IL PARERE DI UNO STORICO, LUDOVICO GATTO, E L’OPPORTUNISMO DELLA CHIESA SUL LUOGO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA.

Richiamo la vostra attenzione su ciò che si leggere nel volume CELESTINO V PONTEFICE E SANTO (2006) di Ludovico Gatto e curato da Eleonora Plebani, in merito ai luoghi della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria.
Il risultato della ricerca dei due storici permette di smentire le pretese di altre località che ancora oggi rivendicano la nascita del papa molisano: Sant’Angelo Raviscanina (CE), Macchia d’Isernia, Pesche (IS), Sant’Angelo in Grotte (IS), Ausonia (FR), Sezze (LT) o altre località pronte a rivendicarla.
Gatto e Plebani hanno concentro la loro attenzione sulla città di Isernia ed il piccolo centro di Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso, le uniche località ricordate dalle biografie antiche e recenti di papa Celestino V, evidenziando l’inesistenza di dubbi sulla localizzazione e la identificazione del monastero benedettino dove il diciassettenne Pietro iniziò il noviziato: monastero di Santa Maria in Faifoli, al tempo pertinente alla diocesi di Benevento.
Il prof. Ludovico Gatto, nel giorno della sua morte, fu ricordato da La Repubblica: Ma Ludovico Gatto, scomparso ieri a 88 anni, era molto di più, uno studioso e docente tra i più noti del Medioevo e autore di un’ampia opera di divulgazione grazie a numerosi libri destinati al grande pubblico, professore emerito di storia medievale nella Facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza.
Nel capitolo I luoghi della nascita Isernia o S. Angelo Limosano ? , Gatto scrisse: Le fonti in proposito non sono molto precise. Tommaso da Sulmona, l’autore della cosiddetta Vita C, per esempio, si limitò a dire che Pietro di Angelerio vide la luce in una zona non lontana da Santa Maria di Faifoli, nella diocesi beneventana. Nella bolla di canonizzazione invece, lo si fece passare per originario della Terra di Lavoro. Più spesso però lo si è voluto nativo di Isernia, città di certa misura evoluta, e per quei tempi popolosa. A proposito del capoluogo molisano sappiamo bene – e giova dirlo – che durante il Medioevo esso fu sottoposto a varie vicende che ne determinarono il decadimento rispetto alla prosperità dell’età romana dei tempi di Traiano o degli Antonini. Varie distruzioni e incendi verso la fine del IX secolo – nell’880 – alla fine del XII – nel 1199 – e nei primi decenni del XIII – nel 1223 – proprio a ridosso della nascita di Pietro di Angelerio, ne accentuarono il dissesto. Tuttavia il numero dei “fuochi” della città, pur fra alti e bassi dovuti ai numerosi terremoti, alle vicende belliche e alle calamità naturali, si mantenne più o meno costante. Qualche migliaio di persone, nel ‘200, vi abitò dunque certamente, entro la cerchia ben difesa delle mura ove risiedettero pure uomini in qualche modo illustri, quali il giurista Andrea, professore di Diritto e giudice della Magna Curia. E ciò si sostiene anche sulla base di suggestioni del Telera propenso a legare la vita dell’ < Almifico > così denominò Celestino la regina Giovanna I di Napoli – a un centro cittadino.
Tuttavia, le prove su cui si basa quest’ultima ipotesi, non sono completamente certe, mentre motivi maggiormente plausibili lo qualificherebbero, proprio secondo le affermazioni dell’accreditata e generalmente affidabile Cronica di Stefano Tiraboschi del ‘400, come nativo in S. Angelo Limosano.
Gatto concluse: Comunque, sia che la sua provenienza debba collocarsi nella più importante e conosciuta Isernia e quindi si confermi appieno l’origine cittadina del santo, sia invece che vada collocata in S. Angelo Limosano, si tratta sempre di località molisane, situate nei pressi del monastero benedettino di S. Maria di Faifoli, cui Pietro fu legato, separato da S. Angelo Limosano, soltanto dalla valle bifernina.

Il monastero di Santa maria in Faifoli e la localizzazione di Isernia e Sant’Angelo Limosano.

Quante volte nel passato vi sarà capitato di sentirvi dire: Aaaah sei di Campobasso! Campania, Napoli !
Questo accadde ad alcuni dei biografi di papa Celestino V; ad esempio Telera, evidenziato da Gatto: propenso a legare la vita dell’Almifico/papa Celestino V a un centro cittadino e non al piccolo castrum di Sancto Angelo, identificato da Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin e, soprattutto, in 2 (DUE) chiarissime descrizione, da Stefano di Lecce (1471-1474):
(
1^) Petrus de Castello Sancti Angeli, Comitatus Molisii, prope Limosanum.
(2^) monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit.
Ed ancora, il biografo Marini (1640): Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale (sepolto in Morrone, Campobasso).
Dopo secoli di polemiche dobbiamo essere ancora presi in giro ?
Pur essendo chiaro il luogo dove nacque papa Celestino V, l’Annuario Pontificio, organo ufficiale della Chiesa, dall’anno 1998, cancellando n. a Isernia, attesta nato nel Molise, scegliendo UNICAMENTE il nome del territorio, essendo sia Isernia che Sant’Angelo Limosano, come scrisse Gatto, località molisane.
ALLA FACCIA DELLA VERITA’.
Oreste Gentile.

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