10° ANNIVERSARIO DELL’ARRIVO DI MONS. GIANCARLO MARIA BREGANTINI NELLA ARCIDIOCESI DI CAMPOBASSO BOJANO.

AUGURI di LUNGA VITA a padre Giancarlo per il decennale della Sua presenza nella arcidiocesi di Campobasso-Bojano: Padre Giancarlo, così desidera essere chiamato dai suoi fedeli e da quanti hanno il piacere di incontrarlo.

Ha saputo conquistare la simpatia e l’amicizia dei più e, per le sue idee, non mancano coloro che lo criticano.

Con il suo accattivante sorriso e con le sue innegabili capacità affronta le quotidiane difficoltà; non gli manca l’esperienza, alla luce di quanto si legge nella sua prima biografia del compianto storico Mario Casaburi in Giancarlo Maria BREGANTINI una luce nel giardino della LOCRIDE (Editoriale Progetto 2000, 2013)Dal libro del prof. Casaburi è evidente, poi, come la “storia” di Mons. Bregantini, per tredici anni vescovo di Locri- Gerace, e dal 2007 arcivescovo metropolita di Campobasso- Bojano, non sia soltanto “storia ecclesiastica”, ma è inesorabilmente intrecciata alla “storia civile” di una comunità. Bregantini è un trentino “adottato” dal Sud, che ha imparato ad amare il Sud come neanche il Sud sa amare se stesso. Prete operaio, prima, vescovo coraggioso ed attento alle istanze sociali, dopo, l’intera parabola pastorale di Bregantini nella locride si caratterizza per l’impegno che egli profonde nell’offrire una speranza a gente stanca e snervata dalle angherie della criminalità organizzata.

Dopo la gioiosa e cordiale accoglienza dei fedeli nella < sua > arcidiocesi di Campobasso-Bojano, si diffuse, proprio per le sue capacità e la grande esperienza acquisita nella diocesi di Locri-Gerace, il timore di un suo rapido trasferimento in una diocesi più importante o, avvenimento più probabilmente, la nomina “cardinalizia”.

[…]. Frequenti i suoi viaggi e gli impegni spirituali del prelato trentino nella diocesi lombarda, tanto che il suo nome, scrisse un’agenzia di stampa, era già stato incluso nel 2011 nella rosa dei papabili nella successione all’uscente Dionigi Tettamanzi. Allora Benedetto XVI gli preferì Angelo Scola.

Il timore si accrebbe quando il < nostro > arcivescovo scrisse le meditazioni:  VOLTO DI CRISTO, VOLTO DELL’UOMO, lette da papa Francesco in occasione della Via Crucis del venerdì santo dell’anno 2014; e  la voce che si diffuse nel mese di dicembre sempre dell’anno 2014, al punto che dovette dichiarare: Il Vescovo ringrazia della stima ma sorride della ingenuità dei giornalisti visto che la notizia è infondata! –ed ha soggiunto-  Ma c’è qualcuno che mi vuole proprio cacciare! “.

Il 15 gennaio 2015, isNews pubblicava: CAMPOBASSO. Ci ha pensato Papa Francesco in persona, durante l’Angelus, a smentire i rumors molisani. In realtà che Monsignor Bregantini potesse essere nominato Cardinale sembrava più che una possibilità e più di una voce girava con insistenza negli ambianti molisani, soprattutto dopo la storica visita del Pontefice in Regione e gli ottimi rapporti tra il numero uno della Chiesa cattolica e il nostro Vescovo. Ma Padre Giancarlo non figura tra i tre italiani che otterranno ufficialmente la nomina il prossimo 14 febbraio.

Ancora nell’anno 2016, in un articolo di Salvatore Bruno: Ma, secondo alcune indiscrezioni filtrate da ambienti vicini alla curia della Capitale, quell’incarico sarebbe destinato al cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia, mentre Bregantini dovrebbe approdare all’ombra della “Madunina”, in una posizione comunque assai strategica nell’ambito dei nuovi equilibri della Chiesa, in piena evoluzione grazie all’azione riformatrice messa in atto da Papa Francesco.

Fu una previsione errata: la nomina fu conferita a mons. Mario Delpini, già vicario generale della diocesi di Milano; ancora una mancata < promozione > nel concistoro del 28 giugno dell’anno 2017.

I timori dei fedeli dell’arcidiocesi di Campobasso Bojano sono per il momento svaniti e il < nostro > padre Giancarlo Maria, per il piacere dei più o per il dispiacere di tanti, è ancora con noi.

Le nomine “cardinalizie” si sono succedute nel tempo e padre Giancarlo Maria continua la sua missione pastorale nella < sua > diocesi molisana.

Com’è nella natura umana, all’iniziale preoccupazione del suo trasferimento ha fatto seguito la delusione della mancata assegnazione della < porpora > e il suo nome non è mai stato scritto nei vari elenchi dei < promossi >.

Nel frattempo i Molisani hanno appreso la nomina (o promozione ?) di mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona- Valva, ad arcivescovo della diocesi di Ancona- Osimo, mentre il vicario della diocesi di Isernia è stato nominato vescovo della diocesi di Trivento.

Ricordo una frase attribuita a Giulio Andreotti: A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.

Prima che incontrassi padre Giancarlo il 25 agosto del 2008 (san Bartolomeo, patrono di Bojano e dell’arcidiocesi), avevo letto un suo articolo pubblicato dal Messaggero di Sant’Antonio (luglio-agosto 2008) scritto dopo la sua visita pastorale all’antico monastero benedettino di Santa Maria in Faifolis: In questo monastero benedettino […] e lui (Pietro di Angelerio) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

Con il buon senso e, conoscendo la vita terrena di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, padre Giancarlo aveva espresso il suo parere sul luogo di nascita del papa molisano, inconsapevole di essere finito in un ginepraio che dura da circa 800 anni: il luogo di nascita di Pietro di Angelerio che all’età di 17 anni aveva iniziato il noviziato proprio nel monastero di Santa Maria in Faifoli.

Avendo fatto un po’ di calcoli, l’anno 2009 era appropriato per celebrare l’anniversario degli 800 anni della nascita di Pietro di Angelerio.

Padre Giancarlo si fece promotore dell’iniziativa presso la Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana, altri suoi colleghi la fecero propria e, probabilmente, fu isolato da quanti sono convinti che la città di Isernia sia stato il paese natale di Pietro di Angelerio.

Nella occasione, convinto delle proprie conoscenze e, soprattutto, di buon senso, padre Bregantini continuò a sostenere le sue valutazioni.

In un mio articolo del 17 settembre 2010, con la conclusione delle celebrazioni dell’anniversario celestiniano, espressi alcuni giudizi su quanto accaduto: Gli studiosi e gli storici hanno potuto sempre illustrare le loro ricerche e le loro considerazioni per far conoscere la vita spirituale e religiosa di papa Celestino V, in ogni epoca ed in diversi dibattiti; un rito ripetuto di recente, una passerella per coloro che vivono nell’ombra, una opportunità che in tanti hanno colto al volo per farsi conoscere, per far conoscere il proprio pensiero e per arricchire il loro “curriculum” nella speranza di un “avanzamento” di carriera ecclesiastica o laica.

Dopo circa 7 anni, c’è chi ha goduto del mio augurio con un “avanzamento” di carriera ecclesiastica; ma il mio augurio non ha coinvolto padre Giancarlo, sempre convinto delle sue conoscenze, avendo ancora una volta affermato: “Un evento significativo per la nostra terra del Molise, pur vissuto con molta semplicità – ha detto il vescovo durante l’omelia della Celebrazione Eucaristica da lui presieduta- che diede al paese, novanta anni orsono, un ulteriore impulso spirituale già vivo per aver dato i natali a san Pietro Celestino. (primapaginamolise.it del 4.1.2016).

Se il nostro amato arcivescovo, padre Giancarlo, continuerà a indicare Sant’Angelo Limosano, luogo di nascita di papa Celestino V, non potrà mai aspirare alla dignità cardinalizia: rimarrà con noi nel Molise, con il piacere dei più o con il dispiacere di tanti.

AUGURI, padre Giancarlo.

Oreste Gentile.

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