PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA. LA PRESENZA SUA PRESENZA NELLA CITTA’ DI ISERNIA NEI GIORNI 14 E 15 OTTOBRE 1294.

1^. LA PRESENZA DI PAPA CELESTINO V NELLA CITTA’ DI ISERNIA NEI GIORNI 14 E 15 OTTOBRE 1294.

D.: Frate Pietro, è di questi giorni la notizia per ricordare il suo passaggio, la sua visita, la sua sosta, la sua presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre dell’anno 1294.

R.: Mai stato in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 è ERRATO, come hanno scritto, NON vi sono passato, NON vi ho soggiornato per recarmi con il re Carlo d’Angiò ai luoghi del Sacro Collegio, ossia a Perugia, e poi nella città de L’Aquila. La nomina mi fu recapitata nel mio eremo del Morrone e da lì, scortato dal re e dal figlio, fui condotto a L’Aquila per diventare papa Celestino V.

D.: Ma come, hanno scritto che in occasione del suo passaggio, della sua visita, della sua sosta, della sua presenza nella città di Isernia: la sua città d’origine, alla quale donò le preziose croci che ancora oggi sono conservate in Isernia ?

R.: Una BUFALA, come dite voi. Ma ti pare, CIARLANTI arciprete della Cattedrale di Isernia, convinto sostenitore della mia nascita in quella città, non avrebbe evidenziato il mio passaggio, la mia visita, la mia sosta, la mia presenza in Isernia ?

Proprio lui ch,e pur di sostenere la mia nascita in Isernia, si era invento nei pressi della città l’esistenza di un mio fondo paterno sul quale avrei fatto costruire un monastero ?

CIARLANTI ricordò SI le 2 (DUE) croci, ma scrisse: e due Croci ch’egli (ossia io) in dono mandò alla sua Patria (ossia Isernia), che nel Duomo si conservano.

Caro amico, le 2 (DUE) croci io le avrei mandate (ossia spedite, inviate, pervenire), ergo non le donai in occasione della mia falsa presenza, del mio passaggio, della mia visita, della mia sosta, della mia presenza nella città di Isernia: in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.

D.: Ma le 2 (DUE) croci sono veramente esistite ?

R.: Cosa vuoi, le INVENTANO TUTTE pur di farmi nascere nella città di Isernia. Ho appreso, ad esempio, che addirittura mons. Gemma, quando era vescovo della diocesi di Isernia-Venafro, dichiarò in una sua omelia l’esistenza di 1 (UNA) sola croce: e qui lasciasti come segno d’affetto, di comunione e di protezione QUELLA CROCE argentea che il tesoro della nostra cattedrale custodisce, quale emblema di un particolare legame che ti unisce alla tua città natale.

Vedi, caro amico, anche il vescovo mi vuole nato in Isernia.

Vedi, esiste una descrizione di UNA sola CROCE esposta in occasione delle Celebrazioni Celestiniane. Mostra di Cimeli e Documenti (L’Aquila 1954): CROCE IN ARGENTO DORATO (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12). Di finissimo cesello e sbalzo; tempesta di pietre dure, rubini, lapislazzuli ed ametiste. Ha sui quattro bracci delicati smalti su fondo azzurro rappresentanti figure sacre. NOBILISSIMA ISPIRAZIONE DELL’ALTA OREFICERI, FORSE FIORENTINA. SECONDA META’ DEL SEC. XIV. PROPRIETA’ DEL CAPITOLO CATTEDRALE DI ISERNIA.

La seconda metà del sec. XIV E’ UNA DATA CHE NON SI CONCILIA CON L’ANNO 1294 E CON I GIORNI 14 E 15 OTTOBRE IN CUI AVREI DOVUTO ESSERE PRESENTE O PASSARE O VISITARE O SOSTARE NELLA CITTA’ DI ISERNIA ?

Le 2 croci ricordate nella intervista.

 

 

(continua).

Oreste Gentile

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