2° ANNO GIUBILARE CELESTINIANO. IL SILENZIO DI MONS. BREGANTINI HA PENALIZZANO LA COMUNITA’ DI SANT’ANGELO LIMOSANO (CB).

Era accaduto con Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica Italiana nell’anno 2002, perché non riprovarci con papa Francesco nell’anno 2014? Nella visita alla città di Isernia il 25 marzo 2002, Ciampi scrisse sul libro d’onore del Comune: A Isernia, che vanta il titolo di prima capitale d’Italia, custode di bellezze naturali e di significative testimonianze di una lunga storia di civiltà; […].

Finalmente, dopo circa 30 anni dalla divulgazione della notizia che Isernia era stata la prima capitale d’Italia, la dedica dal presidente Ciampi autenticava l’avvenimento. Il presidente non era a conoscenza che la Storia dell’Italia antica insegna: in occasione della Guerra Sociale (I secolo a. C.) i popoli Italici istituirono nella città peligna di Corfinium (Corfinio) la loro 1° capitale, denominata Italia.

Successivamente la capitale fu spostata nella città pentra di Bovianum (Bojano) e, solo dopo la sua conquista da parte dei Romani, la capitale fu trasferita nella città pentra e colonia latina di Aesernia (Isernia).

Visto che la “bufala” era stata accettata “urbi et orbi”, perché non strumentalizzare anche la presenza di papa Francesco nella città di Isernia, facendogli promulgare un 2° Anno Giubilare Celestiniano (il 1° è stato celebrato tra gli anni 2009-2010) e, soprattutto, ufficializzare la nascita in Isernia di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio?

Ad Isernia sono convinti che papa Celestino V è nato nell’anno 1215, ma nell’anno 2010 non hanno disdegnato di partecipare attivamente alla celebrazione dell’Anno Giubilare Celestiniano (agosto 2009-agosto 2010) indetto dalla Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana su sollecitazione di mons. Bregantini, arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano e metropolita delle diocesi del Molise, per ricordare gli 800 anni della nascita di papa Celestino V.

Mons. Spina, vescovo di Sulmona-Valva, presidente del comitato organizzativo, aveva escluso un incontro tra gli studiosi e gli storici che avesse come tema la secolare polemica sull’anno e sul luogo di nascita di Pietro di Angelerio per risolverla in modo definitivo. Dichiarò che alla Chiesa interessa la sua vita spirituale, non la terrena: il rifiuto di allora, oggi ha originato ed autorizzato la strumentalizzazione della presenza di papa Francesco nella città di Isernia, facendogli promulgare, trascorsi solo 5 anni dal 1°, un 2° Anno Giubilare Celestiniano in modo ufficializzare la nascita del santo eremita nella città di Isernia nell’anno 1215.

Per l’evento, la diocesi di Isernia-Venafro ha reso noto: Pietro Angeleri, in seguito chiamato fra’ Pietro da Morrone, poi divenuto papa col nome di Celestino V, infatti, secondo la plurisecolare tradizione storico-liturgico-ecclesiastica, nacque in terra di Isernia proprio nel 1215 […]. La plurisecolare tradizione storico-liturgico-ecclesiastica, ma non le più antiche biografie pubblicate dopo la morte di papa Celestino V, dovrebbe sostenere la sua nascita in Isernia nell’anno 1215.

Il volume L’invenzione della tradizione, di E. J. Hobsbawm e T. Ranger, pubblicato nel 1983 dalla Cambridge University Press e negli anni 1987, 1994 e 2002 da Einaudi editori di Torino, ci aiuta a comprendere come si inventa una tradizione: Le <tradizioni> che ci appaiono, o si pretendono, antiche hanno spesso un’origine piuttosto recente, e talvolta sono inventate di sana pianta. (…). Tutte le tradizioni inventate infatti, laddove è possibile, ricorrono alla storia come legittimazione dell’azione e cemento della coesione di gruppo.

Hanno sempre sostenuto e pubblicato che la nascita era avvenuta nella città di Isernia, ma da qualche tempo hanno deciso in terra di Isernia, ignorando che le biografie più antiche ricordano che avvenne in un castrum e non in una civitas, quale all’epoca era Isernia.

Sostenere in Isernia o in terra di Isernia, dimostra che ignorano quanto scritto nell’anno 1998 nell’Annuario Pontificio: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Morrone; mentre nelle edizioni precedenti si affermava: S. Celestino, di Isernia, Pietro del Morrone. Ergo, era nato nella regione Molise, non nella città di Isernia.

L’invenzione della tradizione, secondo Hobsbawm, può avvalersi anche del valore pubblicitario degli anniversari e l’emissione di francobolli postali – dopo il denaro, la più universale tra le forme dell’iconografia pubblica – con immagine storiche, o di genere consimile.

Come non ricordare la celebrazione nella città di Isernia dell’anniversario dei 700 anni (1296-1996) della morte di papa Celestino, con la pubblicazione di una cartolina con la legenda: 192 Pontefice, nacque ad ISERNIA nel 1215; con l’emissione di un francobollo (tre milioni di esemplari) con la legenda: Isernia 1215-Fumone 1296 e con l’annullo filatelico la cui legenda ripeteva, per chi non l’avesse ancora capito: Isernia 1215-Fumone 1296.

Oggi, la cronaca locale dà notizia della diffusione di un annullo filatelico con la legenda: Verso l’VIII Centenario della nascita di San Pietro Celestino; non sarebbe stato più opportuno un annullo filatelico per ricordare la visita di papa Francesco?

Le biografie più antiche, ignorate da quanti sostengono la nascita in Isernia, offrono al lettore ed allo studioso attento otto indizi per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

La cosiddetta Autobiografia (1400), ricorda l’assetto urbano del luogo della nascita: era un castro, non una civitas.

Ricorda la durata del viaggio dalla sua patria a Castel di Sangro, avvenimento che fu ricordato successivamente dall’abate Marini (1630) per identificare in Sant’Angelo Limosano (CB) il luogo di nascita di Pietro di Angelerio: il tempo impiegato per percorrere l’itinerario fino a Castel di Sangro non corrisponde, scrisse il biografo, alla distanza di Isernia da Castel di Sangro.

Il celestiniano Stefano Tiraboschi da Bergamo (1450), ricordò che i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

Stefano di Lecce (1471-1474), celestiniano e professore di sacra teologia, scrisse un vero certificato di nascita: Pietro di Castel Sant’Angelo, contado del Molise, vicino Limosano, e aggiunse, ricordando il monastero del suo noviziato: si chiamava Santa Maria del Molise (corr.ne di Faifoli), vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

Ignoro se mons. Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e metropolita delle diocesi molisane, sia a conoscenza di quanto citato, ma ciò che ha pubblicato nell’anno 2008 conferma che papa Celestino V non è nato nella città di Isernia, né in terra di Isernia.

Mons. Bregantini scrisse: Siamo intorno al 1230 e lui (papa Celestino V) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

Perché con il suo silenzio di 5 anni fa e quello di oggi ha voluto penalizzare la piccola comunità di Sant’Angelo Limosano (CB), privandola del suo figlio più illustre, e favorire una città che ha vantato anche di essere stata la prima capitale d’Italia?

Alla presenza di papa Francesco, mons. Cibotti, da poco titolare della diocesi di Isernia-Venafro si è subito adeguato alla plurisecolare tradizione¸ dichiarando: Il 5 luglio 1294 il popolo di Isernia esultò perché uno dei suoi figli, Pietro Angelerio del Morrone fu assunto al soglio Pontificio con il nome di Celestino V.

Mons. Bregantini, mons Cibotti, l’Annuario Pontificio, a chi dare credito?

Alla Chiesa, dichiarò mons. Spina, interessa la vita spirituale di papa Celestino V, ed allora perché hanno lasciato che si strumentalizzasse la presenza di papa Francesco per proclamare, trascorsi 5 anni appena, un 2° Anno Giubilare Celestiniano e dichiarare la nascita nella città di Isernia?

Ciò che nell’anno 2009 non è stato permesso alla piccola comunità di Sant’Angelo Limosano, è stato “autorizzato” alla città di Isernia, prima capitale d’Italia.

Oreste Gerntile.

 

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