“BOVAIANOM”/BOVIANUM/BOJANO. LE “OFFICINE” PER LA LAVORAZIONE DELL’ARGILLA ED I “BOLLI LATERIZI”.

Le cave di argilla, site alle falde della montagna che sovrasta la pianura di Bojano, avevano permesso all’antica popolazione dei SANNITI PENTRI, che in BOVAIANOM/BOVIANUM/BOJANO avevano la loro capitale, di costruire e sviluppare le “officine” per la costruzione dei manufatti di argilla: tegole, per la copertura degli edifici privati, pubblici e religiosi; mattoni per le pavimentazioni ed altri manufatti per decorare.

TESTA

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1 e 2 fornaci di “Pinceri.           3 f.ce “Pietre Cadute”

Erano le “officine” della tribù (ne esistevano nella città pentra di Venafro), tant’è che il capo della tribù, il “meddìss tùvtiks, il magistrato supremo, faceva imprimere (bolli laterizi) su alcune tegole il titolo politico ed il proprio nome.

I “bolli laterizi” dal boianese rappresentano un’interessante novità di questi ultimi anni; sebbene infatti qualche esemplare fosse già stato riconosciuto in passato tuttavia ritrovamenti occasionali da varie località della piana di Boiano (diversi per merito del dott. Domenico Spina, n. d. r.) e soprattutto il materiale del santuario di Ercole a Campochiaro hanno di gran lunga ampliato le nostre conoscenze di questa classe di materiali. Nella forma più diffusa l’abbreviazione della magistratura ( < m. t. >, n. d. r.) è indicata prima del nome del magistrato mentre due soli bolli, entrambi però incompleti, presentano lo schema inverso con il nome seguito dal titolo. E’ poi documentato da pochi esemplari un terzo tipo, in cui il nome del meddìss è preceduto da quello di un altro personaggio la cui funzione non è stata ancora identificata con certezza: due le possibili interpretazioni finora proposte che si tratti cioè di un magistrato minore o che si faccia riferimento al proprietario o concessionario dell’officina. Non sono precisabili la durata di questa fabbrica di laterizi né la sua esatta collocazione cronologica che va compresa nell’ambito dei due secoli tra la fine delle guerre contro Roma, all’inizio del III sec. a. C. e la guerra sociale . (Sannio. Pentri e Frentani dal VI al I sec. a. C. . SABAAAS del Molise, De Luca Editore. Roma).

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La destinazione dei laterizi a edifici pubblici di Bovianum e della zona circostante, ossia ai santuari di Campochiaro, Colle d’Anchise, Castello del Matese, e anche a edifici pubblici di Saepinum, nell’area urbana e al santuario della Mefite a S. Pietro di Cantoni (cfr. n. 9), dimostra che la res publica (túvtú/touto) rappresentata dal meddix tuticus era costituita dall’intera comunità dei Samnites Pentri e non da singole entità cantonali.

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Bollo da Campochiaro                                                         (S. Capini)

L’insieme dei nomi di magistrati eponimi che compaiono nei bolli di Campochiaro e nell’altra documentazione relativa alla regione pentra consente di ricostruire in alcuni casi successioni genealogiche e di costituire talora caposaldi di cronologia assoluta. I bolli si datano nell’arco di circa un secolo prima della guerra sociale. A Pietrabbondante le tegole bollate compaiono in edifici del II sec. a.C. – inizi del I sec. a.C. (Tempio A, Tempio B, domus publica), ma non nel Tempio del santuario orientale, distrutto alla fine del III sec. a.C. (Tegole destinate a edifici pubblici con indicazione dell’anno di produzione. 11 La Regina 1989, 327-362.).

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COPPO ICOPPO 3

La Regina, ha evidenziato: Fino a pochi anni fa C. Papius Mutilus, il comandante supremo dei Sanniti durante la guerra sociale, era conosciuto solamente per quel poco che di lui riferiscono gli autori antichi in connessione con gli avvenimenti bellici e pe la legenda delle monete coniate dagli insorti italici negli anni 90-88 a. C.. […]. Nuovi documenti epigrafici in lingua osca, pubblicati da Stefania Capini, rinvenuti nella zona di Bovianum, e soprattutto nel santuario di Ercole a Campochiaro, consentono ora di riconoscere lo stemma dei Papii dalla fine del III a tutto il I sec. a. C.. […]. Il prenome del padre di Gaio Mutilo, Gaio, rivelato dalle monete, permette di identificare con lui il “medix tuticus” G. Paapiì Mit (nr. 5), che conosciamo da due bolli impressi per datare la produzione di una officina laterizia di Bovainum. (La Regina, in Samnium. Archeologia del Molise. Casa editrice Quasar1991. Ministero BCA e SABAAAS del Molise. Regione Molise).

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                             Il territorio (rosso) dei Sanniti Pentri .

Il rinvenimento di una piastrella del pavimento di uno dei templi presenti nei pressi di Schiavi di Abruzzo, con inciso il nome Papio, permette di includere nel territorio dei Pentri il territorio pertinente al comune della provincia di Chieti. Oreste Gentile.

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