PAPA CELESTINO V e la “profezia” di Oreste Gentile

Nel lontano 17 settembre 2010 nel mio articolo PAPA CELESTINO V. “L’AVVENTURA D’UN POVERO CRISTIANO”, OGGI! analizzavo quanto era accaduto in occasione delle celebrazioni dell’VIII centenario della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; scrissi in proposito: Gli studiosi e gli storici hanno potuto sempre illustrare le loro ricerche e le loro considerazioni per far conoscere la vita spirituale e religiosa di papa Celestino V, in ogni epoca ed in diversi dibattiti; un rito ripetuto di recente, una passerella per coloro che vivono nell’ombra, una opportunità che in tanti hanno colto al volo per farsi conoscere, per far conoscere il proprio pensiero e per arricchire il loro “curriculum” nella speranza di un “avanzamento” di carriera ecclesiastica o laica.

Dopo circa 7 anni, c’è chi ha goduto, con il mio augurio, di un “avanzamento” di carriera ecclesiastica.

Fui buon “profeta”: avendo illustrato, in occasione dei festeggiamenti di san Bartolomeo dell’agosto dell’anno 2008, all’arcivescovo della diocesi di Campobasso Bojano, mons. Bregantini, la coincidenza dell’anno 2009/10 con gli 800 anni della nascita (1209/1210) di papa Celestino V, fu inviata in data 2 aprile 2009 ai fedeli dell’Abruzzo e del Molise questa lettera da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana: Cari fratelli e sorelle, noi Arcivescovi e i Vescovi dell’Abruzzo eì del Molise siamo lieti di annunciare che a San Pietro Celestino V viene dedicato uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia.

Già il testo della lettera era ambiguo: nell’anno 2009/2010 si indiceva un anno giubilare per gli 800 anni della nascita, però si creava il dubbio se fosse il 1209 o, addirittura, l’anno 1215 e si evidenziava la grande devozione sentita in tanti luoghi tra cui Isernia: perché citare solo Isernia ?

Perché furono sottaciute le conoscenze dell’arcivescovo Bregantini, evidenziate sul Messaggero di sant’Antonio dell’anno 2008, in cui indicava in Sant’Angelo Limosano il paese di origine di papa Celestino V ?

Per le celebrazioni degli 800 della nascita fu istituito un apposito comitato presieduto da mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona-Valva, che ne illustrò gli scopi: per affrontare le tematiche di carattere storico-culturale-spirituale riguardanti San Pietro Celestino.

Carattere storico è anche la sua nascita in un piccolo castrum che sorgeva nel Comitatus Molisii, la cui localizzazione influì non poco sulla formazione spirituale del giovane Pietro: il suo paese natale era vicino al monastero di Santa Maria in Faifoli, dove entrò a 17 anni per il noviziato e ne uscì a 20 anni per raggiungere i monti della Maiella, luogo prediletto dagli eremiti.

Furono proprio le caratteristiche peculiari del luogo della sua nascita che contribuirono non poco alla formazione spirituale del giovane Pietro di Angelerio; ma furono ritenute ininfluenti, perché mons. Spina dichiarò (settembre-ottobre 2009): Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perchè ciò che ci sta a cuore è la sua vita, che continua ad affascinarci con una testimonianza così attuale che interpella le nostre coscienze umane e cristiane.

Il comitato scientifico, avendo giudicato più importante discutere “unicamente” la sua vita, che continua ad affascinarci con una testimonianza così attuale che interpella le nostre coscienze umane e cristiane, ritenne inutile ed inopportuno un confronto tra gli storici e gli studiosi per una risposta alle tematiche che ancora continuano, dopo secoli, a sollevare dubbi e polemiche campanilistiche.

Il comitato scientifico promosse 5 convegni per illustrare 29 relazioni e ritenne opportuno che a nessuno degli storici e degli studiosi partecipanti fosse richiesta una relazione che sarebbe stata sì “originale” ed “inedita” e che avrebbe potuto darci indicazioni più chiare sui tanti dubbi che ancora esistono sulla vita terrena di papa Celestino V.

Faceva parte del comitato anche don Claudio Palumbo, vicario generale della diocesi di Isernia e docente di Storia della Chiesa presso l’ITAM; il docente in più occasioni aveva manifestato le < sue certezze > sulla nascita in Isernia di papa Celestino V, a dispetto di quanto tramandano le biografie più antiche e pertanto, in occasione di quelle celebrazioni, ebbe la possibilità di pubblicare solo ciò che favoriva Isernia.

Devo riconoscere di essere un “profeta”: il vescovo Spina è stato nominato arcivescovo e Palumbo è stato nominato vescovo.

Alle prossime celebrazioni celestiniane, auguro loro la nomina cardinalizia ed arcivescovile.

Ad maiora !

Oreste Gentile.

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