PAPA CELESTINO V E’ MIO! E’ TUO ? E’ SUO ! MA DI CHI E’ ?

 

Povero, vecchio, famoso eremita, perseguitato in vita, “sfruttato” nella morte !

Diverse località da secoli si contendono la nascita e, grazie alla  < viltà > degli uomini di Chiesa non è possibile mettere la parola fine alla diatriba.

L’occasione propizia si era avuta nell’anno 2009 con la celebrazione degli 800 anni della sua nascita, 1209-2009: intorno ad un tavolo alcuni degli storici o degli studiosi che si sono interessati alla sua vita ed alle sue opere, avrebbero potuto, oltre a disquisire sulla sua vita religiosità,  mettere la parola fine alla < vexata quaestio >.

La richiesta di un confronto non fu accettata e perciò, è il caso di dire, si continua a < lucrare  > sulla ignoranza (non conoscenza) degli ignari cittadini e degli ignari fedeli che credono in ciò che sentono ed in ciò che vedono: furono coinvolti con le sacre spoglie del papa dimissionario Celestino V, nelle celebrazioni dell’Anno Giubileo Celestiniano indetto tra il 2009 ed il 2010 per gli 800 anni della nascita, come testimonia l’omelia (Sulmona, 5 luglio 2010) di papa Benedetto XVI: […]. Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino. […]. Sono passati ben ottocento anni dalla nascita di san Pietro Celestino V, ma egli rimane nella storia per le note vicende del suo tempo e del suo pontificato e, soprattutto, per la sua santità.

C’era chi aveva le idee chiare sull’oggetto delle celebrazioni;nel sito http://www.sanpietrocelestino.com/ si legge: Anno Celestiniano  In preghiera con San Pietro Celestino  Immersi nella Trinità, con Maria, Vergine e Madre  (di S.E. Mons. Bruno Forte, vescovo). Nell’anno giubilare dell’ottavo centenario dalla nascita di San Pietro Celestino, coincidente con l’anno sacerdotale voluto da Papa Benedetto XVI per tutta la Chiesa, può essere particolarmente significativo e bello metterci alla scuola del Santo Monaco e Pastore, per imparare da lui il Suo segreto più prezioso: l’esperienza della Sua preghiera, da cui è scaturita la Sua straordinaria ricerca di Dio e la libertà profetica del Suo cuore di fronte agli scenari drammatici della Chiesa e del potere mondano del Suo tempo.

Il 4 luglio del 2014 gli ignari cittadini e gli ignari fedeli, dopo 4 anni, sono stati coinvolti di nuovo nelle celebrazione di un anno giubilare celestiniano 2014-2015, indetto solo dalla diocesi di Isernia-Venafro per gli 800 anni della nascita nella città di Isernia nell’anno 1215.

E’ stato papa Francesco ad indire il 4 luglio 2014, dal sagrato della cattedrale di Isernia, un anno giubilare celestiniano isernino che, badate bene, non messe in relazione con l’anno di nascita 1215: nel suo discorso non fece un esplicito riferimento (vedi l’omelia di papa Benedetto XVI), lo messe in relazione agli 800 anni di nascita.

La città di Isernia si è sempre arrogata la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, e, di volta in volta, ha proposto: 1) un castello o castrum denominato Sant’Angelo all’interno delle sue mura medioevali; 2) l’esistenza  in Isernia della casa natale di Pietro Angelerio; 3) l’esistenza di un fondo paterno; 4) la visita di san Francesco; 5) la lettera del vescovo Giacomo; 6) la bolla di papa Gregorio X; 7) la pergamena del vescovo Matteo; 8) la pergamena del vescovo Dario; 9) la pergamena del vescovo Roberto; 10) la presenza di papa Celestino V in Isernia durante  il 14 e 15 ottobre 1294, in occasione del viaggio di papa Celestino V alla volta di Napoli; 11) il dono di due o una croce e l’incontro con i familiari;12) il cognome della madre.

QUANTE NE HANNO INVENTATE !

In questa proficua documentazione, NULLA corrisponde alla realtà degli avvenimenti che videro protagonista il santo molisano.

La città di Isernia non è l’unica a rivendicare la nascita: recentemente Sant’Angelo di Alife/Ravecanina/Raviscanina è in concorrenza con Sant’Angelo Limosano, già castrum Sancti Angeli, la patria di Pietro di Angelerio.

Se uno storico, uno studioso od un lettore valutasse attentamente quanto hanno tramandato le biografie più antiche del frate-eremita, scoprirebbe che esistono 8 indizi storici, geografici e religiosi, tra essi il monastero di Santa Maria in Faifolis, che localizzano ed identificano in Sant’Angelo Limosano il paese natale di Pietro di Angelerio.

La biografia conosciuta come la Vita C è stata ricordata nell’anno 2012 da mons. Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano: cosiddetta Vita C, la fonte più attendibile sulle gesta di Celestino V, scritta da un suo confratello poco dopo la morte del papa. […]. Abbiamo quindi la Vita (C) di Celestino V attribuita ai monaci celestini Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona. La datazione del manoscritto fu fissata dal bollandista Van Ortoy tra il 1303 e il 1306; studi più recenti (Eugenio Susi) la collocano però dopo il 1306.

In essa, a proposito del monastero di Santa Maria in Faifoli, fu scritto: Inter alia cepit unum bonum monasterium tunc paene dirutum et destructum, quod vocabatur Sancta Maria in Fayfolis, quod erat in provincia unde ipse exstiterat oriundus; il monastero era sito nella provincia di origine, localizzata nel regno angioino ed identificata con il comitatus Molisii.

La Vita C, ricordando anche l’età di 87 anni che aveva il prigioniero Pietro di Angelerio, già papa Celestino V, alla sua morte nell’anno 1296, permette di conoscere anche l’anno di nascita: 1296 – 87 = 1209, altro che anno 1215 su cui hanno programmato il giubileo celestiniano isernino.

La recente candidatura di Sant’Angelo di Alife/Ravecanina/Raviscanina si basa unicamente sulla < poca conoscenza > della storia medioevale del secolo XIII in cui visse Pietro di Angelerio, quando Sant’Angelo Limosano, all’epoca Castrum Sancti Angelo, ricordato dalle biografie più antiche, si localizzava nella contea di Molise o comitatus Molisii che con il territorio pertinente alla Terra/ae Laboris costituivano un unico Justitiariato del regno angioino, già federiciano: JUSTITIRIATO TERRA/AE LABORIS ET COMITATUS MOLISII.

Sostengono che: nacque in Terra di Lavoro, nel Castrum Sancti Angeli cognomento Rabicanum o di Ravicanina e che compì i suoi studi nella vicina abbazia di Santa Maria della Ferrara.

NON ESISTE UNA BIOGRAFIA, ANTICA o RECENTE, IN CUI SI POSSA LEGGERE UNA PANZANA SIMILE !

TUTTE LE BIOGRAFIE RICORDANO CHE IL MONASTERO ERA SANTA MARIA IN FAIFOLIS NELLA DIOCESI DI BENEVENTO.   

NON ESISTONO TESTIMONIANZE CONTRARIE!!!!

Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che si chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin.

Più chiaro Stefano di Lecce (1471-74), per localizzare e per identificare sia il luogo di nascita: Pietro di Castel Sant’Angelo contado del Molise, vicino a Limosano; sia il monastero: il cui nome era Sancta Maria in Fayfolis, vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

Marini (1630): La patria del Santo secondo l’opinione volgare fù Esernia antica & illustre Città de i Sanniti, ma aggiunse diligentemente: Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo; così hanno alcuni Manoscritti antichissimi.

Per il monastero, scrisse: E per hora dirò, che Io tengo per certo che Pietro vivendo ancora la Madre, d’anni sedici in circa pigliasse l’habito e l’ordine di san Benedetto in qualche Monastero più vicino alla sua patria, il qual forse fù quello di Santa Maria in Faifoli nella diocesi di Benevento, dove egli poi fu fatto Abbate.

Marini, in proposito, ricordò altri autori: E ciò supponendo per certo, dico col Fabro, che pigliò l’habito nel Monastero di Santa Maria in Faifoli posta nella diocesi di Benevento, che forse era il più vicino alla sua patria, & alcuni manuscritti hanno in altra occasione, che era nella Provincia, d’onde egli era oriundo.

Ricordò ancora: In oltre era stato già molto florido e celebre nella iurisdittione o Diocesi di Benevento il Monastero detto di Santa Maria in Faifolis:…..; & era posto nella Provincia, dalla quale egli stesso haveva Origine e dove era nato, dal che si argomenta che ivi pigliò l’habito.

Ed infine: Egli (Capodiferro, arcivescovo di Benevento) perciò mosso per la Santità del nostro Padre San Pietro, sapendo che era nato in quel paese, e che non solamente haveva fatta la professione nel medesimo Ordine, ma anco in quel Monastero stesso, volse & operò che il Santo fosse fatto Abbate del medesimo luogo e monastero.

Due biografi che hanno sostenuto la nascita nella città di Isernia, non hanno avuto  dubbi per localizzare ed identificare il monastero di Santa Maria in Faifolis, ma hanno ignorato (volutamente ?) la sua vicinanza al luogo di origine: comprometteva il loro “credo” !

Ciarlanti (1640/44): Era stato molto celebre un Monastero detto S. Maia in Faifoli de’ Monaci Benedettini nella Diocesi di Benevento, dal cui Abbate ad opinione del Marini, avea S. Pietro Celestino primieramente avuto l’abito di Religione, ed in esso professato l’ordine, e la Regola di S. Benedetto.

Telera (1648): essendo egli di 16 anni in circa, impetrato il beneplacito di sua madre, si condusse al Monastero di S. Maria in Faifoli dell’Ordine Benedettino Diocesi di Benevento, e quivi vestì l’abito, fece il Noviziato, e a suo tempo la professione di Monaco. Quegli stessi motivi che spinsero il Santo à partirsi ancor giovinetto, dal Monastero di S. Maria in Faifolis, …, mossero anche l’Arcivescovo di Benevento chiamato Monsignor Capiferro a desiderare qualche ristoro al già detto Monastero; né tutto ciò poteva da altri sperarsi, che da Pietro del Morrone, per aver egli nello stesso luogo professata la regola Benedettina.

Quale fonte bibliografica ha ricordato che il diciassettenne Pietro di Angelerio compì i suoi studi nella vicina abbazia di Santa Maria della Ferrara ?

NON ESISTE !

Sostenere che sancto angelo, ricordato dalle fonti antiche come la patria di papa Celestino V, non era nel territorio dell’attuale Molise, ma unicamente in Terra di Lavoro (gran parte del territorio della provincia di Caserta), significa NON conoscere la Storia del XIII secolo.

Quando le fonti antiche localizzavano ed identificavano il luogo di nascita di papa Celestino V, citando unicamente la Terra/ae Laboris, si riferivano ad uno dei XII distretti amministrativi, denominato Justitiariato Terra/ae Laboris et Comitatus Molisii, in cui era diviso il regno angioino, già federiciano, formato da 2 distinte unità territoriali: la Terra/ae Laboris ed il Comitatus Molisii.

Le biografie di papa Celestino V, ma anche i Registri della Cancelleria Angioina in cui furono trascritti tutti gli atti, molto spesso, per brevità e non per “ignoranza”, riportavano solo Terra/ae Laboris, intendendo non il territorio, ma la denominazione della provincia amministrativa.

Nel Registro della Cancelleria Angioina, si legge: Si ordina al Procuratore di T.(erra) di Lavoro e Principato di ricevere, per conto della R. Corte la consegna della terra di Boiano in T.(erra) di Lavoro da parte ….

Si evince che la terra di Boiano in T.(erra) di Lavoro non intendeva che era IN territorio denominato Terra di Lavoro, ma che amministrativamente dipendeva dallo Justitiariato Terra/ae Laboris: era stato omesso la citazione di Comitatus Molisii.

Troviamo scritto: Symonis de Sancto Angelo, domini castri Montis Agani: In Terra Laboris. Francisco de Sancto Agapito, dominis Luparie: Montagano/ Montis Agani e Lupora/Luparie erano e sono nel Molise, ma nel medioevo erano amministrate dallo Justitiariato di Terra Laboris, era stato omesso Comitatus Molisii.

Ancora: Una disposizione del re angioino dell’anno 1292 (papa Celestino V era ancora in vita, morì nel 1296) in favore di Clemenzia, moglie di Carlo, suo primogenito, ricorda il castrum Sancti Angeli dove era nato Pietro di Angelerio: castri Sancti Angeli de Limosani et eiusdem feudi siti in territorio civitatis caserte de iustitiariatu Terre Laboris et Comitatus Molisii.

E chiaro che il castri Sancti Angeli de Limosani ed i feudi siti nel territorio della città di Caserta erano amministrati dallo iustitiariatu Terre Laboris et Comitatus Molisii, ergo, castri Sancti Angeli de Limosani era nel territorio del Comitatus Molisii, ma con gli altri feudi casertani, amministrativamente era pertinenti allo Justitiariato Terre Laboris et Comitatus Molisii.

Sfruttare le descrizioni poco chiare riportate in alcune delle antiche fonti bibliografiche al solo scopo di volere imporre il proprio punto di vista, senza confrontarle con le altre più chiare, significa prendere in giro l’ignaro lettore.

Papa Celestino V è di TUTTI, ma la nascita avvenne nel Castel Sant’Angelo contado del Molise, vicino a Limosano, nell’anno 1209, il lunedì del 29 giugno.

Oreste Gentile.

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