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IL CERTIFICATO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E MARIA.

agosto 31, 2019
PRESO ATTO che alla data del 31 agosto 2019 il quotidiano Primo Piano Molise non ancora pubblica quanto dichiarato in data 13 aprile 2008 nell’articolo: Il Papa: “L’iserniano Celestino V”: […], documenti interessanti ed ancora inediti sono custoditi nella biblioteca di Montecassino. L’associazione “La Fraterna” a breve inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni dove è chiaro, come la luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V.
VISTA la dichiarazione del vescovo mons. Camillo Cibotti: Sembra quasi – ha affermato in conferenza stampa – che il Santo Patrono sia mortificato, perché non è sentito come ad esempio accade a Venafro per i Santi Nicandro, Marciano e Daria. E’ importante per la città l’identificazione il Patrono.
CONSIDERATO che il patrono della città di Isernia, non era mai stato san Pietro Celestino, proclamato tale UNICAMENTE in base ad un parere del Consiglio Comunale, come da articolo pubblicato dal quotidiano Nuovo Molise in data 11 giugno 2004: Pur riconoscendo l’alta competenza e l’autorità del Pontificio Comitato, nel prendere atto di tale comunicazione si evidenzia che il nuovo Statuto della Città di Isernia, recentemente adottato dal Consiglio Comunale, sancisce all’art. 1, comma 3, che: << Patrono della città di Isernia è San Pietro Celestino, la cui festività religiosa e civile è fissata per il giorno 19 maggio>>; a dispetto di quanto scrisse (1640-44) l’isernino Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, era san Nicandro e san Marciano: , si congettura ancora dall’antica protezione, che questi gloriosi Martiri han sempre tenuto, e tengono d’Isernia, e di Venafro, nelle quali da tempo antichissimo essi soli sono stati tenuti per padroni, e protettori, e CONTRO l’autorevole parere della Biblioteca Apostolica e del Pontificio Comitato di Scienze Storiche: […]. In accoglimento della Supplica avanzata dalla libera unione di studi agiografici, sotto il titolo di “Unione laicale Santissima Vergine Ausiliatrice”, va fatto manifesto che, in via non contingente, San Pietro Celestino Papa (Celestinus V Pontifex) è semplicemente compatrono secondario della Città dell’Isernia in Molise. Il principale (primis est) è San Nicandro, martire del sec. IV, protector della medesima Città e della Diocesi. Ne fanno nitida fede Atti Sinodali nonché episcopali Acta Pastoralis; vieppiù il “Decretum Pii”, il “Museo Italico” di Mabillon, la “Epistola ad Ecclesiam Aesemiensem e la coeva “Epistola Pastoralis ad clerum et populum” del vescovo Lodovico Cigni.
PRESO ATTO che nel periodo di soli 5 anni sono stati celebrati 2 (DUE) anniversari per gli 800 anni della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio: il anniversario negli anni 2009-2010 fu organizzato dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana di cui fa parte la diocesi di Isernia-Venafro, con la peregrinatio delle spoglie del santo papa in diverse località dell’Abruzzo e Molise, tra cui Isernia, e la presenza il 4 luglio 2010 nella città di Sulmona del papa emerito Benedetto XVI;
il 2° anniversario è stato celebrato nell’anno 2015 nella sola città di Isernia alla presenza di papa Francesco I.
PRESO ATTO che le testimonianze per accreditare alla città di Isernia la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, si sono rivelate TUTTE INFONDATE:
1). La casa natale di Pietro di Angelerio nella città di Isernia.
2). Il fondo paterno o una vigna nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio avrebbe fatto edificare un monastero.
3). La visita di san Francesco di Assisi nella città di Isernia dove avrebbe incontrato il piccolo Pietro di Angerio di circa 6 o 8 anni.
4). La lettera del vescovo Giacomo.
5). La Bolla di papa Gregorio X.
6). La pergamena del vescovo Matteo.
7). La pergamena del vescovo Dario.
8). La pergamena del vescovo Roberto.
9). La presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
10). Il dono di papa Celestino V di UNA o DUE croci alla città di Isernia.
11). L’anno di nascita di Pietro di Angelerio.
12). Il cognome della madre di Pietro di Angelerio.
13). Il monastero nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio fu novizio.
PRESO ATTO che l’Annuario Pontificio organo ufficiale informativo pubblicato dalla Santa Sede (su google: annuario pontificio prima pubblicazione) dalla sua prima edizione (anno 1716), nella edizione dell’anno 1862 era scritto: CXCIII. S. Celestino V, d’Isernia, Angeleri dal Murrone, c. 1294. Si dimise dal Pontificato dopo aver seduto m. 5, g. e che fino alla edizione dell’anno 1997 era scritto: S. Celestino V, n. a Isernia, Pietro del Murrone [… ].
PRESO ATTO che dall‘anno 1998, lo stesso Annuario Pontificio, senza una giustificazione, dichiara: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Murrone […].
ESAMINATE E LETTE le antiche fonti bibliografiche ricche di informazioni UTILI per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, la cui ATTENDIBILITA’ è TESTIMONIATA dagli autorevoli giudizi di mons. Sergio Pagano (2012) e di mons. Giuseppe Petrocchi (2013).
Mons. Pagano:
1). L’Autore della cosiddetta Vita C, la fonte più attendibile sulle gesta di Celestino V, scritta da un suo confratello poco dopo la morte del papa. […] povera contadina Maria, sposa di Angelerio. […]. Abbiamo quindi la Vita (C) di Celestino V attribuita ai monaci celestini Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona. La datazione del manoscritto fu fissata dal bollandista Van Ortoy tra il 1303 e il 1306;studi più recenti (Eugenio Susi) la collocano però dopo il 1306.
2). […]. Bisogna menzionare in primo luogo la cosiddetta «Autobiografia» di Celestino V, la fonte agiografica più antica che possediamo, tradizionalmente attribuita allo stesso Pietro del Morrone, ma più probabilmente redatta, subito dopo la sua morte, da un anonimo compagno sulla base dei ricordi del santo eremita.
3). […]. Vita volgare di Stefano Tiraboschi, del secolo XV, tramandata dal manoscritto Cl. V, n. 68 della Biblioteca Marciana di Venezia.
4). Pure un grande studioso di Celestino V. ben noto anche qui a L’ Aquila, Peter Herde, ha scritto che la scelta di Pietro del Morrone […].
Mons. Petrocchi: […]. Nella più importante testimonianza agiografica sul Santo, quella che è ormai da tutti conosciuta come Vita C, scritta da due compagni di Pietro del Morrone Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona […].
PRESA VISIONE E LETTO l’articolo a firma dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini pubblicato dal Messaggero di Sant’Antonio (luglio-agosto 2008) scritto dopo la sua visita pastorale all’antico monastero benedettino di Santa Maria in Faifolis: In questo monastero benedettino […] e lui (Pietro di Angelerio) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.
PRESA VISIONE ED ASCOLTATA l’intervista dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini rilasciata a TG 3 Rai il 25 luglio 2019:
D.: C’è ancora una diatriba tra S. Angelo Limosano e Isernia per chi ha dato i natali a Celestino V ho abbiamo la certezza?
R.: La diatriba resterà sempre perché il Vaticano se le sbrigata con: è nato nel Molise. Noi diciamo da gente di questo luogo che è nato a Sant’Angelo Limosano, altri diranno altre cose. Noi lo motiviamo per la particolare vicinanza che ha avuto questo Sant’Angelo con Faifoli dove lui è cresciuto come novizio, si è approfondita la sua vocazione ed è stato lì che ha emesso i voti, perciò c’è certamente una ragione diremo affettiva ed effettiva.
SI CERTIFICA
Il papa Celestino V, al secolo Pietro, figlio di Angelerio e di Maria, è nato in Sant’Angelo Limosano il giorno 29 giugno 1209.
(Oreste Gentile)

IL PARERE DI UNO STORICO, LUDOVICO GATTO, E L’OPPORTUNISMO DELLA CHIESA SUL LUOGO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA.

agosto 31, 2019
Richiamo la vostra attenzione su ciò che si leggere nel volume CELESTINO V PONTEFICE E SANTO (2006) di Ludovico Gatto e curato da Eleonora Plebani, in merito ai luoghi della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria.
Il risultato della ricerca dei due storici permette di smentire le pretese di altre località che ancora oggi rivendicano la nascita del papa molisano: Sant’Angelo Raviscanina (CE), Macchia d’Isernia, Pesche (IS), Sant’Angelo in Grotte (IS), Ausonia (FR), Sezze (LT) o altre località pronte a rivendicarla.
Gatto e Plebani hanno concentro la loro attenzione sulla città di Isernia ed il piccolo centro di Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso, le uniche località ricordate dalle biografie antiche e recenti di papa Celestino V, evidenziando l’inesistenza di dubbi sulla localizzazione e la identificazione del monastero benedettino dove il diciassettenne Pietro iniziò il noviziato: monastero di Santa Maria in Faifoli, al tempo pertinente alla diocesi di Benevento.
Il prof. Ludovico Gatto, nel giorno della sua morte, fu ricordato da La Repubblica: Ma Ludovico Gatto, scomparso ieri a 88 anni, era molto di più, uno studioso e docente tra i più noti del Medioevo e autore di un’ampia opera di divulgazione grazie a numerosi libri destinati al grande pubblico, professore emerito di storia medievale nella Facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza.
Nel capitolo I luoghi della nascita Isernia o S. Angelo Limosano ? , Gatto scrisse: Le fonti in proposito non sono molto precise. Tommaso da Sulmona, l’autore della cosiddetta Vita C, per esempio, si limitò a dire che Pietro di Angelerio vide la luce in una zona non lontana da Santa Maria di Faifoli, nella diocesi beneventana. Nella bolla di canonizzazione invece, lo si fece passare per originario della Terra di Lavoro. Più spesso però lo si è voluto nativo di Isernia, città di certa misura evoluta, e per quei tempi popolosa. A proposito del capoluogo molisano sappiamo bene – e giova dirlo – che durante il Medioevo esso fu sottoposto a varie vicende che ne determinarono il decadimento rispetto alla prosperità dell’età romana dei tempi di Traiano o degli Antonini. Varie distruzioni e incendi verso la fine del IX secolo – nell’880 – alla fine del XII – nel 1199 – e nei primi decenni del XIII – nel 1223 – proprio a ridosso della nascita di Pietro di Angelerio, ne accentuarono il dissesto. Tuttavia il numero dei “fuochi” della città, pur fra alti e bassi dovuti ai numerosi terremoti, alle vicende belliche e alle calamità naturali, si mantenne più o meno costante. Qualche migliaio di persone, nel ‘200, vi abitò dunque certamente, entro la cerchia ben difesa delle mura ove risiedettero pure uomini in qualche modo illustri, quali il giurista Andrea, professore di Diritto e giudice della Magna Curia. E ciò si sostiene anche sulla base di suggestioni del Telera propenso a legare la vita dell’ < Almifico > così denominò Celestino la regina Giovanna I di Napoli – a un centro cittadino.
Tuttavia, le prove su cui si basa quest’ultima ipotesi, non sono completamente certe, mentre motivi maggiormente plausibili lo qualificherebbero, proprio secondo le affermazioni dell’accreditata e generalmente affidabile Cronica di Stefano Tiraboschi del ‘400, come nativo in S. Angelo Limosano.
Gatto concluse: Comunque, sia che la sua provenienza debba collocarsi nella più importante e conosciuta Isernia e quindi si confermi appieno l’origine cittadina del santo, sia invece che vada collocata in S. Angelo Limosano, si tratta sempre di località molisane, situate nei pressi del monastero benedettino di S. Maria di Faifoli, cui Pietro fu legato, separato da S. Angelo Limosano, soltanto dalla valle bifernina.

Il monastero di Santa maria in Faifoli e la localizzazione di Isernia e Sant’Angelo Limosano.

Quante volte nel passato vi sarà capitato di sentirvi dire: Aaaah sei di Campobasso! Campania, Napoli !
Questo accadde ad alcuni dei biografi di papa Celestino V; ad esempio Telera, evidenziato da Gatto: propenso a legare la vita dell’Almifico/papa Celestino V a un centro cittadino e non al piccolo castrum di Sancto Angelo, identificato da Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin e, soprattutto, in 2 (DUE) chiarissime descrizione, da Stefano di Lecce (1471-1474):
(
1^) Petrus de Castello Sancti Angeli, Comitatus Molisii, prope Limosanum.
(2^) monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit.
Ed ancora, il biografo Marini (1640): Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale (sepolto in Morrone, Campobasso).
Dopo secoli di polemiche dobbiamo essere ancora presi in giro ?
Pur essendo chiaro il luogo dove nacque papa Celestino V, l’Annuario Pontificio, organo ufficiale della Chiesa, dall’anno 1998, cancellando n. a Isernia, attesta nato nel Molise, scegliendo UNICAMENTE il nome del territorio, essendo sia Isernia che Sant’Angelo Limosano, come scrisse Gatto, località molisane.
ALLA FACCIA DELLA VERITA’.
Oreste Gentile.

IL “CAMMINO DEL PERDONO” LOCALIZZA ED IDENTIFICA IL PAESE NATALE DI PAPA CELESTINO V (al secolo PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA).

agosto 15, 2019

Dal sito http://ilcamminodelperdono.eu/

Che cos’è Il Cammino del Perdono


Sulle tracce degli antichi avvenimenti storici risalenti al XIII secolo in chiusura dell’epoca medievale, il Movimento Celestiniano ha ricostruito, secondo l’attuale visione geografica ed ambientale, quei percorsi spirituali ed umanistici che hanno caratterizzato quell’epoca tanto intensa quanto ricca di contrasti. Il Cammino del Perdono nasce dal desiderio di riscoprire quegli elementi e quei personaggi che favorirono la rappacificazione tra popoli da secoli in guerra a causa delle famigerate Crociate Cristiane. Il perdono fu la chiave che all’epoca ricondusse alla pace, alla fine delle crociate ed alla chiusura di quell’era buia e sterile chiamata Medio Evo, gettando le basi per la creazione della nostra moderna società e dei valori che oggi accomunano i popoli di tutto il mondo, anche quelli apparentemente in contrasto. Tra i luoghi più importanti dell’epoca, e sulla storia e la vita di San Pietro Celestino V e delle altre figure importanti di quel periodo (Federico II, il Sultano ElKamil, San Francesco D’Assisi), nascono cinque stupendi quanto unici percorsi turistici che attraversano mete sconosciute alle masse e garantiscono un viaggio non solo fisico, ma emotivo e trascendentale.

Il Cammino del Perdono: L’AQUILA – SANT’ANGELO LIMOSANO.

L’itinerario SU I PASSI DI CELESTINO, ricostruito sulla base delle più antiche biografie su Pietro di Angelerio e di Maria, permette di percorre  soprattutto i tratturi utilizzati per il suo primo viaggio: dal paese natale, Sant’Angelo Limosano, al castrum di Castel di Sangro, nel cui territorio iniziò i primi 3 anni di vita eremitica: era partito all’età di 20 anni (1229-1232)

Il percorso da Sant’Angelo Limosano a Castel di Sangro esclude il percorso da Isernia a Castel di Sangro.

Nell’anno 1276 effettuò il percorso inverso: partendo dai romitori o da uno dei tanti monasteri fondati sul Morrone ed in alcuni centri della Maiella, prese dimora del monastero di Santa Maria in Faifoli, non lontano dal suo castrum di origine, Sant’Angelo Limosano, per essere stato nominato abate (1276-1279) dall’arcivescovo di Benevento, Capodiferro.

Una circostanza che ha indotto mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo metropolita della diocesi di Campobasso Bojano, a pubblicare sul Messaggero di Sant’Antonio (luglio-agosto 2008), dopo la sua visita pastorale: In questo monastero benedettino […] e lui (Pietro di Angelerioproviene da un paesello posto sull’altra costa della vallataSant’Angelo Limosano.

Giudizio confermato in una intervista al TG3 regione Molise il 25 luglio 2019:

Domanda: C’è ancora una diatriba tra S. Angelo Limosano e Isernia per chi ha dato i natali a Celestino V o abbiamo la certezza? Risposta: La diatriba resterà sempre perché il Vaticano se le sbrigata con: è nato nel Molise. Noi diciamo da gente di questo luogo che è nato a Sant’Angelo Limosano, altri diranno altre cose. Noi lo motiviamo per la particolare vicinanza che ha avuto questo Sant’Angelo con Faifoli dove lui è cresciuto come novizio, si è approfondita la sua vocazione ed è stato lì che ha emesso i voti, perciò c’è certamente una ragione diremo affettiva ed effettiva.

La localizzazione del castrum di Sant’Angelo Limosano dal sito del monastero di Santa Maria in Faifolis.

Oreste Gentile.

CERTIFICATO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V (Pietro di Angelerio).

agosto 12, 2019

PRESO ATTO che alla data del 12 agosto 2019 il quotidiano Primo Piano Molise non ancora pubblica quanto dichiarato in data 13 aprile 2008 nell’articolo: Il Papa: “L’iserniano Celestino V”: […], documenti interessanti ed ancora inediti sono custoditi nella biblioteca di Montecassino. L’associazione “La Fraterna” a breve inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni dove è chiaro, come la luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V.

VISTA la dichiarazione del vescovo mons. Camillo CibottiSembra quasi – ha affermato in conferenza stampa – che il Santo Patrono sia mortificato, perché non è sentito come ad esempio accade a Venafro per i Santi Nicandro, Marciano e Daria. E’ importante per la città l’identificazione il Patrono.

CONSIDERATO che il patrono della città di Isernia, non era mai stato san Pietro Celestino, proclamato tale UNICAMENTE in base ad un parere del Consiglio Comunale, come da articolo pubblicato dal quotidiano Nuovo Molise in data 11 giugno 2004: Pur riconoscendo l’alta competenza e l’autorità del Pontificio Comitato, nel prendere atto di tale comunicazione si evidenzia che il nuovo Statuto della Città di Isernia, recentemente adottato dal Consiglio Comunale, sancisce all’art. 1, comma 3, che: << Patrono della città di Isernia è San Pietro Celestino, la cui festività religiosa e civile è fissata per il giorno 19 maggio>>; a dispetto di quanto scrisse (1640-44) l’isernino Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, era san Nicandro e san Marciano: … , si congettura ancora dall’ antica protezione, che questi gloriosi Martiri han sempre tenuto, e tengono d’Isernia, e di Venafro, nelle quali da tempo antichissimo essi soli sono stati tenuti per padroni, e protettori, e CONTRO l’autorevole parere della Biblioteca Apostolica e del Pontificio Comitato di Scienze Storiche: […]. In accoglimento della Supplica avanzata dalla libera unione di studi agiografici, sotto il titolo di “Unione laicale Santissima Vergine Ausiliatrice”, va fatto manifesto che, in via non contingente, San Pietro Celestino Papa (Celestinus V Pontifex) è semplicemente compatrono secondario della Città dell’Isernia in Molise. Il principale (primis est) è San Nicandro, martire del sec. IV, protector della medesima Città e della Diocesi. Ne fanno nitida fede Atti Sinodali nonché episcopali Acta Pastoralis; vieppiù il “Decretum Pii”, il “Museo Italico” di Mabillon, la “Epistola ad Ecclesiam Aesemiensem e la coeva “Epistola Pastoralis ad clerum et populum” del vescovo Lodovico Cigni.

PRESO ATTO che nel periodo di soli 5 anni sono stati celebrati 2 (DUE) anniversari per gli 800 anni della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio: il anniversario negli anni 2009-2010 fu organizzato dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana di cui fa parte la diocesi di Isernia-Venafro, con la peregrinatio delle spoglie del santo papa in diverse località dell’Abruzzo e Molise, tra cui Isernia, e la presenza il 4 luglio 2010 nella città di Sulmona del papa emerito Benedetto XVI;
il 2° anniversario è stato celebrato nell’anno 2015 nella sola città di Isernia alla presenza di papa Francesco I.

PRESO ATTO che le testimonianze per accreditare alla città di Isernia la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, si sono rivelate TUTTE INFONDATE:
1). La casa natale di Pietro di Angelerio nella città di Isernia.
2). Il fondo paterno o una vigna nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio avrebbe fatto edificare un monastero.
3). La visita di san Francesco di Assisi nella città di Isernia dove avrebbe incontrato il piccolo Pietro di Angerio di circa 6 o 8 anni.
4). La lettera del vescovo Giacomo.
5). La Bolla di papa Gregorio X.
6). La pergamena del vescovo Matteo.
7). La pergamena del vescovo Dario.
8). La pergamena del vescovo Roberto.
9). La presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
10). Il dono di papa Celestino V di UNA o DUE croci alla città di Isernia.
11). L’anno di nascita di Pietro di Angelerio.
12). Il cognome della madre di Pietro di Angelerio.
13). Il monastero nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio fu novizio.

PRESO ATTO che l’Annuario Pontificio organo ufficiale informativo pubblicato dalla Santa Sede (su google: annuario pontificio prima pubblicazione) dalla sua prima edizione (anno 1716), nella edizione dell’anno 1862 era scritto: CXCIII. S. Celestino V, d’Isernia, Angeleri dal Murrone, c. 1294. Si dimise dal Pontificato dopo aver seduto m. 5, g. e che fino alla edizione dell’anno 1997 era scritto: S. Celestino V, n. a Isernia, Pietro del Murrone [… ].

PRESO ATTO che dall‘anno 1998, lo stesso Annuario Pontificio, senza una giustificazione, dichiara: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Murrone […].

ESAMINATE e LETTE le antiche fonti bibliografiche ricche di informazioni UTILI per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, la cui ATTENDIBILITA’ è TESTIMONIATA dagli autorevoli giudizi di mons. Sergio Pagano (2012) e di mons. Giuseppe Petrocchi (2013).

Mons. Pagano:
1). L’Autore della cosiddetta Vita C, la fonte più attendibile sulle gesta di Celestino V, scritta da un suo confratello poco dopo la morte del papa. […] povera contadina Maria, sposa di Angelerio. […]. Abbiamo quindi la Vita (C) di Celestino V attribuita ai monaci celestini Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona. La datazione del manoscritto fu fissata dal bollandista Van Ortoy tra il 1303 e il 1306; studi più recenti (Eugenio Susi) la collocano però dopo il 1306.
2). […]. Bisogna menzionare in primo luogo la cosiddetta «Autobiografia» di Celestino V, la fonte agiografica più antica che possediamo, tradizionalmente attribuita allo stesso Pietro del Morrone, ma più probabilmente redatta, subito dopo la sua morte, da un anonimo compagno sulla base dei ricordi del santo eremita.
3). [..]. Vita volgare di Stefano Tiraboschi, del secolo XV, tramandata dal manoscritto Cl. V, n. 68 della Biblioteca Marciana di Venezia.
4). Pure un grande studioso di Celestino V. ben noto anche qui a L’ Aquila, Peter Herde, ha scritto che la scelta di Pietro del Morrone […].

Mons. Petrocchi: […]. Nella più importante testimonianza agiografica sul Santo, quella che è ormai da tutti conosciuta come Vita C, scritta da due compagni di Pietro del Morrone Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona […].

PRESA VISIONE E LETTO l’articolo a firma dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini pubblicato dal Messaggero di Sant’Antonio (luglio-agosto 2008) scritto dopo la sua visita pastorale all’antico monastero benedettino di Santa Maria in Faifolis: In questo monastero benedettino […] e lui (Pietro di Angelerio) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

PRESA VISIONE ED ASCOLTATA l’intervista dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini rilasciata a TG 3 Rai il 25 luglio 2019: D.: C’è ancora una diatriba tra S. Angelo Limosano e Isernia per chi ha dato i natali a Celestino V ho abbiamo la certezza? R.: La diatriba resterà sempre perché il Vaticano se le sbrigata con: è nato nel Molise. Noi diciamo da gente di questo luogo che è nato a Sant’Angelo Limosano, altri diranno altre cose. Noi lo motiviamo per la particolare vicinanza che ha avuto questo Sant’Angelo con Faifoli dove lui è cresciuto come novizio, si è approfondita la sua vocazione ed è stato lì che ha emesso i voti, perciò c’è certamente una ragione diremo affettiva ed effettiva.

SI CERTIFICA

Il papa Celestino V, al secolo Pietro, figlio di Angelerio e di Maria, è nato in Sant’Angelo Limosano il giorno 29 giugno 1209.
(o. g.)