“SANNITI/PENTRI”: GLI UOMINI CHE GOVERNARONO BOJANO (e parte dell’antico MOLISE). 1^ parte.

IL GOVERNO DEI MAGISTRATI SUPREMI/MEDDIS TUVTIKS (m. t.).

(N. B. per cause tecniche, per alcune vocali delle iscrizioni in osco sono prive dell’accento).

Nella buona e nella cattiva sorte, i magistrati supremi/meddis Tuvticus (m. t.) furono protagonisti dell’ascesa e del declino del popolo dei Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti/Pentri e della loro città madre e capitale, Bovaianom/Bovianum/Bojano.

La Storia del territorio del Molise iniziò tra il XI ed il IX secolo a.C., allorquando due gruppi di giovani Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti, denominatisi Pentri e Frentani, occuparono il territorio compreso a sud del Massiccio del Matese, ad est dal corso del fiume Fortore, a nord est dal mare Adriatico e dalle colline con la cima di colle d’Albero e ad ovest dalla catena delle Mainarde.

Comprendeva, nel suo territorio, le attualità località di Alfedena e Castel di Sangro ad ovest, oggi in provincia de L’Aquila; Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo, Borrello, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni e Torrebruna in provincia di Chieti.

Il territorio dei Pentri e dei Frentani (di Larino).

Bovaianom (osco), Bovianum (romano), Bobiano/Boviano/Boiano/Bojano (medievale) era la loro città madre, la capitale; il meddis tuvtiks (m. t.) era il magistrato supremo, unico e di nomina annuale, scrive La Regina (1989), che detiene i più elevati poteri pubblici, giurisdizionali e militari. Rappresenta inoltre il popolo negli atti con la divinità, come è dimostrato dalla dedicatio del tempio minore di Pietrabbondante. Detiene l’imperium e può essere acclamato embratur, acquisendo così il diritto di esercitare il trionfo. Ha facoltà di convocare il senato per proporre deliberazioni, anche di spesa pubblica, di cui è esecutore. Ha inoltre capacità di affidare autonomamente opere pubbliche e private.

Il m. t. è anche magistrato eponimo, esercitavano l’autorità ed il loro operato sarebbe stato giudicato dal popolo.

Al loro comando, i Pentri, alleati con i consanguinei Carecini, Caudini e Irpini (in un primo momento forse con i Frentani), iniziarono una lenta ed incisiva conquista di alcune delle più importanti città presenti nel territorio campano fondate dagli Etruschi e dai coloni greci: Capua (Santa Maria Capua Vetere) dei primi, Cuma dei secondi.

I “Sanniti della montagna” occuparono alcune città nel territorio campano.

Ricordare i nomi dei magistrati supremi è davvero arduo: i Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti fino al VIV sec. a. C. ignoravano la scrittura che appresero, insieme all’uso delle monete, dai popoli presenti nel territorio campano.

Alfabeto osco                            Esemplare di monetazione campana.

Di alcuni, scrive La Regina: la documentazione epigrafica ha restituito un numero notevole di nomi di m. t. sannitici, soprattutto del II secolo a. C., senza che ci sia tuttavia la possibilità di ricostruire una sequenza ordinata. Sequenze parziali sono determinabili su base prosopografica. Il nucleo più cospicuo proviene da un’officina pubblica di Bovianum/Bojano per la produzione di tegole.

La pentra Bovaianom, la romanaBovianum. Localizzazione delle officine/fornaci dei laterizi (foto a sn.). Le officine/fornaci della località Pincere (1 e 2) e località sant’Antonio Abale (3) (foto a ds.).

 I laterizi venivano bollati con l’indicazione dell’anno. Bolli di questo tipo si sono trovati nel santuario di Campochiaro, oltre che a Bojano e in altre aree circostanti. Nella maggior parte dei casi essi recano in forma abbreviata l’indicazione della magistratura seguita dalla formula onomastica trimembre del magistrato, secondo il seguente schema:

  1. t. mi. heri. uv. = m(eddiss) t(vtikuus) Mi(nis) Heri(is) Uv(eis) ossia ‘medix tuticus Minius Herius Ovi f..

Bollo su coppo con l’iscrizione in lettere alfabeto osco (da destra a sinistra): m. t. mi. heri: ùv .

I meddiss tuvtikus resero grande sia Bovaianom/Bojano, la città madre, la capitale che il popolo dei Sanniti/Pentri, sostenendo contro l’espansione romana 3 guerre dette sannitiche: la 1^ dal 343 al 341 a. C.; la 2^ dal 328 al 304 a. C.; la 3^ dal 298 al 290 a. C. e, per ultima, la Guerra Sociale dal 91 a. C. all’88 a. C..

Non conosciamo il nome di tutti; tra quelli ricordati da La Regina, descriviamo coloro che, più di altri, si distinsero per interventi civili e militari.

PAPII

Br. Paapiis/Brutulus Papius nell’anno 323 a. C, citato da Tito Livio in Ab urbe condita: Un nome soprattutto s’udiva nel coro unanime delle grida, quello di Brutolo Papio; era un uomo nobile e potente, senza dubbio il responsabile della rottura della recente tregua.

Sconfitto, fu inviato prigioniero a Roma, giungendovi cadavere: egli si era sottratto, scrisse Livio, col suicidio all’ignominioso supplizio.

La Regina, tra i discendenti di Br. Paapiis, certamente sempre presenti in Bovaianom/Bovianum/Bojano, ricorda G. Paapiis G. Mutil, embratur/C. Papius C.f.Mutilus imp.  nella Guerra sociale (91-89 a. C.).

Paapiis G. Mutil fu tra i promotori e protagonista dell’ultimo conflitto tra i dominatori Romani ed i ribelli ed indomiti popoli italici sempre pronti a difendere la loro libertà. Di lui, scrive Salmon (1974: […]: molte (monete, n. d. r.) recano addirittura, il suo nome, e alcune perfino il suo titolo (embratur, l’equivalente osco del latino imperator). […]: su una emissione troviamo addirittura Italia in latino su una faccia e Papio in osco sull’altra. (vedi figure).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Guerra SocialeC. Papius C.f. Mutilus, Denario, Zecca al seguito di Papius (in Campania ?), c. 90 a.C.,   AR, (g 3,80, mm 19, h 10). Testa di Libero con corona di foglie di edera a d.; davanti, MVTIL EMBRATVR in caratteri oschi, Rv. Un toro stante verso d., nell’atto di abbattere una lupain ex. [C] PAAPI in caratteri oschi. (da https://www.deamoneta.com).

Monete 347 – La Guerra Sociale, Denario, zecca al seguito di C. Paapius (in Campania ?), c. 90 a.C.; AR (g 3,77; mm 21; h 11); Testa elmata di Marte a s.; sotto, Mutil embratur (retrogrado ed in caratteri oschi), Rv. Scena di giuramento: due soldati indicano con le spade un maialino tenuto da un giovanein ex. C. Paapi. C (retrogrado ed in caratteri oschi). Sydenham 640; Campana 86-97. Molto raro. Patina di collezione e area di ossidazione al dritto, q.spl.. (da https://www.deamoneta.com).

 

Monete 346 – La Guerra Sociale, Denario, zecca al seguito di C. Paapius (in Campania ?), c. 90 a.C.; AR (g 3,99; mm 22; h 12); Busto elmato e drappeggiato di Marte a d.; dietro, X e Viteliu (retrogrado ed in caratteri oschi), Rv. Scena di giuramento: quattro guerrieri, due per parte, indicano con le spade un maialino tenuto da un giovane; in ex. C. Paapii. C. (retrogrado ed in caratteri oschi). Sydenham 637; Campana 83. Raro, rimbalzo di conio al dritto, patina di collezione: spl.. (da https://www.deamoneta.com).

Nelle fasi finali (anno 89 a. C.) della Guerra sociale, G. Paapiis G. Mutil, sconfitto presso Saepinum assistette da protagonista alla conquista romana, scrive Salmon, de la città natia di Papio, Bovianum. Lo stesso Papio, ferito, trovò rifugio a Aesernia, dove gli insorti trasferirono anche la loro capitale, dall’ormai caduta Bovianum.

Salmon; ne ricorda la morte nella città di Nola, suo ultimo rifugio nell’anno 80 a. C.: era pienamente un cittadino romano.

Salmon ricorda un suo discendente, M. P. Mutilo: come console, divenne famoso come uno dei sostenitori del programma moralizzatore di Augusto. Il suo carattere servile, comunque, non era in armonia con il suo nome, ed è ovvio ch’egli era completamente romanizzato.

STATII

Tra i protagonisti dei primi scontri dei Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti contro i Romani, La Regina ricorda Staatiis K, identificandolo con [-] Statius Gelli f., citato da Livio: […]; si presero ventisei insegne, il comandante in capo dei Sanniti Stazio Gellio e molti altri uomini, ed entrambi gli accampamenti. Anche la città di Boviano, il cui assedio era iniziato il giorno seguente, fu in breve tempo conquistata, e i consoli riportarono il trionfo per la grande gloria che s’erano acquistata con le loro imprese.

Era il 305 a. C., l’anno che avrebbe segnato la definitiva conquista della città madre e capitale dei Sanniti/Pentri: i vincitori Romani, riconoscendo l’importante ruolo  svolto da quel popolo nella Storia, concessero a Bovaianom/Bovianum/Bojano ed ai Sanniti/Pentri una < sovranità limitata >, permettendo ai magistrati supremi, residenti nella capitale sita nella pianura a settentrione del Massiccio del Matese, di realizzare, come esamineremo, anche importanti interventi di edilizia pubblica e privata.

Fra i tanti interventi finanziati dai magistrati supremi, il più monumentale fu il santuario italico localizzato presso l’attuale Pietrabbondante che, a partire dal IV sec. a. C., vide dapprima la costruzione di un tempio jonico e successivamente del tempio detto A.

A partire dal II sec. a. C. ed inizio I sec. a. C., il maggiore sviluppo edilizio del santuario si realizzò con la costruzione del complesso tempio-teatro e la domus publica: la probabile residenza del meddìss tuvtikus quando si riunivano i rappresentanti dei popoli italici: divenne il santuario dei ribelli Italici.

La Regina, infatti, ricorda: G. Staatiis L. Klar, nato nel 122 a. C., m.t. poco prima del 90, entra nel senato romano con Silla e viene proscritto nel 42.

Finanziò la costruzione del cosiddetto Tempio B del Santuario italico di Pietrabbondante, come testimonia una iscrizione in alfabeto osco incisa sul lato occidentale del podio: g. staatiis.l.klr [- m.t. suvad eitiuva]d. pestlum. upsannum faamated.p.LX . (Vedi figure).

 Pietrabbondante. Il santuario dei ribelli italici.

 

Il tempio B. (prospetto anteriore).            Il tempio B e teatro (prospetto posteriore).

 

Iscrizione: g. staatiis.l.klr [- m.t. sùvad eìtiuva]d. pestlùm Upsannum faamated.p.LX .

STAII

Livio ricordò la presenza di [Minaz ?]Staiis Minateìs/[Min. ?] Staius Minati f. in un ennesimo scontro avvenuto in territorio campano nell’anno 296 a. C. tra i Sanniti ed i Romani: […]. (I Romani, n. d. r.) Compirono poi un’azione degna di nota: piombarono infatti sul comandante Staium Minatum/Stazio Minacio, che accorreva presso i reparti e li incoraggiava; dispersi quindi i cavalieri ch’erano con lui, lo circondano, lo prendono ancora a cavallo e lo trascinano dal console romano.

Di questa famiglia era Minaz Staiis Minateis/Min. Staius Min. f. che, ricorda La Regina, compare Nei due inventari più antichi, tra i doni conservati nel tempio di Apollo a Delo, è elencata una corona d’oro. Gli inventari più recenti, a partire dal 166, registrano una corona d’argento tra gli oggetti del tempio di Artemide provenienti da Serapo. Sono dunque due le corone donate dallo stesso personaggio.

La correzione del nome in Staius, per la presenza a Delo di Minatus Staius Ovi f. e di C. Staius Ovi è ben fondata.

[…]. Il testo originario, latino, sarà quindi stato Minato Staio Minatei f. fato ex Cumis pro medicatod. La data del dono è di poco anteriore al 180. Negli anni precedenti avevano donato corone d’oro al tempio di Apollo delio i magistrati romani che si erano recati in Oriente, si veda T. Quinctius Flaminius, console del 198, A. Atilius Serranus, pretore nel 192, C. Livius Salinator, pretore nel 191, L. Cornelius Scipio, console nel 190, tutti registrati nella stessa iscrizione 442 su cui compare per la prima volta Minatus Staius.

[…]. Qualunque sia stato il motivo del dono di Minato Staio ai templi di Delo, vi è certamente una connessione con la presenza nell’isola di due suoi nipoti, documentata tra il 130 e il 125 a. C.. Forse fu quella l’occasione in cui gli Staii cominciarono ad interessarsi a Delo.

I rapporti religiosi e commerciali dei Sanniti/Pentri: altro che < rozzi pastori >.

Altri membri della famiglia STAII: T. Staiis T. [m.t.]/T. Staius t.f., Fece costruire la sommità del Tempio A di Pietrabbondante intorno al 180 a. C. e Gn. Staiis Mh.Stafidins metd.t./Cn. Staius Mr.f.Stafidius fu il Dedicante del tempio A di Pietrabbondante intorno al 180 a. C.. (vedi figura).

m.t. L. Staiis Mr./L Staius Mr.f. è presente sui bolli di Bovianum dal santuario Hercul Rani di Campochiaro: m.tl.stai.mr e della stessa Bovianum: g.kammt.lstamr. Fu m.t. almeno due volte, in un caso subentrando a G. Kam (  ), morto in magistratu. (vedi figura).

Tempio A visto dal satellite.                         Tempio A. (da tripAvisor).

 

Il santuario Hercul Rani di Campochiaro.

m.t. L. Staiis Mr./L Staius Mr.f. compare in una iscrizione di Pietrabbondante:

[– st]alieis maraiieis [m.t.], padre di Pak. Staii Mitl./Pacius Staius L.f. cui si deve la costruzione di tre vasche a Pietrabbondante di poco anteriore al 90 a. C.; e probabile fratello di  *Bantis Staiis, padre di Maras Staiis  Bantieis, che nel 90 a. C. offre un dono alla Vittoria nel Tempio B di Pietrabbondante. (vedi dedica e figura in DECITII).

Il dono a cui la dedica si riferisce era stato collocato nel Tempio B.  […]. Il dono era stato offerto da due magistrati associati in qualche impresa della guerra sociale e appartenenti a famiglie sannitiche di elevatissima condizione sociale. Considerando sempre i magistrati supremi/m.t. di cui si conoscono le vicende, agli Staii appartiene m.t. Sn. Staiis Mitl. K./Sn. Staius Metelli f. presente su un bollo del santuario Hercul Rani di Campochiaro m.t.sn.stai.mtl.k: a questo si deve riferire l’iscrizione nel m.t. che fece costruire qualcosa nel tempio A di Pietrabbondante: sten[is ….] meddiss tuv[tik]s, intorno al 130 a. C.. (vedi figure).

 Tempio A di Pietrabbondante.                 (prima e dopo il restauro).

Un dono votivo fu posto nel santuario di Vastogirardi da [sn.]u. staiiius, ossia i due fratelli Stenis e Uvis. Sempre a questo Uvis Staiis si può forse riferire la dedica di una statua nel santuario di Campochiaro: uv.s[taiis ….]. Intorno al 130 a. C.. (vedi figura).

[    ]aiis Hn. m. t/[-] Staius Herenni f. compare, scrive La Regina, nella dedica di un altare eretto senatei stanginud: ‘senatus sententia’ presso Pietrabbondante.

         Santuario di Vastogirardi.

EGNATII

 La Regina ricorda m.t. Ul. Egatiis Ul./Ol. Egnatius Ol.f , bollo di Bovianum da Campochiaro: m.t. ul.egaul; Livio ricordò, per gli avvenimenti dell’anno 296 a. C., K. Eganatiis : […], una grossa guerra viene scatenata contro i Romani in Etruria da molte popolazioni per istigazione del Sannita Gelli Egnazio; e […], quella nazione era stata istigata a levarsi in armi, che Gelli Egnazio, comandante dei Sannitti. Morì nell’anno 295 a. C.: […], ivi cadde Gellio Egnazio, il comandante in capo dei Sanniti; scontri: […], che non valsero tuttavia a fiaccare quegli animi intrepidi, mi limiterò a ricordare che nell’ultimo anno i Sanniti, con le sole loro forze e uniti ad altri, erano stati battuti da quattro eserciti, da quattro comandanti romani, nel territorio di Sentino e in quello dei Peligni, presso Tiferno, nei campi Stellati; avevano perduto il comandante più famoso della loro gente; vedevano gli alleati di guerra, Etruschi, Umbri e Galli, nelle stesse condizioni in cui si trovavano loro; […].

Alla stessa famiglia apparteneva Mr. Eganatiis/Marius Egnatius, comandante durante la guerra sociale, nel 90 prese Venafrum.

 METTII

Sn. Mettiis/Sthennius Mettius ricordato, scrive La Regina, da Fest. 150 L: ‘ ….. cum de toto Samnio gravis incidisse pestilentia, Sthennius Mettius eius gentis principes, convocata civium suorum contione …. Auctor  est Alfius libro primo belli Charthaginensis ‘.  Era Dopo l’anno 289 a. C..

Livio ricordò, in occasione della presenza di Annibale nel territorio campano dopo la vittoria di Canne: Il console Q. Fabio aveva il campo presso Casilino, che era occupata da una guarnigione di duemila Campani e di settecento soldati di Annibale. Essa era comandata da Stazio Mezio, mandato da Cn. Magio Atellano, che in quell’anno era il supremo magistrato.

Ancora una volta è confermata l’alleanza con i Romani dei soli Sanniti/Pentri; tant’è che nei pressi di Bovianum/Bojano erano accampato una parte dell’esercito Romano.

 DECITII

Dekitiis/Numerio Decitius C. f., fu ricordato da Livio per il suo intervento in favore dell’esercito Romano contro l’esercito di Annibale accampato presso Gerione nell’anno 217 prima della battaglia di Canne.

Livio scrisse: Con l’intervento successivo del sannita Numerio Decimio le sorti della battaglia ritornarono in favore dei Romani. Si racconta che costui, per stirpe e ricchezza uno dei cittadini più autorevoli, non solo di Boviano che era la sua patria, ma di tutto il Sannio, per ordine del dittatore aveva condotto al campo romano ottomila fanti e cinquecento cavalieri.

Della sua famiglia si conosce m. t. Ni Dekitiis Mi./Numerius Decitius Mi.f. che finanziò la costruzione del tempio minore di Schiavi d’Abruzzo: Scm t ni dekidiud mi m[ 9 10 ] st.legu tangitud aamanfed.esidum.p[ru]fadet.upsed.g.paapi g f .

L’iscrizione testimonia l’appartenenza di alcuni siti oggi in provincia di Chieti al territorio dei Sanniti/Pentri e, successivamente in epoca romana, al municipio ed alla diocesi episcopale di Terventum/Trivento. Anno probabile I sec. a. C.

Schiavi d’Abruzzo. Il tempio minore (da http://www.terraecuore.net).

Luvkis Dekitis Marah[ieis]/L. Decitius Mr.f., compare nel Tempio B di Pietrabbondante insieme con Mr.Staiis Bn., in una dedica alla Vittoria durante la guerra sociale, forse nel 90 a. C.. Si tratta di due comandanti militari, non m. t. in occasione della dedica ma, forse, in precedenza.

maras.staiis.banttiei[s                                                                        luvkis dekitis marah[ieis                                                                        vikturrai dunum ded[ens .           Dedica di donario alla Vittoria da                                                                 Pietrabbondante (da Sannio Pentri e                                                           Frentani dal VI al I sec. a. C., 1980.).

Gn. Dekitiis Pk./Cn. Decitius Samnis: fu ricordato da Cicerone (106-43 a. C.) nella Pro Cluentio:  Cn. Decidio Samniti, ei qui proscriptus est, iniuriam in calamitate eius ab huius familia factam esse dixistis. Ab nullo ille liberalius quam a Cluentio tractatus est: huius illum opes in rebus eius incommodissimis sublevarunt, atque hoc cum ipse tum eius amici necessariique omnes cognorunt. Proscritto da Silla nell’anno 82. Per la sua riabilitazione Cesare pronunziò da giovane l’orazione ricordata da Tacito, pro Deci<ti> Samnite.

 SATRII

 La Regina ricorda m.t. Tr. Sadriis Tr./Tr. Satrius Tr.f. su bollo di Bovianum: m.t.tr.sadri.tr ; ed una iscrizione da Aesernia/Isernia: ‘L. Satrius L.f., magisterdei ‘Samnites inquolae’ (II sec. a. C.).

HERII

E’ noto m.t.Mi.Heriis Uv./Mi. Herius Ovi f. da un bollo di Bovianum dal santuario di Campochiaro: m.t.mi.keri.uv; probabilmente da Sepino il bollo: Dekis Hereiis Dekkieis Saipinaz. Un Herius, scrive La Regina, prese parte alla guerra di Numantia, anno 133 a. C. nell’esercito Romano al comando di Scipione Emiliano.

Dal santuario di Campochiaro proviene un frammento epigrafico: [A]sinis H[eriis ? -].

 POMPONII

Di questa famiglia si conosce m.t. Ni. Pumpuniis Tit./Numerius Pomponius Tit.f., da un bollo di Bovianum dal santuario di Campochiaro: mtnpumtit. Una epigrafe da Aesernia: C. Pomponius V.f., magister ’ dei ‘Samnites inquolae’ (II sec. a. C.) e da Saepinum: Cn. Pomponius Cn. f. Saturninus, senatore del I secolo d. C..

 VESULLIAEI

La Regina ricorda Nv. Vesulliais Tr. M. t./Novius Vesulliaeus Tr.f., vissuto nel II sec. a. C..

Nv. Vesulliais Tr. m. t./Novius compare nella iscrizione trovata nel santuario italico di Pietrabbondante: n(u)v(is) vesulliais tr(eis) m(eddiss) t(utiks) ekik sakaraklum

buvaianud aikdafed/NV. VESULLIAIS TR. M. T. EKIK SAKARAKLUM BUVAIANUD AIKDAFED”/Bovianum, Novio Vesullanio, figlio di Trebi magistrato supremo questo sacello [ ? ].

[Non entriamo nel merito della polemica sorta nell’anno 1846, sulla personale interpretazione di T. Mommsen (vedi: “BOVIANUM VETUS”. “BOVIANUM UNDECUMANORUM”. (2^ parte … in https://molise2000.wordpress.com/…/bovianum-vetus-bovianum-undecumanorum) sosteneva l’esistenza di 2 località denominate Bovianum, non senza aver modificato (manipolato?) una chiara descrizione nella Naturalis Historia di Plinio Secondo il Vecchio (23-79 de. C.)].

Epigrafe di Novius Vesulliaeus Tr.f. . (da Cianfarani, 1978)

 L’altro VESULLIAEI […] era Avl(eis) m.t., cui si deve una dedica a divinità. II sec. a. C..

LUCCEII

Ni. Luvkiis Mr./N. Lucceius Mr. f. inciso su di una moneta d’argento dell’anno 89 a. C.: viteliu / ni. luvki.mr. Probabilmente, scrive La Regina, N. Lucceius Mr.f. morì in magistratu nella prima metà dell’anno 89. (vedi figura).

 Quanto pubblicato da La Regina ha permesso di conoscere solo alcuni nomi dei magistrati Supremi/Meddis Tuvtiks/(m. t.): nella buona e nella cattiva sorte seppero, con le loro fortunate e sfortunate imprese belliche rendere grande la città di Bojano ed una parte del territorio dell’attuale regione Molise del popolo dei Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti, denominatisi Pentri.

Permisero al popolo dei Sanniti/Pentri di progredire, favorendo: la costruzione dei siti difensivi sulle colline e le sommità delle montagne localizzati nel vasto territorio occupato, utili per il controllo del territorio e per facilitare le comunicazioni visive; promossero la costruzione dei Santuari, dei Templi e degli edifici di pubblica utilità; fecero sì che, attraverso la bonifica di un lago o di una palude esistente nella pianura di Bojano, si incrementasse l’agricoltura anche con la coltivazione della vite e dell’ulivo; l’allevamento del bestiame.

I centri fortificati (scoperti) dei Pentri. I santuari (scoperti).

Migliorando gli antichissimi percorsi dei tratturi, utilizzati dagli animali per le loro stagionali migrazioni, incentivarono i rapporti commerciali e culturali con le popolazioni dei territori circostanti (Etruschi e coloni greci dai quali appresero l’alfabeto osco derivante dal greco calcidiese e l’uso delle monete) e con i Greci e con gli altri popoli d’oltre mare.

Incentivarono l’economia industriale, con l’estrazione e la lavorazione dei metalli che importavano soprattutto dai popoli confinati.

I tratturi nel territorio dei Pentri e dei Frentani (foto sn.)  La Tabula Peutingeriana. (foto ds.).

Con il definitivo dominio di Roma, il territorio dei Pentri fu diviso in distretti amministrativi, municipii, facenti capo ad una civitas: Venafrum/Venafro divenne praefectura nel III sec. a. C. e colonia latina all’epoca di Augusto; Aesernia/Isernia fu colonia latina nell’anno 263 a. C.; Terventum/Trivento fu municipium; Bovianum/Bojano fu colonia e munipium; Saepinum/Sepino, municipium.                                                                                                  Con l’avvento del cristianesimo, furono anche sedi diocesane.

L’egemonia dei Pentri e della loro città madre e capitale, Bovaianom, Bovianum/Bojano, pur ridotta a < sovranità limitata >, revocata da Roma dopo la Guerra Sociale (91-88 a. C.), con la caduta dell’impero romano e con l’arrivo di nuovi conquistatori, fu governata da uomini e donne che seppero farle rivivere gli antichi splendori.

Quella vasta pianura di circa 100 kmq., culla dei Sanniti/Pentri, posta alle pendici settentrionali del Massiccio del Matese, oggi è quasi del tutta abbandonata e un sistema moderno di irrigazione costato all’epoca una decina di miliardi giace completamente inutilizzato.

La fiorente manifattura della lana, ricchezza dei Sanniti/Pentri è scomparsa.

Le miniere di manganese per sono state abbandonate.

L’estrazione dell’argilla per produzione delle tegole, dei “tegoloni” e della ceramica è scomparsa.

I boschi che ancora oggi sono presenti sulle colline e sui monti da cui i Sanniti/Pentri avevano sempre ricavato ricchezza di legname e per l’alimentazione, sono abbandonati, tranne per la raccolta dei funghi e del tartufo.

I grossi allevamenti di bestiame non esistono PIU’: non esiste un mattatoio.

Per alcuni anni è esistita una fiorente industria agroalimentare per la macellazione e la confezione dei polli, oggi non esiste PIU’.

La coltivazione della vite e dell’ulivo nelle due aree esposte ad un microclima sono state completamente abbandonate ……………………….., e pensare che nella città di Bojano, nell’anno 1936 si svolse la VII edizione della Festa dell’uva, riproposta nell’ anno 1937 con l’VIII edizione; ergo, la 1^ edizione ci fu nell’anno1929. (vedi figure).

TUTTO questo nella città di Bojano non esiste PIU’.

Oreste Gentile.

 

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