FROSOLONE NON E’ L’ANTICA “FRESILIA”.

Dalla serie: “quale storia raccontiamo ai nostri figli ? ”, dopo Fòrli del Sannio che è diventato Forlì del Sannio ed i suoi abitanti non sono più  “forlèsi”, ma “forlìvesi”, ossia abitanti di Forlì in Romagna; dopo avere scoperto che una colonia di emigranti veneziani mai ha soggiornato in Agnone e dopo la diffusione della <sindrome di viteliù>, scopriamo che una cittadina del Molise rivendica un antico toponimo.

L’attenzione di chi percorre la fondo valle del Biferno (S.S. 647), è attratta da un cartello che indica la strada denominata “Fresilia” con destinazione Frosolone ed i centri dell’alto Molise, dopo avere attraversato la zona industriale denominata “Fresila”.
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Tratto della “Fresilia” da Frosolone (zona industriale) all’innesto con la Fondo valle Biferno (SS 647).

Internet informa che esiste “I Fresilia”, un gruppo di scout presente ed attivo nella cittadina nota da sempre per l’industria dei coltelli.

 

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FROSOLONE: uno dei borghi più belli d’Italia.                             (foto “quotidianomolise.com”)

Perché “Fresilia” ?
Consultando il III volume de Il Molise dalle origini ai nostri giorni di Masciotta, alla voce Frosolone (pag. 199) si legge: “”Vogliono taluni (e con essi il Ciarlanti) che Frosolone sia la “Fulsule” menzionata da Livio nel XXIV-XX (sic), ove si legge “Fabius in Samnium ad populandos agros recipiendasque armis, quae defecerant, Urbes processit, et Oppida vi capta, Compulteria, Telesia, Compsa, Maele, Fulsule, et Orbitantium …”; ma, evidentemente,  (scrisse Masciotta) la menzione sembra piuttosto attinente al Sannio Irpino, e punto al Sannio Pentro, cui Frosolone in realtà appartiene.
Masciotta prosegue: “”Ma noi dobbiamo isfuggire alle insidie ascose nelle dilettazioni filologiche e linguistiche, che spesso permettono alla fantasia di giungere là dove la logica non consente; ed accostarci piuttosto all’opinione del dotto Corcia, che ritiene Frosolone sia la “Fresilia” presa dal dittatore Marco Valerio Massimo nel 450 di Roma, o 304 a, C. (240), quantunque il Romanelli creda che Fresilia fosse ubicata alla sinistra del Sangro, ove è alquanto dubbio che il Sannio si estendesse, eccettuato il Caraceno (241).
La nota 240 di Masciotta rimanda allo studio di Corcia: Storia delle Due Sicilie … . vol. II, pag. 529 (1843-1852) ed a Livio, Libro X, cap. 3; mentre  la nota 241 riguarda Romanelli: Topografia del Sannio, pag. 236, vol. III. Corcia, Romanelli, Masciotta, Ciarlanti ed altri prima di loro, contagiati dalla <sindrome viteliù>, modificarono il pensiero di Livio (X, 3) che aveva scritto: Il dittatore (Marco Valerio Massimo, n.d.r.), mossosi con l’esercito, con una sola battaglia sbaragliò i Marsi. Li ricacciò quindi nelle loro città fortificate di Milionia, Plestina e Fresilia, che entro pochi giorni conquistò e, dopo aver condannato i Marsi, a cedere una parte del territorio, rinnovò con loro il patto d’alleanza.
Quanto letto, non accadde nel territorio dei Pentri dove si localizzava l’odierno centro di Frosolone di cui ancora è sconosciuto l’antico nome, ma nel territorio dei Marsi, ovvero tra la piana del Fucino e la parte più settentrionale dell’alta valle del Liri.
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Planimetria fortificazione sannita nel territorio di Frosolone. (da Culture adriatiche antiche d’Abruzzo e di Molise vol. II. Dell’OrtoLa Regina. Ed. De Luca (1978)

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 Al lettore ogni commento!

Oreste Gentile

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