A BOJANO HO VISITATO IL MUSEO DI BONIFACIO CHIOVITTI.

 Chi sostiene che nella città di Bojano non esiste un museo?

Ho avuto il privilegio di visitare a Bojano il Museo di Bonifacio Chiovitti: conserva i reperti che egli scoprì, raccolse e catalogò tra gli anni 1830 e 1880.

Il Museo occupa il piano interrato, diviso in tre vani, ed il primo piano, diviso in otto vani, del suo antico palazzo sito nell’attuale via Erennio Ponzio, già Borgo S. Andrea, edificato sui ruderi della chiesa di S. Andrea esistente nel 1137, ma distrutta dal terremoto del 1805.

Al primo piano si trova la BIBLIOTECA con i libri databili al XIV secolo, rilegati in pelle marrone e con le pagine di carta e di pergamena.

In idonei scaffali di legno, in bella mostra, i famosi 14 libretti redatti da Chiovitti con le iscrizioni osche e latine che erano state incise sulle tegole sannitiche e sulle steli romane.

Diversi manoscritti anche con grafia a caratteri gotici su carta pergamena, datati in un arco di tempo compreso tra il sec. XIII e il XVII, completano la collezione bibliografica.

In una stanza attigua sono esposti alcuni reperti di epoche ellenistica, sannitica e romana: numerosi frammenti di utensili da cucina in ceramica a vernice nera, lacrimatoi in argilla rozzamente confezionati ed in vetro; vasi, scodelle in terracotta per la conservazione degli alimenti.

In una bacheca a parte, ho potuto ammirare un reperto di bronzo “ridotto a coperchio di pentola” con l’iscrizione latina: Pro. Cos. Liber.

Tre stanze del Museo sono riservate alla NUMISMATICA: si possono ammirare circa 2. 216 monete di rame, di bronzo e di argento, classificate in questo ordine: periodo osco, romano, longobardo meridionale, medioevale meridionale, angioino, aragonese, borbonico, pontificio.

Quelle di conio più recente sono esposte in base alla loro provenienza: argentine, austriache, francesi, spagnole, statunitense, turche, asiatiche orientali.

A parte ed in bella mostra, in una elegante bacheca ci sono le monete coniate nella città di Napoli al tempo della colonizzazione greca: testa di Partenope, in esergo bue barbuto coronato dalla dea alata Nike con una legenda greca.

In un altro vano ho trovato la collezione dei pesi di argilla utilizzati per i telai per tessere la lana, una collezione di statuine votive di terracotta di epoca sannita e romana, ed un piccolo giocattolo che forse doveva rappresentare una culla, di epoca incerta.

Nella camera attigua sono esposti i tegoloni di epoca sannitica utilizzati per la copertura degli edifici; furono prodotti nella fabbrica di laterizi dell’antica città di Bojano/Bovaianom.

Ognuno di essi è collocato su un piedistallo di legno ed opportunamente illuminato per meglio mostrare e decifrare i “timbri” a lettere dell’alfabeto osco che ricordano i nomi dei meddix tuticus appartenenti all’aristocrazia sannitica a capo della tribù dei Pentri.

Due stanze sono occupate da ciò che resta dei ricchi corredi funerari maschili e femminili in uso presso i Sanniti Pentri che abitavano Bovaianom, città loro capitale: le cuspidi di lancia e di giavellotto di diverse dimensioni e con la forma a foglia di ulivo, tipica sannita; una ronca, una picca, una daga, una scure, un pugnale, diversi bracciali di bronzo maschile, un pugnale di rame, un cinturone finemente ornato, alcune ghiande di bronzo e diversi pesi di bronzo; catenelle di bronzo, spille ornate con teste muliebri, bracciali di bronzo femminile, spille da capelli in bronzo, anelli di bronzo, armille di bronzo, ciondoli con forma di testa di medusa.

Nell’ultima stanza del primo piano del Museo ho ammirato la collezione delle statuette di bronzo.

Diciotto di esse rappresentano Ercole in vari atteggiamenti: undici lo raffiguravano con la pelle leonina; una con la clava intatta, un’altra con solo un pezzo di clava nella mano; in un’altra è senza le mani; altre due, di cui una ha un braccio spezzato e l’altra lo rappresenta nell’atto di lottare con la clava, anch’essa spezzata.

Solo una delle statuette poggia su di una base cubica; l’ultima statuetta rappresenta un Ercole meglio scolpito e con i pomi distinti nella mano.

Due statuette raffigurano Diana: nella prima, la dea indossa una lunga tunica; la seconda la raffigura con un abito corto.

La ricca collezione è completata da due statuette di Venere: in una la dea ha un “amore” sulle spalle, mentre nell’altra è rappresentata seminuda; una statuetta di Satirello mutilo; un Mercurio con caduco mutilo; un frammento di statuetta di Giove ed una piccola statuetta di Giunone.

I tre vani del piano interrato del palazzo sono occupati dalle steli litiche che Chiovitti riuscì a recuperare nel territorio di Bojano, sua città natale: due steli con iscrizione osca su quattro linee, abbellita con un fregio; una stele funeraria del III sec., con una iscrizione latina per ricordare un neonato di nove mesi e dieci giorni; un’altra stele funerarie ornata da mezzo busto del defunto ed un’ultima stele funeraria ornata con il mezzo busto di due congiunti (madre e figlio).

Ero assorto nel valutare ciò che stavo ammirando, quando lo squillo di un telefonino mi ha riportato alla realtà: il Museo di Bonifacio Chiovitti non è mai esistito, ma sono esistiti e sono stati catalogati da un notaio tutti i reperti che ho descritto.

La maggior parte di essi è andata persa o, forse, arricchisce le stanze di qualche collezionista.

 

Oreste Gentile

Tag:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: