ANNO GIUBILARE CELESTINIANO ISERNINO: CELEBRAZIONE DEL14 e 15 ottobre (1294-2014).

Padre, perdona loro, perchè non sanno ciò che fanno!

E’ l’invocazione di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, per coloro che si ostinano a < mantenere in vita > la tradizione storico-ecclesiale locale che dovrebbero accreditare la sua nascita ed un suo legame alla città di Isernia.

Tra gli anni 2009 e 2010 la Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana celebrò l’Anno Giubilare Celestiniano per ricordare gli 800 anni della nascita di Pietro di Angelerio: le sue spoglie furono esposte e venerate nei centri più importanti delle diocesi dell’Abruzzo e del Molise, tra cui la città e la diocesi di Isernia-Venafro.

Non risulta che all’epoca, il vescovo o il vicario della diocesi di Isernia-Venafro abbiano manifestato il loro dissenso per quanto si stava organizzando, visto che la Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana aveva <pilatescamente> dichiarato che l’anno di nascita di papa Celestino era stato stimato tra il 1209 (anno esatto) ed il 1215, però decisero di indire le celebrazioni e di concedere le indulgenze dall’agosto dell’anno 2009 all’agosto del 2010.

Nella circostanza, la diocesi di Isernia-Venafro, rinnegando il proprio credo e per non essere esclusi dalle celebrazioni, opportunamente dimenticò la tradizione storico-ecclesiale locale della nascita di Pietro di Angelerio nell’anno 1215 nella città di Isernia, partecipò attivamente con le diocesi dell’Abruzzo e del Molise alla 1^ edizione dell’Anno Giubilare Celestiniano 2009-2010.

La rivincita non si è fatta attendere: la presenza di papa Francesco nella loro città in occasione della visita al Molise nel corrente anno è stata strumentalizzata per indire, ad usum delphini a 5 anni dalla celebrazione degli 800 anni (1209-2009) della nascita, una 2^ edizione dell’Anno Giubilare Celestiniano da celebrare solo nella città di Isernia per ricordare gli 800 anni (12152015) della nascita nella città di Isernia, dimenticando la tradizione storico-ecclesiale locale.

La Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana ha TACIUTO!

Dal 1294, anno della elezione di Pietro di Angelerio al papato, la diocesi di Isernia-Venafro non ha mai ricordato o celebrato nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 la sua presenza nella città di Isernia; dopo 720 anni, invocando solo la tradizione storico-ecclesiale locale, ha voluto ricordare e celebrare nei giorni 14 e 15 di ottobre dell’anno 2014 il soggiorno di papa Celestino V.

Nessuno dei suoi più antichi biografi ha tramandato la presenza nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 nella città di Isernia; solo la biografia di Cantera nel 1892 diede la notizia, sconosciuta a Ciarlanti (1644) che, vissuto circa 250 anni prima, nativo di Isernia, storico ed arciprete della cattedrale della città, avrebbe avuto più di un motivo per “strumentalizzarla”, essendo stato un convinto sostenitore della nascita e del legame di Celestino V con Isernia.

Era sconosciuta ai biografi Marini (1630), Telera (1648) e Spinelli (1644), questi ultimi due furono i primi a proporre la nascita in Isernia.

Le più antiche biografie non hanno descritto il viaggio del papa e della  scorta reale da L’Aquila a Napoli dopo la cerimonia della sua elezione, hanno ricordato la sua presenza in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.

Potthast (18741875) ricostruì le tappe del viaggio in base ai documenti sottoscritti da Pietro di Angelerio dopo la sua elezione del 29 agosto 1294: si trattenne a L’Aquila fino al 5-6 ottobre (doc.ti dal n. 23949 al n. 23989); dal 7 all’11 ottobre (doc.ti dal n. 23990 al n. 23995) fece sosta in monasterio S. Spiritus prope Sulmonam; il 12 ottobre (doc. n. 23996) era nel castellum o castrum di Castel di Sangro ed il 13 ottobre  (doc. n. 23997) era ap. Monasterium S. Vincentii de Vulturno; dal 17 al 22 ottobre (doc. n. 23998) sostò a S. Germano e poi a Teano, a Capua ed infine a Napoli.

Potthast, al pari delle biografie più antiche, ignorava la presenza del papa nella civitas di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.

Cantera (1892), facendo tesoro delle ricerche di Potthast ed arricchendole con altri documenti di cui non sempre è sicura l’esistenza, scrisse che il papa ed il re si trattennero nella città de L’Aquila fino al 6 ottobre 1294: Il dì 7 giunse a Sulmona, ove si trattenne fino al dì 13 detto mese. Il 13 ottobre Celestino proseguì l’itinerario e da Sulmona passò a Castel di Sangro, nella quale terra vi si era recato pure il giorno precedente, ed indi nello stesso dì 13 ottobre visitò il convento di S. Vincenzo al Volturno, ove nominò Abate Nicola del suo ordine. Nel 14 andò ad Isernia, rimanendovi fino al dì 15.

Mentre Potthast ritenne il papa presente il giorno 12 a Castel di Sangro (doc. n. 23996 ) ed il giorno 13 al monastero di san Vincenzo al Volturno, Cantera confermò la presenza del giorno 12 (doc. LXII) in Castel di Sangro ma, senza una giustificazione, scrisse che il papa aveva fatto ritornato a Sulmona per ripartire il giorno 13, ripassare per Castel di Sangro ed arrivare al monastero vulturnense.

Il viaggio di andata e di ritorno tra Sulmona e Castel di Sangro crea seri dubbi, considerata l’età avanzata del papa (aveva 85 anni) e la “fretta” del re angioino di arrivare al più presto a Napoli.

Cantera ricordò che fu il re ad organizzare il viaggio da L’Aquila a Napoli, scegliendo un percorso più breve ed impartendo delle precise disposizione per renderlo sicuro e meno faticoso: Il re Carlo II predispose il viaggio del Papa: scrisse al Giustiziere di Terra di Lavoro di effettuare interventi a Capua per accogliere il Papa prima dell’arrivo a Napoli. Ordinò (20 settembre) al Giustiziere di Abruzzo di preparare il frodo dovendo il pontefice e la Curia Romana recarsi a Napoli per via Sulmona e per la valle di Sora (in nota: … per iter Sulmonense alisque per iter vallis Soranae itinerantibus utenlilium.).

Nella realtà: il percorso ricordato da Cantera da L’Aquila per la valle di Sora avrebbe escluso la città di Sulmona sita più a sud est della direttrice L’AquilaSora (vallis Soranae)-Napoli ed avrebbe interessato le località di San GermanoCassino, Teano e Capua, per una lunghezza di circa 241 km.

Il papa lo avrebbe fatto modificare perchè escludeva sia Sulmona, città a lui cara per avervi iniziato il secondo periodo di eremitaggio, sia Castel di Sangro, testimone del primo periodo di eremitaggio.

Il percorso di cui sono documentate tutte le soste, seppure più lungo, fu probabilmente scelto dal papa per poter soggiornare nelle due città a lui care: L’Aquila-Sulmona (sosta)-Castel di Sangro (sosta)-Alfedena-Pizzone-monastero di san Vincenzo al Volturno (sosta) per una distanza di circa 148 km. + il percorso Venafro-San Germano-Cassino (sosta)-Teano (sosta)-Capua (sosta)-Napoli per un totale complessivo di circa 297 km..

L’affermazione di Cantera: Nel 14 andò ad Isernia, rimanendovi fino al dì 15, non è confermata dai biografi già citati, non è confermata da Potthast, non è confermata dai documenti pubblicati dallo stesso Cantera.

Esistono le testimonianze a favore delle città in cui il papa aveva soggiornato, ma non per  Isernia.

In base ai documenti ed alle date in essi riportate, chiunque può ricostruire il percorso del corteo papale-reale da L’Aquila fino a Napoli e conoscere le località dove soggiornò: L’Aquila, Sulmona, Castel di Sangro, monastero di san Vincenzo al Volturno, San Germano-Cassino, Teano, Capua.

La civitas di Isernia era esclusa!

Cantera per fornire una testimonianza che sostenesse quanto aveva affermato, pensò bene di proporre e descrivere un altro itinerario che da L’Aquila e Sulmona, passando per Isernia, portava a Napoli: Per andare da Sulmona ad Isernia doveva transitare << per partes Vallis Oscure, Peschi, Rivinigri et Foroli >> e nel dì 17 giunse a S. Germano ed ivi deliberò di visitare il celebre Archicenobio di Monte Cassino ove restò fino al 20 ottobre 1294.

L’itinerario proposto da Cantera aveva l’unico scopo di sostenere il passaggio e la presenza del papa nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294; 2 giorni ignorati dalle cronache dell’epoca e dai biografi vissuti prima di Cantera che non avrebbero mai trascurato di descrivere un avvenimento tanto importante: la visita di papa Celestino V alla città natale e l’incontro con i congiunti.

Il papa durante la permanenza nella città di Isernia non sottoscrisse, come era solito fare durante le soste, un privileggio, diede disposizioni in favore di una comunità: nei 14 e 15 ottobre 1294 le cronache dell’epoca tacciono.

L’unica testimonianza, ovvero l’itinerario proposto da Cantera, è il percorso della via consolare Minucia, oggi S.S. 17, che, collegando Corfinio, Sulmona, Castel di Sangro e passando nei pressi di Fòroli, oggi Fòrli del Sannio, giungeva ad Isernia; ergo, il papa prima di giungere il giorno 13 ottobre al monastero di san Vincenzo al Volturno (doc. n. 23997 di Potthast e LXIII di Cantera), dovette passare, ma non si fermò, per Isernia, proseguì per il bivio di Fornelli e per Colli al Volturno (itinerario nero); il giorno dopo, 14, sarebbe ritornato ad Isernia per rimanere fino al 15.

L’itinerario (nero) Sulmona-Castel di Sangro (1)-Fòruli (2)-Isernia (3)-monastero vulturnense (4), proposto da Cantera, era di circa 101 km.; il giorno seguente il papa dal monastero sarebbe ritornato ad Isernia e ripartito per San GermanoCassino, via Venafro (5).

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L’itinerario (nero) proposto e descritto da Cantera. L’itinerario (rosso) percorso dal corteo papale-reale da Castel di Sangro (1) al monastero di san Vincenzo al Volturno (4).

L’itinerario (rosso) che in realtà fu utilizzato dal papa e dalla sua scorta, da Castel di Sangro (1), passando per Alfedena (A) e Pizzone (P) giungeva al monastero vuturnense (4), dopo aver percorso circa 35 km.; il giorno dopo partì per San GermanoCassino, via Venafro (5).

Cantera, rendendosi conto della improponibilità del “suo” itinerario per accreditare l’affermazione: Nel 14 andò ad Isernia, rimanendovi fino al dì 15,  ritenne opportuno “sostenerla” con una fonte bibliografica sconosciuta a Potthast: Reg. Ang. N. 65 cit. ff. 52 a tergo. 53 a tergo: n. 73 cit. f. 32. e si guardò bene dal trascrivere il testo completo.

Altri biografi contemporanei per giustificare la presenza del papa in Isernia, scrissero: Ad Isernia il Papa concesse un vitalizio di dieci once d’oro a Nicola Angelerio, fratello del Papa, mentre a due suoi nipoti, Guglielmo e Pietro, figli di Roberto Angelerio, assegnò una provvigione di cinque once ciascuno.

Cantera conosceva la concessione di un vitalizio reale, però interpretò il testo originale in due modi che si contraddicono; nel scrisse: si leggono accordate da re Carlo II delle provvisioni a Nicola di Angelerio fratello, e a Guglielmo e Pietro Roberto di Angelerio nipoti del fu Pp. Celestino V, precisando in nota il riferimento bibliografico al Reg. Ang. n. 94 1298 D e n. 125 1302 E f. 185.

Nel scrisse: 5 settembre 1294 concesse un’annua provvisione ai fratelli e nipoti del papa.

Nella descrizione il papa era deceduto (anno 1296) visto che il documento esibito da Cantera recava la data Reg. Ang. n. 94 1298; nella descrizione il papa era in vita perché il documento ricordato da Cantera era datato 5 settembre 1294; ma il mese di settembre non corrisponde al mese di ottobre (giorni 14 e 15) in cui il papa avrebbe dovuto essere presente in Isernia.

Cantera non poteva ignorare quanto Ciarlanti aveva scritto circa 250 anni prima: come nel Regist. del 1298. e 1299. e non potendo poi quegli (i parenti del papa) averle da Foggia, ce le assegnò sopra la bagliva di Sulmona, come nel Regist. dei 1298. con la data in Napoli al 1. di Settembre; ed oltre di ciò pare, che anche probabilmente congetturar si possa dalle parole della propria scrittura, che sono queste:.B. Carolus II. etc. Secreto Aprutii, necnon Bajulis, et Cabellotis, seu Credenceriis Cabellae Bajulationis, et altorum Jurium Curiae nostrae ad ipsa Cabellam spectantium in Sulmona praesentibus, etc. Pridem per patentes literas nostras Secreto Apuliae, nec non Bajulationis Fogiae tam praesentibns, quam futuris sub certa forma recolimus injunxisse, ut Nicolao de Angeleri fratri, ac Guillelmo, et Petro Roberti de Angeleri nepotis quond. Santissimi Patris Domini Celestini olim Sacrosanctae Romanae,[…].

Viti, studioso isernino confermò (1972), smentendo Cantera e gli altri studiosi e gli storici contemporanei, ciò che aveva scritto Ciarlanti: Privilegio di Carlo II a favore di Nicola, Guglielmo e Pietro Angelario, rispettivamente fratello e nipoti di Celestino V, col quale si concedono 10 once d’oro al primo e 5 ai secondi, da riscuotersi sulla Bagliva di Foggia (Reg. ang. Anni 1298-1299; altro priv. In Sulmona 1 settembre 1298, ibid.).

Marini (1630) aveva già illustrato la verità: Mi avisa si bene il Molto Reverendo Padre Abbate D. Francesco d’Ailli d’haver letto nel Regio Archivio della Zecca di Napoli, dove dice esser registrate molte cose antiche di quel regno, in un libro Pergameno, che Carlo secondo Rè di Napoli doppò la morte di questo nostro santo, donò una certa rèdita od entrata perpetua de danari ad un nepote del santo, il nome del quale dice di non ricordarsi, sopra la gabella della bagliva della Città di Sulmona, e sopra la dogana di Foggia, à devotione di questo Santo Pietro, che fù Celestino Papa Quinto.

Il documento che ricordava il dono di una certa rèdita, è stato utilizzato “in modo improprio” da studiosi, da storici e di recente anche da uomini di Chiesa, per accreditare la presenza del papa in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294, ma la sua redazione e divulgazione avvenne nell’anno 1296, ovvero 2 anni dopo la morte del prigioniero Pietro di Angelerio; pertanto non era in relazione con la presenza del papa nella città di Isernia il 14 e 15 ottobre dell’anno 1294.

C’è di più!

Il Codice Diplomatico Celestiniano nei Regesti dei documenti (1249-1320) smentisce quanto fu sostenuto da Cantera e condiviso da altri studiosi e storici contemporanei.

Il curatore dell’opera, esaminando il documento scritto in Sulmona con il  n. 23995 in Potthast e ricordato da Cantera con il n. LXI, ha dichiarato che non dovrebbe avere la data dell’11 ottobre, ma del 14 ottobre; ergo, papa Celestino V non poteva essere presente in Isernia in quello stesso giorno!

La correzione della data dall’11 al 14 ottobre, qualora fosse avallata da altri studiosi, sarebbe una ulteriore conferma che il papa non era nella città di Isernia il giorno 14 (e 15) di ottobre del 1294 e modificherebbe anche le date degli altri documenti che il Codice diplomatico Celestiniano non ha preso in considerazione: il n. 23996 di Potthast ed il n. LXII di Cantera redatto il 12 ottobre in Castel di Sangro; il n. 23997 di Potthast  ed il n. LXIII di Cantera, redatto il 13 ottobre ap. Monasterium S. Vincentii de Vulturno.

Per dare maggiore credito alla presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni del 14 e 15 ottobre 1294, ci pensò Gasdia nel 1960: Il 14 e 15 dimora ad Isernia. Alla cattedrale della sua patria il papa donò due croci, prezioso lavoro di argenteria bizantina e langobarda, che tuttora si custodiscono nel tesoro di quel duomo assieme con l’urna di san Nicandro ed altre poche argenterie.

Altri sostenitori della causa isernina hanno condiviso il dono: E’ ben accetto dal Capitolo Cattedrale che soddisfatto dell’accoglienza riservatagli, donava a quel consesso due croci di argento di fattura longobarda-bizantina.

Come accadde per l’esistenza in Isernia della casa o di due case di Celestino V, altri autori contemporanei hanno sostenuto e divulgato la notizia che non erano DUE le croci, ma UNA croce: quella croce argentea!

Ciarlanti conosceva un’altra realtà: e due croci ch’egli mandò alla sua Patria (Isernia), che nel Duomo si conservano.

Erano state donate personalmente dal papa durante la sua presenza del 14 e del 15, o le mandò, come scrisse l’arciprete isernino Ciarlanti?

Se le mandò significa che il papa non era nella città di Isernia il 14 ed il 15 ottobre!

La verità venne a “galla” con le Celebrazioni Celestiniane. Mostra di cimeli e documenti custoditi nei luoghi che potevano vantare la presenza  del papa.

Nel catalogo della mostra dedicata alle Reliquie e Cimeli della città di Isernia si legge dell’esistenza di una croce: 18. Croce in argento dorato (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12). Di finissimo cesello e sbalzo: tempestata di pietre dure, rubini, lapislazzuli ed ametiste. Ha sui quattro bracci delicati smalti su fondo azzurro rappresentanti figure sacre. Nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria, forse fiorentina. Seconda metà del sec. XIV. Proprietà del Capitolo Cattedrale di Isernia.

Si tratta di una croce NON di fattura longobarda-bizantina, ma Nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria, forse fiorentina della Seconda metà del sec. XIV; ovvero,  quella croce NON poteva esistere nel secolo XIII in cui visse papa Celestino V!

Oreste Gentile

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Una Risposta to “ANNO GIUBILARE CELESTINIANO ISERNINO: CELEBRAZIONE DEL14 e 15 ottobre (1294-2014).”

  1. Paolo Says:

    Complimenti Oreste per l’ottimo lavoro.
    Mi sto interessando ai percorsi del Gargano e credo che oltre alla zona di Stignano sia da considerare anche Cagnano Varano dove è un altra grotta di S.Michele ed un suo possibile collegamento diretto con Monte Sant’Angelo.
    Paolo

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