Archive for agosto 2018

SAN FRANCESCO NELLA REGIONE MOLISE ?

agosto 24, 2018

Vi esorto a non fidarvi, come in questo caso, di quanti illustrano la Storia della regione MOLISE senza una seria ricerca bibliografica.

MAI PRENDERE IN GIRO CHI VUOLE CONOSCERE LA STORIA DEL PROPRIO TERRITORIO.

La presenza di san Francesco nel territorio del MOLISE è di attualità non per la scoperta di un documento o di una biografia del Santo, ma unicamente per l’invenzione di un suo cammino / itinerario da Assisi al santuario di Monte Sant’Angelo e dei suoi soggiorni in alcuni centri molisani.

Per giustificare questo inesistente cammino / itinerario del Santo, ora dichiarano di aver preso in considerazione anche la fondazione di un convento o la semplice presenza dei suoi confratelli.

Se nel territorio molisano volessimo creare o far passare un cammino / itinerario in base alla sola presenza di un convento o dei monaci francescani, sarebbero certamente molto di più le città o i paesi ad essere coinvolti. (vedi figura).

Paola Cerella, infatti scrive: Con una buona dose di certezza, tra il 1262 ed il 1290 in Molise dovevano essere già aperti i conventi di Agnone, Isernia, Venafro, Campobasso, Boiano e Pianisi. […]; ed aggiungo Sepino, Toro, Casacalenda, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Larino e Termoli, tanto per citare i più noti. (vedi figura).

              

Cerella: Il sapere che in Molise, alla fine del XIII secolo, risultavano in piena attività non pochi conventi francescani, generalmente intitolati al Poverello di Assisi, porta a pensare al fervore religioso con cui i molisani accolsero il messaggio di quest’ultimo.

Pertanto: I molisani accolsero il messaggio di san Francesco, ma non godettero MAI della sua presenza.

Guardando l’itinerario proposto nella cartina (da libri.terre.it), notiamo che, tranne Toro, sono stati esclusi i centri dove ancora oggi, tranne Bojano, esiste un convento legato al cultoNON alla presenza, del Santo di Assisi.

Nel passato, altri studiosi hanno tentato di accreditare la presenza di san Francesco in alcuni centri del Molise; Ciarlanti (1644) sostenne, con una maldestra manipolazione del testo originale Annales Minor (1625-1654) di Lukas Wadding, la presenza di san Francesco nella città di Isernia nella Pasqua dell’anno 1222 (vedi articolo “San Francesco nella città di Isernia”).

Sfruttare ancora oggi la figura di san Francesco è un tentativo per accreditare un cammino / itinerario MAI percorso per raggiungere il santuario di san Michele a Monte Sant’Angelo, attraversando alcuni centri del Molise.

Se il Santo fosse partito dall’Umbria, regione di origine, avrebbe potuto seguire 2 vie: la 1^, che possiamo chiamare dei 2 Ducati, escludendo Roma, collegava Spoleto, capitale del ducato omonimo, con Benevento, capitale della Langobardia minor, un itinerario documentato dalla Storia: dopo Spoleto, seguiva da Corfinio la via  consolare Minucia per raggiungere Benevento, importantissimo centro religioso e politico, e proseguire sulla via Sacra Langobardorum fino a Monte Sant’Angelo. La 2^ via dall’Umbria raggiungeva Roma e da lì, seguendo la via Latina Casilina, al monastero di Montecassino e poi alla volta di Benevento per proseguire verso Monte Sant’Angelo con via Sacra Langobardorum (vedi figura).

Via dei 2 Ducati: SPOleto. COrfinio. Via Latina (azzurra) fino alla via Appia (rossa) CAserta e proseguire per BeNevento. Via Sacra Langobardorum (gialla) da Benevento a Monte Sant’Angelo. A. I. Airano Irpino. CAnosa. Territorio della regione MOLISE (confini tratt.ti neri).

UNICAMENTE la scoperta di altre biografie potrebbe modificare quanto hanno tramandato gli Annales minor di Wadding, gli unici cui hanno fatto riferimento gli storici e gli studiosi per descrivere il viaggio di san Francesco verso Monte Sant’Angelo.

Oreste Gentile.

 

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I MOLISANI POSSONO RITENERSI DISCENDENTI DEI “SANNITI PENTRI” E DEI “SANNITI FRENTANI” ?

agosto 3, 2018

C’è chi sostiene i MOLISANI discendenti, ossia abbiamo origine (Treccani); essere nato, avere origine, provenire (De Mauro); avere origine (Garzanti); Avere origine da una certa famiglia o stirpe (il Sabatini Coletti) dai fieri SANNITI PENTRI e SANNITI FRENTANI.

Tra i secoli XI-IX a. C., i SAFINI/SABINI/SABELLI/SANNITI migrarono (ver sacrum) dalla SABINA verso i territori centro meridionali della penisola italica e diedero origine a diversi popoli, tra cui i PENTRI e i FRENTANI.

I primi occuparono il territorio posto a settentrione del Massiccio del Matese e a ovest e nord est alcune località oggi in provincia di Chieti e di L’Aquila; a nord est confinavano con i CARECINI e con i FRENTANI, loro consanguinei, stanziati lungo la costa del mare Adriatico e nell’interno con le città principali di Lanciano e di Larino; infine, a est I PENTRI confinavano con i DAUNI di origine greca. (vedi figure).

I popoli originati dal Ver sacrum.

La regione MOLISE: il territorio dei SANNITI PENTRI e il territorio dei SANNITI FRENTANI.

DUE potenze, la Romana e la Sannita nel VI-V sec. a. C. di comune accordo iniziarono ad espandersi nella penisola italica centro meridionale; successivamente, unicamente i Romani, soggiogati i PENTRI e i FRENTANI, continuarono una lenta quanto inesorabile conquista dell’Italia  e di gran parte del continente europeo.

Probabilmente la penetrazione romana nel territorio pentro ebbe il suo epilogo con la conquista di Bovaianom/Bojano, la loro città madre e capitale, nell’anno 305 a. C. e a loro fu concessa una sovranità limitata, tant’è che solo nell’anno 268 a. C., dopo la battaglia di Aquilonia dell’anno 293 a. C., i primi PENTRI a perdere la loro origine SAFINA/SABINA/SABELLA/SANNITA furono i cittadini di Venafro e Isernia: nell’anno 268 a. C., Venafro fu incorporata da Roma e divenne civitas sine suffragio e poi sede di praefecturae; Isernia, città che rivendica di essere stata ed essere capoluogo pentro, divenne colonia latina nell’anno 263 a. C..

Con la definitiva sconfitta dei popoli italici nella guerra sociale (88-92 a. C.), i PENTRI persero anche la sovranità limitata e subirono l’ira distruttrice di Silla, ricordata da Strabone (64 a. C. – 20 d. C. ? ): E quando (Silla, n. d. r.) compilò le sue liste di proscrizione, non si dette pace finché non annientò o scacciò dall’Italia chiunque portasse un nome sannita. A coloro che lo rimproveravano per la sua ferocia, egli rispondeva di aver imparato che nessuno dei Romani sarebbe potuto vivere in pace finché anche un solo Sannita fosse sopravvissuto. Ed infatti, ad oggi, le loro città sono ridotte a villaggi e alcune, anzi, sono scomparse del tutto: Bovianum, Aesernia, Panna, Telesia vicino a Venafro e altre simili, nessuna delle quali è degna di essere considerata città.

Nell’antico territorio della regione MOLISE, i principali insediamenti di Venafro, Isernia, Trivento, Bojano, Sepino nel territorio dei PENTRI e gli insediamenti di Larino nel territorio dei FRENTANI, furono inviati i coloni e i veterani delle legioni romane per ripopolarli e favorirne la rinascita e l’urbanizzazione.

Per i PENTRI e i FRENTANI era la FINE della loro stirpe cosiddetta Italica, originata nei secoli XI-IX a. C..

Il futuro avrebbe riservato alle nuove popolazioni presenti nell’antico territorio della regione MOLISE nuovi conquistatori di origine diversa.

Caduto l’Impero Romano, la penisola italica subì, nel corso de IV-V secolo, un susseguirsi d’invasioni di popoli di nazionalità diversa: gli UNNI, guidati da Attila tra il 434 e il 440; gli ERULI di Odoacre nell’anno 476; gli OSTROGOTI (GOTI orientali) guidati da Teodorico e i BIZANTINI.

I GOTI e i BIZANTINI si contesero il dominio dell’Italia tra gli anni 535 e 553; l’avvenimento è conosciuto con il nome di guerra greco-gotica.

Il territorio già dei PENTRI e dei FRENTANI, all’epoca svolse un ruolo di primo piano: geograficamente era un cuscinetto tra l’Italia del nord, dominata dai GOTI e l’Italia del centro sud, dove era iniziato un lento processo di conquista da parte dei BIZANTINI.

Poi dalla Scandinavia, secondo il mito, arrivarono in Italia i LONGOBARDI guidati da Alboino. Nel corso delle vicende storiche legate alla loro presenza e al loro dominio anche l’antico territorio dei PENTRI e dei FRENTATI subì una nuova invasione e miscuglio di razze: i LONGOBARDI e i BULGARI (al servizio dei primi) ebbero in concessione, nell’anno 667, il territorio pentro con i centri di Sepino, Bojano e Isernia; tante sono le località e le attività che ancora oggi conservano nel loro nome l’origine longobarda.

Poi arrivarono i NORMANNI, e poi gli ANGIOINI, e poi gli ARAGONESI, e poi gli ASBURGI di SPAGNA e di VIENNA.

Per mettere la parola FINE a questo rimescolamento di razze e di sangue, la Storia ricorda l’arrivo dei BORBONI.

Il sangue SANNITA, dopo tante invasioni (dal 305 a. C. al 1860) scorre ancora nelle arterie e nelle vene dei MOLISANI ?

 

Oreste Gentile.