno Giubilare Celestiniano per gli 800 anni dalla nascita di San Pietro Celestino (1215-2015).

I responsabili della prefettura della Casa pontificia ignorano quanto fu annunciato nell’anno 2009 dalla Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana e ricordato dal papa emerito Benedetto XVI nell’omelia del 4 luglio 2010 nella città di Sulmona:

Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino. Sorvolando il vostro territorio, ho potuto contemplare la bellezza del paesaggio e, soprattutto, ammirare alcune località strettamente legate alla vita di questa insigne figura: il Monte Morrone, dove Pietro condusse per molto tempo vita eremitica; […]. Sono passati ben ottocento anni dalla nascita di san Pietro Celestino V, ma egli rimane nella storia per le note vicende del suo tempo e del suo pontificato e, soprattutto, per la sua santità.

Chi scrisse l’omelia di papa Benedetto XVI era consapevole che sottraendo 800, gli anni della celebrazione, da 2010 il risultato è 1210, l’anno di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio?

Chi suggerirà a papa Francesco di proclamare l’Anno Giubilare Celestiniano (1215-2015) è consapevole che stiamo vivendo nell’anno di grazia 2014 e che le biografie più antiche e gli anni  che ricordano gli avvenimenti più salienti della vita del santo eremita indicano nell’anno 1209 la sua nascita?

Chi suggerirà a papa Francesco di proclamare un Anno Giubilare Celestiniano ha dato credito a quanto riferito da alcune biografie di papa Celestino V che ricordano l’anno 1215, parere condiviso dagli studiosi isernini, che nel corso di 8 secoli non hanno mai celebrato la nascita di Pietro di Angelerio, ma solo la sua morte avvenuta nell’anno 1296, ricordandola nell’anno 1896 e nel 1996.

Quando nel 2009 fu proclamato l’Anno Celestiniano i vescovi della CEAM, <pilatescamente>, scrissero: in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215; ovvero: noi celebriamo nel 2009, però forse è nato anche nel 1215.

L’errore non era dei vescovi, si giustificarono, chiamando in causa gli storici.

Perché papa Celestino V è nato nel 1209?

Tra gli anni 1303 e 1306 fu scritta sia La Vita A che tramanda: il prigioniero Pietro di Angelerio morì nel 1296, il 19 maggio, dopo aver vissuto anni 86.

1296 – 86 = 1210, anno della nascita.

Sia la La Vita C che ricorda: l’anno della morte, 1296, il 19 maggio, dopo aver vissuto 87 anni.

1296 – 87 = 1209.

Escludono l’anno 1215!

Perché il 1209?

Il giovane Pietro a c. 17 anni entrò in monastero e vi restò per  c. 3 anni; ne uscì a c. 20 anni per iniziare presso Castel di Sangro il 1° periodo di eremitaggio di c. 3 anni e successivamente altri 62 anni tra i monti del Morrone e della Maiella.

Fu eletto papa nel 1294 e morì nel 1296, dopo essere stato dimissionario, ostaggio, fuggiasco e prigioniero per c. 2 anni.

17 + 3 + 3 + 62 + 2 = c.  87.

1296 –  c. 87 = c. 1209 anno di nascita!

< circa > non può essere 86, né 1210.

Mons. Bregantini, arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano e metropolita delle diocesi del Molise, dovrebbe o avrebbe dovuto intervenire in merito, considerato che più di una volta ha rese note le sue conoscenze della vita terrena di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

Nel 2008 scrisse, ricordando l’antico monastero di Santa Maria in Faifoli: In questo monastero benedettino, a 20 anni, il giovane novizio Pietro di Morrone (futuro Celestino V) impara le materie filosofiche e letterarie. Siamo intorno al 1230 e lui proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

1230 – 20 = 1210 è l’anno di nascita.

Nel 2009, l’arcivescovo Bregantini scrisse: Abbiamo lanciato l’Anno Celestiniano, prendendo spunto dalla biografia di San Celestino V, Papa, che proprio a L’Aquila era molto legato. Celestino nacque nel 1209 in Molise. L’Anno Celestiniano inizierà alla fine di agosto (del 2009, n.d.r.), in coincidenza con la famosa Perdonanza celestiniana.

L’anno 1215 è fuori dalla realtà; continuare a proporlo per ri-celebrare un altro Anno Giubilare Celestiniano, offendere l’intelligenza dell’ignaro fedele/lettore e strumentalizza la presenza nella città di Isernia di papa Francesco che non conosce la vita terrena del santo molisano.

Oreste Gentile.

Clicca per rispondere a tutti

Premere Esc o spostare il cursore qui per ritornare a Mail.