QUANDO A BOJANO (“BOVAIANOM”) C’ERA UN LAGO.

Tra Storia e leggende, le fonti classiche hanno tramandato l’origine delle popolazioni che intorno al XI-IX secolo a. C. furono protagoniste di una vasta migrazione (ver sacrum) causata dal sovrappopolamento e dalla carenza di risorse naturali nel territorio, Sabina, abitato dai Sabini.

I Sabini, chiamati Safini nella loro lingua detta osca, migrarono verso i territori della penisola italica (ancora non si può parlare di Italia) centro-meridionali, dando origine al popolo dei: Piceni, Vestini, Equi, Marsi, Peligni, Carecini, Frentani, Pentri, Irpini e Caudini.

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La migrazione (ver sacrum) dei Sabini/Sabelli/Sanniti.

Il fenomeno della migrazione volontaria fu dovuto all’aumento demografico e, di conseguenza, alla scarsezza dei raccolti, alla minore disponibilità di terreni da coltivare e da pascolo.

Fu abbandonata la Sabina con la speranza di avere maggiori opportunità e trovare migliori condizioni di vita.

Partendo dalla Sabina, come tramandano le fonti classiche, i giovani Sabini, detti anche Sabelli (piccoli Sabini), abbandonarono la pianura reatina (Rieti era la loro capitale) e quella limitrofa alla città di Cotilia nei cui pressi vi era il lago omonimo (o palude, ritenuta sacra, con un isoletta che galleggiava, oggi, piana di San Vittorino-Terme di Cotilia) per seguire un animale-vessillo: il picchio, il lupo, il cavallo, che li guidarono verso i territori che gli dei e “ l’oracolo” avevano loro assegnati.

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La pianura ed il lago di Cotilia.

Il territorio che avevano lasciato era per gran parte pianeggiante, circondato da umide colline ed alte montagne: monte Terminillo, monte Giano e monte Nutria, la pianura reatina e quella prossima al lago di Cotilia ed il fiume Velino; ergo, migrarono per trovare un territorio simile, se non addirittura migliore.

Nelle nuove sedi fondarono le capitali dei nuovi popoli che in comune avevano la morfologia del territorio: monti, colline, pianura, fiumi e laghi, alla base dello sviluppo di una nuova civiltà.

Erano partiti dalla SABINA: Rieti, l’antica Reate era il capoluogo a 405 m. s. l. m.. Sorge su una piccola altura che domina una vasta area pianeggiante ai piedi del Terminillo ed è attraversata dal fiume Velino. Varrone, Virgilio e Plinio testimoniano che presso i Romani la pianura, già palude, era al centro della penisola.

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Reate e la sua pianura.

PICENI: Ascoli Piceno, l’antica Asculum, era il capoluogo a 154 m. s. l. m.. La città si trova alla confluenza del fiume Tronto ed il torrente Castellano ed è circondata per tre lati da colline; vi è la montagna dell’Ascensione, il colle san Marco e la Montagna dei fiori.

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Asculum e la sua pianura.

VESTINI: Penne, l’antica Pinna, era il capoluogo a 430 m. s. l. m.. Il suo nome deriva da un toponimo assai diffuso che indica un’altura, una sommità. Il centro urbano si è sviluppato sul colle Sacro e sul colle di Santa Croce, il colle Cappuccio ed il Colleromano si affiancano ai primi due, tra la val di Tavo e la val di Fino.

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Pinna.

Equi: Occupavano una piccola zona montuosa tra il lago Fucino e la valle dell’Aniene. Le loro unità abitative erano localizzate nei Piani Palentini con la città di Alba Fucens, nella valle del Salto, il cui centro principale era Nersae e nella piana del Cavaliere con la città di Carseoli.

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Marsi: San Benedetto dei Marsi, l’antica Marruvium, era il capoluogo a 678 m. s. l. m.. Si affaccia sulla pianura dopo il prosciugamento del lago Fucino.

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Marruvio (M) e Lucus Angitiae  (A) nella pianura del lago Fucino.

Peligni: Sulmona, l’antica Sulmo, era il capoluogo a 405 m. s. l. m.. Sulle alture del monte Mitra si hanno le testimonianze archeologiche dell'”oppidum, uno degli insediamenti fortificati più grandi dell’Italia centrale. Si tratta di una zona, posta più in alto della sede attuale della città, che assunse la sua posizione tra i due fiumi Gizio e Vella solo nel periodo romano. La valle peligna sede della vera e propria “urbs” deriva il suo nome dal greco “peline” = fangoso, limaccioso. Infatti in età preistorica, la conca di Sulmona era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare dell’acqua crollò: in compenso il terreno rimase fangoso e fertile.

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Sulmona e la sua pianura.

Marrucini: Chieti, l’antica Teate, era il capoluogo a 330 m. s. l. m.. su un crinale collinare che domina la Valle della Pescara, a nord-ovest e la Valle dell’Alento a sud-est con un largo panorama che abbraccia la Maiella, il Morrone, la catena del Gran Sasso, i monti della Laga, i monti Gemelli ed il mare Adriatico.

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Teate/Chieti e la pianura sottostante.

Carecini Superiori: Cluviae capoluogo (?) era a 300 m. s. l. m.. Il centro urbano, raccolto attorno al castello ducale e alla chiesa parrocchiale, è arroccato su un colle alla destra del torrente Aventino, ai piedi della Majella. Nel territorio si trovano il lago di Sant’Angelo, un bacino artificiale creato nel 1958 e la riserva naturale “Lago Serranella”, caratterizzata da ampie zone impaludate alla foce del torrente Gogna (identificato da alcuni archeologi con Cluviae, centro della tribù sannitica dei Carricini i cui resti sono ancora visibili in località Piano Laroma.

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Il territorio presso Cluviae.

Carecini Superiori: Cluviae capoluogo (?) era a 300 m. s. l. m.. Il centro urbano, raccolto attorno al castello ducale e alla chiesa parrocchiale, è arroccato su un colle alla destra del torrente Aventino, ai piedi della Majella. Nel territorio si trovano il lago di Sant’Angelo, un bacino artificiale creato nel 1958 e la riserva naturale “Lago Serranella”, caratterizzata da ampie zone impaludate alla foce del torrente Gogna (identificato da alcuni archeologi con Cluviae, centro della tribù sannitica dei Carricini i cui resti sono ancora visibili in località Piano Laroma.

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Juvanum e la sua pianura.

IRPINI: Benevento, l’antica Maleventum/Beneventum, era il capoluogo a 135 m. s. l. m.. La città di Benevento è situata su un territorio semi pianeggiante tra i due fiumi, il Sabato ed il Calore, ed è protetta da una corona di montagne dell’Appennino campano, tra cui il monte Taburno.

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Maleventum/Beneventum. Pianura e monte Taburno (sullo sfondo).

CAUDINI: Montesarchio, l’antica Caudium, era il capoluogo a 300 m. s. l. m.. La città è situata nella valle caudina ai piedi del monte Taburno.

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Caudium. La rocca e la pianura.

Pentri: Bojano, l’antica Bovaianom/Bovianum, era il capoluogo a 480 m. s. l. m.. La città moderna è situata nell’ampia pianura alle falde del massiccio del Matese e nei pressi delle sorgenti del fiume Biferno. Il primo insediamento sannita era localizzato sulla collina oggi denominata Civita Superiore di Bojano che la bibliografia antica ben differenzia dalla Civita Inferiore (Bojano).

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Le caratteristiche morfologiche del territorio di Bojano sono simili agli altri insediamenti/capoluoghi fondati dai giovani migranti Sabini: monti, colline, pianura, fiumi e laghi o palude, utili alla difesa ed allo sviluppo agricolo e commerciale.

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Bovaianom/Bovianum/Bojano: monti, colline, pianura.

Alcune dei capoluoghi più importanti erano sorti in pianura, nei pressi di una palude o di un lago: Reate, Marruvio, Sulmo, Cluviae e Bovaianom ?

Una antica tradizione locale tramanda che nella pianura di Bojano esisteva un lago: lo confermano alcuni toponimi del suo territorio.

1°. Salita la Piaggia è posta a 540 m. s. l. m., sulle pendici della collina sulla cui sommità è Civita Superiore di Bojano. E’ una delle contrade della città, ma nel passato era una delle 3 rocche dell’insediamento sannitico-romano e medievale della città di pianura. Dal sito dell’Enciclopedia Dantesca (1970) a cura di L. Blasucci si apprende che piaggia. Dal latino medievale plagia, ” pendio “, ” terreno in pendenza “; subordinatamente ” costa “, ” spiaggia ” (plagia maris) che Dante ricorda nell’ “: If. VII 108 In la palude va c’ha nome Stige / questo tristo ruscel, quand’è disceso / al piè de le maligne piagge grige, ossia ai piedi della scarpata che divide il quarto dal quinto cerchio infernale.

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La contrada salita la Piaggia (in rosso).

 

2°. Guado della Foce si localizza ad nord-ovest della città di Bojano, nei pressi del ponte della Callora sul torrette Rio (vecchio percorso della S. S. 17) e di Santa Margherita, posta sul tratturo Pescasseroli-Candela, località dove stanziavano le greggia prima di attraversare il centro della città sannitica-romana-medievale.

Dal sito Garzanti Linguistica: Guado. 2. il punto in cui un corso d’acqua si può guadare: cercare, trovare un guado; un guado difficile, pericoloso. Etimologia: ← lat. vădu(m), connesso con vadĕre ‘andare, passare’, con gu- iniziale tipica delle voci di orig. germanica.

Un guado che permetteva al tratturo di evitare una vasta depressione della pianura denominata Paduli di Sotto.

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Guado la Foce (cerchio giallo). Salita la Piaggia (rosso). Tratturo (verde) Pescasseroli-Candela.

3°. Paduli di  Sotto è la vasta area localizza a nord-est della pianura di Bojano che si estende dal Guado della Foce fino alla strada provinciale Bojano-Colle d’Anchise dove la depressione del terreno è inferiore a 480 m. s. l. m..

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Paduli di Sotto (cerchio grande giallo). Guado della Foce (cerchio piccolo giallo). Salita la Piaggia (rosso). Tratturo (verde) Pescasseroli-Candela

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La freccia rossa indica Guado la Foce. Corso del torrente Callora (giallo). Paduli di Sotto (linee rossa). Tratturo (verde) Pescasseroli-Candela. Salita Piaggia (in primo piano). Il lago o la palude (cerchio azzurro punt,to).

Dal Nuovo Dizionario dei sinonimi della lingua italiana di N. Tommaseo. 2511. Palude, Paduli, stagno, acquitrino, pozzanghera, pozza, pantano, piscina, gora, bottaccio. […]. I Toscani dicono Padule (in nota 2: Villani; Crescenzio; Machiavelli; Martelli.): impadulare e padulaccio non sono né di tant’uso né sì buon suono, come paludaccio e impadulare. La notata differenza, però, non può dirsi costante.

Da Ragionamenti del dottor Giovanni Targioni Tossetti sopra le cause, e sopra i rimedj…, all’indice, § VII. Proprietà, alterazioni, ed effetti delle Acque stagnanti perniciosi all’Individuo Umano. […]. Paduli secondarj, o pantani nella Valdinievole. Al § V. Laghi, stagni, paduli, lame e pantani di diversi paesi fuori dalla Valdinievole, sono citati 19 Paduli in Italia ed all’estero. Al § VI. Lago o Padule di Fucecchio.

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Localizzazione del lago o Padule di Fucecchio.

Dal sito La storia di Monsummano: […]. Monsummano fu fondata dal granduca Ferdinando ai piedi del colle omonimo dove fin dall’anno 1005 esisteva il castello (castrum) di Monsummano. Luogo viario strategico, in posizione dominante sul Padule di Fucecchio e sulla Valdinievole, il colle di Monsummano Alto fu fortificato almeno dall’XI secolo con un sistema difensivo accresciuto ed ampliato nel corso del tempo fino a comprendere nel basso medioevo tutta la sommità del colle. L’appartenenza al distretto fiorentino soffocò invece lo sviluppo della comunità di Monsummano, che già dalla fine del XIV secolo, configuratasi come borgo rurale, si avviò verso una progressiva decadenza, determinata anche dal rimpaludamento dei terreni circostanti il colle e dalla conseguente interruzione dei percorsi viari.

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Monsummano. Il colle e la pianura.

Ciò che accadde a Monsummano all’inizio dell’ XI secolo è simile alla fondazione di Bovaianom nel XI-IX secolo a. C.: il primitivo sito sorto sulla collina di Civita Superiore di Bojano dominava la città e la pianura sottostante ed il lago o i Paduli di Sotto che nel tempo furono oggetto di bonifica.

4°. Il fiume Biferno. La recente scoperta nel centro di Bojano della strada sannitica-romana a circa 2 metri sotto il corso del fiume, consente di ritenere che il fiume avesse un percorso diverso o che non esistesse: l’acqua che fuoriusciva dalle numerose sorgenti defluiva nella vasta pianura, dando origine ad un lago o ad una palude/paduli.

Infatti, scrive Cianfarani (1978): Nell’antico nome dell’attuale Biferno (lat. Tifernum), si può ravvisare la parola pregreca Tiphos, palude, e Typhe, pianta palustre, riscontrata nell’ambiente mediterraneo: la palude o il lago avevano dato il nome all’attuale fiume.

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Localizzazione del lago o della palude nella pianura di Bojano.

Dopo quanto esaminato, il territorio pertinente a Bovaianom/Bovianum/ Bojano godeva delle stesse caratteristiche morfologiche del territorio delle altre capitali dei popoli di origine Sabina/Sabella/Sannita  (vedi soprattutto il territorio di Sulmona): monti, colline, pianura, fiumi, laghi o paludi e, non ultime, le vie di comunicazioni: dapprima i tratturi, dopo le vie consolari romane.

Oreste Gentile

 

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