PAPA CELESTINO V: DISCUTONO DEL SUO OMICIDIO, NON DELLA SUA VITA TERRENA !

Sono in corso le manifestazioni (qualcuno se ne è accorto?) per celebrare l’anno giubilare celestiniano 1205-2015 organizzato dalla diocesi di Isernia Venefro in froma < strettamente privata> , per l’assenza delle altre diocesi abruzzesi e molisane che furono, lo ricordo ai distratti, TUTTE (la diocesi di Isernia-Venafro avrebbe dovuto astenersi) coinvolte nell’organizzare l’Anno Giubilare Celestiniano 1209-2009 e nell’ospitare le spoglie del santo molisano nelle loro cattedrali.

Stiamo assistiamo ad una celebrazione < tutta isernina >: la Chiesa locale, rifugiandosi dietro una ininterrotta tradizione storico ecclesiale locale, suffragata anche da autorevoli storici dell’ordine celestiniano è convinta della sua nascita nato in terra (sic) d’Isernia nel 1215(come, non più nella città, n.d.r.).

L’Anno Giubilare Celestiniano 1209-2009 avrebbero potuto e dovuto fare chiarezza e mettere fine alla secolare polemica, così NON hanno voluto: l’argomento fu giudicato poco importante, non interessa la Chiesa, ma la stessa continua a favorire unicamente la città di Isernia (o la terra d’Isernia”?).

Il 5 maggio u. s., la diocesi di Isernia-Venafro, ha organizzato: un’interessante  Convegno Scientifico sul tema Celestino V: vittima di un assassinio?.

Con tutto il rispetto per i relatori che hanno partecipato, era fin troppo chiaro che l’incontro non avrebbe prodotto un risultato utile. Infatti, su ilgiornaledelmolise.it del 7 maggio u.s.: Per questo a suo parere (di uno dei relatori, n.d.r.) si è difronte più a leggende che a fatti storici realmente accaduti. Anche se, va detto, qualche dubbio resta.

Per ora il caso è archiviato, dunque. E’ veramente positivo che nulla sia stato scoperto in quanto l’omicidio del prigioniero Pietro di Angelerio, da/del Morrone, avrebbe avuto un unico mandante: il papa Bonifacio VIII; pertanto, la Chiesa ne sarebbe < uscita con le ossa rotte> .

L’anno giubilare celestiniano isernino sta volgendo al termine e la Chiesa di Isernia sarà soddisfatta per aver potuto continuare a proclamare “urbi et orbi” le origini isernine di Pietro Angelerio. Possibile che un cittadino di Isernia non si chieda e domandi: perché dopo 800 anni continua questa polemica?

Volevate addirittura risolvere (e non è stato fatto) un caso di omicidio, perché non date delle risposte a queste semplici e chiare domande: siamo certi che era nato e quando nella nostra città o, come dite ora, in terra d’Isernia”?

Perché papa Benedetto XVI nella sua omelia a Sulmona nel 2010 sottolineò per 2 volte che si stava celebrando l’Anno Giubilare Celestiniano in occasione degli 800 anni della sua nascita?

Era in errore il papa emerito o la diocesi di Isernia-Venafro?

Siamo certi che il padre di papa Celestino V aveva il cognome Angeleri e la madre Leone? Se esistono, come sostiene mons. Palumbo, DUE croci che dovrebbero testimoniare il suo passaggio per Isernia il 14 e 15 ottobre 1294, perché il vescovo emerito Gemma dichiarò in una sua omelia l’esistenza di UNA sola croce?

Perché Ciarlanti, storico di Isernia, scrisse “due croci ch’egli mandò alla sua Patria (Isernia, n.d.r.), quindi non furono donate in occasione di quella visita (mai avvenuta)?

Perché il Catalogo della mostra  delle Reliquie e Cimeli di papa Celestino V (L’Aquila), riferendo di UNA croce proveniente da Isernia, scrisse che NON era una croce del XIII secolo, epoca di papa Celestino V, ma una “nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria, forse fiorentina”, datata alla “Seconda metà del sec. XIV” ?

Perché Buriani (2001), lo fa nascere nel 1215 a Sant’Angelo Limosano? Perché lo storico tedesco Herde (2004) sostiene che nacque tra il 1209 ed il 1210 in Sant’Angelo Limosano?

Perché lo storico Golinelli (2007) scrive nel 1209 o, al tardi, all’inizio del 1210, e non, come una lunga tradizione locale sostiene sulla base di un’annotazione su un manoscritto episcopale di Isernia, verso il 1215” ?

Perché lo stesso storico ritiene per il luogo di nascita “la discussione è quanto mai aperta” ?

Perché l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. Bregantini (2008), lo ritiene nativo di Sant’Angelo Limosano, mentre il vescovo di Sulmona-Valva, mons. Spina (2009), scrive (genericamente) in Molise tra il 1209 e il 1215?

Perché lo storico Rusconi ricorda l’anno 1215?

Perché l’Annuario Pontificio dall’anno 1998, scrivendo Molise (regione), ha cancellato Isernia?

Se gli storici continuano a manifestare questi ed altri dubbi, perché la Chiesa li valuta superflui e parteggia per Isernia, tanto da aver tratto in inganno papa Francesco, facendogli dichiarare la presenza di papa Celestino V nella città di Roma e la sua fuga in Isernia o nel Molise?

Oreste Gentile.

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