LANDOLFO BORRELLO ED I COLONI VENEZIANI IN AGNONE (IS).

Alla ricerca di notizie storiche, lo studioso o il lettore curioso può conoscere Landolfo Borrello, protagonista dal 1112 al 1139 della storia della città di Agnone. E’ stato scritto che era figlio di Radoisio Borrello e si era recato nella città di Venezia come < soldato di ventura > al tempo dei dogi Pietro Orseolo II, Enrico Dandolo e Sebastiano Ziani. Prese parte alla guerra delle armate veneziane avevano contro i corsari Narentini, conquistando l’Istria e gran parte della Dalmazia. Avendo acquisita la fama di “famigerato” (sic) guerriero, Landolfo Borrello tornò in Agnone con una buona colonia di veneziani ed a proprie spese fece edificare la chiesa di san Marco Evangelista che l’allora vescovo di Trivento, Giovanni VI, nell’anno 1144, dichiarò l’unica e principale parrocchia. Curiosando su internet per approfondire la conoscenza del personaggio, si ha la conferma: Landolfo Borrello era un nobile discendente dei signori di Pietrabbondante e durante la sua permanenza veneziana aveva prestato servizio in qualità di comandante militare presso la Repubblica di Venezia sotto i dogi già citati. Ritornato nel Molise con al seguito soldati ed imprenditori veneziani, Landolfo Borrello, titolare della contea longobarda di Pietrabbondante realizzò una prima colonia di lavoro artigianale preoccupandosi di consolidare l’area da urbanizzare di Agnone (?) con delle mura. Tutto ciò, ricorda internet, avvenne tra il 1139, anno di ritorno da Venezia, ed il 1144, anno della consacrazione della chiesa di san Marco in Agnone. Esaminando gli avvenimenti accaduti tra l’anno 1112 ed il 1139 o 1144 che videro protagonista Landolfo Borrello, lo studioso attento scopre che la sua presenza nella città di Venezia non poteva assolutamente coincidere con gli anni della titolarità dei 3 dogi citati nei due articoli. Pietro Orseolo II fu doge dal 991 al 1008, Enrico Dandolo dal 1192 al 1205 e Sebastiano Ziani (in realtà successe ad Orseolo II, ma i due articoli lo citano al terzo posto) dall’anno 1172 al 1178. L’elenco completo dei dogi della Serenissima, conferma l’infondatezza delle notizie e della storia di Landolfo Borrello: dalla titolarità di Pietro Orseolo II e quella di Sebastiano Ziani trascorsero 164 anni in cui furono nominati ben 12 dogi; da Ziani al doge Dandolo trascorsero 27 anni con la presenza del doge Orio Malipietro (1178-1192). La Storia di Venezia ricorda che dall’anno 1112 all’anno 1139, periodo della presenza e delle imprese di Landolfo Borrello nella città lagunare, i dogi furono: Ordelaffo Falier dal 1102 al 1118; Domenico Michiel dal 1118 al 1130 e Pietro Polani dal 1130 al 1148. E’ irreale sostenere la presenza di Landolfo Borrello negli scontri tra le armate veneziane ed i corsari Narentini per la conquista dell’Istria e della Dalmazia: la campagna navale condotta dal doge Pietro Orseolo II si concluse nell’anno 997: 115 anni prima dell’arrivo di Landolfo Borrelli a Venezia. In base a quanto esaminato, le imprese compiute da Landolfo Borrello tra gli anni 1112 e 1139 sono solo frutto di fantasia. Il personaggio non è mai esisto. 1°). Landolfo Borrello di cui sono state ricordate le gesta avvenute tra gli anni 1112 e 1139 e nell’ anno 1144, non poteva essere il titolare della contea longobarda di Pietrabbondante (mai esistita): nell’anno 1112 esisteva solo la contea di Bojano che, per l’abilità politica e militare della famiglia de Moulins/Molinis/de Molisio, si era estesa sui territori delle contee di Venafro, di Isernia e di Trivento in cui erano comprese le terre dei “Figli di Borrello”. 2°). In tutti i documenti dell’epoca sottoscritti dai membri della famiglia conosciuta come i “Figli di Borrello”, Landolfo non fu citato: non esisteva. Non esistendo, non poteva aver fatto edificare a sue spese, tra il 1112 ed il 1144, la chiesa di san Marco Evangelista. 3°). E’ documentato che nell’anno 1144 la chiesa di “S. Marci in Anglone” non fu ricordata per la consacrazione, ma per una controversia tra il preposito del monastero di S. Pietro Avellana ed il vescovo della diocesi di Trivento, per il possesso delle chiese di S. Lorenzo e di S. Marco, site nel territorio di Agnone. Ciò accadde alla presenza di Ugo II de Molinis/de Molisio, conte del Molise e ‘justitiario’ del regno di Sicilia ed alcuni suoi baroni. All’epoca, non esisteva il vescovo Giovanni VI, ma il documento cita il vescovo o < capo dei canonici > Roberto. La chiesa di san Marco Evangelista non fu consacrata nell’anno 1144: il testo del documento ricorda quanti, molti anni prima, avevano fatto donazione alla suddetta chiesa: “Gualteri filii Borrelli”, abitante e signore di Agnone; “Willelmo fil. Burrelli” (fratello di Gualteri) e “Burrelli filii Gualteri”. Non fu citato Oddone, un altro figlio di “Gualteri”, ricordato però in un altro documento: “ipse Gualterius cumj Oddone filio suo pro anima sua”. “Willelmo fil. Burrelli”, presente alla causa del 1144, potrebbe essere “Guillelmus de Anglono”, feudatario del conte di Molise di Castel del Giudice, Monteforte ed Agnone. E Landolfo Borrello? Landolfo Borrello non è mai esistito nella Storia del Molise e della città di Agnone! La Storia ricorda Landolfo Borrello, ma le scarse notizie delle sue origini e delle sue imprese non hanno mai coinvolto la città di Agnone. Landolfo Borrello è ricordato nel “Chronicon Beneventanum” di Falcone di Benevento: nell’anno 1113 (mese di febbraio) fu protagonista nella città di Benevento nella lotta tra la fazione filopapale ed anti normanna per la elezione del nuovo rettore. Landolfo Borrello è ricordato nella storia della città di Ceppaloni: nell’anno 1113, con il feudatario Raone ed una squadra di cinquanta tra cavalieri e fanti, ruppe le dighe del fiume Sabato. Landolfo Borrello, feudatario nel beneventano, era barone di Rainulfo conte di Alife ed Airola, fu ricordato in un documento dell’anno 1122. Landolfo Borrello, tra il 1140 ed il 1145, era “connestabile regio” di una delle “connestabilia” istituite da re Ruggero II che comprendeva, grosso modo, le attuali province di Napoli, Caserta, Latina ed una parte del territorio dell’odierno Molise. “Landulfus Burrellus” fu ricordato nel “Catologus Baronum” (1150-1168) quale feudatario di Strangolagalli, oggi in provincia di Frosinone. Landolfo Borrello fu citato in documento dell’anno 1185: Marotta, sua moglie, aveva ereditato i beni del fratello “Adenulfus Feltrerius cognomine Pistillus filius “ del defunto “Petrus de Capua”. In alcune località del regno di Sicilia e con diverse cariche nobiliari, tra l’anno 1113 e l’anno 1185 visse Landolfo Borrello, ma il suo destino non fu mai legato alla città di Agnone. I discendenti dei “Figli di Borrello” che hanno dato lustro alla città di Agnone nel periodo medioevale, discendenti dal “domnus” (non “conte”) Borrello I o Majore del “castro de Petra habudanti”, coniugato con “domna” Ruta, furono: Mario Borrello, figlio di Oddone; Simone Borrello, abate di Subiaco (1149-1183); Bartolomeo Borrello, figlio di Mario Borrello; Borrello d’Anglona, alleato di Corrado IV e di papa Innocenzo IV, titolare della contea di Lesina, rimasto ucciso il 18 ottobre 1253 in uno scontro con le truppe di Manfredi, ed i figli: Ruggero, arcivescovo di Siponto, Benedetto e Riccardo.

Oreste Gentile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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