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“BOVIANUM”/BOJANO: LA CITTA’ DALLE 3 “FORTEZZE”/”ACROPOLI”.

ottobre 30, 2015

Appiano (II sec. d. C): Silla espugnati gli accampamenti di Papio Mutilo procedette a Boviano dove era il consiglio comune dei rivoltosi. Aveva la città tre fortezze e i Bovianesi si tenevano all’erta. Or questi spedì milizie attorno con l’ordine di espugnare la fortezza che più potessero, significandone il fatto col fumo. Dato alfine questo segno, Silla attaccò di fronte il nemico, e combattendo per tre ore, potentissimamente presa la città. Tali sono le imprese di Silla in quella estate; con il giungere dell’inverno si recò a Roma per chiedere il consolato.

De Sanctis, “La guerra sociale”, pag. 83 e segg. (opera inedita curata da L. Polverini (1976): La città, che in posizione forte all’incontro delle vie conducenti ad Esernia, Benevento e Venusia possedeva tre acropoli sulle pendici del monte, fu difesa accanitamente dai Sanniti. Silla, mentre attaccava il nemico frontalmente dalla pianura, inviò reparti di truppe ad occupare a tergo dei difensori le acropoli con l’ordine di dargli mediante fumate il segnale dell’occupazione. Così dopo tre ore di aspro combattimento s’impadronì anche della seconda capitale degli insorti.

Non bisogna essere esperti di arti militari per capire l’importanza che Appiano aveva dato alla presenza ed alla vicinanza strategica delle tre fortezze poste a difesa della capitale dei Sanniti Pentri. Or questi (Silla, n. d. r.) spedì milizie attorno, scrisse il traduttore di Appiano, mentre De Sanctis: Silla, mentre attaccava il nemico frontalmente dalla pianura, inviò reparti di truppe ad occupare a tergo dei difensori le acropoli.

Ancora oggi, guardando come Silla di fronte, come scrisse Appiano, o frontalmente, come scrisse De Sanctis, la città di Bojano, possiamo ritenere che le 3 fortezze fossero vicine tra loro e prossime a Bovianum, la città sannita-romana.

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La posizione di SILLA permetteva di vedere la città sannita romana di Bovianum e le sue 3 fortezze.

Sannita-romana perché i conquistatori, per motivi strategici, avevano obbligato gli sconfitti sanniti ad abbandonare i primi insediamenti sorti sulla sommità delle colline e delle montagne per creare, anche con il loro contributo, nuovi nuclei abitativi in pianura: emblematica è la Sepino sannita (Saipins), oggi Terravecchia, e la Sepino sannita romana (Saepinum), oggi Altilia. Con le invasioni barbariche, la città sannita romana fu abbandonata per il ritorno al vecchio sito di Saipins che divenne Castrum vetus, abbandonato nel medioevo per il nuovo insediamento di Castrum Sepini, oggi Sepino. I 3 periodi storici sono evidenti e documentati dall’archeologia.

tre sepino ok

La Storia della città di Bojano per il < sovrapporsi > dei 3 periodi storici nella stesso luogo non è altrettanto documentata dall’archeologia.

Le 3 localizzazioni di BOJANO nella storia. "Bovaianom". "Bovianum"/ "Boviano". castrum Boiano"/ "rocca Bojano"/Civita Superiore di Bojano.

Le 3 localizzazioni di BOJANO nella Storia: BOVAIANUM/Civita Superiore-località Piaggia, sannita pentra. BOVIANUM/Bojano, sannita-romana. Castrum Boviano/Rocca Boviano/Civita Superiore.

Silla aveva disposto l’esercito di fronte alla Bovianum che i suoi predecessori avevano voluto in pianura (c. 480 mt. s.l.m.), ma, suo malgrado, constatò che i ribelli avevano ristrutturato e fortificato anche i primi insediamenti montani: Bovaianom, la loro città-madre, la capitale, sorta sulla sommità della collina, oggi Civita Superiore (c. 740 mt. s.l.m,), che i migranti sabini/sabelli/sanniti (non vitelios) avevano così denominata per ricordare il “bue”, animale sacro al dio Ares, loro guida in occasione della loro migrazione (ver sacrum) dalla Sabina (non una migrazione dai territori dell’odierno alto Molise, come alcuni, colpiti dalla <sindrome viteliù> hanno fatto credere urbi et orbi).

Pertanto, la sannita-pentra Bovaianom, in epoca romana, divenne la 1^ fortezza/acropoli di Bovianum, la città di pianura e, come Sepino, era attraversata dal tratturo Pescasseroli-Candela e dalla via consolare Minucia che  da Corfinio giungeva a Brindisi.

La Bovaianom sannita pentra, con una serie di terrazzamenti, aveva occupato anche le pendici della collina, come oggi testimonia la località denominata Piaggia (c. 550 mt. s.l.m.), che divenne la 2^ fortezza/acropoli di Bovianum.

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Bovianum città sannita romana.  Le 3 fortezze: 1 Bovaianom città sannita pentra e 2 località La Piaggia. 3 monte Crocella, già colle Pagano.

Silla, in posizione frontale a Bovianum, vedeva anche la 3^ fortezza/acropoli e si era reso conto che la strategia più idonea consigliava di attaccare alle spalle i Sanniti. Infatti, scrisse Appiano, inviò le milizie attorno, mentre De Sanctis ritenne: occupare a tergo, per impossessarsi di una delle 3 fortezze/acropoli.

Le 3 fortezze erano tra loro vicine e, come risulta ancora oggi, erano facilmente accessibili attorno o a tergo, per la minore pendenza e per essere meno visibili dall’alto delle 3 fortezze: da sud-est ( a. località Liponi) o da sud-ovest (b. località Pincere).

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La localizzazione della 3 fortezze. I 2 probabili percorsi dei soldati di Silla per conquistare lo fortezza di monte Crocella.

E la 3^ fortezza/acropoli?

Si localizzava sull’attuale monte Crocella (c. 1070 mt. s.l.m.), già colle Pagano.

Di essa rimane, nella parte più alta, un terrazzamento di circa 900 mq., costituito da grossi macigni e, pur trattandosi di una struttura di modesta estensione, godeva di una prerogativa forse unica, non ignorata da Silla e da coloro che furono inviati a conquistare una della 3 fortezze/acropoli: dalla sua sommità si poteva comunicare rapidissimamente (di giorno con i raggi del sole riflessi o con il fumo e con il fuoco di notte) con gli altri insediamenti difensivi dislocati in tutto il territorio che era stato occupato dai popoli di stirpe Sabina alleati contro Roma.

monte Crocella, particolare della cima con la fortificazione sannitica. (vista da sud).

monte Crocella, già colle Pagano, particolare della cima con la fortificazione sannitica. (vista da sud) che domina da est a nord e ad ovest il territorio dei Sanniti Pentri.

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monte Crocella, già colle Pagano: la 3^ fortezza di Bovianum. a. strada di accesso. b. il “recinto” visto dall’alto. c. altro recinto a livello inferiore.

monte Crocella/colle pagano: terrazzamento della fortificazione. (visto da nord).

monte Crocella, già colle Pagano: terrazzamento del “recinto” b.  (visto da nord).

 

La fortezza/acropoli di monte Crocella aveva sempre svolto un ruolo strategico per i Sanniti Pentri: da lì avevano scelto e fissati i confini del loro territorio con quello dei vicini consanguinei; la sua conquista avrebbe impedito ogni comunicazione tra la seconda capitale della lega italica e gli alleati.

"BOVAIANOM/BOVIANUM/BOJANO", capitale dei "Sanniti Pentri" equidistante dai centri più importanti degli altri popoli.

Dalla monte Crocella, già colle Pagano, furono scelti e fissati i confini con gli altri popoli di origine sabina. BOVAIANOM/BOVIANUM/BOJANO, capitale dei Sanniti Pentri era equidistante dai centri più importanti delle altre tribù.

 

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Il territorio (confine rosso) dei Sanniti Pentri, oggi diviso tra la provincia di Isernia e la provincia di Campobasso che comprende anche il territorio dei Sanniti Frentani di Larino.

Conquistata la fortezza/acropoli di monte Crocella, i soldati romani fecero il segnale con il fumo per permettere a Silla, dopo tre ore di battaglia, di distruggere Bovianum/Bojano.

Gli stessi segnali di fumo furono visti anche dalle altre postazioni dislocate sul territorio occupato dai ribelli italici: capirono che anche la loro seconda capitale, fondata dai loro antenati Sabini (non vitelios) era capitolata.

La città sarebbe tornata protagonista della Storia in epoca longobardo-franca ed in epoca normanna; poi ……. una sua lenta decadenza.

Oreste Gentile

LE MACROREGIONI: UNA BOIATA PAZZESCA!!

ottobre 13, 2015

LE 21 REGIONI DELL’ITALIA OGGI.

Le 21 regioni dell'Italia con il loro stemma.

Le 21 regioni dell’Italia con il loro stemma.

Giocavano a modificare l’assetto regionale del Molise, proponendo di volta in volta una nuova regione  <Molisannio>

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La regione (confine rosso) MOLISANNIO

o <Moldaunia>, con l’unico scopo di pensare al proprio tornaconto e coltivare il loro piccolo orticello: la regione Molise.

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La regione MOLDAUNIA

Oggi si spaventano al solo pensiero che, in modo concreto, possano perdere tutti il loro potere, i loro privilegi con la istituzione delle <macroregioni>. C’è chi e stato più furbo di loro e, scimmiottando la suddivisione dell’Italia voluta dall’imperatore Augusto, vorrebbe concretizzare al più presto la creazione di <12 macroregioni> che il buon Fantozzi definirebbe: una boiata pazzesca!

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Il “tricolore” esiste, ma non è quello nazionale !!!

Per una migliore amministrazione, l’imperatore Augusto aveva diviso la città di Roma in 14 quartieri, detti “regiones” e la penisola italiana, escludendo la Corsica, la Sardegna e la Sicilia, in 11 distretti territoriali, anche essi denominati regiones”: I. Lazio e Campania, II. Apulia e Calabria, III. Lucania e Bruzio, IV. Sannio, V. Piceno, VI. Umbria, VII. Etruria, VIII. Emilia, IX. Liguria, X. Venezia e Istria, XI. Gallia Transpadana.

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Le 11 “regiones” dell’imperatore Augusto.

Già allora la suddivisione non aveva rispettato le differenze culturali, sociali ed economiche  tra le popolazioni e, se la Storia è maestra di vita, oggi non si dovrebbe commettere l’errore del passato. Ma i politici, conoscono la Storia? Esaminando il destino della piccola regione Molise, vale la pena ricordare che l’attuale territorio era abitato dai Pentri e dai Frentani, due popoli che con gli altri dell’Italia presenti lungo la dorsale dell’Appenino centrale e la costa adriatica centrale, avevano in comune la discendenza e la cultura dei Sabini.

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I popoli di origine Sabina (confine rosso).

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Il territorio della regione MOLISE: Territorio (confine rosso) dei PENTRI. Territorio (confine nero) dei FRENTANI di Larino.

L’imperatore Augusto, creando la IV regione mise sì insieme i Sabini, i Marruci, i Peligni, i Marsi, gli Equi, i Vestini, i Frentani di Lanciano, i Carecini ed i Pentri,

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La IV regione SAMNIUM

ma aveva escluso i Frentani di Larino, destinandoli alla II regione, Apulia e Calabria in cui erano stati inclusi anche i Caudini, gli Irpini ed i Lucani, di origine sabina.

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La II regione APULIA ET CALABRIA

I Piceni della V regione, originati anch’essi  dalla migrazione (ver sacrum) dei giovani Sabini, costituirono una regione omogenea.

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La V regione PICENUM

Oggi, la nuova suddivisione, non migliora, ma accentua l’errore dell’imperatore Augusto. Per quanto riguarda il Molise, già territorio pentro-frentano, la sua Storia viene ancora una volta violentata dall’ignoranza di chi vorrebbe destinare il territorio della provincia di Isernia, già pentro, alla cosiddetta <Regione Adriatica>, mentre il territorio della provincia di Campobasso, già pentro-frentano, alla cosiddetta< Regione del Levante>. Passi per quanto avvenne nell’antico passato: l’imperatore Augusto era pur sempre l’imperatore Augusto, ma possiamo accettare la proposta di due sconosciuti politici che fanno strage delle tradizioni italiche? La denominazione di alcune delle nuove regioni è contro la loro origine, la loro cultura: Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria, diventerebbe la cosiddetta <regione Alpina>. Toscana, Emilia.-Romagna etc., addirittura la cosiddetta <regione Appenninica>. Scomparirebbero gli antichi nomi di Lazio e Campania per fare posto alla cosiddetta <regione Tirrenica>, come se l’odierna Toscana, destinata alla cosiddetta <regione Appenninica>, non fosse bagnata dallo stesso mare a cui gli Etruschi, i suoi primi abitanti, avevano dato il nome. La Calabria che vide i primi coloni greci e che fece parte della Magna Grecia, sarebbe la cosiddetta <regione del Ponente> (che grande fantasia!), dimenticando o perché lo ignorano, che furono proprio i coloni enotri condotti da Italo a dare origine al nome Italia. La loro ignoranza è tanta che la Puglia, l’antica Apulia, abitata dai coloni greci Dauni, Peucezi e Messapi, con una parte dei Pentri-Frentani e Lucani diverrà la cosiddetta <regione del Levante>;< Levante> perché conoscono solo l’omonima Fiera di Bari? Che menti feconde! Poi si lamentano che il popolo istruito non va più a votare!

Oreste Gentile